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Discussione: dolore da transfert

  1. #1
    Partecipante
    Data registrazione
    03-06-2010
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    45

    dolore da transfert

    salve a tutti, io sono in terapia per l'ansia e delle crisi d'angoscia e il percorso terapeutico col mio analista sembrava andare a gonfie vele fino a quando ho iniziato a sentire delle pulsioni emotive, di tipo sentimentale verso di lui, e di cui mi sono resa conto grazie anche a dei sogni e degli eventi reali in cui mi sono scoperta gelosa di lui, curiosa della sua vita privata e bisognosa della sua vicinanza. Dopo averlo visto al di fuori del setting, in una serata con amici, e quindi aver capito che aveva una sua vita aldilà di quella vissuta da noi due in studio, qualche giorno dopo ho avuto un attacco d'angoscia tremendo (che mi porta tachicardia, senso di svenimento, paura di morire all'istante,pensieri negativi...)e volevo chiamarlo perchè sentivo il bisogno di riuscire a superare insieme a lui questo momento di crisi, che di solito ho sempre superato da sola. Non l'ho chiamato in quel momento di crisi ma subito dopo gli ho telefonato per far spostare la seduta in quel giorno per parlargli di quello che mi stava succedendo. Così ci siamo visti nel pomeriggio e gli ho detto del mio bisogno di lui e della sua vicinanza e del suo aiuto per superare le mie angoscie. premetto che per me è una cosa difficilissima dire a qualcuno che "ho bisogno", perchè sono cresciuta cercando di risolvermi sempre i problemi da sola e facendo solo affidamento su me stessa, ma ho scelto di fare terapia perchè mi sono resa conto che queste angoscie e l'ansia non riuscivo a risolverle da sola. Pensavo che lui fosse dispiaciuto per quel dolore che avevo provato io, e causato indirettamente da lui e che potesse darmi qualche suggerimento su come affrontare e gestire questa cosa, che io volevo condividere con lui. Invece mi son sentita dire che questa cosa devo gestirla io e che la mia è stata una regressione e che anche se non è un ostacolo al nostro percorso adesso dobbiamo riflettere bene e cercare di ritornare sulla strada già fatta, poichè una relazione al di fuori del setting è da escludere. Il suo rifiuto sapevo che ci sarebbe stato (perchè so che l'analista non può assolutamente lasciarsi coinvolgere in una relazione senitmentale) ma la cosa che mi ha deluso più di tutte è stato sentirmi dire che questa cosa dell'angoscia la devo gestire io da sola. Allora, una volta fuori dallo studio, mi son chiesta cosa ci vado a fare da lui se non può dirmi come affrontare questi brutti momenti? Premetto che il mio analista è giovane e laureato da pochi anni. Ho cercato di giustificarlo pensando che forse non aveva ancora affrontato un transfert così erotizzato prima d'ora e non sapeva come e cosa dirmi. Infatti l'ho sentio un pò in difficoltà quando ho fatto la mia richiesta d'aiuto e d'amore. Adesso non so se possiamo ritornare come prima che tutto ciò accadesse o se questa sua reazione (e la mia disillusione nei suoi confronti, delle sue capacità intendo) possa avere una ripercussione nel percorso e minare una possibile riuscita dell'analisi. In questo momento provo ancora tanto dolore e sapere che lui non può fare nulla per me acuisce ancora di più la mia sofferenza. Gliel'ho anche detto che forse l'ho idealizzato troppo, e che in fondo è un uomo e non un mago no? ma mi è sembrato per la prima volta che non mi venisse incontro in alcun modo e forse è stato per il pericolo del mio amore, che ha sentito, e mi è sembrato che l'espressione delle mie emozioni riguardo lui abbiano avuto l'effeto di una strana chiusura da parte sua. Cosa dovrei fare? Cambiare analista? Io cercherò di estirpare da me questo impulso sentimentale per lui e spero di riuscirci ma spero anche che lui cerchi di accogliere e contenere anche il mio dolore e non che diventi duro con me. datemi qualche consiglio vi prego.Questa è la prima volta che vado in terapia e non so cosa fare.

