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  1. #1
    Partecipante
    Data registrazione
    07-06-2011
    Messaggi
    47

    seconda prova lavoro giugno 2011....condivisione

    Ciao,
    ho difficoltà a sviluppare progetti di integrazione e inserimento. Non riesco a ricordare quando ho studiato una cosa del genere e che approccio teorico utilizzare.
    Mi date qualche idea ber articolata per questo svolgimento (prova d'esame 2009)?
    "Il candidato definisca gli obiettivi, le metodologie, gli operatori da coinvolgere e i tempi di attuazione di un progetto di socializzazione al lavoro, con particolare attenzione alla fase dell’inserimento, in un’azienda metalmeccanica di grandi dimensioni del Nord Italia, che deve integrare nel proprio organico operai provenienti da diversi paesi, tra cui Italia, Pakistan e Romania"
    Grazie grazie grazie.

  2. #2
    Matricola
    Data registrazione
    19-12-2007
    Residenza
    limite sull'arno
    Messaggi
    16

    Riferimento: seconda prova lavoro giugno 2011....condivisione

    Ciao! io sono di sviluppo ma qualche idea ce l'avrei. Dove l'abbiamo studiato non lo so (io ho studiato a Firenze), ma credo che la teoria del contatto di Allport sia un buon punto di partenza: la teoria postula (sinteticamente) che il contatto ripetuto fra culture diverse favorisce la tolleranza, appunto, della diversità. Il progetto, amio avviso, dovrebbe prevedere:
    - una fase di presentazione da parte dell'azienda ai nuovi arrivati
    - una fase di ascolto dei dubbi, perplessità deinuovi lavoratori e delle loro abitudini e prassi lavorative nei paesi d'origine
    - una fase di incontro tra nuovi e vecchi lavoratori, in modo che possano confrontarsi sui reciproci punti di vista rispetto al lavoro
    - una fase di accoglimento di eventuali richieste relative a pratiche religiose che richiedono pause nella giornata di lavoro (ad es. momenti di preghiera) con formulazione di accordi che prevedano il recuperodi tali pause
    - formulazione di obiettivi chiari e concreti da parte dell'Azienda
    - invito a delegare, da parte dei superiori e dei lavoratori più esperti, anche mansioni di una certa importanza,non solo quelle di cui "si farebbe volentieri a meno",man mano che i nuovi inseriti maturano esperienza
    Lo psicologo potrebbe prevedere lacreazione di uno sportello d'ascolto per tutti i lavoratori, vecchi e nuovi, per supporto all'integrazione e facilitazione relazionale (aiutare ad assumere la prospettiva dell'altro)
    Lo psicologo potrebbe coinvolgere un mediatore culturale/linguistico per eventuali problemi con le lingue
    Lo psicologo può avvalersi della collaborazione di un collega per la conduzionedei gruppi di confornto

    ...i miei sono solo spunti, se tu sei di lavoro sai meglio di me comesi impostano tempi e modalità di intervento

    ciao ciao in bocca al lupo ale

  3. #3
    Partecipante
    Data registrazione
    07-06-2011
    Messaggi
    47

    Riferimento: seconda prova lavoro giugno 2011....condivisione

    Citazione Originalmente inviato da ale20073 Visualizza messaggio
    Ciao! io sono di sviluppo ma qualche idea ce l'avrei. Dove l'abbiamo studiato non lo so (io ho studiato a Firenze), ma credo che la teoria del contatto di Allport sia un buon punto di partenza: la teoria postula (sinteticamente) che il contatto ripetuto fra culture diverse favorisce la tolleranza, appunto, della diversità. Il progetto, amio avviso, dovrebbe prevedere:
    - una fase di presentazione da parte dell'azienda ai nuovi arrivati
    - una fase di ascolto dei dubbi, perplessità deinuovi lavoratori e delle loro abitudini e prassi lavorative nei paesi d'origine
    - una fase di incontro tra nuovi e vecchi lavoratori, in modo che possano confrontarsi sui reciproci punti di vista rispetto al lavoro
    - una fase di accoglimento di eventuali richieste relative a pratiche religiose che richiedono pause nella giornata di lavoro (ad es. momenti di preghiera) con formulazione di accordi che prevedano il recuperodi tali pause
    - formulazione di obiettivi chiari e concreti da parte dell'Azienda
    - invito a delegare, da parte dei superiori e dei lavoratori più esperti, anche mansioni di una certa importanza,non solo quelle di cui "si farebbe volentieri a meno",man mano che i nuovi inseriti maturano esperienza
    Lo psicologo potrebbe prevedere lacreazione di uno sportello d'ascolto per tutti i lavoratori, vecchi e nuovi, per supporto all'integrazione e facilitazione relazionale (aiutare ad assumere la prospettiva dell'altro)
    Lo psicologo potrebbe coinvolgere un mediatore culturale/linguistico per eventuali problemi con le lingue
    Lo psicologo può avvalersi della collaborazione di un collega per la conduzionedei gruppi di confornto

    ...i miei sono solo spunti, se tu sei di lavoro sai meglio di me comesi impostano tempi e modalità di intervento

    ciao ciao in bocca al lupo ale
    Complimenti, promosso!!!!

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