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  1. #1
    Matricola
    Data registrazione
    23-12-2003
    Residenza
    Alessandria
    Messaggi
    16

    Qunt'è cara questa santa formazione!!!!

    Stasera sono qui per fare la polemica... mi sembra che questa professione stia diventando sempre più la professione di chi se la può permettere! Il diritto alla formazione dovrebbe essere un diritto e, come tale, gratuito, accessibile a tutti o, per lo meno, a chi, eventualmente, dimostri capacità e interesse! Invece più mi guardo attorno e più mi imbatto in innumerevoli corsi, seminari, convegni, scuole di specializzazioni, chi più ne ha più ne metta... spesso interessanti e preziosi... ma tutti a pagamento e che richiedono cifre esorbitanti, che si possono permettere solo quelle persone che, lasciatemelo dire, forse,possono fare a meno di lavorare per vivere! La trovo una ingiustizia incredibile! Facendo due conti non penso di potermi permettere nè scuole di specializzazione, nè analisi personale, nè master e co,che comunque, si aggirano a non meno di 1000 euro!
    Anche gli interessi verso un proprio arricchimento profesionale, tipo convegni, seminari, ecc.. ormai li puoi coltivare solo a pagamento: fatevi un giro sull'agenda di eventi, provare per credere! Mi è capitato oggi di provare ad iscrivermi ad un Convegno lì segnalato come gratuito: mi è stato risposto che ero stata informata male e che ci volevano più di 100 euro!
    Non sono qui per piangere miseria, e non è neanche della mia situazione personale che stiamo parlando: è a livello ideologico che c'è qualcosa che non va se la cultura diventa un bene di lusso, a cui una grossa fetta della nostra società deve necessariamente rinunciare.
    Le riforme facciamole partire da qui!!!!!

    Novalis

  2. #2
    Postatore Compulsivo
    Data registrazione
    08-12-2001
    Residenza
    Roma
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    3,834

    Re: Qunt'è cara questa santa formazione!!!!

    Originariamente postato da Novalis
    Facendo due conti non penso di potermi permettere nè scuole di specializzazione, nè analisi personale, nè master e co,che comunque, si aggirano a non meno di 1000 euro!
    ciao novalis,

    purtroppo quella da te denunciata è una situazione vera. Le scuole, nonostante il mercato sia saturo, continuano a nascere come funghi ed i prezzi sono veramente scollati (coe in molti altri contesti) dall'attuale situazione economica...
    Poi è anche vero (ma questo lo dico anche da ignorante in clinica e terapia) che molte volte si vive la scuola come tramite per il lavoro ed allora ci si vuole iscrivere quasi per inerzia... Sto dicendo baggianate?!?


    Originariamente postato da Novalis
    fatevi un giro sull'agenda di eventi, provare per credere! Mi è capitato oggi di provare ad iscrivermi ad un Convegno lì segnalato come gratuito: mi è stato risposto che ero stata informata male e che ci volevano più di 100 euro!
    Di questo me ne dispiaccio... molti degli eventi ci vengono segnalati da partecipanti e non possiamo verificare la veridicità o completezza di tutte le informazioni. Una volta ci è anche capitato che una strutture abbia messo l'evento gratuito quando invece era a pagamento... un modo furbetto per avere magari più contatti

    Comunque sia, stiamo lavorando ad un'ideuzza che, se prende, nel giro di pochi mesi riuscirà a fornire diverse opportunità di formazione specialistica a prezzi veramente ridotti

    ciauz,
    nico

  3. #3
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
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    743
    Concordo sull'esagerazione dei costi nella formazione, anchese per alcuni eventi possono essere giustificati dal fatto che sono rivolti a psicologi già inseriti nel mondo del lavoro (che si facciano, però, pagare secondo le tabelle dell'albo: con 3 ore di lavoro i 100 euro della giornata di formazione sono subito reperiti!).