  2. #2
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    18-01-2010
    Messaggi
    305

    Riferimento: dolore da transfert

    Nessun consiglio ma uno spunto.
    C’è una densa e ricca discussione sul transfert avviata da tempo e di più di 200 pagine, e alla quale partecipano sia analisti che pazienti: se la scorri dalle prime pagine sono sicura che può interessarti.

    Sul resto, e lo dico da paziente, circa i tuoi dubbi sull’analisi e l’analista credo che la cosa migliore sia continuare a dialogare su questo solo con il tuo analista. Se il “problema” nasce lì, non può che trovare soluzione lì.

  3. #3
    Partecipante
    Data registrazione
    03-06-2010
    Messaggi
    45

    Riferimento: dolore da transfert

    grazie per il suggerimento, sto leggendo le pagine ma la discussione è davvero lunghissima, e anche un pò dispersiva, mi ci vorrà una settimana intera per riuscire a seguire i vari discorsi, ma ci proverò lo stesso, grazie.
    per quanto riguarda la mia situazione, è ovvio che penso che la cosa si possa risolvere solo nell'ambito del mio setting, qui ho cercato solo qualche parere di chi magari ha vissuto e superato la stessa cosa o di chi, essendo analista, possa rassicurarmi magari riguardo alla normalità della mia reazione. In questo momento mi sento molto giù e l'unico modo per avere un appoggio, visto che non l'ho sentito da lui, è cercarlo qua. il mio dolore l'ho espresso ma mentre altre volte mi sono sentita accolta nei miei dubbi,problemi ecc...questa volta il mio dolore espresso non mi è stato restituito "purificato" e alleggerito da lui. E la pesantezza di questo dolore, che sto vivendo da sola (perchè non so lui cosa sta vivendo dall'altra parte e che reazione ha avuto, visto che deve mantenere la distanza tra noi e non parlarmi di sè e delle sue emozioni) non riesco a togliermela di dosso.

  4. #4
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    22-08-2009
    Messaggi
    190

    Riferimento: dolore da transfert

    Cara diamanda,capisco benissimo il tuo senso di angoscia e te lo dice una che ha sofferto di dipendenza affettiva e che gia dopo 3 sedute dipendeva in tutto per tutto dalla propria psicologa,ed è ancora cosi....anche se le cose vanno decisamente meglio.
    Ciò che senti è normale,sicuramente c'è stato un transfert piu forte del solito e anche io come te,sono molto curiosa di sapere della sua vita al di fuori del lavoro...alcune cose le ho scoperte da sola (e appena le ho sapute gliele ho riferite subito e si è fatta una risata!)...altre per spontaneità me le ha raccontate lei....anche in rapporti cosi rigidi ci sono momenti di normalità,come un abbraccio,una pacca sulla spalla o una carezza...ma questo dipende da come tutto viene guidato dal terapeuta.
    Ciò che voglio dirti è che comunque,in ogni caso,e non da quando il tuo terapeuta ti ha detto ciò...è che sei veramente li per affrontare i problemi piu grossi da sola.Non è stato per disinteresse nei tuoi confronti,ma è stato molto chiaro che lui non puo aggiustare il tuo problema soddisfando il tuo bisogno....quindi il problema rimane tuo,gestito da sola con la sua guida,questo è chiaro.

    Ora mi stai parlando di analista,probabilmente avrai un setting molto piu rigido del mio....io faccio orientamento sistemico relazionale e magari a me certe cose vengono concesse in modo piu elastico...ma questo fa parte della terapia,e se ti è stato detto cosi,fidati che sarà solo per il tuo bene,arriverai ad un punto in cui ti renderai conto di avercela fatta da sola e sarai solo che grata al tuo terapeuta di non essersi lasciato coinvolgere dai tuoi bisogni di attenzioni.

    in bocca al lupo e buona vita.
    Virus Freudiano:il vostro computer è ossessionato dall'idea di sposare la sua scheda madre.

