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  1. #1
    Matricola
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    14-01-2008
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    Caso clinico e impostazione psicodinamica

    Salve a tutti, mi sto accingendo a studiare la seconda prova dell'esame di stato (per me che sono del V.O. è il caso clinico) e con in mano il Falabella, il DSM e il Gabbard sto iniziando a valutare per diversi punti i criteri utili per impostare un caso.
    La cosa che mi fa storcere un pò il naso è che tutti sembrano particolarmente (a volte eccessivamente) intrisi di concetti psicodinamici. Non è raro infatti trovare Frasi come "Ha un'aggressività rimossa molto forte; Vive un'angoscia di penetrazione, intrusione, divoramento reagendo a un'angoscia di inglobamento, intrusione da parte dell'altro; Lo spazio esterno e la folla simboleggiano la caduta dei confini interni. Disgregazione dell'Io e quant'altro....."
    Ora mi chiedo e vi chiedo Ma pensate che per fare una diagnosi sia necessario passare dentro questi ragionamenti condivisi(bili) da determinati approcci, oppure che sia possibile farla utilizzando dei criteri (approfondimenti e ipotesi di intervento) alternativi?
    In tal caso (secondo) qualcuno mi sa consigliare un testo o dei testi adatti allo scopo con ipotesi di intervento e approfondimenti diagnostici che 'lascino a casa' il caro vecchio buon Sigmund?
    Grazie anticipatamente

  2. #2
    Matricola
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    14-01-2008
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    Re: Caso clinico e impostazione psicodinamica

    Dai forza è possibile che non sia possibile preparare L'esame di stato utilizzando un approccio cognitivo-comportamentale?

  3. #3

    Riferimento: Caso clinico e impostazione psicodinamica

    "Psicologia clinica" ed Zanichelli lo fa in ottica cognitivo comportamentale. La cosa importante di questa prova è essere coerenti. Mi spiego meglio se fai una diagnosi tramite un ottica e proponi un intervento di un altra ottica, sicuramente l EDS è da rifare....dire che un bambino fa la pipì a letto perchè fissato ad una fase Freudiana ed intervenire dandogli la scossa ogni volta che la fa, non è apprezzatissimo...
    è anche molto importante non scrivere di fare un intervento PSICOTERAPEUTICO....infatti si fa l'EDS per diventare psicologi e non psicoterapeuti.....In bocca al lupo

  4. #4
    Matricola
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    Re: Riferimento: Caso clinico e impostazione psicodinamica

    Citazione Originalmente inviato da Angelo-minza Visualizza messaggio
    "Psicologia clinica" ed Zanichelli lo fa in ottica cognitivo comportamentale. La cosa importante di questa prova è essere coerenti. Mi spiego meglio se fai una diagnosi tramite un ottica e proponi un intervento di un altra ottica, sicuramente l EDS è da rifare....dire che un bambino fa la pipì a letto perchè fissato ad una fase Freudiana ed intervenire dandogli la scossa ogni volta che la fa, non è apprezzatissimo...
    è anche molto importante non scrivere di fare un intervento PSICOTERAPEUTICO....infatti si fa l'EDS per diventare psicologi e non psicoterapeuti.....In bocca al lupo
    Grazie 1000 Angelo!!! Stavo iniziando a pensare che non esistesse nulla in merito ;-). Ti stai riferendo al testo di Kring A. M? sono molto contento di questa tua dritta. Sicuramente la scelta di un'ipotesi di intervento con i relativi obbiettivi è solo una parte dell'esame di stato, ma richiesta molto di frequente nelle tracce. Il punto è che non mi troverei sempre molto a mio agio a consigliare una terapia espressiva ad orientamento psicodinamico che abbia come obiettivo (ad. es.) "portare allo scoperto motivazioni latenti che sono l’origine della depressione...". Mentre sarei molto più tranquillo magari a consigliare una terapia cognitivo-comportamentale Che possa avere come obbiettivo ad esempio "modificare modalità disadattive di pensiero, persuadere il pz a modificare le sue opinioni sugli eventi che accadono e su se stesso, riflettere sulle convinzioni negative che condizionano il pensiero". Purtroppo Gabbard e Falabella si concentrano solo sugli approcci dinamico e sistemico, mentre credo che sia utile dare una 'lettura diagnostica alternativa' (che tra le altre cose è fortemente corroborata dalla ricerca empirica) come quella cognitivo-comportamentale.
    Grazie ancora

