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Discussione: vi prego aiutatemi

  1. #1

    vi prego aiutatemi

    E' il mio primo lavoro ( a progetto) in una comunità di tossicodip, dove non esistono psicologi. Ci sono solo io. E mi hanno chiesto di fare qualche test, e ho proposto L'MMPI. Ma non l'ho mai somministratto nè saprei fare la siglatura. Come posso fare? A chi chiedere aiuto? CHi potrebbe aiutarmi? NOn so come fare..ma non voglio tirarmi indietro. Voi capite quanto è difficile trovare lavoro, sopratt da noi in Calabria. Dopo due anni è il mio primo lavoro, e mi hanno detto che molto dipende da me...se un giorno mi assumeranno.
    Calcolate che parto da zero..mai mai DIco MAI somministrato. Da dove inizio? Voi da dove iniziereste? Io ho solo le domande...nient'altro.
    VI PREGO aiutatemi

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di Calethiel
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    19-04-2005
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    Roma provincia
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    3,590

    Riferimento: vi prego aiutatemi

    scusa, non vorrei sembrare acida, ma perchè hai proposto un test che non conosci?

    Mentre il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito

    Non ti curar di loro, ma guarda oltre e passa

  3. #3
    Partecipante Assiduo L'avatar di Painkiller79
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    Provincia di Arezzo
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    186

    Riferimento: vi prego aiutatemi

    La scelta di un test dipende da alcune cose come lo scopo della richiesta (devi fare screening, diagnosi oppure valutare potenzialità lavorative/adattive), dal numero di persone ai quali somministrarlo, dalle risorse di tempo e denaro e soprattutto dalla sua conoscenza da parte dell'operatore (tralascio la deontologia)...Io ti consiglierei di "ricalibrarti" su strumenti più semplici che trovi sui siti editori italiani che commercializzano strumenti attendibili (Giunti O.S. e Erickson), guardi le schede prodotto, lo colleghi se è utile per quello che ti serve, scrivi un progetto con un preventivo di spesa e negozi per farlo approvare...I siti in oggetto offrono anche scoring e interpretazione on-line...a quel punto di resta da curare maggiormente la somministrazione, la restituzione del profilo e il coinvolgimento delle persone, più che la parte tecnico-interpretativa....pensa un po' al parallelo (con tutti i doverosi distinguo professionali) con il medico di famiglia che ti manda a fare delle analisi, legge il referto, te le spiega e prescrive un certo rimedio...Non dare l'idea che la comunità di fa un favore a darti questa opportunità, ma negozia attraverso la tua professionalità....
    Se non ti senti ancora in grado di fare alcune cose o ti formi (investendo tempo e denaro) oppure coinvolgi altri colleghi/servizi (mettendolo a preventivo) che hanno il know-how che a te in questo momento manca...Questa potrebbe essere una strategia generale che ti permetterebbe di aggirare i tuoi limiti a tutt'oggi senza dover necessariamente rinunciare ad un incarico...
    In bocca al lupo!

  4. #4

    Riferimento: vi prego aiutatemi

    ................................
    Ultima modifica di Francesco x11 : 13-06-2013 alle ore 16.50.04

  5. #5

    Riferimento: vi prego aiutatemi

    sì! Ma.... che avreste fatto al posto mio?
    Per i ragazzi lì in comunità L' MMPI mi è sembrata una buona idea. Voi suggerite qualcos'altro?

    Scusa, ma che volevi dire "non dare l'impressione che la comunità ti faccia un favore"? Mi spiegi meglio?

    Comunque per il test non c'è nessuno scopo principale, mi hanno detto cosa proponevo e ho pensato a quello. Ho sbagliato?

    Grazie Francesco, ti contatterò

  6. #6
    Postatore Compulsivo L'avatar di arwen
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    04-07-2002
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    Riferimento: vi prego aiutatemi

    ciao emanuela,
    il problema è che se uno non conosce un test, rischia di proporlo un po'... "a caso".
    Io ho fatto il tirocinio in una comunità per tossicodipendenti, dove il livello - cognitivo, culturale e di pensiero - era molto molto basso...lì facevano l'MMPI e ti assicuro che secondo me era il test peggiore da somministrare loro... l'MMPI è lungo (più di 500 domande!), spesso poste con la doppia negazione ("Non ho mai pensato che...." risposta sì o no, è difficile da capire spesso anche per lo psicologo!!)... molti utenti non l'hanno mai nemmeno finito, altri tiravano risposte a caso (c'era un programma per la codifica, a volte uscivano dati completamente sballati e andando a vedere si scopriva che gli utenti avevano messo sì e no alternativamente, o due sì e un no ma senza leggere nemmeno le domande...).
    Capisco la gioia e l'ansia per aver trovato finalmente (quanto ti capisco!) qualcuno interessato ad un nostro progetto ma dal punto di vista deontologico non è proprio il massimo proporre test sconosciuti... e per "deontologia" non intendo un insieme teorico di idee con scarsa aderenza alla realtà ma la volontà di offrire alla nostra utenza (privata o pubblica che sia) il miglior intervento possibile

