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  1. #1

    Neuropsicologia e lavoro: in realtà?

    Ciao a tutti, questo è il primo post sul forum, spero vivamente di non avere sbagliato stanza...
    Allora, il problema che vorrei sollevare affonda le sue radici in questioni articolate; premetto che ho già letto credo tutte le discussioni precedenti in tema, ma senza riuscire ad avere risposte "definitive" alla questione... così, invece di esordire con uno sproloquio di considerazioni, mi permetto di porvi... uno sproloquio di problema!

    Ipotizziamo di avere questo soggetto A, laureato a pieni voti in psicologia clinica area neuropsicologica. Nel suo percorso di studi ha selezionato rigorosamente solo esami specificissimi del settore neuroscienze/neuropsicologia, insomma "ci crede". Ha svolto i suoi tirocini in ambito ospedaliero, diciamo presso UVA.
    Passa l'esame di stato, è formalmente uno psicologo. Decide anche di perfezionarsi con un master o analogo corso di formazione in neuropsicologia clinica.
    Ora, IN REALTÀ - quindi trascurando "il possibile su carta" propagandato dalla disinformatia universitaria - come farà il suddetto soggetto A a PROCACCIARSI LA PAGNOTTA PER L'AUTOSUSSISTENZA?
    Il dato è che per tutta una serie di variabili (età, esigenze di vita) non può permettersi di frequentare una scuola di specializzazione in neuropsicologia o anche in psicoterapia.
    -Negli Enti Pubblici l'assunzione è nella migliore delle ipotesi chimerica: inflazione spietata e richiesta pressochè unanime dell'abilitazione come psicoterapeuta.
    -Aprirsi una partita iva... e poi?? Il lavoro del neuropsy, per le sue peculiari caratteristiche, non funziona col "personal marketing": il suo potenziale pz va in ospedale o presso qualche centro apposito, dove nella totalità dei casi - diciamo di parlare della regione Lombardia, col suo gran potenziale -, si "tende" (eufemisticamente!) ad usare personale in formazione non stipendiato oppure altre figure meno costose dalle professioni sanitarie. Le altre realtà - RSA, CDI by coop - sono già più che sature.
    -Non può associarsi con altri nelle sue stesse condizioni (ovvero senza scuola di specializzazione) e, ad esempio, aprire un centro proprio di diagnosi e magari riabilitazione. Formare una srl o una coop? Nella neuropsicologia - poniamo area demenze -, ha senso? A quanto ho capito ci vorrebbe comunque una figura di riferimento quale uno psicoterapeuta (che ha poco a che vedere con le demenze) o un neurologo in proprio... che abbia bisogno di noi. E col quale definire una qualche forma di collaborazione. Cioè quale?
    -L'opzione "faccio il volontario nella speranza che qualcuno un giorno si commuova e mi assuma" non è accettabile per questioni contingenti ad età ed esigenze di vita.
    Insomma che dite, il nostro aspirante neuropsicologo ha proprio sbagliato strada o no? Idee, suggerimenti, confutazioni, possibilità ed esperienze sono ben accette...

    Ragazzi non so, ma a me sembra un settore per pochi eletti e VERAMENTE basato sullo sfruttamento del lavoro gratuito. Esperienza mia e della gente che ho conosciuto.
    Confutatemi vi prego!

    E scusate per la lungaggine...
    Ultima modifica di ipotesiA : 28-04-2011 alle ore 18.01.09

  2. #2
    Partecipante Affezionato L'avatar di Serena983
    Data registrazione
    12-05-2008
    Messaggi
    72

    Re: Neuropsicologia e lavoro: in realtà?

    Ciao Ipotesia, come ti capisco!io sono laureata in diagnosi e riabilitazione deidisturbi cognitivi ed abilitata...tirocini in neuropsicologia ed anch'io per motivi personali non ho la possibilità di fare la scuola(ma servirebbe mi chiedo io? ) io sto cercando di buttarmi sul campo dei disturbi dell'apprendimento, ritardi mentali in età evolutiva forse il mercato è "migliore" anche se mi piacerebbe lavorare con pazienti neurologici "da manuale"ma la vedo dura almeno privatamente...dato ceh sarebbe l'unica possibilità visti i tempi!

  3. #3
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
    Data registrazione
    06-06-2006
    Residenza
    provincia di Varese
    Messaggi
    1,480

    Riferimento: Neuropsicologia e lavoro: in realtà?

    http://www.opsonline.it/forum/psicol...nze-cognitive/

    Benvenuta! Questo che ti ho riportato è la sezione specifica della neuropsicologia...

    nello specifico prova a dare un'occhio a questa discussione... http://www.opsonline.it/forum/psicol...oro-57463.html

    Buona giornata
    Eli

  4. #4

    Riferimento: Neuropsicologia e lavoro: in realtà?