  5. #5

    Riferimento: Re: Riferimento: Caso clinico e impostazione psicodinamic

    Mi riferisco al testo di davison e neale, un altro buon testo per la diagnosi è "l'intervista clinica col dsm IV" e l'altro "Fish psicopatologia clinica". Il secondo ha la particolarità di risalire alla diagnosi a partire dai sintomi, in molti testi sono descritti i disturbi con i sintomi caratteristici, in questo vengono elencati i sintomi ed in quale quadro diagnostico sono riscontrabili, solitamente nell'EDS viene dato un elenco di sintomi e richiesta una possibile diagnosi. Certamente è utile indicare l'invio ad un programma psicoterapeutico di provata efficacia (per una rassegna di questi studi ti suggerisco "Terapia psicologica" di Fava), ma all'esame di stato è anche fondamentale tenere in considerazione il volere del paziente... ad esempio un paziente che ha avuto la perdita di un figlio, potrebbe non accettare un programma a base di esposizione mentre potrebbe preferire una terapia meno efficace ma meno dolorosa, ad esempio una terapia supportiva umanistica. Chiaramente è importante suggerire , in quanto professionisti esperti della materia, le terapie più efficaci, ma rispettando la volontà del paziente.

  6. #6
    Matricola
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    Re: Riferimento: Re: Riferimento: Caso clinico e impostazione psicodin

    Citazione Originalmente inviato da Angelo-minza Visualizza messaggio
    Mi riferisco al testo di davison e neale, un altro buon testo per la diagnosi è "l'intervista clinica col dsm IV" e l'altro "Fish psicopatologia clinica". Il secondo ha la particolarità di risalire alla diagnosi a partire dai sintomi, in molti testi sono descritti i disturbi con i sintomi caratteristici, in questo vengono elencati i sintomi ed in quale quadro diagnostico sono riscontrabili, solitamente nell'EDS viene dato un elenco di sintomi e richiesta una possibile diagnosi. Certamente è utile indicare l'invio ad un programma psicoterapeutico di provata efficacia (per una rassegna di questi studi ti suggerisco "Terapia psicologica" di Fava), ma all'esame di stato è anche fondamentale tenere in considerazione il volere del paziente... ad esempio un paziente che ha avuto la perdita di un figlio, potrebbe non accettare un programma a base di esposizione mentre potrebbe preferire una terapia meno efficace ma meno dolorosa, ad esempio una terapia supportiva umanistica. Chiaramente è importante suggerire , in quanto professionisti esperti della materia, le terapie più efficaci, ma rispettando la volontà del paziente.
    Grazie ancora Angelo e complimenti per la competenza ;-)

  7. #7
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    Re: Riferimento: Re: Riferimento: Caso clinico e impostazione psicodin

    Citazione Originalmente inviato da Angelo-minza Visualizza messaggio
    Mi riferisco al testo di davison e neale, un altro buon testo per la diagnosi è "l'intervista clinica col dsm IV" e l'altro "Fish psicopatologia clinica". Il secondo ha la particolarità di risalire alla diagnosi a partire dai sintomi, in molti testi sono descritti i disturbi con i sintomi caratteristici, in questo vengono elencati i sintomi ed in quale quadro diagnostico sono riscontrabili, solitamente nell'EDS viene dato un elenco di sintomi e richiesta una possibile diagnosi. Certamente è utile indicare l'invio ad un programma psicoterapeutico di provata efficacia (per una rassegna di questi studi ti suggerisco "Terapia psicologica" di Fava), ma all'esame di stato è anche fondamentale tenere in considerazione il volere del paziente... ad esempio un paziente che ha avuto la perdita di un figlio, potrebbe non accettare un programma a base di esposizione mentre potrebbe preferire una terapia meno efficace ma meno dolorosa, ad esempio una terapia supportiva umanistica. Chiaramente è importante suggerire , in quanto professionisti esperti della materia, le terapie più efficaci, ma rispettando la volontà del paziente.
    Grazie ancora Angelo e complimenti per la competenza ;-)

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