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Visualizzazione risultati 1 fino 7 di 7
  1. #1

    Terapia di coppia dopo terpia individuale

    Salve ho un dubbio circa la "deontologicitá" e correttezza di un terapeuta che inizi una terapia di coppia dopo aver concluso una terapia individuale con uno dei membri della coppia stessa.
    Mi chiedevo se è possibile per il terapeuta non lasciarsi influenzare a nessun livello da quello che ha sentito dal suo ex paziente o dalla stessa conoscenza che puó avere di un membro a scapito dell'altro. Mi chiedo anche come si sentirebbe il compagno/a difronte alla maggiore complicitá/conoscenza tra il terapeuta e l'altra/o partner.
    Che ne pensate?
    Ultima modifica di minuminu27 : 09-03-2011 alle ore 03.02.48

  2. #2
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    Riferimento: Terapia di coppia dopo terpia individuale

    Penso che ti poni domande legittime e quasi retoriche, e sarebbe il caso di fare una segnalazione all'Ordine degli psicologi o quanto meno avvertire i pazienti di aver trovato purtroppo uno psicologo con le idee poco chiare sulla professione.

    cia.

  3. #3
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
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    Riferimento: Terapia di coppia dopo terpia individuale

    Con un orientamento diverso dal mio collega, ti ribadisco a chiare lettere quanto ti ha appena detto lui.
    Credo che i dubbi che poni siano più che legittimi. In questi casi, di solito, è una buona abitudine inviare a un collega la coppia, in modo che i due possano approfittare della possibilità di una terapia senza scadere in... che scenario fastidioso!
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  4. #4
    Postatore Compulsivo L'avatar di arwen
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    Riferimento: Terapia di coppia dopo terpia individuale

    Parlo dal punto di vista della teoria sistemica (ambito in cui mi sto specializzando)
    il terapeuta di coppia deve essere neutrale se vuole che la terapia abbia successo: entrambi nella coppia hanno qualcosa da dire, entrambi hanno una parte di ragione e una di responsabilità, ed entrambi hanno il diritto di avere come interlocutore un terapeuta neutro, che li veda e li conosca in modo eguale e senza preconcetti dettati da pregresse conoscenze.
    Pertanto, se ne deduce che un terapeuta individuale non può terminare una terapia con un paziente per iniziare con lo stesso e il compagno/a una terapia di coppia: egli non è più neutrale, perchè semplicemtne conosce il paziente di più del compagno, ha avuto più tempo per ascoltare le sue ragioni e il suo dolore, conosce magari anche fatti che il compagno non conosce (ad esempio, eventuali tradimenti o intenzioni di interrompere il rapporto). L'altro membro arriverebbe in una situazione eccessivamente svantaggiata, dove sarebbe solo (e potrebbe solo essere) il "terzo incomodo" di una terapia iniziata prima e che semplicemente cambierebbe forma
    Oltretutto, un capisaldo della terapia di coppia è che non ci devono essere segreti: ma se prima, nel corso della terapia individuale, il terapeuta è venuto a conoscenza, che so, di un tradimento, già così è a conoscenza di un segreto e quindi già la terapia di coppia parte con il piede sbagliato
    Dott.ssa Chiara Facchetti
    Ordine Psicologi della Lombardia n.12625


    Io credo che le pietre respirino. Non possiamo percepirlo con le nostre brevi vite.

    Siamo tutti nella fogna, ma alcuni di noi guardano alle stelle (Oscar Wilde)

  5. #5
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    Riferimento: Terapia di coppia dopo terpia individuale

    Citazione Originalmente inviato da arwen Visualizza messaggio
    Parlo dal punto di vista della teoria sistemica (ambito in cui mi sto specializzando)
    il terapeuta di coppia deve essere neutrale se vuole che la terapia abbia successo
    IN psicoterapia non ha senso parlare di neutralità. Per la verità in nessun ambito (se non quello diplomatico, per ovvie metafore...).

    Citazione Originalmente inviato da arwen Visualizza messaggio
    Pertanto, se ne deduce che un terapeuta individuale non può terminare una terapia con un paziente per iniziare con lo stesso e il compagno/a una terapia di coppia
    Deduzione piuttosto arbitraria.

    Citazione Originalmente inviato da arwen Visualizza messaggio
    Oltretutto, un capisaldo della terapia di coppia è che non ci devono essere segreti: ma se prima, nel corso della terapia individuale, il terapeuta è venuto a conoscenza, che so, di un tradimento, già così è a conoscenza di un segreto e quindi già la terapia di coppia parte con il piede sbagliato
    Segreti? Che tipo di racconto proponi della psicoterapia?

    ciaz.