    In quanto al fatto che le scuole di specializzazione siano viste principalmente come possibile "trampolino" per trovare lavoro... concordo pienamente anche qui.
    Credo, però, che la "colpa" sia principalmente delle scuole stesse, che nascono come funghi e che pur di avere una quota di iscrizione accettano anche chi non è nemmeno iscritto all'albo e, a rigor di logica, non potrebbe esercitare nemmeno la professione di psicologo.
    Dico questo perchè ad un colloquio per una scuola di specializzazione si sono mostrati stupiti del fatto che già lavorassi e avessi la possibilità di vedere casi per conto mio, avvisandomi che probabilmente sarei stata l'unica del gruppo ad avere questa possibilità...
    Eppure sono loro a stabilire i criteri di ammissione...
    Vimae

  4. #4
    Postatore Epico L'avatar di Alessia Va
    Data registrazione
    27-10-2003
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    Lombardia
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    9,415
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    315
    E' una drammatica situazione generale, purtroppo. Anche per altre Facolta' e Professioni. E' cosi' anche per biologia: ci sono Master che arrivano a toccare la modica cifra di 6000 euro...
    La cosa davvero preoccupante e' che ormai non basta quasi praticamente piu' la Laurea, e chi non puo' permettersi specializzazioni risulta fortemente penalizzato.
    Un gabbiano di Nessundove io sono, nessun lido considero mia patria, nessun luogo, nessun posto a se mi lega; è di onda in onda invece che io volo


    Trova pace in cio’ che sei e dove ti trovi.
    Le persone spesso sanno gia’ cosa fare; a te spetta il compito di mostrare loro il modo......ecco la vera saggezza.
    (Eragon – C.Paolini)



  5. #5
    Eowin
    Ospite non registrato
    Ritengo che Novalis abbia perfettamente ragione, sono "polemiche" che personalmente faccio da quando frequento questo forum e basta farsi un giro sui miei post per leggere di che tenore sono sempre stati i miei interventi.
    Mi fa piacere vedere che non sono proprio isolata nel pensarla così, perchè a volte ho l'impressione che i colleghi colludano con questo stato di cose, nel senso che ambiscano ad inserirsi in una corporazione che di fatto difende i suoi privilegi acquisiti regolando gli accessi su basi economiche, il che finisce per rendere una casta gli addetti ai lavori.
    Questo naturalmente vale tanto di più per la psicologia clinica.
    Che ha dei costi tali di formazione tali da giustificare, nell'esercizio privato, i vertiginosi costi al pubblico non solo delle psicoterapie, ma anche negli interventi psicodiagnostici o "psico-qualcosa".
    Personalmente ritengo auspicabile una "psicologia distribuita", ovvero dai costi al paziente notevolmente più contenuti, in modo da essere accessibile, anche nel privato, ad una fascia di utenza assai più ampia e tale da garantire lavoro ad un numero di psicologi ben più alto dell'attuale (mi riferisco agli psicologi che lavorano come psicologi).
    Questo non vuol dire svilire il costo-tempo dello psicologo rispetto a quello di altri professionisti.
    Perchè è vero che il mio dentista mi prende qualcosa come 100 euro ogni mezz'ora che ho il dispiacere di sedermi sulla sua poltrona, ma è anche vero che, grazie a Dio, su quella poltrono ci finisco al massimo un paio di ore all'anno, e non tutti gli anni, mentre da uno psicologo può capitare di doverci andare con una cadenza assai più alta.

  6. #6
    edy
    Ospite non registrato
    ciao ragazzi, concordo con tutto ciò che avete detto!!

    Proprio ieri sono andata ad un colloquio per una acuola di psicoterapia -precisamente ICLES- il costo è di 2660 euro all'anno... ok facciamo sto sforzetto... poi la docente mi dICE " Lo sa vero che dovrà fare analisi personale" la quale significa fare analisi per almeno due volte alla settiman ada uno psicoterapeuta per la durata di tutti gli anni di scuola (ossia 4).

    Sapete quanto costa??

    E' impossibile sostenere un costo del genere anche perchè fatico a trovare un lavoro atinente alla mia laurea.

    Potrei mettermi in privato a questo punto!!

    Adesso vediamo

  7. #7
    Partecipante L'avatar di Rossy
    Data registrazione
    23-08-2002
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    55
    Ciao Edy, io ancora sto facendo il tirocinio, ma vorrei sapere i costi dell'analisi personale, più che altro per organizzarmi in vista di un futuro... Tu sai qualcosa in proposito??
    E' davvero deprimente pensare di dover rinunciare alle proprie aspirazioni per via di prezzi insostenibili da parte di chi è alle sue prime esperienze lavorative!!


