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Discussione: Stile di vita

  1. #1
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    13-06-2007
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    Sicilia
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    Stile di vita

    Dopo una psicoanalisi di molti anni, il cambiamento strutturale che indubbiamente avviene, dovrebbe indurre a risolvere dipendenze e fragilità e dunque recuperare una maggiore capacità, energia, corazza per affrontare e vivere la propria quotidianità. Ma se l'efficacia terapeutica si ferma ad un certo punto e qualche sintomo permane, può un analista affermare che la responsabilità è del paziente che si ostina a non modificare
    il suo stile di vita? Ma se cambiasse stile di vita, anzicchè trovare un equilibrio nella sua stessa esistenza, non significherebbe che l'analisi ha stravolto la sua personalità, il suo carattere, obiettivo non previsto eticamente in un percorso terapeutico?
    Per 'stile di vita' intendo, ad esempio, condurre una vita molto stressante....
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  2. #2
    Partecipante Figo L'avatar di bella primavera
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    17-01-2007
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    768

    Riferimento: Stile di vita

    Non sono un grandissimi esperto di psicoanalisi, penso che togliere tutti i sintomi, sia impossibile, qualsiasi approccio se riiesce a farci stare meglio anche un 30% è già un gran risultato, sui cambiamenti di stile di vita che dire? " la vita è dinamica non statica, il cambiamento è normale, non si pò non cambiare noi cambiamo sempre, sia in meglio che in peggio".

  3. #3
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
    Data registrazione
    13-06-2007
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    Sicilia
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    Riferimento: Stile di vita

    Citazione Originalmente inviato da bella primavera Visualizza messaggio
    Non sono un grandissimi esperto di psicoanalisi, penso che togliere tutti i sintomi, sia impossibile, qualsiasi approccio se riiesce a farci stare meglio anche un 30% è già un gran risultato, sui cambiamenti di stile di vita che dire? " la vita è dinamica non statica, il cambiamento è normale, non si pò non cambiare noi cambiamo sempre, sia in meglio che in peggio".
    Chi va in analisi spera di curare e risolvere i suoi sintomi...almeno questo dovrebbe essere l'obiettivo finale!
    Scusa, bella primavera ma il quesito che io pongo è diverso, un pò più complesso.
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  4. #4
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    28-03-2004
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    Milano
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    Riferimento: Stile di vita

    Cara Francesca, all'analista spetta - scusa il gioco di parole - il lavoro di analisi, al paziente spetta quello di sintesi. Fino dove riesca a portare questo processo, che è di competenza unica dell'analizzando, non è possibile dirlo a priori ed in modo generale, perchè dipende da un numero di fattori estremamente elevato e complesso.

    Saluti
    gieko

  5. #5
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
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    14-03-2011
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    Riferimento: Stile di vita

    Rispondendo a francesca63, ti posso dire il mio parere che non è responsabilità del paziente se non riesce a cambiare stile di vita e trovare una soluzione per il cambiamento, ci sono moltissime varianti che possono impedire questo.Ps il cambiamento deve avvenire perlopiù spontaniamente ,secondo il mio parere di non esperta nel settore,come conseguenza del proprio carattere della personalità che dovrebbe essere stata rafforzata dall'analisi durata molti anni.
    Ultima modifica di ludovicamaria : 16-03-2011 alle ore 23.28.25

  6. #6
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
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    14-03-2011
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    Riferimento: Stile di vita

    Rispondendo a francesca63, ti posso dire il mio parere che non è responsabilità del paziente se non riesce a cambiare stile di vita e trovare una soluzione per il cambiamento, ci sono moltessime varianti che possono impedire questo.Ps il cambiamento deve avvenire perlopiù spontaniamente ,secondo il mio parere di non esperta nel settore,come conseguenza del proprio carattere della personalità che dovrebbe essere stata rafforzata dall'analisi durata 3 anni.

  7. #7
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    10-02-2006
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    Riferimento: Stile di vita

    Ps il cambiamento deve avvenire perlopiù spontaniamente ,secondo il mio parere di non esperta nel settore,come conseguenza del proprio carattere della personalità che dovrebbe essere stata rafforzata dall'analisi durata 3 anni.
    Ciao ludovicasmaria, mi puoi spiegare meglio questo passaggio per cortesia? Cosa vuoi dire con "come conseguenza del proprio carattere della personalità, innannzitutto?
    Secondo punto: vuoi dire che la propria personalità di base ne dovrebbe uscire rafforzata?

