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  1. #1

    Istituto Torinese di Analisi Transazionale, qualcuno lo conosce?

    Ciao a tutti,
    vorrei alcune informazioni sull' ITAT se lo conoscete

    Istituto Torinese di Analisi Transazionale e Gestalt
    Scuola di Specializzazione in Analisi Transazionale e Gestalt - Torino
    Il modello di riferimento e' quello analitico-transazionale (Eric Berne, 1958), psicodinamico e relazionale.
    Punti cardine del modello sono: gli Stati dell'Io, le Transazioni, i Giochi e il Copione.


    Putroppo non conosco nessuno che stia frequentando questa scuola e adesso sto aspettando di fare i colloqui di selezione, però se qualcuno gentilmente mi scrivesse la sua opinione sulla scuola sarei davvero felice

    Grazie mille!

  2. #2

    Riferimento: Istituto Torinese di Analisi Transazionale, qualcuno lo c

    Ciao Giulia, è passato molto tempo ma se stai facendo quella scuola di specializzazione, mi dici come ti trovi e le tue impressioni?
    Grazie!

  3. #3

    Riferimento: Istituto Torinese di Analisi Transazionale, qualcuno lo c

    Citazione Originalmente inviato da danytrilli Visualizza messaggio
    Ciao Giulia, è passato molto tempo ma se stai facendo quella scuola di specializzazione, mi dici come ti trovi e le tue impressioni?
    Grazie!
    Cara Danytrilli,
    alla fine mi sono proprio iscritta lì; mi trovo benissimo, i docenti sono molto preparati e appassionati della materia, inoltre, c'è un'attenzione particolare alle simulazioni che trovo preziosissime.
    Se trovi la teoria analitico transazionale nelle tue "corde", ti consiglio vivamente questa scuola!!
    So che c'è la serata di presentazione il 14/10/11...

  4. #4
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    15-05-2007
    Messaggi
    91

    Riferimento: Istituto Torinese di Analisi Transazionale, qualcuno lo c

    Invece io lo sconsiglio assolutamente.
    Ho un'amica che è quasi alla fine e l'ho vista disperata perchè la direttrice dell'istituto si è ammalata e tutti gli altri non sono stati capaci di organizzarsi,
    quindi hanno saltato delle lezioni, quando le fanno ripetono le stesse cose perchè non osano fare la sua parte del programma,
    e alcuni insegnanti in gamba se ne stanno andando.
    In compenso c'è la figlia della direttrice che insegna ma è di un altro orientamento.
    Primo, secondo, terzo e quarto anno sono disperati ma non vengono ascoltati.
    Lei non ce la fa più.
    Io ve la sconsiglio assolutamente, per chi è ancora in tempo: buttereste i vostri soldi.
    Io per fortuna mi sono salvata!

  5. #5

    Re: Istituto Torinese di Analisi Transazionale, qualcuno lo conosce?

    cara eli,
    siccome dici che la tua amica sta per finire ma riporti problemi che io non ho avuto
    sono andata a leggere i tuoi precedenti post per capire se non fosse diciamo "una copertura".
    In effetti o hai creato un'identità fittizia da 5 anni solo per scrivere questo post (cosa impossibile ovvio)
    o devo partire dalla certezza che hai davvero un'amica non soddisfatta, solo che magari non sta per finire.
    Detto questo vorrei dare il mio contributo partendo da un distinguo delle diverse problematiche.

    Nonostante questa scuola abbia sempre avuto le sue pecche (come tutte le scuole),
    qualche tempo fa l'avrei assolutamente consigliata, anche per le simulate di cui si parlava sopra,
    queste ultime davano un taglio più pratico, rispetto alla sola teoria.
    Anche se ci sono scuole molto più pratiche per me è stato utile procedere così.

    Oggi con grande delusione anche io la sconsiglierei fortemente.
    In primo luogo a chi è interessato ad una buona formazione in psicodiagnostica clinica
    (che secondo me è indispensabile per lo psicoterapeuta per lavorare e comunicare con altri professionisti)
    a cui non viene data importanza anche se ci sono apposite ore, malamente utilizzate.

    In secondo luogo la sconsiglio a chi non volesse trovarsi nella situazione di dover partecipare a seminari-toppa,
    ovvero seminari di argomenti collaterali alla psicoterapia, insomma vicini, contigui ma non di psicoterapia,
    decisi all'ultimo momento a dispetto di ogni programmazione precedente, perchè si mantiene in programma l'arrivo
    di un'insegnante che di fatto poi da un anno non è mai venuta (è diventato una questione quasi ridicola nella sua drammaticità,
    senza contare che lei ci fa una pessima figura.
    So che è addirittura stato fatto un seminario con pubblico esterno, dove gli alunni non sono stati attesi
    di ritorno dalla pausa, ed è stato guardato un pezzo di film senza di loro, ed è stato discusso senza che loro
    l'avessero visto. Questo perchè hanno privilegiato il pubblico pagante, essendo una toppa per gli allievi (che pure pagano!)

    Sulla mia persona ho vissuto anche una malgestione delle supervisioni che ora andrà a peggiorare.
    Queste servono come l'aria che respiriamo, eppure sono quelle che hanno più risentito, e ancora si giocano sopra assetti di potere
    e pacchetti di ore a nostro discapito.