    Grazie, ciao

  8. #8
    Ospite non registrato
    Carissime colleghe/i buongiorno, mi sono soffermato a leggere le vostre proteste che io trovo leggittime e giustificate...è vero tutto ciò che voi dite ma niente è impossibile...
    Io svolgo la scuola di specializzazione...lavoro in due part-time e vi giuro sono sotto pagato pur fornendo una attività altamente professionale ...pagano un educatore e hanno uno psicologo.
    Credo che capiate di cosa parlo....ma il problema è di un sistema economico e sociale che è condizionato dalla nostra considerazione e dal nostro fare.
    I nostri baroni sono così forti perchè hanno creato una idea o immagine di fondo della loro professione che la società l'ha interiorizzata e non ne può fare a meno.
    Noi cosa stiamo facendo a tal proposito?
    Niente...di Niente...il nostro sindacato non si occupa di noi e di nessuno ma ricchiede ogni hanno dei soldi per l'adesione, un ordine che prende fondi che poi si spartisce tra gli stessi membri che fanno finta di organizzarsi falsi progetti...
    Vogliamo cambiare le cose.... iniziamo a considerarci noi dei Dottori con delle competenze specifiche e mi dispiace anche dirlo ma queste fatiche per diventare psicoterapeuta sono neccessarie e dettate dal fatto che chi sceglie una professione tale non lo fa perchè ha una propensione ad aiutare gli altri..ma lo fa perchè di fondo ha un problema personale e vuole autocurarsi...poi si ritrova con il suo problema ...non superato ....che pretende di aiutare gli altri senza riuscirci facendo anche più casini...
    Sapete mi sono fatto un culo quanto una capanna in questi anni e ancora continuo....ma tante di queste colleghe che perchè prendevano tanti 30 all'università si credono di poter affrontare tutto, senza pensare che chi svolge questo lavoro deve partire dal personale per arrivare al professionale, ma quando si rende conto che il personale non è stato risolto deve capire che forse è il caso di non esercitare.
    Ciò non avviene, e va tutto a discapito dei pazienti e della nostra immagine, cercate di capire che noi andiamo a condizionare la vita degli altri e dobbiamo prendere visione di certe problematiche, ma se il problema lo abbiamo anche noi, le nostre diffese sono talmente grandi che non ci fanno prendere visione del problema...portandoci a non vederlo anche nel nostro paziente...
    Ciò che voglio dire è che dovete iniziare a fare esperienza in tutti i settori che vi capitano e spesso rinunciare a un'assunzione come psicologo... ma comunque fate esperienza... che vi assicuro prima o poi vi rivendete.
    Forse dobbiamo anche iniziare a fare rinunce come viaggi, vacanze e molte uscite in pizzeria e stare anche per 36 ore di seguito a lavoro e magari pagare la tassa della scuola.
    Questo significa che è inutile protestare perchè i prezzi sono alti, credo che siano anche funzionali al fatto che ci voglia una certa selezione naturale...Pensate a questi nuovi laureati della laura breve...io ne ho incontrato diversi...non sapevo su chi dovevo fare l'intervento...se sul paziente o il neo laureato.
    Non voletemene.. ma finalmente dopo tante fatiche sto avendo tante soddisfazioni nei confronti di chi in questa professione ha avuto sempre il culo parato dai famigliri non metendosi mai in gioco a livello esperienzale...Io ho due lavori che toccano campi diversi ma pur sottopagato continuo a farli.. per pagarmi la mia scuola di specializzazione e vivere, non mi faccio la vacanzina a pasqua e ad agosto sto ad assistere i mie pazienti e questo mi permette di vedere cose che sui libri non ci sono.
    Dovete metervi in gioco e tirare fuori le palle e non farvi intimorire dai tanti sacrifici che bisognerà fare per arrivare in cima alla scala...se devo lavorare anche di notte lo farò...e tutto ciò che guadagno lo investiro nella formazione..e lasciate perdere corsi e corsetti e mirate a una scuola di specializzazione...
    Ricordate che noi influenziamo la vita delle persone.
    Tempo fa ho conosciuto una collega e ho scoperto che presentava sintomi anoressici/bulimici e pretendeva di aiutare alcune ragazze che avevano problemi simili, ha fatto più casini lei che i pazienti...poi noi a faticare come asini per risolvere i suoi casini..e questa aveva un curriculum con 110 e lode e tanti corsi fatti...
    Vi prego di smettere di piangere perchè i corsi sono cari, lavorate e fatte esperienza ...che se anche noi maschietti siamo più fortunati nel trovare lavoro..con questa scusa ci fanno fare le cose più sporche e faticose lasciando a voi le cose più tranquille e i posti migliori..mentre noi veniamo mandati come carne da macello...io lavoro anche la notte perchè le ragazze hanno paura di fare la notte in una struttura psichiatrica eppure sono pagate come me...
    Ben vengano le barriere economiche se permettono di fare una selezione di persone che non devono assistere ma essere assistite.

