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  1. #1
    Neofita
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    11

    Giornalismo e Psicologia

    Volevo porre alla vostra attenzione un articolo pubblicato sabato 15 gennaio 2011 su libero.it , più precisamente quello che scoprirete seguendo il link.

    http://affaritaliani.libero.it/socia...0111_pg_3.html

    "Malati? Solo agli occhi dei dottori. Viaggio nei reparti psichiatrici. Video"

    L'articolo tratta il tema dello stigma del malato di mente negli ospedali psichiatrici, cosa che sarebbe anche interessante da analizzare dal punto di vista tematico.
    Ma io mi domando: scrivere un articolo il cui titolo scredita in toto le diagnosi di psichiatri e psicologi aiuta veramente a capire e ridurre uno stigma? oppure .. non solo lo alimenta ma ne crea un altro, quello dell' strizzacervelli pronto a somministrare farmaci che rimbambiscono..???
    E quanto è di aiuto questo articolo per le persone veramente malate per affidarsi alle cure?

    Per non parlare del video. Il primo video inserito nell'articolo. Il grande scoop sulle urla nei reparti psichiatrici....
    Mi turba il fatto che ci sia tanta ignoranza e così poco buon senso in chi si occupa di diffondere notizie e conoscenza.

  2. #2
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    09-05-2008
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    115

    Riferimento: Giornalismo e Psicologia

    condivido totalmente, ma alla fine basta ignorarle e fare al meglio il proprio lavoro. sono i pazienti stessi ad essere riconoscenti per le cure ricevute in reparto (da medici, psicologi ed educatori).

  3. #3
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Giornalismo e Psicologia

    avevo notato anche io questo video su libero, era una delle caselle in basso da cliccare, accanto a "signore, attente al trucco" e ""boom di abiti in plastica".

    Ora ho letto il "servizio"...premesso che il il titolo è sbagliato perché i "manicomi" non esistono più, è una testimonianza di una persona che ha vissuto su di sé un ricovero in un servizio di psichiatria e, ovviamente, racconta la sua esperienza dal suo punto di vista.
    Alcune pratiche citate (o meglio, vissute dalla paziente) come un abominio sono del tutto innocue e normali: ad esempio il ritiro delle sigarette e il loro razionamento, serve per evitare che il paziente fumi un pacchetto di sigarette all'ora. Il fatto che non si facciano gite in pullman, in un reparto non si fanno (perché qui ci sono i pazienti in fase acuta) ma nei centri diurni si può fare spesso. Il fatto che la realtà non sia come nei film, in generale è vero.



    Poi evidentemente, ognuno può avere le proprie idee sulla psichiatria e sull'utilizzo di metodi come i farmaci per "curare" le patologie psichiche, io per esempio sono contro l'eccessiva medicalizzazione (e anche molti psichiatri stessi, che si ispiravano all'approccio Fenomenologico, fondatori dell'Antipsichiatria). Ciò nonostante l'uso di farmaci è necessario in alcune fasi della malattia (nella fase acuta ad esempio). Ma questo articolo non dà un contributo per un dibattito a riguardo perché, secondo me, fa solo allarmismo, fa notizia.
    Ultima modifica di Johnny : 17-01-2011 alle ore 21.13.07

  4. #4
    Neofita
    Data registrazione
    06-02-2008
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    11

    Riferimento: Giornalismo e Psicologia

    [/QUOTE] Ma questo articolo non dà un contributo per un dibattito a riguardo perché, secondo me, fa solo allarmismo, fa notizia.[/QUOTE]

    Si, chiaramente la fonte non è il massimo dell'attendibilità. Ma normalmente la gente che non si occupa di psicologia per lavoro non va a cercare gli articoli su psychInfo ecc., ma "gira" nel web o sfoglia i giornali che trova in edicola e al bar...

    Il dibatto non era sull'articolo in sé e per sé, ma sull'idea che la gente ha della psicologia e dello psicologo.
    E soprattutto chi naviga nel web in genere non legge le 6 pagine intere di articolo, ma si e no il titolo e qualche riga iniziale.
    Il fatto che crei allarmismo mi preoccupa un po.
    Io sento persone che hanno un'idea della psicologia che è totalmente diversa dalla realtà.
    E penso che forse è un po colpa degli psicologi... perché se svolgi un lavoro e l'utenza non ha ancora capito che tipo di lavoro è, evidentemente c'è qualche problema.
    Questo mi faceva pensare l'articolo.
    Ultima modifica di Nishetta : 18-01-2011 alle ore 12.11.49

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