  5. #5

    Riferimento: dolore da transfert

    la tua reazione credo sia normale , fa parte del transfert
    la stessa cosa sta succedendo a me in questo periodo dopo tre anni di terapia.
    sei stata molto coraggiosa ,se mi si passa il termine , a rivelarlo al tuo terapeuta credo che forse avrebbe fatto meglio ad aiutarti anche in questo o quanto meno rassicurarti sul fatto che sia assolutamente normale che si crei questo tipo di meccanismo.
    Io non l'ho detto al mio terapeuta perchè preferisco gestirlo da sola , perchè spero di avere ormai gli strumenti per farlo , mi sono ripetuta più volte che è un meccanismo normale , ed ogni volta che fantastico su di lui, mi ripeto che sono miei desideri, mie parole e non suoi .

  6. #6
    Partecipante
    Data registrazione
    03-06-2010
    Messaggi
    45

    Riferimento: dolore da transfert

    un abbraccio, una pacca sulla spalla...? sarebbero paradisi per me! No niente di tutto questo. Solo una stretta di mano all'inizio e alla fine e basta. Non so di che tipo di terapia si tratti, lui non mi ha parlato mai nè del tipo di terapia nè di alcun metodo che sta usando. Siamo vicini, uno di fronte all'altra ma nessun contatto fisico di alcun tipo. Io forse sono stata seduttiva negli ultimi tempi, inconsciamente, ho avuto un cambiamento anche esteriore, e forse questo l'aveva già messo in allarme, quindi non avrebbe mai pensato che magari quel giorno quando gli ho detto che avevo bisogno di lui ero una bimba che ha bisogno solo della carezza della mamma.
    Io quella carezza l'ho ricevuta il giorno dopo, da un'altra persona (che non fa parte della terapia) e non so come mai una persona che conosco appena abbia capito subito il mio stato d'animo e lui invece, con cui faccio terapia da quasi un anno, non abbia capito qual'era il mio vero desiderio nei suoi confronti e abbia avuto paura di quello che provavo io e si sia subito irrigidito e tirato fuori dalla situazione.
    Io non pretendo una terapia bioenergetica da chi fa magari psicanalisi ma credo che noi pazienti siamo persone, fatte anche di corpi oltre che di psiche e certe volte ciò che manca in analisi è proprio la componente umana. la cosa che mi ha deluso è che finora lui si era dimostrato molto vicino a me, per certi suoi gesti (non fisici) ma questa sua strana reazione non me l'aspettavo proprio.
    Che abbia avuto davvero paura del mio amore espresso così liberamente (anche se con molto imbarazzo)? Per me è stato difficile spiegargli e volevo il suo appoggio anche per il fatto che avendo già io un compagno (che mi è diventato geloso) non so come gestire queste emozioni così forti. Se fossi stata single sarebbe stato forse più semplice.
    Mi sono chiesta se anche lui magari avesse mai vissuto questa situazione con qualcun altra e avesse qualcuno già a casa a cui non poter mentire. Insomma se potevo risolvermi la vita da sola non sarei certo andata da uno psicologo!

  7. #7
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    10-02-2006
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    Tra le Alpi e gli Appennini
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    Riferimento: dolore da transfert

    Ciao diamanda, scusa ma perchè da una parte parli del tuo analista e da un'altra affermi di non sapere che percorso terapeutico e che tipo di terapia stai facendo?
    Non so se è una tua confusione momentanea ma hai il diritto di sapere che terapia fate, con quali obiettivi, ecc., comprensione delle motivazioni autentiche alla base della richiesta.
    Non avete fatto qualche colloquio di conoscenza prima di iniziare?
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  8. #8
    Partecipante
    Data registrazione
    03-06-2010
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    Riferimento: dolore da transfert