    X la moderatrice: (grazie del benvenuto, ma sono un maschietto! O era per Serena?!) Che dire, ho già avuto modo di leggere le varie disgraziate testimonianze del forum... compresa la soluzione "fuga estero", peraltro molto di moda - come ipotesi - di questi tempi...ehm. Speravo in qualche aneddoto confortante ma a quanto vedo il campione del forum non fornisce dati troppo dissimili dalla realtà già conosciuta. Allegria!

    x Serena: effettivamente per vari motivi anche io ho avuto modo di "fiutare" le relativamente maggiori possibilità offerte dall'area "sviluppo", quantomeno per la maggiore flessibilità del settore data dalla maggior varietà di centri per l'afferenza dei pz, non più solo ospedali o cliniche, ma anche luoghi di istruzione, centri di aggregazione, onlus ecc ecc. Peccato che nel mio caso difetti un pò nella formazione con l'infanzia, oltre a non sentirlo del tutto come mio potenziale settore... ma questa è un'altra storia.
    Scuola di specializzazione: personalmente reputo discretamente scandalosa la questione scuole di psicoterapia per lavorare come neuropsicologi. D'accordo, uno splendido arricchimento personale - per chi se lo può permettere -, ma per carità, un definitivo non sense ai fini della formazione della ns figura professionale. Il tema è conosciuto, non mi dilungo. Diverso il discorso per le scuole di neuropsicologia di recentissima "diffusione" (parolone, ahah, ci saranno in tutta italia 15 posti disponibili!); peccato solo per l'elitarietà delle stesse, dato che tra costo, durata, obbligo di frequenza infrasettimanale (Bicocca) e numero ridicolo di posti disponibili credo non possano essere considerate altro che una scommessa per quelli che sentono di potersela giocare. A sto punto investo sull'enalotto.
    Che almeno ci selezionassero all'ingresso, dico io.
    Quindi in bocca al lupo a tutti!
    Ultima modifica di ipotesiA : 03-05-2011 alle ore 00.13.15

  5. #5
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    14-02-2012
    Messaggi
    92

    Riferimento: Neuropsicologia e lavoro: in realtà?

    ipotesiA sono nella tua identica situazione: magistrale in neuroscienze e riabilitazione neuropsicologia (con non so quanti esami di neuropsicologia), tirocinio in un'unità di neuropsicologia, abilitata alla professione...e ora? a distanza di un anno tu sei riuscito ad inserirti? cos'hai fatto?
    tutti mi consigliano la specializzazione in psicoterapia ma mi chiedo perchè devo sentirmi obbligata a farla quando il mio interesse principale è la neuropsicologia! in che modo mi darebbe occasione di lavorare in questo campo???
    se c'è qualcuno che può darmi/ci un consiglio o opinione personale...sarebbe davvero utile almeno per chiarirsi le idee!

  6. #6
    Partecipante
    Data registrazione
    01-01-2008
    Messaggi
    34

    Re: Neuropsicologia e lavoro: in realtà?

    Ciao a tutti. Mi pare d'averlo scritto anche nell'apposita sezione perciò chiedo scusa se ripeto qualcosa. Non sono nel campo ma posso dire qualcosa conoscendo chi ci lavora. Innanzitutto da quel che vedo è un campo, tanto per cambiare per gli psicologi(!), molto indefinito! Ovvero non c'è nessun albo specifico dei neuropsicologi e, a parte le scuole che consigliano, non vi è nessun obbligo di legge per esercitare. Volete un esempio? Può infastidire lo so ma conosco una psicologa che lavora in una casa di riposo- non so come, non me l'hanno mai detto pur avendo chiesto per curiosità, non so se si è proposta o aveva conoscenze, etc.- che pur essendo laureata in psicologia sociale e del lavoro fa delle sedute con pazienti con demenza e forse credo sarebbe più adatto un neuropsicologo in quel caso. Ma per legge può perchè basta essere psicologi iscritti all'albo e si può fare anche un lavoro con test neuropsicologici per es. e nessuno può dire niente (altro discorso è quello inerente all'onestà intellettuale di chi dovrebbe saper riconoscere di non voler prendere un determinato lavoro senza formarsi ulteriormente). Dopo di che conosco altre colleghe che lavorano con contratti a progetto (o comunque non assunte in modo indeterminato ovviamente) come neuropsicologhe, trattando casi di adulti tra i più disparati (afasie, neglet, traumi, etc.) ovviamente in collaborazione con altre figure. Mi hanno sempre detto che quella nel neuropsicologo è una figura ancora presa poco in cosiderazione da molte strutture che preferiscono rivolgersi a figure sanitarie più consolidate. La non presenza di un albo specifico e la non esatta definizione giuridica come al solito non aiutano. Sul discorso dell'infanzia e adolescenza e disturbi non conosco nessuno che lavora come neuropsicologo con questa utenza. Secondo me rimane per ora un lavoro a cui pochi davvero riescono ad accedere. Una specializzazione è gradita ma ci vuole tanta tanta esperienza.

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