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  1. #1
    Partecipante L'avatar di pierluigi1970
    Data registrazione
    20-11-2008
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    Psicoterpia Gruppoanalitica conosciuta nel mondo,sconosciuta in Italia

    Il termine “gruppoanalisi” viene in genere riferito all’opera di S.H. Foulkes rimanendo in ombra il fatto che esso è stato coniato da Trigant Burrow, che fu il primo Presidente della Società Americana di Psicoanalisi, da cui venne espulso dopo circa venti anni per irriducibili divergenze sia teoriche che metodologiche. Dobbiamo al nostro Socio Edi Gatti Pertegato, la conoscenza approfondita della vita e delle opere di questo geniale precursore, di cui verranno tra breve pubblicati in Italia i lavori più significativi.
    Col termine gruppoanalisi non viene intesa un’estensione della teoria psicoanalitica dal setting individuale a quello gruppale, ma si assume come oggetto della ricerca e della terapia analitica la struttura intrinsecamente collettiva della mente, la sua gruppalità interna, sia nei suoi fondamenti coscienziali che nelle sue successive ristrutturazioni riflessive.
    Questo fondamento dell’identità individuale si istituisce sulla base dell’interazione tra le intenzionalità dell’ambiente (i significati molteplici che l’ambiente famigliare assegna al bambino) e i dispositivi protomentali (gli assunti di base) del bambino. Le intenzionalità rappresentano gli etero-organizzatori della struttura cognitiva individuale, mentre i dispositivi protomentali, riassunti col termine autòs, ne rappresentano gli auto-organizzatori. Il prodotto di questa etero-auto-organizzazione è l’idem (l’identico) in quanto tende a essere quella componente dell’individualità che riproduce l’ordine dei valori e degli affetti dell’ambiente di cui ciascun individuo è stato parte integrante e che diviene quindi parte integrante dell’individualità.
    L’idem è dunque l’internalizzazione della dimora (in greco, ethos) originaria, che può essere variamente ristrutturata con lo stabilirsi e lo svilupparsi dei rimandi circolari tra esperienze vissute e mappature neuronali (vedi i recenti apporti delle neuroscienze nella loro declinazione neurofenomenologica). Ogni processo di ristrutturazione, come espressione dell’autòs individuale, riduce la rilevanza delle componenti eteronome dell’idem, facilitando quindi i processi simbolopoietici (la creatività progettuale).
    Nel suo fondamento l’idem è l’ordine famigliare internalizzato, e ha l’implicita funzione di adeguare il nuovo nato all’insieme di intenzionalità e di aspettative dell’ambiente, il che significa “normalizzarlo”. Ogni successiva ristrutturazione autentica modifica la “normalità privata” consentendo un confronto dialogico con il “senso comune”. Ogni processo di ristrutturazione è sempre parziale, e ciò comporta una persistenza in misure variabili della “normalità privata” che, essendo all’origine impostata da un ordine eteronomo, mantiene comunque l’individuo in una corrispondente condizione di “alienità”, sia rispetto al suo stesso ipse (la consapevolezza dei limiti della propria autonomia), sia rispetto al “senso comune”. In questa prospettiva la gruppoanalisi libera la pratica analitica dalla sua deriva medicalistica per la quale ogni devianza comportamentale rispetto al senso comune viene omologata ad una malattia, e, come tale, viene inscritta in una rigida nosografia, per quanto continuamente rimaneggiata per le sue intrinseche incongruenze e per l’estrema fluidità dei confini tra i diversi quadri “patologici”. Ogni devianza viene invece interpretata come la manifestazione di un’eccedenza delle componenti identiche su quelle autentiche, ovvero come espressione di una persistente egemonia della normalità privata rispetto a una normalità consensuale concepita auto-poieticamente. La “coazione a ripetere” è vista quindi come manifestazione di un vincolo alla propria privata normalità, e col termine normopatia viene indicata la condizione di patimento di tale vincolo. Queste premesse teoriche comportano sensibili modificazioni sul piano clinico: il trattamento gruppoanalitico non consiste in un processo di adattamento al principio di realtà, attraverso una spiegazione di cause e meccanismi inconsci, ma consiste in un riattraversamento critico delle fonti storiche (gli eventi oggettivamente accaduti) per una comprensione della complessità interattiva delle esperienze vissute dell’individuo e del suo ambiente originario, così come della comprensione delle componenti identiche e autentiche, attivate sia dal paziente che dall’analista nel loro rapporto attuale. Ciò significa che il paradigma scientifico della gruppoanalisi è di tipo costruttivista e non è quello empirico-causalistico proprio delle scienze della natura. La prima scuola fondata in Italia di questo orientamento risale al 1968 ben 43 anni fa. Spero con questo tred di aver dato un informazione utile non per fare propaganda ognuno è libero di fare la sua scelta e nessuna tecnica è migliore dell'altra,perchè penso che chi fa la differenza alla fine sia sempre il terapeuta in quanto la cura è la relazione e accompagnata dalla tecnica.

  2. #2
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
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    Riferimento: Psicoterpia Gruppoanalitica conosciuta nel mondo,sconosci

    Sono curioso di leggere qualcosa di Trigant Burrow, anche perché, da quello che hai scritto, ha molti punti in comune con una parte del pensiero di un autore che a me sta molto a cuore: Wilfred Bion.
    Avevo già curiosato nelle varie librerie, e qualcosa è stato già pubblicato. A breve mi informerò. Il pensiero di Foulkes, invece, mi incuriosisce meno: non ho mai letto nulla di suo, ma ne ho sentito parlare e mi ispira poco. Un giorno mi toccherà documentarmi, ma non è tra i primi della lista.
    In ambito lacaniano, "L'omogeneo e il suo rovescio" di Recalcati mostra come, in un'ottica psicoanalitica, quello che viene ricercato in un gruppo è tutto fuorché una normalizzazione.

    Grazie per gli spunti
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  3. #3
    Partecipante L'avatar di pierluigi1970
    Data registrazione
    20-11-2008
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    Riferimento: Psicoterpia Gruppoanalitica conosciuta nel mondo,sconosci

    Ciao lalangue mi fa piacere che ti interessi l'argomento, si Bion è molto interessante, ma ciò che ha fatto T. Burrow è davvero sorprendente, ti dirò, lui era presidente della American Psychoanalytic Association e per aver proposto a Freud la sua visione gruppoanalitica fu allontanato e messo sempre piu in disparte, in quanto le sue idee erano troppo avveniristiche. Un libro che è uscito da poco nel 2009 è di Edi Gatti Pertegato, Giorgio Orghe Pertegato. Fatto bene, ma se tu volessi approfondire poteri anche farti avere qualcosa che in libreria ormai non si trova più, per quanto riguarda testi di Bion, chiedi pure. Fammi sapere e buona lettura.

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