  9. #9
    Postatore Compulsivo
    Data registrazione
    08-12-2001
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    Roma
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    3,834
    Ciao King,

    mi congratulo per la "rabbia" positiva con cui stai portando avanti il tuo lavoro
    Sicuramente è utile e darà buoni frutti!

    Concordo con te anche sulla poca attenzione dei nostri rappresentanti circa la promozione e tutela della nostra professionalità. IN questo senso dovremmo fare qualcosa dal basso in grado di disegnare un nuovo sistema, ma riconosco che non è facile...

    Quello su cui nutro dubbi è:

    Originariamente postato da king93
    Questo significa che è inutile protestare perchè i prezzi sono alti, credo che siano anche funzionali al fatto che ci voglia una certa selezione naturale...
    Non ritengo che la selezione vada attuata in base alle risorse economiche di cui i singoli dispongono. Non ritengo che i prezzi alti siano funzionali al bisogno di selezione, ma siano invece consequenziali ad un sistema, ad uno status quo, che si autoperpetua come casta... che non si lascia accedere facilmente per la paura di esserne travolto... che promuove il bisogno di specializzazione ad ogni costo (in tutti i sensi )

    Ecco, a mio avviso, qui un punto di rottura si potrebbe avere e potrebbe sortire un effetto domino che va a ridisegnare l'intero sistema della specializzazione...

    Andatevi a leggere il sondaggio che abbiamo pubblicato ed i commenti... vi farete due risate... amare
    http://www.opsonline.it/home/sondaggio.asp

    un saluto a tutti,
    nico

  10. #10
    Matricola
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    Alessandria
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    16
    Ciao King! Anche se concordo su alcune cose che hai dette, su altre, invece proprio no! La selezione "naturale" a cui tu fai riferimento, essendo basata sul fattore economico non sarà fatta di certo su aspetti quali le competenze, le capacità o la motivazione, ma finirà con il creare (se non lo è già...) una casta protetta da mammà e papà danarosi che si possono permettere di "sponsorizzare" i figli....
    Guarda, qui il punto non è se una persona non abbia, pur di specializzarsi, voglia di fare un altro lavoro e mantenersi così le rette... siamo realisti! Ti parlo per cognizione di causa e non solo per frasi fatte e principi ideologici. Non mi piace parlare di me e rischiare di fare la presuntuosa, ma tant'è, è la mia esperienza di vita, quindi lo farò. Ti parla una che lavora da quando aveva diciannove anni per pagarsi gli studi e, devo dire, anche con grandi soddisfazioni personali, nei campi in cui ho lavorato: ho fatto l'educatrice di asilo nido per tre anni, la babysitter e un anno di insegnante di scuola materna. Ora sono in aspettativa (non retribuita) per poter fare il tirocinio post-lauream. Se ti devi mantenere (anche un minimo...) mille euro al mese tra affitto, bollette e co... non ti possono bastare per pagare la specializzazione!
    E poi scusa ma vorrei dirti come la penso anche riguardo un'altra cosa: non trovo giusto rinuciare a tutto per la formazione. Io sono fiera dei viaggi che ho fatto (viaggi veri: zaino in spalla e contatto con la gente del posto, non certo vacanzine da crociere patinate...=) e anzi, forse sono stati alcuni dei momenti che mi hanno fatto crescere, prendere consapevolezza di me e degli altri e io penso che esperienze del genere possano costituire esperienza preziosa anche nel momento in cui uno diventa professionista. Per essere una persona equilibrata io penso che non ci si debba "rinchiudere" giorno e notte solo in una dimensione, per quanto importante e interessante sia! E' vero, è importante non farsi scoraggiare e fare il tuttoi e per tutto per rincorrere i propri sogni, però è importante anche fare esperienze di vita, coltivare il proprio tempo libero. Non credo alle "vocazioni" tutto o niente. Magari sbaglierò... è solo un punto di vista!
    Poi, guarda, io di certo non è che smetterò di trovare un modo per fare la psicologa, e neanche a tutti i costi miro solo a fare la psicoterapeuta: la Liss diceva che è meglio proima imparare a fare lo psicologo di base, che è davvero difficile, e poi, successivamente si può diventare psicoterapeuti! Io penso che poteva aver ragione!
    Ciò non toglie però che è e resta una vergogna chiedere cifre esorbitanti per corsi e specializzazioni e negare così l'accesso a chi non se lo può permettere.E nessuno ci tutela... si sà, quando si tratta di soldi che girano .... ben vengani i polli di turno da spennare!
    Ciao
    Roberta

