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  1. #1
    CHANEL Nr5
    Ospite non registrato

    Vita analitica vs vita reale

    Premetto che sono una analizzante freudiana trisettimanale.

    Qualche sera fa partecipo ad un incontro organizzato da una società psicoanalitica. Tema: 'La relazione di coppia'. Proiezione di scene cinematografiche in tema, buffet, introduzione e dibattito. Tutti gli psicoanalisti presenti intervengono pacatamente con funzioni, scissioni, simbiosi, esami di realtà, proiezioni, pulsioni, posizioni prima schizoparanoidi poi depressive e vagonate di inconsci.
    A un certo punto un astante alza timidamente la mano: "Veramente io amo mia moglie per quella che è".

    Gelo in sala.
    Panico.
    Silenzio.

    Gli strizzacervelli imbarazzatissimi si guardano con terrore, gli sguardi vuoti per trovare una buona interpretazione alle parole della cavia che soffre di umanità, per infilare un 'mmh', per un "per oggi ci fermiamo qui", per un "Lei che cosa ne pensa?": niente da fare, è incurabile.

    Pazienti e analisti, ora vi chiedo: che rapporto c'è tra la vostra vita analitica e quella reale?
    Io mi rispondo subito: voglio vivere solo sul lettino.

  2. #2
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
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    27-12-2009
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    549

    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da CHANEL Nr5 Visualizza messaggio
    Premetto che sono una analizzante freudiana trisettimanale.

    Qualche sera fa partecipo ad un incontro organizzato da una società psicoanalitica. Tema: 'La relazione di coppia'. Proiezione di scene cinematografiche in tema, buffet, introduzione e dibattito. Tutti gli psicoanalisti presenti intervengono pacatamente con funzioni, scissioni, simbiosi, esami di realtà, proiezioni, pulsioni, posizioni prima schizoparanoidi poi depressive e vagonate di inconsci.
    A un certo punto un astante alza timidamente la mano: "Veramente io amo mia moglie per quella che è".

    Gelo in sala.
    Panico.
    Silenzio.

    Gli strizzacervelli imbarazzatissimi si guardano con terrore, gli sguardi vuoti per trovare una buona interpretazione alle parole della cavia che soffre di umanità, per infilare un 'mmh', per un "per oggi ci fermiamo qui", per un "Lei che cosa ne pensa?": niente da fare, è incurabile.

    Pazienti e analisti, ora vi chiedo: che rapporto c'è tra la vostra vita analitica e quella reale?
    Io mi rispondo subito: voglio vivere solo sul lettino.
    Ma porc... mi sa che ero fuori a cena!

    A parte gli scherzi, si fa fatica. Si fa fatica anche perché ci si pone degli obiettivi alti, non solo relazionali ma anche di vita, in generale. Vivere bene e godere il più possibile di cultura, arte, musica, cibo, sesso, amore, conoscenza...
    Uno cerca sul lettino e poi fa la prova fuori, per vedere se è vero. Almeno, io ho sempre fatto così.
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  3. #3
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    Roma
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    8

    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da CHANEL Nr5 Visualizza messaggio
    Premetto che sono una analizzante freudiana trisettimanale.

    Qualche sera fa partecipo ad un incontro organizzato da una società psicoanalitica. Tema: 'La relazione di coppia'. Proiezione di scene cinematografiche in tema, buffet, introduzione e dibattito. Tutti gli psicoanalisti presenti intervengono pacatamente con funzioni, scissioni, simbiosi, esami di realtà, proiezioni, pulsioni, posizioni prima schizoparanoidi poi depressive e vagonate di inconsci.
    A un certo punto un astante alza timidamente la mano: "Veramente io amo mia moglie per quella che è".

    Gelo in sala.
    Panico.
    Silenzio.

