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Visualizzazione risultati 1 fino 4 di 4
  1. #1
    Partecipante Affezionato L'avatar di evvivaa
    Data registrazione
    14-04-2004
    Residenza
    Roma
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    76

    CONSIGLIO!valutazione danno psicologico dopo trauma fisico

    Ciao colleghi!
    Sono stata incaricata di fare una valutazione del danno psicologico di una ragazza 15enne che è stata investita. Ha subito una frattura scomposta alla gamba ed è dovuta rimanere un mese e mezzo a casa, senza andare a scuola e sembra essersi ingrassata molto.
    Che batteria di test mi consigliate?
    Io avevo pensato:
    MMPI-A
    STAI X1; STAI X2
    BDI (ma non so se può andare per gli adolescenti) o CDI (Ma stessa incognita: vale per gli adolescenti?)
    TFU
    TEST DELL'ALBERO

    Bastano secondo voi? Ne sostituireste qualcuno o ne mettereste altri?
    e poi...domanda delle domande...posso usare le fotocopie dei test§? non devo farli vedere al giudice, servono solo le relazioni da portare all'assicurazione per un risarcimento danni....

    Grazie!!
    Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi
    non avrò vissuto invano
    Se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena
    o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido
    non avrò vissuto invano


  2. #2
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    20-02-2011
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    191

    Riferimento: CONSIGLIO!valutazione danno psicologico dopo trauma fisic

    1. No, le fotocopie illegali non le puoi usare. Tanto meno per una perizia legale...
    2. Quello che ti devi chiedere in una perizia è sempre il "perchè" usi proprio un dato test (ovvero, cosa vuoi di preciso valutare, in base a cosa, e perchè quel test X è, a questo riguardo, più adatto rispetto ad un test Y). Se non ti sai rispondere con precisione, e con riferimenti scientifici, questo ovviamente non potrà emergere nella perizia, e quindi rischi che la perizia di controparte (giustamente) ribalti la tua.
    3. In generale, non usare mai strumenti che non conosci già bene. Una perizia è delicata e complessa, e deve essere svolta con la massima... perizia tecnica possibile.
    4. Nel merito, ad esempio: perchè il test dell'albero ? E perchè non vi sono strumenti sul PTSD ?

  3. #3
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
    Data registrazione
    04-08-2003
    Residenza
    Latina-Roma
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    3,140

    Re: CONSIGLIO!valutazione danno psicologico dopo trauma fisico

    scusa dispo posso chiedere una cosa: questa relazione va portata all'assicurazione, ma l'assicurazione poi ha un suo perito chiamato a "smontarla"? Come funziona? E quali sono le assicurazione che risarciscono i danni? Mi vergogno a fare queste domande perché ho fatto un master in giuridica, ma come puoi vedere ho imparato ben poco ...
    Ultima modifica di ste203xx : 30-05-2011 alle ore 19.49.04

  4. #4
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    20-02-2011
    Messaggi
    191

    Riferimento: Re: CONSIGLIO!valutazione danno psicologico dopo trauma f

    Se, come presumo dalla richiesta, stiamo parlando di una cosiddetta modalità "indennizzo diretto" (ovvero, compensazione diretta tra l'assicurazione della parte lesa e l'assicurazione dell'attore), laddove non vi siano responsabilità civili o penali verso terzi non si passa dalla magistratura, ma ci si limita alla composizione stragiudiziale direttamente tra le parti. Questo ovviamente velocizza molto la procedura, e la semplifica. In tal caso, la parte lesa riceve prima una valutazione medico-legale di sua parte, e di seguito una seconda valutazione dal medico-legale di controparte.

    Immagino quindi che in questo caso la perizia psicologica sia stata richiesta dal perito medico-legale di parte, a complemento della sua valutazione per la definizione e quantificazione del danno da indennizzare, che poi sarà girata e verificata dal medico-legale di controparte. In questo caso, potrebbe succedere che il medico-legale di controparte ritenga di accettare la relazione medico-legale di parte lesa, e quindi non ci sono problemi; ma laddove volesse verificarla in maniera più approfondita, o chiederne una valutazione diversa, potrebbe chiedere una nuova perizia psicologica a complemento della propria valutazione medico-legale di controparte.

    In tal caso, il perito psicologo di controparte, se sa il suo mestiere, potrebbe svolgere una controperizia i cui esiti potrebbero essere piuttosto diversi da una perizia fatta in maniera magari troppo "ingenua" o incompleta (seppur in buona fede); e questo ovviamente si tradurrebbe in danno della parte lesa. Se poi questo porta ad una mancanza di fiducia reciproca tra le parti, o una delle due non accetta gli esiti e le implicazioni della perizia dell'altra, si rischia di uscire dal percorso stragiudiziale, e si finisce a Giudizio (con allungamento dei tempi, eventuale avvio di CTP, etc.).

    Ad esempio, se io fossi perito di controparte, davanti ad un protocollo di valutazione del genere non credo ci metterei molto a far emergere nella mia controperizia le lacune metodologiche, e la consequenzialità dell'inutilizzabilità (o inadeguatezza parziale) della perizia di parte ai fini della valutazione del danno non patrimoniale, proponendo una diversa metodologia (non necessariamente "vantaggiosa" per la parte lesa...).

    Insomma, ovviamente è molto meglio fare una buona perizia "fin da subito", sia che si rimanga nello stragiudiziale, sia che si finisca (per quanto improbabile) a composizione giudiziale della controversia sul danno.
    Ultima modifica di Dispodaspo : 30-05-2011 alle ore 19.22.40

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