    Grazie, ciao
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  8. #8
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
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    Riferimento: Stile di vita

    Ciao intendevo dire che se una persona è sufficientemente sicura ha stima di sè, ecc.. cioè ha un "Io" forte riesce più facilmente , istintivamente, spontaniamente, a trovare strategie e energia per affrontare la vita. Secondo punto: si la personalità con la terapia dovrebbe venire rafforzata in modo che la persona abbia la capacità, lo stimolo, la forza, la voglia ad usare strategie più opportune per affrontare le scelte, gli ostacoli, le relazioni ecc.

  9. #9
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Stile di vita

    Ho tardato ad intervenire perchè ho un pò ragionato sul tema del 3d e sono giunta ad alcune conclusioni
    Respinta ai margini del campo psicoanalitico, la "guarigione" è un concetto che ispira diffidenza: il superamento della nevrosi in un ideale di guarigione è utopistico e illusorio.....è solo un'idea mutuata dalla tradizione della clinica impostata in termini positivistici. Un percorso si può defirire efficace e il miglioramento è reale se si riesce a passare da una chiusura psichica, all' accoglimento di un'alterità, all'accesso ad un pensabile diverso. Ma accanirsi a trattare la nevrosi come una malattia opponendosi ad essa esprime solo un atteggiamento di onnipotenza: gli ostacoli sono inalienabili dalla nostra esistenza. La sofferenza psichica, a differenza di quella fisica non è un incidente circoscritto, ma un modo di declinare l'esistenza. Sappiamo bene che il disagio psichico si manifesta o per compensare forme impropie di adattamento dell'io , o per realizzare un'integrazione di contenuti inconsci.
    "Non si guarisce dall'inconscio": forse, nessuna altra formula potrebbe descrivere meglio la peculiarità della cura analitica e delle sue valenze trasformative prendendo le distanze da chi vede nella malattia solo una mancanza.
    Ciao.
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  10. #10
    Partecipante Esperto
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    18-01-2010
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    Riferimento: Stile di vita

    A me era quel termine “stressante” che mi aveva colpita.
    Mi domando se quel che ti aspettavi alla fine di un’analisi – e legittimamente, trovo – fosse, tra le altre, anche di condurre una vita che non ti provocasse più un disagio o comunque un’ansia di fondo, o almeno questo è quello che mi sembra di aver capito data la scelta del termine
    Rispetto alla nevrosi, l’interpretazione varia parecchio da scuola a scuola: mi sembra di aver capito che quella junghiana ne fornisca un’interpretazione che si differenzia abbastanza dalle altre, intendendo con la nevrosi un tentativo, mosso dall’inconscio, sostanzialmente di autoguarigione, e insieme all’idea che si tratti di un arresto momentaneo nel processo di individuazione. La nevrosi attirerebbe l’attenzione sul problema che l’ha innescata: dunque, non costituirebbe in sé il problema da “curare”, quanto invece una traccia da seguire per arrivare di solito ad un conflitto, e intorno al quale la nevrosi si è costituita.

  11. #11
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
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    Riferimento: Stile di vita

    Ciao Francesca 63, concordo sulla "guarigione" (concetto utopistico e illusorio come dici tu) che non si realizza nei vari campi della psicoterapia e della farmacologia.Per quanto riguarda le nevrosi l'eziologia è dubbia infatti oggi si parla di disturbo.La sofferenza psichica è un incidente di percorso se è invalidante. Le difficoltà della vita (anche se molto pesanti) fanno parte di ognuno di noi ma il saperle "affrontare" ( non necessariamente risolvere) anche con l'aiuto degli altri (non solo con lo psicoterapeuta) è un modo perchè la sofferenza psichica non sia così "inabilitante".
    Ultima modifica di ludovicamaria : 30-03-2011 alle ore 11.21.19

  12. #12
    Partecipante Super Figo L'avatar di francesca63
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    Riferimento: Stile di vita