    So che chi dovesse iscriversi adesso avrebbe i problemi di cui parli,
    mentre io personalmente ho ancora avuto un'insegnante analitico transazionale per tutte le materie.
    Capisco il disappunto di persone alle quali viene chiesto di credere che all'analisi transazionale manchi un pezzo
    che deve essere insegnato da chi non ha abbastanza esperienza.
    (E' singolare che l'analisi transazionale fosse più evoluta prima, quando noi avevamo un'insegnante AT, di adesso a cui mancano strumenti per alcune problematiche)

    Senza entrare nel dettaglio organizzativo vorrei ancora aggiungere il fatto più deludente:
    a fronte di lamentele si viene tacciati di Genitore Normativo Critico, o in soldoni di insicurezza e scarsa autostima,
    oppure viene chiesto se ci si sente bravi, se viene risposto si a quel punto l'equazione diventa:
    tu sei bravo = noi siamo bravi a insegnare = i problemi di cui parli non sono bloccanti = continuiamo a farci gli affari nostri.
    Oppure si chiede pazienza...se non è un doppio messaggio questo:
    "non è vero" (quindi va tutto bene, negazione)
    "ma abbiate pazienza" (non va tutto bene ma siete costretti ad aspettare...ANCORA!!!!)

    Io penso che avrebbero dovuto tornare in carreggiata molto prima, invece si concedono mesi in cui si dovrebbe attendere,
    senza contare che sono i mesi della nostra formazione pagati, non mesi di seconda classe in cui devo attendere per formarmi.

    A fronte di questo atteggiamento anche io sconsiglio questa scuola.
    Vi assicuro che se/non appena le cose dovessero cambiare, e la qualità e la trasparenza tornassero sarò la prima a comunicarlo qui.
    Per correttezza.
    Adesso però la previsione è già scalata all'inizio dell'anno prossimo (chissà poi perchè? che nervi), e quindi: chi lo sa?
    Non rischiate

  6. #6
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    15-05-2007
    Messaggi
    91

    Riferimento: Istituto Torinese di Analisi Transazionale, qualcuno lo c

    No non è una copertura,
    è che davo un'occhiata alle scuole e non ho resistito a dire la mia.
    L'ho fatto perchè ad esempio io non mi sono iscritta al counseling solo grazie a questo forum,
    e all'opinione di alcuni psicologi che, nonostante non frequentassero quelle scuole,
    avevano perfettamente ragione sul counseling, e non ho buttato i soldi.
    Quindi anche se non è bello da fare, mi sembra che lo spirito qui sia proprio quello di consigliarci tra di noi,
    anche a costo di mettere in piazza questioni che nessuno vorrebbe discutere.

    Da quello che dici sembra che ci sia molto di "non detto".
    Sto giusto leggendo un libro sulla formazione in termini psicoanalitici.
    Analizza come durante il processo formativo ci siano in effetti momenti critici,
    che il formatore può aiutare a mettere in luce e superare.
    Fa il parallelo con la situazione terapeutica, dove l'analista di gruppo fa lo stesso.
    Quello su cui però c'è particolare attenzione è il setting.
    Sia che si tratti di setting terapeutico che di setting formativo,
    l'unico modo in cui l'analista e il formatore possono aiutare il gruppo ad analizzare le difese
    è un setting rigoroso e protettivo per i pazienti (protettivo cioè non foriero di angosce).
    Ad esempio: l'analista accusato di non curarsi degli analizzandi (transfert)
    può analizzare la difesa ma solamente a patto che abbia fornito un setting rigoroso.
    Se un paziente del gruppo dice al terapeuta: "lei non si cura di noi!",
    ha voglia il terapeuta a dirgli:; "questa è una difesa dall'angoscia xy"
    se poi subito dopo dice "oggi ci sono, la prossima settimana forse, e quella dopo c'è un sostituto!"
    e il paziente: "vede che non ci tratta come si deve!..."
    allora l'analista non potrà dire al gruppo "siete degli insicuri, non avete fiducia ma è normale, io faccio tutto giusto, ciao"
    anche perchè non potrà distinguere un'angoscia intrapsichica da una reale creata dalla sua disorganizzazione.

    Questo per dire che magari voi avete instaurato un transfert con gli insegnanti,
    ed è normale che vi siano angosce nel processo formativo,
    ma in questo caso il loro setting non è rigoroso, e non è protettivo
    perchè disorganizzato e imprevisto e vi sta creando angosce in più rispetto al normale processo.
    Le vostre angosce sono anche aumentate dal "non detto": vedi problemi organizzativi e di potere che non vogliono/possono dirvi.
    Quindi darvi degli insicuri non mi sembra corretto eticamente e nemmeno realistico,
    visto che non sono nella posizione di potervi aiutare.

    Dato che comunque so che molti di voi non si fanno "lisciare il pelo" dai complimenti
    dati di risposta alle proposte di miglioramento, vorrei consigliarvi di stare vicini alle persone
    che hanno come terapeuta un insegnante: questa situazione sicuramente crea loro un conflitto interiore
    che penso faccia molto soffrire, e magari cercare di normalizzare le cose.

    Io penso che questi insegnanti siano in difficoltà e in torto, come tutti quelli che hanno responsabilità di curare e formare:
    si presuppone siano i primi responsabili del processo perchè possiedono più strumenti.

    Non arrendetevi e non dimenticate che siete clienti, e come tali, a fronte di un servizio non dato, potete non dare il compenso.
    Una causa legale a chi gioverebbe? E' brutto da dire, ma a mali estremi, anche chi non ha orecchie ha voglia di guadagnare.

    Ora mi sembra giusto togliermi e lasciare spazio a chi avesse altro da aggiungere relativamente all'argomento richiesto dalla ragazza,
    io ho già detto tutto quello che so.

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