    comunque è ovviamente il mio personale parere (anche perchè non so il livello cognitivo e di elaborazione emotiva e di risorse degli utenti con cui andrai a lavorare), purtroppo non so codificare l'MMPI, io in comunità usavo un database creato in precedenza dagli psicologi, dove inserivo i dati, il file calcolava in automatico i punteggi che poi inserivamo nel programma (che si chiamava Panda, mi pare).
    in bocca al lupo
    Chiara
    Dott.ssa Chiara Facchetti
    Ordine Psicologi della Lombardia n.12625


    Io credo che le pietre respirino. Non possiamo percepirlo con le nostre brevi vite.

    Siamo tutti nella fogna, ma alcuni di noi guardano alle stelle (Oscar Wilde)

  7. #7
    Partecipante Assiduo
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    20-02-2011
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    191

    Riferimento: vi prego aiutatemi

    1. Che avreste fatto al posto mio ? Non avrei proposto un test che non conosco, che non ho, e che non so usare. Proprio perchè è un contesto delicato, ed è il primo lavoro che salta fuori dopo due anni. Scusa, ma non stiamo parlando di cose che si improvvisano così, chiedendo su un forum...

    2. mi hanno detto cosa proponevo e ho pensato a quello. Ho sbagliato? Si, certo. Se non sei in grado di chiarire a te stessa ed al committente il "razionale teorico-clinico" dell'atto diagnostico che proponi, stai sbagliando. Se poi l'atto diagnostico proposto non sei nemmeno in grado di attuarlo perchè: a. non possiedi lo strumento, e: b. non lo conosci e non sai nemmeno come "siglarlo", stai sbagliando pesantemente.

    3. Escine subito. Se non ti sei esposta in maniera eccessiva, vai da loro, gli dici che hai riflettuto attentamente, hai valutato professionalmente diversi strumenti per cercare di andare oltre la proposta di uno strumento classico ma generico come l'MMPI, ed hai quindi valutato e ritenuto tecnicamente forse più opportuno lo strumento X (che però devi conoscere, devi possedere, e che ovviamente sia utile ed attinente per il tipo di problematica in questione). Altrimenti rischi una situazione insostenibile. E la prossima volta, evita di impelagarti in situazione per le quali non hai le risorse gestionali necessarie.

    Scusami se ti posso sembrare molto franco; lo sono.
    Proponendo strumenti che non hai, non sai usare e nemmeno conosci, rischi di fare un possibile danno agli utenti, e fai sicuramente un danno a te stessa.
    Non conosco un modo più delicato per dirtelo.

    E' come se il tuo dentista ti proponesse un delicatissimo intervento chirurgico alla bocca, e quando arrivi in studio te lo vedi che sta cercando di ripassarlo disperatamente chiedendo come si fa a degli sconosciuti su un forum online(!), perchè non l'ha mai fatto, non sa assolutamente come si fa, e magari per farlo si è dovuto pure far prestare un trapano che non conosce e non ha mai usato prima in vita sua, che ora avvicina con mano tremante alla tua bocca... rischia di fare del male a te, e sicuramente la sua reputazione odontoiatrica non ne uscirà bene, quando tu ne parlerai irritata ad altri.

    Quindi, escine rapidamente in maniera elegante: "ci ho pensato molto, ho analizzato più approfonditamente la situazione, ho fatto un consulto con colleghi, e ho maturato il parere tecnico che in questo specifico caso possa essere più utile lo strumento X invece dell'MMPI".

    E, se ci tieni a costruirti una reputazione professionale solida che ti permetta di trovare altri committenti sul tuo territorio, credimi: non metterti più in situazioni in cui ti freghi da sola con il committente. La reputazione ci si mette tanto a costruirla, ma basta poco a perderla, nell'ambiente professionale.
    In bocca al lupo.