    Gli strizzacervelli imbarazzatissimi si guardano con terrore, gli sguardi vuoti per trovare una buona interpretazione alle parole della cavia che soffre di umanità, per infilare un 'mmh', per un "per oggi ci fermiamo qui", per un "Lei che cosa ne pensa?": niente da fare, è incurabile.

    Pazienti e analisti, ora vi chiedo: che rapporto c'è tra la vostra vita analitica e quella reale?
    Io mi rispondo subito: voglio vivere solo sul lettino.
    Fondamentalmente un racconto commovente di quanto siano pazzi gli psicologi rispetto alla psicologia. (vai in seduta tre volte alla settimana o ogni tre settimane?)

    ciaz.

  4. #4
    CHANEL Nr5
    Ospite non registrato

    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    @Lalangue: è molto importante quello che hai scritto. Siamo così impegnati a oliare i meccanismi che producono i sintomi, che ci dimentichiamo di essere vivi.

    @Caro Neuromancer,
    faccio tre sedute alla settimana.
    L'inconscio ha tempi lunghi e l'analisi rappresenta soprattutto un sacrificio.
    Io: Da qualche settimana sto frequentando diverse persone, esco, accetto gli inviti. Certo, lo sto facendo solo per Lei.
    Analista: E' la prima volta nella Sua vita che fa qualcosa per qualcuno.

  5. #5
    Partecipante Assiduo
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    20-02-2011
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    191

    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da CHANEL Nr5 Visualizza messaggio
    Premetto che sono una analizzante freudiana trisettimanale.

    Qualche sera fa partecipo ad un incontro organizzato da una società psicoanalitica. Tema: 'La relazione di coppia'. Proiezione di scene cinematografiche in tema, buffet, introduzione e dibattito. Tutti gli psicoanalisti presenti intervengono pacatamente con funzioni, scissioni, simbiosi, esami di realtà, proiezioni, pulsioni, posizioni prima schizoparanoidi poi depressive e vagonate di inconsci.
    A un certo punto un astante alza timidamente la mano: "Veramente io amo mia moglie per quella che è".

    Gelo in sala.
    Panico.
    Silenzio.

    Gli strizzacervelli imbarazzatissimi si guardano con terrore, gli sguardi vuoti per trovare una buona interpretazione alle parole della cavia che soffre di umanità, per infilare un 'mmh', per un "per oggi ci fermiamo qui", per un "Lei che cosa ne pensa?": niente da fare, è incurabile.

    Pazienti e analisti, ora vi chiedo: che rapporto c'è tra la vostra vita analitica e quella reale?
    Io mi rispondo subito: voglio vivere solo sul lettino.
    Meravigliosa :-)

  6. #6
    Partecipante
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    45

    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    ciao chanel, effettivamente stare nello studio, o sul lettino, certe volte può sembrare più rassicurante, o soddisfacente, rispetto alla vita reale ma con questa si devono fare i conti una volta fuori e non è facile. Magari lo psicologo ti dice che gli uomini sono interessati ai pensieri delle donne e non solo al loro corpo, e tu che fai? vai a verificare se questa verità esiste e prendi mille delusioni (piccolo riferimento al mio caso). Allora cosa fare? sperare che quello di cui parla tanto il dottore sia l'eccezione che ahimè conferma la regola? e poi ti sorge pure il dubbio: e se volesse convincersene anche lui, solo per non ammetter d'esser stato sedotto pure lui, e quindi evitare d'affermare la realtà che non è quella di cui tanto ti vuole convincere?! Insomma fuori è ben altra cosa e posso capire bene che nel lettino ti senta più al sicuro. Del resto è quello che vogliono gli analisti, cioè che ti senta accolta e al sicuro, in modo da poter affrontare meglio una terapia. Ma sostituire la vita reale con l'analisi e preferla è pericoloso, un pò come quello che vivono solo su internet a scapito della vita reale. No, questo no, non te lo consiglio. Si va in terapia per vivere meglio nella vita reale, non per far le valigie e trasferirsi nello studio dell'analista e non vivere più la vita reale. Stai attenta

  7. #7
    Banned
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Shhhhhhh, non se ne parlaaaa.....