    Citazione Originalmente inviato da giulietta.o Visualizza messaggio
    A me era quel termine “stressante” che mi aveva colpita.
    Mi domando se quel che ti aspettavi alla fine di un’analisi – e legittimamente, trovo – fosse, tra le altre, anche di condurre una vita che non ti provocasse più un disagio o comunque un’ansia di fondo, o almeno questo è quello che mi sembra di aver capito data la scelta del termine
    Rispetto alla nevrosi, l’interpretazione varia parecchio da scuola a scuola: mi sembra di aver capito che quella junghiana ne fornisca un’interpretazione che si differenzia abbastanza dalle altre, intendendo con la nevrosi un tentativo, mosso dall’inconscio, sostanzialmente di autoguarigione, e insieme all’idea che si tratti di un arresto momentaneo nel processo di individuazione. La nevrosi attirerebbe l’attenzione sul problema che l’ha innescata: dunque, non costituirebbe in sé il problema da “curare”, quanto invece una traccia da seguire per arrivare di solito ad un conflitto, e intorno al quale la nevrosi si è costituita.
    Ciao Giuliutta, per "vita stressante" intendevo una scelta esistenziale di pesanti responsabilità, dovendo conciliare un lavoro molto impegnativo con la famiglia. Chi di noi non si sente o non si è sentito, almeno una volta nella vita, stressato? La giornata è costellata da tanti, più o meno, piccoli momenti stressanti che poco a poco possono esaurire le risorse del nostro organismo.
    Adesso, per fortuna, grazie all'analisi sono riuscita a riportare ai livelli normali, a controllare il mio orologio interno, la mia ansia che non è più nevrotica, conflittuale, ma un normale stato di vigilanza.
    Sono in grado di reagire a temporanei peggioramenti d'umore, trovando dentro di me le risorse per affrontare gli ostacoli. Limito le situazioni stressanti, non perdendo mai di vista il mio benessere, la mia volontà. Riduco al minimo le rinunce. Dico no a chi mi chiede troppo. Mi dedico appena è possibile a qualcosa che mi piace veramente e che mi diverte, senza per questo sentirmi in colpa in quanto mi consente di rigenerarmi psicologicamente. Purtroppo, non riesco a superare l'insonnia; finalmente però, almeno, controllo bene lo stress che è inevitabile nella mia quotidianeità ...Certo, sarebbe più facile se si potesse cambiare stile di vita, lavoro, rinunciare ad avere figli ...ma è impossibile!
    Come hai intuito bene tu, il mio concetto di nevrosi è proprio quello junghiano, ciòè una ricerca di senso da attribuire al disagio psichico e alla stessa esistenza come opportunità che offre le condizioni per trovare se stessi e per affrontare la vita.
    FRANCESCA

    Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera....(P. Neruda)

  13. #13
    Partecipante Esperto
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    18-01-2010
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    Riferimento: Stile di vita

    Ti capisco sì!
    E’ che dal tuo interrogativo sembrava che tu provassi un qualche senso di delusione rispetto a quel che hai raggiunto; ma dalla tua descrizione successiva mi sembra che tu lo viva invece come un percorso che ti ha dato molto.
    Io per il sonno vado di melatonina, sarà l’effetto placebo ma dormo come un bebè. Salvo quando mi trovo a scrivere qualche sogno, ma se vince la pigrizia la mattina faccio una fatica enorme a ricostruire: meglio inforcare penna e occhiali quando non vorresti, piuttosto che spremerti le meningi quando bevi il caffè fino a farti venire il mal di testa...
    Sullo stress: quello che vivo oggi, che non sono certo diventata budda, è qualcosa che in generale non vivo davvero più in modo ansioso. E’ energia? Me lo chiedo.
    Ogni tanto faccio qualche cagata professionale, per non parlare degli insalubri take-away che propino a mia figlia in orari da telefono azzurro. Non preoccupandomene io per prima più di tanto, e spesso ridendone, pare che anche agli altri non gliene freghi granché, però. Smetti di pensare di dover essere wonder-woman – la dico banale, ma chiunque faccia un’analisi sa che dietro a queste nevrosi si celano carichi da novanta, falso Sé compreso – e gli altri, che non l’hanno mai pensato infondo che tu lo fossi – anche se ti facevi un mazzo tanto - ironia vuole che ti trovino pure più efficiente, proprio ora che non lo sei più!
    Ultima modifica di giulietta.o : 31-03-2011 alle ore 11.13.53

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