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  1. #1
    L'avatar di Duccio
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    25-06-2002
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    Firenze
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    Orientamento online aggiornato per le matricole... !!!!!!!!

    Ho ritenuto necessario riscrivere (anche in parte copiando e incollando) il vecchio thread sull'orientamento alle matricole dati i grossi cambiamenti che ci sono stati tra riforme e aggiustamenti vari dei corsi di laurea. Per fortuna a mio parere ci stiamo avvicinando ad una formazione di base piu' univoca e lineare, quasi un ritorno al vecchio ordinamento quinquennale, prima c'erano 4 singoli corsi molto specifici (la classe 34) ma anche di base un po' carenti per cui lo psicologo sperimentale si sentiva piu' uno che studiava poco la psicologia ma piu' la medicina e la biologia, lo psicologo del lavoro e delle organizzazione era interessato solo ai contesti aziendali e sociali e non aveva un approccio allo studio della persona e spesso ho sentito dire colleghi di non essere interessati alla psicologia ma solo all'azienda dato che la formazione offerta era molto specifica e indirizzata.... O clinici che non vedevano le loro possibilita' in altri campi che non fossero la clinica e la psicoterapia futura.. Insomma da un lato i corsi precedenti davano una buona specificita', dall'altro risultavano carenti sotto molti punti di vista. Impensabile secondo me che uno studente arrivi a laurearsi e a diventare dopo l'esame di stato psicologo senza aver fatto un esame di dinamica, senza conoscere un minimo di psicopatologia, senza avere nozioni di fisiologia e di neuroscienze... o senza avere specifiche competenze nello studio dei test e nell'analisi dei dati... e ogni corso triennale specifico presentava delle carenze in tal senso chi piu' chi meno. Delle triennali cosi' avevano un senso se vi fosse stata una richiesta vera dal mondo del lavoro di queste figure triennali, ma dato che lo psicologo triennale non e' richiesto, nessuno ne sentiva il bisogno (sentito dire testuali parole da diversi docenti) e soprattutto le strutture, aziende, ospedali, asl, cooperative ecc non sanno cosa fargli fare e cosa farsene, e' abbastanza inutile formarli cosi' specificatamente quando poi dovranno per forza di cose fare la magistrale dove invece potranno approfondire un percorso ma con un bagaglio di base piu' completo ed ampio... come e' finalmente diventata la triennale con la nuoca classe 24

    Toglietevi dalla testa l'idea dello psicologo generale e sperimentale che fa solo ricerca, come dello psicologo del lavoro che lavora tutta la vita in azienda come del clinico in ospedale o nelle comunita' o che fa solo terapia.... Altro mito da sfatare, detto anche da tanti professionisti, di terapia oggi non si vive, puo' essere qualcosa per arrotondare i soldi guadagnati con il lavoro proprio.. ma e' molto difficile avere un parco clienti tale da poterci vivere e se succede, viene dopo tanti anni in cui si aumenta la rete sociale e in qualche modo si cerca di farci conoscere.
    La mia sensazione e' che oggi giorno soprattutto per lo psicologo si avvia una concezione di libera professione, quindi il professionista psicologo non sara' un semplice dipendente che timbra il cartellino alle 9 ed esce alle 18... ma sara' uno che magari puo' avere quei pazienti ogni tanto, puo' fare consulenze a giro, nel frattempo seguire progetti a vario titolo, avere magari lavoro part time in comunita', fare formazione ecc.. Quindi diciamo che e' bene pensarsi in un'ottica di un lavoro di questo tipo... E' anche per questo che ritengo inutile pensare la professione ancorata ad un ambito solamente ma cercare di pensare in maniera piu' dinamica possibile senza precludersi niente a priori.