  11. #11
    edy
    Ospite non registrato
    ciao a tutti, Riferendomi a King vorrei dirgli che non approvo tutto quelllo che dice: io ho sempre lavorato da quando ho 14 anni (lavoro stagionale estivo) e mi sono sempre impegnata in tutto laureandomi in cinque anni giusti senza andare fuori corso. Ho fatto tanti sacrifici sia economici che di altro genere andando contro il tempo materiale.
    Ora sto facendo supplenze come mestra asilo-scuola materna e cerco di fare ciò che posso adattandomi a tutto ma ancora non ho trovato un lavoro come psicologa. Tu ne fai due?! bene! sono contenta per te. Sei stato fortunato ma non venirmi a dire che le mie lamentele sono dovute al fatto che non voglio fare sacrifici.

    ciao

  12. #12
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
    Data registrazione
    27-03-2004
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    471
    Sul post di King rimango di stucco.
    Dice cose assai vere per alcuni versi.
    Ma chi è disposto a sacrificare i propri progetti personali per "lavorare anche di notte"?
    E noi una vita non l'abbiamo? Non possiamo progettare un matrimonio? dei figli? delle vacanze?
    Dovremmo accettare acriticamente quello che ci impongono?
    O forse anche da qui potremmo fare qualcosa per sollecitare sindacati e ordine degli psicologi?

    Non capisco perchè, a differenza degli altri laureati, dobbiamo andare incontro ad un iter formativo, che nella pratica non ci permette di esercitare quello per cui abbiamo studiato.
    Incredibilemente orridi i commenti dello stesso King su colleghi laureati con una sintomatologia.
    Atteggiamento sprezzante verso la psicopatologia che forse non lo condurrà molto lontano... se non dai suoi pazienti!


    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  13. #13
    Matricola
    Data registrazione
    23-12-2003
    Residenza
    Alessandria
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    16
    Un attimo ragazzi. Visto che ho inaugurato io la discussine, mi sento in dovere di fare chiarezza su due punti:
    1) Non è che io criticassi tout court l'esigenza di dover fare formazione post-lauream per esercitare psicoterapia, anzi! penso che, in realtà ce ne sia bisogno. Vuoi perchè, purtroppo (o per fortuna ) il percorso universitario è spesso spezzattato, per cui si approfondiscono, magari, alcuni ambiti mentre altri rimangono in ombra e necessitano di approfondimento. io criticavo i costi proibitivi e la "lungaggine" del percorso, forse un pochino troppo lungo (se è vero che una proposta di legge sta per modificare da quattro a cinque gli anni occorrenti....) E comunque i costi altissimi sono e rimangono una vergogna ingiustioficabile! (anche dal punto di vista ideologico)
    2) Inoltre, mi pare, che la società di oggi (intesa in senso soprattutto lavorativo, come opportunità) e il pensiero dei laureati in psicologia dia troppo "smalto" alla professione di psicoterapeuta, mettendo in disparte lo psicologo, inteso come psicologo clinico o sociale, che potrebe, invece, fare molto con la sua formazione di psicologo. Insomma, chi l'ha detto che è più "dignitoso" o importante lavorare in studio nel rapporto terapeutico uno a uno, rispetto ad uno psicologo che magari lavora come supporto per istituzioni educative, per esempio, o altro similare?
    Riflettiamoci tutti un po'.

    Novalis

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