  8. #8
    CHANEL Nr5
    Ospite non registrato

    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da diamanda Visualizza messaggio
    ciao chanel, effettivamente stare nello studio, o sul lettino, certe volte può sembrare più rassicurante, o soddisfacente, rispetto alla vita reale ma con questa si devono fare i conti una volta fuori e non è facile. Magari lo psicologo ti dice che gli uomini sono interessati ai pensieri delle donne e non solo al loro corpo, e tu che fai? vai a verificare se questa verità esiste e prendi mille delusioni (piccolo riferimento al mio caso). Allora cosa fare? sperare che quello di cui parla tanto il dottore sia l'eccezione che ahimè conferma la regola? e poi ti sorge pure il dubbio: e se volesse convincersene anche lui, solo per non ammetter d'esser stato sedotto pure lui, e quindi evitare d'affermare la realtà che non è quella di cui tanto ti vuole convincere?! Insomma fuori è ben altra cosa e posso capire bene che nel lettino ti senta più al sicuro. Del resto è quello che vogliono gli analisti, cioè che ti senta accolta e al sicuro, in modo da poter affrontare meglio una terapia. Ma sostituire la vita reale con l'analisi e preferla è pericoloso, un pò come quello che vivono solo su internet a scapito della vita reale. No, questo no, non te lo consiglio. Si va in terapia per vivere meglio nella vita reale, non per far le valigie e trasferirsi nello studio dell'analista e non vivere più la vita reale. Stai attenta
    Grazie delle tue parole Diamanda.
    Hai ragione a dire che il setting non deve sostituire la vita. Come dice Lalangue è un luogo, un tempo di ricerca.

    Io sul lettino vivo un'esperienza relazionale unica, sconvolgente, devastante, dolorosamente antica.
    Violenta, primitiva, assoluta, poetica.
    L'analista non è uno psicologo, non è un preparatore atletico, non è un motivatore: non spiega, non consiglia, non orienta, ma si sottrae per far emergere transfert e difese.
    Che poi interpreta.

    Invece la vita reale non è autentica.
    Sarà vera, ma non è autentica.

  9. #9
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Invece la vita reale non è autentica.
    Sarà vera, ma non è autentica.[/QUOTE]

    Ciao Chanel Nr 5, la tua è una frase che colpisce ,la maggioranza la pensa così.Alcune persone non riescono ad "adattarsi" o "accettarla" gli è particolarmente difficile e trovano la terapia cone unico scopo per riuscire a "camminare" . E' una scelta di percorso è anche un modo per ribellarsi a questa condizione.

  10. #10
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Invece la vita reale non è autentica.
    Sarà vera, ma non è autentica.[/QUOTE]

    Ciao Chanel Nr 5, la tua è una frase che colpisce ,la maggioranza la pensa così.Alcune persone non riescono ad "adattarsi" o "accettarla" gli è particolarmente difficile e trovano la terapia come unico scopo per riuscire a "camminare" . E' una scelta di percorso è anche un modo per ribellarsi a questa condizione.

  11. #11
    CHANEL Nr5
    Ospite non registrato

    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Esatto Ludovicamaria,
    come è vero che diverse persone vanno in analisi per riuscire ad adattarsi alla vita (o a se stesse) così molte altre iniziano la terapia e poi l'abbandonano, perché non riescono ad adattarsi alle regole di un setting, ad una relazione frustrante (paziente e analista non possono fare quello che vorrebbero) spesso vissuta come persecutoria e si rifiutano di affrontare paure, dolori, modificare schemi mentali, abbattere certezze.

    Va bene, care colleghe analizzanti, diciamo allora che sarei disposta a vivere la vita reale solo se potessi frequentare persone che hanno almeno tre anni di psicoterapia o analisi alle spalle.
    Lo so, sono patetica.