  8. #8

    Riferimento: vi prego aiutatemi

    Che dire?
    Mi avete "distrutta". Io, già, ero con quasi tutte le "ruote" a terra, ora sono proprio a terra.
    Come posso darvi torto?
    Il problema è che parlando con altri colleghi, prima di voi, mi hanno detto che si poteva fare, che non era complicato, ecc....
    Io anche ho pensato che fare ai ragazzi 500 e più domande sarebbe un suicidio, ma avevo pensato la forma ridotta. Di certo, prima di somministrarlo mi sarei letta tutto il manuale (ci mancherebbe altro).
    Sì, volendo posso tirarmi indietro. Tanto, secondo me, mi hanno proposto questo per darmi spazio, per farmi fare qualcosa.
    Che posso fare quindi, se mi tiro indietro?
    Mi aiutate lo stesso?
    Che pAURA, mi sembra di non aver mai studiato, di non saper niente. E' capitato anche a voi?
    Il problema è che lì, in comunità, sono sola... sto con un'operatrice sociale, e non ci sono psicologi da cui poter imparare qualcosa. Non lo so, mi sento una scema

  9. #9
    Postatore Compulsivo L'avatar di arwen
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    Riferimento: vi prego aiutatemi

    allora, calma... (arwen raccoglie i pezzi di manuela)

    punto primo, tirarsi indietro non significa che devi rinunciare... io farei così:

    - cercherei di capire che progetto fai lì in comunità.. diagnosi? parrebbe di sì se fare l'MMPI gli andava bene ma cerca di capirlo, e cerca di capire se fare la diagnosi agli utenti in ingresso è utile...spesso quest'utenza arriva con molteplici documenti e diagnosi precedenti, fatti da Ser-T, psicologi privati, psicologi carcerari, CTU e CTP ecc ecc... potrebbe essere utile fare una diagnosi in comunità per "sistematizzare" il tutto, ma sono ovviamente mie supposizioni cerca di capire come lavorano, che progetti fanno, proprio per comprendere se poi la tua diagnosi servirà di per sè o se deve essere finalizzata a qualcosa (progetti, inserimento lavorativo ecc ecc)

    - cambia test, non perchè l'MMPI non sia adatto (secondo me non lo è, ma in molti lo usano con i tossicodipendenti, è questione di come uno intende lavorare), ma certamente non è il test più agevole da imparare così, su due piedi...nella comunità dove ho fatto io tirocinio somministravano l'MMPI (che a me non piaceva, come ho detto prima), le interviste SCID I e SCID II (per la diagnosi dei disturbi di asse I e di personalità, secondo il DSM - IV) e l'Europasi, un'intervista semi - strutturata per fare una sorta di anamnesi dell'uso di sostanze e della vita del paziente tossicodipendente (scuole fatte, se è riuscito a lavorare, malattie pregresse, eventuali carcerazioni, di quali sostanze abusa/ha abusato, tentativi di suicidio ecc ecc) secondo me per fare una diagnosi "pura e semplice", senza altre finalità se non capire meglio com'è il paziente e di cosa soffre, le SCID vanno bene, sono più semplici (sono delle interviste) e non richiedono una codifica successiva nel senso che già facendola si va per esclusione e ci si fa un'idea di cosa ha il paziente. Ora sta uscendo il DSM - 5, quindi probabilmente cambieranno, ma penso che ce ne vorrà un po' prima che il nuovo manuale esca, quindi vale la pena tentare.

    - chiama un supervisore, sia per farti aiutare con i test (sia che tu voglia tenere l'MMPI, sia che tu scelga altri test), anche perchè se non ci sono psicologi in comunità, poi forse dovrai anche dare indicazioni agli operatori su come lavorare con queste persone... gli altri psicologi che ti hanno consigliato l'MMPI ti potrebbero aiutare? non hai professori, colleghi, amici, ex compagni di corso ecc ecc che ti possano dare una mano?

    - e poi leggi i manuali, fai corsi ecc ecc... ma quello mi sembra che già lo volevi fare

    in bocca al lupo
    Chiara

    PS: ti ho inviato un mp!!
    Dott.ssa Chiara Facchetti
    Ordine Psicologi della Lombardia n.12625


    Io credo che le pietre respirino. Non possiamo percepirlo con le nostre brevi vite.