    Ora ti spiego Rosa: all'inizio andavo al CSM da uno psicologo non scelto da me. Con questo ho fatto solo 3 sedute e poi sono stata indirizzata da lui ad un collega più specializzato per il mio problema di ansia. Quando ci siamo conosciuti col mio attuale analista abbiamo subito iniziato a parlare come se già ci conoscessimo. Io mi sono aperta subito e lui non mi ha mai detto che tipo di terapia stiamo facendo o che patologia ha riscontrato in me. Siamo passati al suo studio privato e da quel momento io mi sono sentita anche meglio nel suo ambiente, più accogliente e caldo. Si è instaurata una certa sintonia tra di noi ed io mi sono affidata a lui con tutta me stessa. Gli parlo sempre apertamente di tutto e ho sempre avuto piena fiducia in lui, anche perchè abbiamo stabilita una relazione positiva ed io sono molto migliorata. Il tutto è cambiato appunto dopo certi sogni su di lui e dopo averlo visto fuori dallo studio, per caso, in compagnia di altre donne (una delle quali ho pensato potesse essere la sua ragazza). Da quel momento ho avuto una crisi terribile di gelosia e angoscia. Prima di questo evento avevo fatto grandi passi avanti e anche lui era rimasto colpito dai miei progressi e non si aspettava questa regressione. Mi ha pure chiesto come penso io la fine della terapia, forse per tastare la gravità della mia improvvisa dipendenza da lui. Io ovviamente ho ben chiaro il mio traguardo e gliel'ho detto.

  9. #9
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    22-08-2009
    Messaggi
    190

    Riferimento: dolore da transfert

    Diamanda,io penso che il suo irrigidimento dipenda solo dal fatto che tu hai questo bisogno morboso di una sua considerazione che in questo momento potrebbe essere deleterio per la terapia. Io capisco il tuo stato d'animo,siamo umani,ma lo sono anche loro....ed evidentemente anche lui deve gestire la situazione. Se lui è a conoscenza di questi tuoi sentimenti,perchè accontentarti ed illuderti? sai a volte quello che vediamo non è detto che esista,magari è solo una nostra libera interpretazione.
    Inoltre,penso che dovresti informarti sul tipo di orientamento che state facendo,è importante per capire come viene gestito il vostro lavoro e fatti spiegare su cosa è basato il vostro orientamento. Ogni caso è diverso,e se hai fiducia in lui,vedrai che con il tempo le cose passano....io dopo 3 anni sono sicuramente piu gestibile rispetto all'inizio,e se anche loro sono umani...vedrai che anche lui diventerà piu morbido. Proprio oggi parlavo con la mia psicologa che il discorso di "coccole e attenzioni" non vuol dire solo che si tratta di un contatto fisico,ma anche il fatto di condividere e sentirsi vicini questo è già tanto!e non è che la mia psicologa la abbraccio ogni volta che esco dallo studio eh!

    Fatti forza,e se questo è il tuo punto debole lavoraci su affidandoti a lui,evidentemente ti è scattata questa cosa per una mancanza passata nella tua vita,lo associ a qualcuno che per te è molto importante, e il tuo bisogno di protezione è venuto fuori.
    Virus Freudiano:il vostro computer è ossessionato dall'idea di sposare la sua scheda madre.

  10. #10

    Riferimento: dolore da transfert

    Cara Diamanda, Ninina ha ragione! Quello che stai vivendo nella relazione con il tuo analista non solo è "normale" ma addirittura auspicabile, poichè è la riattualizzazione del tipo di legame e attaccamento che ha contraddistinto la tua storia affettiva con le figure importanti della tua vita. Il fatto che ci sia l'"entrata in scena" di queste emozioni è prezioso perchè ti dà modo di vederle, oltre che riviverle, e dunque di lavorarci su insieme a lui. Vuol dire che il livello e l'intensità del rapporto, la fiducia e il poterti lasciare andare nella relazione con il tuo terapeuta è tale da permettere una elaborazione, nella relazione terapeutica, di questi legami. Il Transfert è l'attivatore del lavoro analitico, il palcoscenico su cui si "esibiranno" i protagonisti e gli eventi passati affacciati sul presente della tua realtà attuale. Ti consiglio, se ti va di leggere qulcosa al riguardo, il libro "Amore e odio nel Transfert", di G. Gabbard, Astrolabio ed., e "Attualità del Transfert" a cura di A. M. Nicolò, ed. F. Angeli. Buona lettura e buon lavoro!

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