    Partiamo innanzitutto con il definire cos'e' la psicologia e cosa non e', convinto che ci sia una grossa confusione sia in chi si approccia allo studio della psicologia da fuori che anche in chi e' al primo o secondo anno stesso. L'immagine della psicologia che arriva dall'esterno, nelle scuole superiori sia da chi ha modo di approcciarvisi, sia da chi ne sente solamente parlare e' nella gran parte dei casi erronea. Io all'inizio del mio iter universitario a psicologia mi sono sentito molto spaesato per la quantita' di informazioni presenti che pero' non erano facillmente accessibili e di veloce comprensione.... e allora dopo qualche anno di universita' ho pensato a quali cose avrei voluto sentirmi dire, spiegare, e far capire una volta "approdato" alla Torretta. Direi di partire con delle note di carattere generale.
    Partiamo dal presupposto principale che iscrivendovi qua non farete una facolta' umanistica, non studierete assolutamente una sorta di filosofia. Se avete questa idea toglietevela dalla testa o cambiate facolta'.
    La psicologia e' una scienza!
    Si basa su un metodo di osservazione e di studio del comportamento umano empirico e scientifico.
    Avrete un triennio di base con due anni uguali per tutti e un terzo maggiormente di indirizzo curriculare con 4 indirizzi che poi andranno ad essere approfonditi con la magistrale che proporra' a sua volta 4 curricula differenti. I 4 diversi indirizzi proposti a Firenze trattano l'argomento da 4 prospettive diverse ma con una base comune, l'approccio di studio fortemente sperimentale.
    La prima cosa che notai io dopo 6 mesi di iscrizione a psicologia e' la rivalutazione o svalutazione di Freud....rendendomi conto che sia meno amato di quanto possiamo pensare venendo dalle superiori. Non pensate di venire qua a studiare psicoanalisi, fasi psicosessuali, Freud, Jung, ipnosi e via dicendo e basta, farete anche queste cose, alcune anche solo per sentito dire...ma molte e molte altre che apparentemente non c'entrano niente...e parlo di esami sulla fisiologia, sulle neuroscienze, sulla statistica... ecc ecc.
    Non fate l'errore di molti che dicono appena diplomati: "Non so che fare... a matematica non ci capisco niente, sono negato per le materie scientifiche a cosa mi iscrivo??? legge non mi piace, scienze politiche non e' 'piu' di moda.... beh dai faccio psicologia" Quando poi c'e' molta piu' statistica e matematica di economia e commercio...
    Come fare per capire se psicologia e' la vostra facolta', se siete portati.. o se e' quella la vostra strada.... Secondo me in ogni caso bisogna avere una curiosita' innata per l'essere umano, per i comportamenti altrui, bisogna di per se' avere l'abitudine a farsi molte domande e avere una predisposizione verso gli altri, ma non parlo in senso umanitario e crocerossino.. parlo proprio di approccio spontaneo verso gli altri e allo studio del comportamento. Anche perche' il lavoro che un giorno andremo a fare si basera' essenzialmente sui processi, su cio' che accade fra le persone, questi processi saranno studiati e affrontati tramite tecniche ben precise, strumenti, avvallati e verificati da determinare teorie di base.. Quindi sara' tutto molto meno aleatorio di quanto si possa pensare... Una buona cosa ad esempio e' scaricarsi la guida dello studente dal sito di facolta' e leggersela tutta da cima a fondo, leggersi le materie di ogni corso, i programmi e cercare di capire se veramente ci piacciono ed e' quell l'approccio che prediligiamo allo studio di quegli argomenti Puo' essere utile confrontarsi con amici piu' grandi che frequentano gia' la facolta', ma neanche piu' di tanto, cio' che e' difficile e noioso per loro puo' non esserlo per te, o viceversa.... Imparate da subito a ragionare con la vostra testa fregandovene di leggende metropolitane su esami, corsi, professori ecc ecc. Una volta che avete raccolto un po' di elementi non vi rimane che scegliere.. Alla fine non si scappa.. nei primi due anni farete tutti gli esami in un po' tutti gli ambiti della psicologia, quindi li in due anni avrete modo di riflettere quale sia la vostra strada futura, e quale ambito vorrete approfondire.
    Il terzo anno sceglierete il vostro curriculum con una serie di esami maggiormente di indirizzo.. anche li non preoccupatevi, se scegliete un curriculum triennale non siete per forza vincolati a fare la magistrale successiva in quell'ambito. Quindi scegliete con coscienza quello che ritenete piu' adatto a voi ma soprattutto alla completezza della vostra formazione.
    Se ad esempio mentre studiate nei due anni vedete che avete trovato particolare interesse, facilita' nello studio ecc in esami come psicologia generale, fondamenti anatomo-psichici del comportamento umano, metodologia della ricerca psicologica, mentre non vi sono piaciuti per niente o poco psicologia sociale, psicologia dell'educazione, sviluppo, lavoro... beh forse l'ambito di sperimentale e' quello che fa per voi.. Al contrario se vi e' piaciuto molto esami come clinica, psicopatologia ecc.. allora l'ambito clinico e' quello che vi si addice... Insomma seguite i vostri interessi ma cercate di approfondire anche le altre materie che farete … In nessuna facolta' troverete sempre e solo materie che vi piacciono.. quindi tocca tapparsi il naso e fare bene anche le altre, e alla fine comunque sia vi serviranno in qualche modo, comunque vi daranno quello spessore culturale che vi consentira' di avere maggiore professionalita' e competenza in generale.
    Un ultima cosa, non fate l'errore di identificare lo psicologo necessariamente con il classico psicanalista esistono tantissime figure all'interno di disciplina, alcune molto diverse e che non hanno davvero niente in comune fra loro, ad esempio lo psicologo che si accupa della pianificazione pubblicitaria di un'azienza ha ben poco a che vedere con lo psicologo sperimentale che fa ricerca nei laboratori di neurobiologia.
    L'iter per concludere il percorso e' sempre lo stesso a prescindere da indirizzi, curricula ecc...
    5 anni di psicologia (quindi 3 piu' 2 ) alla fine dei quali siamo Dottori in Psicologia, poi un anno di tirocinio alla fine del quale dovremo sostenere un esame di stato che consta di 3 prove e aolla fine saremo Psicologi a tutti gli effetti allo stesso modo qualunque sia il vostro indirizzo. Cio' non toglie che da qualunque indirizzo possiate fare una scuola di specializzazione in psicoterapia, oppure un master nel campo delle neuroscienze, o della riabilitazione cognitiva. Siete psicologi a tutti gli effetti, ovviamente cambiano le competenze possedute, quindi in teoria avrete piu' difficolta' soprattutto all'inizio a muovervi in un campo diverso dal vostro indirizzo di partemza. Ma nessuno vi vieta di farlo... Ed e' per questo che sostengo come dico dall'inizio di non restringere troppo il vostro campo di azione ma di essere pronti a cogliere le occasioni e a avere piu' competenze possibili in diversi ambiti.
    La qualifica di Psicoterapeuta viene dopo altri ulteriori 4 o 5 anni di scuola di psicoterapia, ce ne sono diverse e di differenti approcci, il classico psicanalista che va tanto di moda nell'immaginario collettivo e' un solo tipo di approccio, quello appunto di tipo analitico che fa riferimento a Freud come caposaldo, ma ce ne sono tanti altri molto differenti fra loro, la scuola Gestalt, quella comparata, quella comportamentale, quella cognitivo-comportamentale, quella strategica ecc ecc... Quindi lo psicoterapeuta e' lo psicologo che ha fatto una scuola di psicoterapia... Lo psicanalista e' uno psicoterapeuta che ha fatto quel particolare tipo di scuola di psicoterapia.