  12. #12
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da CHANEL Nr5 Visualizza messaggio
    Esatto Ludovicamaria,
    come è vero che diverse persone vanno in analisi per riuscire ad adattarsi alla vita (o a se stesse) così molte altre iniziano la terapia e poi l'abbandonano, perché non riescono ad adattarsi alle regole di un setting, ad una relazione frustrante (paziente e analista non possono fare quello che vorrebbero) spesso vissuta come persecutoria e si rifiutano di affrontare paure, dolori, modificare schemi mentali, abbattere certezze.

    Va bene, care colleghe analizzanti, diciamo allora che sarei disposta a vivere la vita reale solo se potessi frequentare persone che hanno almeno tre anni di psicoterapia o analisi alle spalle.
    Lo so, sono patetica.
    In pratica, vivi immersa in uno "stato onirico" della veglia? Preferisci sognare, per il momento e vorresti solo persone con cui poter parlare di ciò che t'immagini, di ciò che senti e magari, lo condividano e te lo sappiano spiegare "un pò "senza sottrarti al sogno seppure ti aiutino contemporaneamente a restare sveglia?
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  13. #13
    CHANEL Nr5
    Ospite non registrato
    Ciao Rosa!
    Se lo stato onirico della veglia al quale alludi (ossimoro meraviglioso) consiste nell'analizzare e interpretare anche le parole della custode: "Per te non ci sono raccomandate": oddio, cosa avrà voluto dirmi? Che sono inadeguata? Che non ho il potere di raccomandare alcuno? Che mio padre non mi ha mai fatto raccomandazioni, ma solo trascurata? Che nessuno si raccomanda a me? Neanche la custode? Che la custode è raccomandata dall'amministratore?
    Allora sì.

    Lo so, è una non-vita, è un effetto collaterale del lettino che impedisce momentaneamente le relazioni, una difesa necessaria della propria analisi.
    In un rapporto di coppia sarebbe impensabile.

    Ma che gioia incontrare qualcuno che riesce a pronunciare: proiezione, scissione, preconscio, schizoparanoide!!
    Allora la vita mi sembra davvero un sogno.
    Ultima modifica di CHANEL Nr5 : 29-03-2011 alle ore 23.02.51

  14. #14
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
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    Riferimento: Vita analitica vs vita reale

    Citazione Originalmente inviato da CHANEL Nr5 Visualizza messaggio
    Ciao Rosa!
    Se lo stato onirico della veglia al quale alludi (ossimoro meraviglioso) consiste nell'analizzare e interpretare anche le parole della custode: "Per te non ci sono raccomandate": oddio, cosa avrà voluto dirmi? Che sono inadeguata? Che non ho il potere di raccomandare alcuno? Che mio padre non mi ha mai fatto raccomandazioni, ma solo trascurata? Che nessuno si raccomanda a me? Neanche la custode? Che la custode è raccomandata dall'amministratore?
    Allora sì.

    Lo so, è una non-vita, è un effetto collaterale del lettino che impedisce momentaneamente le relazioni, una difesa necessaria della propria analisi.
    In un rapporto di coppia sarebbe impensabile.

    Ma che gioia incontrare qualcuno che riesce a pronunciare: proiezione, scissione, preconscio, schizoparanoide!!
    Allora la vita mi sembra davvero un sogno.
    Così sembra più un delirio di riferimento o di rapporto sensitivo!

    Ho come il dubbio che l'analisi ti serva per riposarti dall'inaffrontabile angoscia del caso e della vita. Può funzionare.
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  15. #15
    CHANEL Nr5
    Ospite non registrato
    Lalangue: pensavo di essere una squallida narcisista invece mi conclami una schizofrenia: questo non può che lusingarmi.
    Io so solo che prima di andare in analisi stavo benissimo.
    Ora sono disastrata.
    Ma se tu dici che può funzionare, mi sento molto meglio.

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