    Siamo tutti nella fogna, ma alcuni di noi guardano alle stelle (Oscar Wilde)

  10. #10
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: vi prego aiutatemi

    Citazione Originalmente inviato da emanuela gallo Visualizza messaggio
    Che dire?
    Mi avete "distrutta". Io, già, ero con quasi tutte le "ruote" a terra, ora sono proprio a terra.
    Come posso darvi torto?
    Il problema è che parlando con altri colleghi, prima di voi, mi hanno detto che si poteva fare, che non era complicato, ecc....
    Io anche ho pensato che fare ai ragazzi 500 e più domande sarebbe un suicidio, ma avevo pensato la forma ridotta. Di certo, prima di somministrarlo mi sarei letta tutto il manuale (ci mancherebbe altro).
    Sì, volendo posso tirarmi indietro. Tanto, secondo me, mi hanno proposto questo per darmi spazio, per farmi fare qualcosa.
    Che posso fare quindi, se mi tiro indietro?
    Mi aiutate lo stesso?
    Che pAURA, mi sembra di non aver mai studiato, di non saper niente. E' capitato anche a voi?
    Il problema è che lì, in comunità, sono sola... sto con un'operatrice sociale, e non ci sono psicologi da cui poter imparare qualcosa. Non lo so, mi sento una scema
    1. Succede. Il disorientamento post-lauream può portare a volte a fare "azioni un pò impulsive", che ci mettono in situazioni difficili. Capita a tutti, non preoccuparti. Adesso l'importante è farne tesoro per il futuro, e risolvere la situazione attuale.

    2. Prima di tutto, chiarisciti su quali sono le reali necessità/bisogni della comunità e degli utenti rispetto alla richiesta che ti hanno fatto di valutazione psicodiagnostica. A cosa gli serve la diagnosi ? In che contesto viene fatto l'atto diagnostico ? Quale è lo scopo ultimo di queste valutazioni ? Chiarisciti bene le idee, parlane se serve con chi ti ha "commissionato" la valutazione, cerca di capire bene il senso del progetto clinico nel quale va a contestuarsi la dimensione diagnostica. Vogliono avere informazioni sulla psicopatologia, eventuale doppie diagnosi, sintomatologie psichiatriche ? Vogliono valutazioni su aspetti relazionali e di personalità ? Sono cose molro diverse, e quindi la scelta dello strumento diagnostico dipenderà specificatamente dal tipo di obbiettivo valutativo che hanno/avete.

    3. Scegli strumenti più semplici, rapidi, facilmente somministrabili, e che siano adatti alla tipologia di utenza. Se ti è richiesta espressamente una valutazione psicopatologica, con i TD può essere utile un SCL-90. Anche la SCID va bene, ma forse è un filo lunga; l'SCL-90 è diffusa, molto semplice e relativamente rapida da somministrare anche a persone con competenza cognitiva e span attentivo ridotto, piuttosto facile da interpretare (ovviamente, se te la studi bene prima).

    4. Se ti chiedono anche valutazioni di capacità cognitiva, o di capacità di pianificazione di base, usa le Matrici di Raven (molto meglio che la WAIS, difficilmente applicabile in contesti similari, soprattutto su tanti soggetti).

    5. Per le competenze relazionali e la tolleranza alla frustrazione e capacità di mentalizzazione (tema importante in ambito tossicodipendenza), il Rosenzweig è il migliore, ed è semplice da somministrare (l'interpretazione richiede più attenzione, ma è comunque fattibile).

    6. Se invece ti è richiesta anche una valutazione personologica, vai sul BFQ per motivi di semplicità applicativa (anche se a me non piace affatto, e presenta altri tipi di limitazione).

    7. Ciascuno di questi strumenti (SCL-90, Rosenzweig, eventualmente Raven e/o BFQ) te li puoi procurare ed acquisire rapidamente; sono adatti per essere somministrati in una comunità per tossicodipendenti; sono relativamente semplici da interpretare per te (ripeto, ovviamente studiandosi con attenzione i relativi manuali).

    In bocca al lupo; un consiglio più generale: nella primissima fase della professione può essere molto utile "appoggiarsi" (anche solo per consigli, supporto, etc.) ad un supervisore esperto (ex-tutor di tirocinio, docente di scuola di specializzazione, ex-docente di tesi, etc.), proprio per evitare "scivoloni" operativi che, seppur attuati in buona fede, possono metterti a volte in situazioni oggettivamente un pò difficili da gestire. Ciao.

  11. #11

    Riferimento: vi prego aiutatemi

    Grazie a tutti.
    Stavo andando in crisi.
    Comunque sono andata da una psicoterap che conoscevo con molta esperienza, e mi ha un pò aiutato. ha detto di iniziare con test semplici, per vedere per esemp a che livello cognitivo stanno, poi valutare scala depressione, scala ansia, e proseguire. Mi darà una mano lei. E' stata veramente molto disponibile, non me l'aspettavo! E sopratt mi ha detto di prendermi sempre tempo, perchè "Gli psicologi non hanno fretta"!
    Baci a tutti

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