    Quindi nei primi due anni farete tutti gli ambiti della psicologia e anche discipline che nonostante non siano psicologiche ma che rientrano nel bagaglio culturale dello psicologo e permettono di approfondire le sue conoscenze in maniera piu' allargata... e studierete discipline che apparentemente sembrano essere piu' distanti come le materie maggiormente statistiche o di neuroscienze ma che sono altrettanto importanti in quanto sono le basi scientifiche su cui si basa lo studio della psicologia e perche' vi permettono di avere la conoscenza degli strumenti che poi potrete utilizzare nella pratica, quindi non snobbate materie come psicometria, metodologia, fondamenti perche' vi saranno molto piu' utili quando un giorno lavorerete di quanto possiate pensare. Poi sia che voi parteciperete a setting di ricerca, farete diagnosi, consulenze aziendali o processi di selezione del personale, ricerche sul campo, progettazione ecc dovrete comunque imbattervi in strumenti e processi metodologici che si fondano su basi statistiche quindi il non conoscerle bene rendera' piu' difficile il vostro lavoro, lo psicologo non e' uno che “chiacchiera” come nell'immaginario collettivo ma e' un professionista che si basta su strumenti, metodologie e setting di analisi piu' empiriche e scientifiche possibili... quindi non conoscere le basi metodologiche alla base della psicologia e' molto limitante.


