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Discussione: casi clinici

  1. #1

    casi clinici

    ciao a tutti!!!!ho da sottoporvi due quesiti:
    1) Angela, studentessa modello della facoltÓ di medicina, a cui mancano 2 esami per laurearsi, lascia l'universitÓ. quando comunica questa sua decisione ai genitori, la madre scoppia a piangere mentre suo padre non sembra per nulla triste. ---> voi che ne pensate??dovrei scrivere una possibile spiegazione utilizzando contrutti torici psicologici (principalmete sistemica). la soluzione che ho proposto io mi sembra un p˛ troppo banale!!!
    2) mi servirebbero per la tesi se qualcuno mi potesse aiutare a trovare delle comunicazioni paradossali pragmetiche all'interno dei film...mi spiego meglio, conversazioni paradossali in cui il livello analogico e quello digitale non corrispondono!
    grazie mille a tutti per l'aiuto!!!
    un bacioneeeeeee

  2. #2
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    Roma
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    Riferimento: casi clinici

    a) quale Ŕ la tua "soluzione"?
    b) Morte di un commesso viaggiatore (http://www.youtube.com/watch?v=_lI5eT7Dd3w), oppure: Chi ha paura di virginia Woolf (http://www.youtube.com/watch?v=_lI5eT7Dd3w).

    (lascia perdere i bacioni)

    ciaz.

  3. #3

    Riferimento: casi clinici

    ciao....ma come sei duro....solo per dei bacioni!!!????!!!!
    cmq per la soluzione che avevo pensato io ecco.... pensavo al painto della madre come una disillusione delle "proprie" aspettative e ambizioni che aveva riposto e messo nella figlia. metre la non reazione del padre l'avevo interpretata come un momento di "liberazione"...nel senso che il padre Ŕ felice del fatto che la figlia finalmente abbia iniziato a vivere la SUA vita e non quella che la madre aveva deciso e che quindi si sia liberata della veste che la madre l'aveva obbligata a portare!!!
    che ne dici????
    per i film grazie....chi ha paura di virginia woolf l'avevo giÓ incluso ma l'altro no....adesso lo guardo grazie!!!
    grazie mille e....bacioni!!!
    ciauzzzz

  4. #4
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: casi clinici

    Citazione Originalmente inviato da jollajollanda Visualizza messaggio
    metre la non reazione del padre l'avevo interpretata come un momento di "liberazione"...nel senso che il padre Ŕ felice del fatto che la figlia finalmente abbia iniziato a vivere la SUA vita
    E perchÚ non glielo dice?

  5. #5

    Riferimento: casi clinici

    per non complicare o causare problemi nella sua relazione con la moglie...non ci pu˛ stare???tu che spiegazione daresti del fatto che il padre non sembra PER NULLA TRISTE?????

  6. #6
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: casi clinici

    Dico solo che, nel silenzio, sembra Ŕ la percezione di chi riporta la situazione. E soprattutto non reagire non vuol dire necessariamente essere felice.
    Potrebbe esserlo. Oppure potrebbe essere indifferente e quindi una persona lontana, assente dalla vita della figlia, con la madre che si Ŕ dovuta occupare da sola della sua crescita. Oppure potrebbe essere deluso nelle sue aspettative, ma incapace di manifestare i propri sentimenti.
    Oppure, per riprendere la tua traccia, il suo silenzio - dovuto al fatto di non volere complicare la situazione rischiando di compromettere la relazione con la moglie - potrebbe essere una ripetizione delle consuete dinamiche familiari e non tanto una "liberazione". Infatti, invece di gratificare la figlia, sceglie di assecondare la moglie, come molto probabilmente aveva fatto in precedenza, lasciando che la bimba diventasse un'estensione dei desideri della madre e pertanto anche dei suoi, in quanto le era "funzionale" per il mantenimento del quieto vivere della relazione con la moglie.

    Saluti

  7. #7
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    Riferimento: casi clinici

    Non hai chiarito per˛ l'aspetto sistemico.
    Per˛ prima vorrei capire il quesito dove lo hai preso. Si tratta di un esempio artefatto o Ŕ preso da un colloquio clinico effettivo?
    PerchŔ parli di illusioni? Ŕ un termine poco utile clinicamente. E "liberazione"? Altro termine che ti suggerirei di sostituirlo con uno pi¨ utile nelle osservazioni che fai clinicamente.
    Approfondisci l'aspetto sistemico che Ŕ pi¨ interessante e che mi pare hai un po' lasciato da parte.

    ciaz.

  8. #8

    Riferimento: casi clinici

    il problema Ŕ proprio questo...che a livello sistemico non lo riesco a trattre...perchŔ non ho idea di come trattarlo per la posizione del padre...questo era l'aiuto che mi serviva e il motivo per cui ho chiesto in questo forum!!
    il caso cmq Ŕ inventato!!!
    ciauz

  9. #9

    Re: casi clinici

    che ne dite di questa discussione???saite buoni per˛...sono solo al primo anno!!non sono giÓ uno psicologo/psicoterapeuta esperto!!!
    grazie e buona notte

    il pianto della madre puˇ essere visto come una disillusione da parte della madre delle "proprie" aspettative e ambizioni che aveva riposto nella figlia. questo Ŕ dovuto a un'eccessiva intensitÓ della relazione con la figlia e/o a un eccesso di controllo, i cui confini esterni sono poco permeabili. la madre, creando questo tipo di legame/relazione Ŕ intrusiva e poco rispettosa dell’originalitÓ dei pensieri, desideri e sentimenti della figlia la quale fin da quando era piccola non Ŕ riuscita o non ha voluto cambiare questi ruoli e funzioni per evitare confronti diretti e terrificanti vissuti come una possibile minaccia
    il non apparire pi˙ di tanto triste da parte del padre, puˇ esser visto come assunzione da parte di quest'ultimo, di una posizione disimpegnata caratterizzata dalla mancanza di un reale legame di intimitÓ nelle relazioni, da una incapacitÓ, durature relazioni reciproche, di assumere uno stile comunicativo supportivo ed empatico. in questo modo sembra far mancare agli altri componenti familiari il sostegno necessario, come per esempio in questo caso, mantenendo confini eccessivamente rigidi.
    la decisione di sara puˇ essere interpretata come l'inzio della presa di coscienza, iniziata grazie a un evento scatenante, della sua posizione all'interno della relazione familiare e del conseguente mondo affettivo, portandola a rompere quell'equilibrio familiare basato su meccanismi non funzionali.

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