  6. #6
    Postatore Compulsivo L'avatar di arwen
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    Riferimento: Terapia di coppia dopo terpia individuale

    Citazione Originalmente inviato da neuromancer Visualizza messaggio
    IN psicoterapia non ha senso parlare di neutralità. Per la verità in nessun ambito (se non quello diplomatico, per ovvie metafore...).



    Deduzione piuttosto arbitraria.



    Segreti? Che tipo di racconto proponi della psicoterapia?

    ciaz.
    in terapia familiare di neutralità si parla eccome. la terapia di un nucleo familiare o di una coppia ha senso solo se si dà pari dignità ai diversi componenti in questo senso si parla di neutralità (se non ti piace il termine, possiamo chiaamrla in altro modo, il senso è quello)
    per quanto riguarda la "deduzione" sull'inapplicabilità di una terapia di coppia dopo una terapia individuale da parte dello stesso terapeuta, mi spiace ma non è una mia deduzione, ma una pratica cocosciuta e abitualmente consolidata, sia da parte dei terapeuti sistemici (che spesso conducono terapie di coppia inviando prima o dopo uno dei due membri ad una altro terapeuta) ma anche da parte di terapeuti non sistemici

    mi spiace ma queste sono le basi dell'approccio sistemico relazione, che è uno degli approcci più usati in psicoterapia sistemica tu di che orientamento sei?
    poi ovviamente ciascuno la pensa come vuole e lavora con l'approccio che conosce e che ritiene più fondato. Non ce n'è uno migliore o peggiore, ci sono semplicemente diversi modi di lavorare, ma mi sembra importante distinguere le opinioni personali (che non ho espresso) da quelli che sono i principi cardine di una delle più importanti tra le teorie in psicologia.

    saluti
    Dott.ssa Chiara Facchetti
    Ordine Psicologi della Lombardia n.12625


    Io credo che le pietre respirino. Non possiamo percepirlo con le nostre brevi vite.

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  7. #7
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    Riferimento: Terapia di coppia dopo terpia individuale

    Citazione Originalmente inviato da arwen Visualizza messaggio
    in terapia familiare di neutralità si parla eccome. la terapia di un nucleo familiare o di una coppia ha senso solo se si dà pari dignità ai diversi componenti in questo senso si parla di neutralità (se non ti piace il termine, possiamo chiaamrla in altro modo, il senso è quello)
    per quanto riguarda la "deduzione" sull'inapplicabilità di una terapia di coppia dopo una terapia individuale da parte dello stesso terapeuta, mi spiace ma non è una mia deduzione, ma una pratica cocosciuta e abitualmente consolidata, sia da parte dei terapeuti sistemici (che spesso conducono terapie di coppia inviando prima o dopo uno dei due membri ad una altro terapeuta) ma anche da parte di terapeuti non sistemici

    mi spiace ma queste sono le basi dell'approccio sistemico relazione, che è uno degli approcci più usati in psicoterapia sistemica tu di che orientamento sei?
    poi ovviamente ciascuno la pensa come vuole e lavora con l'approccio che conosce e che ritiene più fondato. Non ce n'è uno migliore o peggiore, ci sono semplicemente diversi modi di lavorare, ma mi sembra importante distinguere le opinioni personali (che non ho espresso) da quelli che sono i principi cardine di una delle più importanti tra le teorie in psicologia.

    saluti
    Ritenevo arbitraria la "deduzione" perché la collegavo alla tua premessa in cui dai definizioni di metodo sulla neutralità. Che a mio parere, da costruttivista, non ha molto senso.

    Citazione Originalmente inviato da arwen Visualizza messaggio
    la terapia di un nucleo familiare o di una coppia ha senso solo se si dà pari dignità ai diversi componenti in questo senso si parla di neutralità
    Non avevo idea che fosse questa la tua definizione di neutralità, il riconoscimento di "dignità" (parola che non capisco in psicoterapia, se non in quanto retorica). Personalmente penso alla neutralità come ad un terzo esterno al sistema, col privilegio di essere immune dalla storia in corso della famiglia o della coppia. Ora, ciò che penso a riguardo della mia definizione di neutralità è questo: non è così, si tratta di incauta trascuratezza epistemologica. Ma sono mie considerazioni, per carità. Poi se Minuchin mette in conto che il terapista fa parte del sistema, evidentemente ci sono diversi principi cardine dell'approccio sistemico relazionale.

    Mi pare che siano stati chiariti gli equivoci. Anche perché sono stato il primo a dare dell'asino al terapeuta di cui ha parlato minuminu27.
    Senza rancore.

    ciaz.

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