    Inutile che vi scriva esami e vi spieghi cosa sono, potete leggere tranquillamente esami e programmi con relative spiegazioni....
    Quello che vi consiglio e' di cercare per quanto possibile di seguire l'ordine in cui vi vengono impartiti perche' ha un senso ovviamente. Ci sono esami di base come generale, sociale, sviluppo, psicometria ecc che hanno proprio la caratteristica di voler toccare tantissimi aspetti in modo generale, psicometria ad esempio farla bene vi dara' gia' una base buona per metodologia e poi per ulteriori esami di statistica...fare male quella vuol dire gia' in partenza avere difficolta' in esami successivi... Studiare particolarmente bene all'inizio esami come sociale e generale vi permette di trovarvi anche meglio nello studio successivo di diverse altre materie..

    Per quanto riguarda il terzo anno sara' la prima vera scelta che dovrete affrontare... sono proposti 4 curricula, che come ripeto non condizionano a priorri la scelta del curriculum del biennio magistrale successivo... Quindi cerchiamo di fare chiarezza sui 4 tipi di curriculum proposti integrando le 4 descrizioni che c'erano nel vecchio thread con altre caratteristiche date dai 4 bienni magistrali presenti nell'offerta formativa.

    Psicologia Clinica e di Comunita'
    La psicologia Clinica studia il comportamento del soggetto, cerca di studiare il singolo non il gruppo, ne' il suo sviluppo e tantomeno i presupposti neuro-fisiologici che stanno alla base del comportamento (o cmq queste cose in piccola parte). La psicologia, soprattutto clinica, si colloca nell’area bio medica:quindi troverete esami come pediatria preventiva,medicina preventiva..ecc,: lo psicologo clinico non si occupa solo della “malattia mentale” ma cerca anche di prevenire con le sue conoscenze,le situazioni a rischio e di potenziare le capacità del singolo (e/o della comunità intera -da qui psicologia di comunità) nel farvi fronte( ad esempio centri prevenzione del suicidio e servizi telefonici per situazioni di crisi-assistenza post ospedaliera-medicina comportamentale sul lavoro..), c'e' tutto il discorso quindi della promozione e della prevenzione e della psicologia della salute e quella di comunita' e dell'empowerment sociale, di cui troverete fra l'altro due esami alla magistrale. Per quanto riguarda invece i casi in cui il soggetto avrà evidentemente sviluppato una psicopatologia lo psicologo clinico si occuperà di fare una diagnosi (un altro suo importante compito) e progettare un intervanto
    Molti vorranno fare gli psicoterapeuti: questo è l’indirizzo giusto! Ma lo psicologo clinico non è solo psicoterapeuta, potrete lavorare appunto nelle varie situazioni di potenziale rischio (il soggetto non ha sviluppato ancora una vera e propria patologia ma c’è un alto rischio in questo senso) come ad esempio negli ospedali (psicologo che affianca la coppia che si prepara ad affrontare l’inseminazione artificiale e tutto il percorso, a volte difficile e frustrante che essa comporta, psicologo che in equipe multidisciplinari affianca il medico nei reparti cardiologici , o nei reparti di riabilitazione motoria ecc ecc ecc) oppure nelle scuole (difficoltà legate al rendimento scolastico, problemi adolescenziali, rapporto scuola-alunno-famiglia…ecc..). O ancora nelle comunità di recupero ( sostegno psicologico/counseling ai tossico/alcool dipendenti) queste sono solo ALCUNE delle situazione possibili. Quindi lo psicologo non è necessariamente psicoterapeuta
    Per riassumere quindi l'ambito clinico sia della magistrale che per il terzo anno della triennale mira ad approfondire l'ambito della psicologia piu' basata sul singolo e sullo studio del disagio, della patologia, e sullo studio dei possibili ambiti di intervento sia come prevenzione che come promozione della salute.
    Gli ambiti disciplinari maggiormente toccati sono l'M-PSI-07 e l'M-PSI-08, quindi psicologia dinamica e psicopatologia dello sviluppo e poi le altre discipline che troverete nel terzo anno e nella magistrale se vorrete approfondire questo ambito, importante e' anche lM-PSI-05 perche' comunque essendo un indirizzo e magistrale di psicologia clinica e della salute e' approfondito anche lo studio della psicologia sociale importante come ambito proprio per lo studio della comunita',dei contesti sociali e della promozione e prevenzione.


