Da una recente indagine, la donna risulta quattro volte più esposta dell'uomo agli attacchi di panico da aracnofobia.
Fino a poco tempo fa le teorie dei sociobioloigi, tra cui Edgard O. Wilson (in Biophilia), sostenevano che le zoofobie più diffuse, quali l'aracnofobia e l'ofidiofobia, trovavano la loro spiegazione in una propensione geneticamente determinata trasmessa per via materna da madre a figlia
L' Association for Psychological Science, di cui la rivista Current Directions in Psychological Science, ha comunicato (gennaio 2011) i risultati
di una ricerca condotta su banbini e neonati dalla quale risulta che non nasciamo con la paura dei ragni e dei serpenti, ma che queste paure le attingiamo rapidamente dai nostri genitori e dagli adulti in gernerale.
Mentre i serpenti possono costituire un evento scatenante perlopiù esterno, i ragni minacciano l'esistenza del fobico anche all'interno del suo rassicurante ambiente domestico, dove una crisi di panico può provocare danni alla persona e alle cose anche in maniera drammatica.
Esiste un modo molto efficace per affrontare e controllare questo tipo di subfobia ed è quella di sottoporsi gradualmente all' "EVENTO-STIMOLO" ovvero, avvicinare un piccolo ragno tessitore dopo averne approfondito scientificamente la sua biologia per poi passare ad uno più grande.
Per esperienza diretta, vi posso assicurare che la conoscenza dell'animale trasformerà il vostro oggetto fobigeno in un simpatico coinquilino che vi proteggerà dagli insetti nevasti (blatte, mosche, zanzare ecc...) ed impedirà al vostro cane di contrarre, durante le notti estive, quella terribile e dilagante epidemia che va sotto il nome di Leishmaniosi canina.

Dante