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  1. #1
    Ospite non registrato

    un articolo di Michele Serra per riflettere

    la morte di Pantani è solo lo spunto usato da Michele Serra su Repubblica per dire delle cose profonde e grazie a dio non retoriche, ne consiglio la lettura per riflettere sulla dimensione della responsabilità personale, il titolo è "la caccia al colpevole".

    ecco il link:
    http://www.repubblica.it/2003/i/sezi...lpe/colpe.html

    che ne pensate?

    alessandra

  2. #2
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    04-03-2002
    Residenza
    Nel buio vicino alle porte di Tannoiser
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    2,719
    E' molto bello

  3. #3
    evaluna^
    Ospite non registrato
    Ho le lacrime agli occhi...quant'è vero quello che dice.

  4. #4
    indiana
    Ospite non registrato
    davvero bello.......uhm.....

  5. #5
    Oggi, al bar, ho letto un altro trafiletto su Pantani, da parte di un giornalista che adoro, Massimo Gramellini (chi di solito legge La Stampa lo conosce )
    Vi incollo qui l'articolo, perchè non so come linkarlo, come ulteriore spunto di riflessione.. io mi trovo d'accordo con lui

    BUONGIORNO del 17/02/2004

    Me lo hanno ammazzato, dice
    la mamma di Pantani, ed è
    giusto che dica questo, una
    mamma.Ma gli altri no. Gli altri che
    hanno suonato la vecchia canzone del
    «lo abbiamo lasciato solo» fanno soltanto
    retorica. Attività in cui, accanto
    a troppi commentatori televisivi a
    piede libero, si distingue come sempre
    Maradona, secondo il quale «Pantani è
    morto per colpa mia, tua, nostra».
    Colpa. Sono due giorni che questa
    parola così inutile ci rimbomba nella
    testa, togliendoci la serenità per salutare
    in pace il nostro fuoriclasse. E i
    fuoriclasse - si chiamino Van Gogh,
    Cesare Pavese o Jim Morrison - sono
    sempre un po' «fuori». Altrimenti sono
    campioni. Campioni e basta.
    Il mistero dell'animo umano fa
    paura. E allora si preferisce scaricare
    la colpa sui giudici che indagavano
    troppo su di lui - solo su di lui -
    causandogli una depressione da complotto
    di tipo craxiano. Sui giornalisti,
    che già Napoleone chiamava con qualche
    ragione «i ruffiani della gloria».
    Sugli amici che lo avrebbero abbandonato
    al suo destino. Ma come si fa ad
    aiutare un adulto che si rifiuta di
    essere aiutato? Che si nasconde dal
    mondo, si barrica, stacca i telefonini?
    Fino a che punto si può forzare la
    responsabilità individuale di un essere
    umano? E' consolante sentirsi in
    colpa. Certo più consolante che accettare
    la realtà. E ammettere che alcuni
    di noi, di solito i più geniali, crescono
    con un buco dentro. Angeli feriti a
    morte che nessuna terapia umana
    riesce a curare. Spesso neppure l'amore.
    ...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.

  6. #6
    evaluna^
    Ospite non registrato
    altrettanto bello...ma come scrivono

  7. #7
    Che dire... molto interessante il punto di vista di Serra... condivido molti punti... aggiungerei che forse ci può essere una colpa della società nel senso che molto spesso porta a scambiare i desideri per i bisogni... ma questo vale per Pantani come per l'anonimo depresso della porta accanto... D'altra parte è inimmaginabile per me la caduta che ha fatto lui...

  8. #8
    Ospite non registrato
    Grazie per l'articolo di Massimo Gramellini, è bello e ha il coraggio di rompere questa retorica, è giusto che una mamma trovi difesa nel gettare la colpa addosso agli altri ed è miserevole che la televisione ce la faccia vedere mentre grida contro i giornalisti di andarsene. Per me questi sono spunti di riflessione che vanno al di là di Pantani, che ci mostrano la mancanza di pudore e di rispetto che senz'altro esiste nella televisione e nella società ma nè l'una nè possono essere additate come colpevoli delle nostre scelte.

    un caro saluto a tutti


    alessandra

  9. #9
    L'avatar di Haruka
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    30-11-2001
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    Montreal - Canada
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    4
    Originariamente postato da alep
    Grazie per l'articolo di Massimo Gramellini, è bello e ha il coraggio di rompere questa retorica, è giusto che una mamma trovi difesa nel gettare la colpa addosso agli altri ed è miserevole che la televisione ce la faccia vedere mentre grida contro i giornalisti di andarsene. Per me questi sono spunti di riflessione che vanno al di là di Pantani, che ci mostrano la mancanza di pudore e di rispetto che senz'altro esiste nella televisione e nella società ma nè l'una nè possono essere additate come colpevoli delle nostre scelte.
    sono TROPPO d'accordo con quello che hai scritto


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