    Psicologia Generale e Sperimentale
    Allora, psicologia generale e sperimentale...
    innanzitutto partiamo dal nome del corso: il fatto che si chiami generale non significa che si studia "un po' tutta la psicologia in generale", quindi non bisogna iscriversi a questo corso perche' si pensa di fare le cose "in generale" e poi casomai cambierà dopo, tutt'altro!

    La psicologia generale è un settore scientifico disciplinare ben preciso (M-PSI/01 per l'esattezza) che in questo corso di laurea viene trattato approfonditamente e che costituisce il suo orientamento peculiare prevalente rispetto agli altri corsi di laurea di psicologia. Gli esami caratterizzanti del corso di laurea appartenenti al settore M-PSI/01 si incontrano a partire dal primo anno anno con Generale per poi approfondire anche diversi argomenti di quell'esame in diversi altri esami che si incontreranno al terzo anno e alla magistrale in psicologia sperimentale. Alcuni di essi sono Psicologia dell'attenzione e della coscienza, cognitiva, Ipnologia. Due parole su quest'ultimo esame: non si tratta di ipnosi ma bensì degli aspetti psicologici e fisiologici dell'individuo durante il sonno e durante le transizioni veglia-sonno.

    L'altro settore disciplinare che caratterizza fortemente il corso di laurea in psicologia generale e sperimentale è l'M-PSI/02 che riguarda la psicobiologia, la psicologia fisiologica e le neuroscienze in generale. Sono discipline che forniscono il giusto approccio alla comprensione del funzionamento del sistema nervoso, conoscenza indispensabile per chi voglia intraprendere questo percorso di studi. Il primo esame con cui si ha a che fare di questo settore è al primo anno ed è Fondamenti anotomo-fisiologici dei processi psichici che fornisce la base per tutte le altre conoscenze di neuroscienze.

    Il terzo settore disciplinare che caratterizza notevolmente il corso è l'M-PSI/03, ovvero il settore psicometrico che riguarda tutto ciò che è misurazione in psicologia e fornisce le competenze statistico-matematiche necessarie ad analizzare i dati che si ottengono mediante l'indagine psicologica e a darne un'interpretazione.

    Il corso è sicuramente consigliabile a chi ha preferenze per le discipline scientifiche rispetto a quelle umanistiche. Per quanto riguarda gli sbocchi occupazionali futuri si prevede attività di ricerca oppure si può intraprendere una scuola di specializzazione in psicoterapia (una volta ottenuta laurea triennale più laurea specialistica biennale) o un master di secondo livello. Con la sola laurea triennale si possono seguire dei master di primo livello. Ovviamente si parla sempre di sbocco preferenziale piu' consono all'ambito di studio sempre tenendo presente che una volta psicologi lo siamo a prescindere dall'ambito di studio scelto..

    Psicologia Sociale e delle Organizzazioni
    Innanzitutto perche' fare questo indirizzo? Io l'ho scelto ad esempio perche' mi piaceva l'ambito della psicologia sociale in generale anche se avevo una idea molto aleatoria di cosa fosse. Cmq ho avuto sempre un grande interesse verso i gruppi, verso gli atteggiamenti e i comportamenti delle persone, verso le differenze interculturali. L'indirizzo in particolare l'ho scelto anche per una ragione pragmatica, ovvero perche' ho sempre creduto fosse quello che poteva offrire maggiori spazi e sbocchi e la maggiore possibilita' di inventarsi e di riciclarsi un lavoro rispetto agli altri indirizzi. Questo non so se sia vero o meno ma era una mia convinzione e anche adesso guardandomi in giro mi pare che gli ambiti organizzativi e di formazione risetto ad altri offrano un po' di piu', oddio non in maniera straripante ma forse piu' che meglio e' messo meno peggio. Devo dire che avendo fatto la vecchia triennale l'ho trovata con il passare del tempo un po' troppo monotematica, troppo centrata sul sociale e poco sul lavoro, e poi l'ho trovata molto carente di tanti esami piu' clinico, dinamici e di neuroscienze che non dovrebbero mancare nel nostro curriculum formativo. Gli ambiti maggiormente caratterizzanti sono l'M-PSI-05 e l'M-PSI-06 ovvero l'ambito della psicologia sociale e quello di lavoro e organizzazione e psicologia della formazione che e' una materia ponte fra questi due ambiti anche se rientra nell'MPSI-06..
    . Studierete la psicologia sociale, del lavoro come esami base.. per poi approfondire nel terzo anno e nella magistrale una serie di tematiche come la psicologia della formazione, quella dei gruppi e di comunita' , la psicologia degli atteggiamenti ecc e potete controllare poi nella guida tutti gli esami che andrete a fare..
    Di cosa si occupa lo psicologo che vuole operare in questo ambito? La cosa piu' ovvia e normale e' lo psicologo dei colloqui, ovvero colui che va nelle aziende a fare la selezione del personale, la cosa a mio avviso piu' standardizzata e meccanica e anche noiosa, ma non solo questo, c'e' un campo in ambia espansione e di grande interesse che e' l'ambito della formazione, ovvero andare nelle aziende o in qualunque organizzazione a tenere corsi di formazione per riqualificare e aggiornare il personale, questo ambito di da un'ampia autonomia, puoi progettare tutto un corso di formazione e credo sia la cosa piu' bella e difficile in questo campo, o anche proprio la progettazione di interventi sia aziendale che nel sociale … Poi puoi sempre lavorare in ambito dell' orientamento professionale o studentesco. Se serve in qualche ente, azienda, scuola , universita' uno sportello per l'orientamento (professionale, studentesco ecc ecc e' utile lo psicologo che ha competenze per intervenire e operare in tal senso. Oppure lavorare in un'associazione specializzata nelle risorse umane, ovvero accogliere chi cerca lavoro (le risorse umane) e capirne motivazioni, competenze, attitudini e cercare un lavoro appropriato a tali risorse. Oppure anche una specializzazione molto interessante, moderna e di enormi potenzialita' e' il marketing pubblicitario, lo psicologo del lavoro puo' lavorare anche in un'agenzia pubblicitaria o per un'azienda al fine di curare la sua immagine nella pubblicita'. Insomma lo psicologo del lavoro puo' infilarsi ovunque e con grandi potenzialita' e mezzi. Soprattutto a mio parere puo' avere una funzionalita' tentacolare in molti ambiti della psicologia con diverse competenze. Ovviamente in questo campo soprattutto piu' che negli altri bisogna "sapersi vendere". Se scegliete questo campo avrete a che fare con le aziende, con i gruppi sociali, con le comunita' (sia in senso territoriale che in senso terapeutico anche per un discorso di prevenzione), con le marginalita' sociali, con la pubblicita'... E' una psicologia che non studia il soggetto singolo, ma la collettivita', il gruppo e le sue potenzialita'.

    Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione
    Sicuramente indicato a chi trova interessante la sfera evolutiva dell’essere umano, anche se poi il termine sviluppo è inteso nell’accezione dell’intero arco di vita, gli esami da sostenere ruotano attorno all’essere umano in quanto bambino, lo sviluppo delle sue abilità cognitive, affettive, relazionali e la deviazione in comportamenti patologici, sicuramente è un’indirizzo meno “medico “ rispetto a clinico e generale. Ci sono esami dal terzo anno e nella magistrale di sviluppo specifici su patologie e sull’abilità da acquisire necessarie per uno sviluppo “normale” del bambino, si studiano i vari strumenti per la valutazione dello sviluppo, ed e' un indirizzo particolarmente indicato a chi e' interessato sia alla psicologia dello sviluppo che all'idea di poter lavorare con i bambini e che voglia studiare in particolare lo sviluppo dell'essere umano e le sue problematiche piu' che il disagio di tipo clinico nel soggetto singolo. In particolare l'ambito disciplinare di riferimento e' l'M-PSI-04 con psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione come esami base, per poi approfondirsi in diversi altri esami del terzo anno e della magistrale. Per quanto riguarda gli sbocchi occupazionali propri di questo specifico ambito sono quelli relativi alle problematiche dell'arco di vita, strutture come organismi scolastici, ma anche ambiti educativi e riabilitativi a piu' livello.

    Questi a grandi linee sono i corsi proposti, ovviamente ribadisco che finiti i 5 anni, tirocinio, esame di stato, abilitazione si e' psicologi a tutti gli effetti a prescindere dall'indirizzo. Ovviamente con competenze diverse e quindi sta a noi riuscire ad avere una mentalita' e una visione nonche' conoscenze abbastanza eterogenee per potersi muovere senza grosse difficolta' anche in ambiti differenti da quelli relativi al nostro curriculum specifico della magistrale.
    Ultima modifica di Duccio : 30-12-2010 alle ore 16.48.52

  2. #2
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    Riferimento: Orientamento online aggiornato per le matricole... !!!!!!

    grazie per aver scritto tutte queste cose!a me piacerebbe molto fare psico clinica a firenze,me la consigli?arrivo da parma che è uno schifo..organizzazione zero,salto d'appello per ogni materia ecc ecc..almeno i 2 anni di magistrale vorrei farli bene e più serenamente!aspetto notizie,grazie mille in anticipo!!!

  3. #3
    Postatore OGM L'avatar di !!!Psiche!!!
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    Anche a Firenze c'è il salto d'appello per ogni esame e l'organizzazione non è delle migliori...
    "Lavora, come se non avessi bisogno dei soldi;
    Ama, come se nessuno ti abbia mai ferito;
    Balla, come se nessuno ti stesse guardando;
    Canta, come se nessuno ti stesse sentendo;
    Vivi, come se il Paradiso fosse sulla Terra"



  4. #4
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    i corsi sono belli almeno?i professori validi??

  5. #5
    L'avatar di Duccio
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    Per la mia esperienza i corsi al 95 per cento sono completamente inutili.... la struttura e' fatiscente, bollente in estate (due aule con l'aria condizionata .. accesa solo quando ci sono i docente .. mentre quando ci sono solo studenti viene rigorosamente spenta... Segreterie spesso inaffidabili, con personale maleducato, inaffidabile e spesso che da' informazioni sbagliate e contraddittorie. I docenti come ovunque ci sono alcuni molto bravi, disponibili e alla mano e altri meno.. La situazione diciamo che e' negativa, la nostra facolta' conta pochissimo in Ateneo e non ci sono fondi.. quindi diciamo che se devi scegliere.. e devi trasferirti credo che ce ne siano tante di meglio.. Sicuramente Cesena, Torino, Padova, Milano ecc... Firenze proprio come ultima spiaggia puo' andare ma se puoi evitala...

  6. #6
    Partecipante Assiduo
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    i corsi sono belli almeno?i professori validi??cmq per com'è la situazione qui a parma dubito sia peggio lì

  7. #7
    L'avatar di Duccio
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    Te l'ho detto.. i corsi alcuni interessanti .. per la maggior parte dei casi non aggiungono granche'... Pensa solo che la facolta' lo scorso anno e' stata in una situazione molto critica e abbiamo rischiato seriamente di non avere una sede per le lezioni.... perche' l'affitto per lo stabile che sembra un ex campo profughi era troppo alto.... Quiindi insomma non so come sia a Parma... ma se devi andare dalla brace alla padella o dalla padella alla brace... sicuramente e' meglio spostarsi in un posto almeno decente..

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