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  1. #1
    Toni
    Ospite non registrato

    Choc nel ciclismo: Marco Pantani trovato morto

    RIMINI - Il ciclista Marco Pantani è stato trovato morto questa sera in un residence di Rimini. Il cadavere di Marco Pantani è stato trovato in una stanza del residence 'Le Rose' di Rimini. Sono stati i gestori dello stesso residence a dare l'allarme. Sul posto si trovano già uomini della squadra mobile della Questura di Rimini ed è atteso a momenti l'arrivo di un medico legale. Restano per il momento sconosciute le cause del decesso.

    Fonte: repubblica.it

    Ultima modifica di Toni : 15-02-2004 alle ore 00.19.59

  2. #2
    l'ho letto anch'io
    mi dispiace, mi ha colpito questa cosa...anche perché se non erro soffriva di depressione
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  3. #3
    Lupo Solitario Biblico L'avatar di Antares
    Data registrazione
    14-05-2003
    Residenza
    Bari
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    2,731
    sì, soffriva di depressione e faceva uso di droghe, se non sbaglio.
    è una notizia tremenda, non ho proprio parole
    Terra - Acqua - Fuoco - Aria - Vuoto....... i 5 Anelli......


    Credo nelle rovesciate di Bonimba e nei riff di Keith Richard
    Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa che vuole l’affitto ogni primo del mese
    Credo che ognuno di noi meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno fino a quando non si sta in piedi
    Credo che un Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa
    Credo che non sia tutto qua. Però prima di credere in qualcosa d’altro bisogna fare i conti con quello che c’è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche dio
    Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con 300000 al mese ma credo anche che se non leccherò culi come fa il mio capo-reparto difficilmente cambieranno le cose
    Credo che ci ho un buco grosso dentro ma anche che il rock and roll, qualche amichetta , il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici... beh ogni tanto questo buco me lo riempiono
    Credo che la voglia di scappare da un paese con 20000 abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso e credo che da te stesso non ci scappi neanche se sei Eddie Merx
    Credo che non è giusto giudicare la vite degli altri perché non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri
    Credo che per credere certi momenti ti ci vuole molta energia.
    [/color]

    GrazieToni

    King of Movies del mese di Novembre

  4. #4
    Toni
    Ospite non registrato

    Nella stanza di Rimini le ultime lettere di Pantani

    RIMINI - Sarà effettuata domani l'autopsia sul corpo di Marco Pantani, l'ex campione di ciclismo trovato morto ieri a Rimini nella stanza del residence "Le Rose" dove aveva preso alloggio nei giorni scorsi. Il pm di Rimini, Paolo Gengarelli, che è sul posto per effettuare il primo sopralluogo, ha dichiarato che il decesso sarebbe avvenuto intorno alle 17 di ieri, e ha confermato che accanto al cadavere sono state trovate scatole di ansiolitici. Lo stesso pm ha precisato che non è stata trovata nella stanza alcuna traccia di sostanze stupefacenti e che al momento "non si può escludere nulla" circa le cause della morte.

    Fino all'esame autoptico resteranno dunque in piedi le ipotesi sulla improvvisa morte dell'ex atleta. Overdose da droghe? Eccesso nell'uso di farmaci antidepressivi? Suicidio? Quel che sembra certo, comunque, è che non si è trattato di una morte violenta.

    Nella stanza del residence riminese sono stati trovati anche alcuni fogli con gli ultimi pensieri del "Pirata". Riflessioni scritte a penna, sulla carta dell'albergo, che il magistrato definisce di "carattere privato", nei i quali c'era qualche riferimento al ciclismo. Sempre secondo il pm nella camera non è stato trovato alcun biglietto d'addio, né qualche frase che riconducesse a un possibile suicidio.

    Pantani aveva preso alloggio nel residence sul lungomare di Rimini da pochissimi giorni, da solo. Al personale dell'albergo era apparso strano, e a tratti assente. Ieri, i dipendenti lo avevano visto per l'ultima volta nel pomeriggio e proprio il suo strano atteggiamento aveva insospettito il portiere, che alle 21.30 ha iniziato a bussare inutilmente alla porta della camera. Poi, quando finalmente è stato finalmente possibile entrare, la tragica scoperta.

    fonte: Repubblica

  5. #5
    Partecipante Esperto L'avatar di Silk
    Data registrazione
    10-01-2004
    Residenza
    Ah l'Emilia...ah!
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    357
    Sn sconvolto

    Poverino...ha pagato lui per tutti....

    Ciao Marco

    Sei un grandisssimo

    Il cuore ha le sue ragioni
    che la ragione non conosce

  6. #6
    Toni
    Ospite non registrato

    Il campione che diceva "Vinco tutto e mi sento solo"

    LA BREVE vita agra di Marco Pantani detto il Pirata, nato a Cesena il 13 gennaio del 1970, cittadino di Romagna e ciclista dalle formidabili arrampicate, si è consumata come un assolo di sassofono, quando certe note sono così belle perché folgoranti e ti lasciano senza fiato. Così correva lui, a lampi, a strappi, a scatti che parevano scintille. Fin da subito, però, i suoi mirabolanti successi furono scanditi da altrettante sfortune. Come certi artisti "maledetti" e sublimi, aveva addosso le stimmate del genio e della sregolatezza. Amava la musica più di ogni altra cosa (e anche ballare).

    Il paragone del sax è suo, confidato in una notte di malinconia, a Cesenatico: "Ho sempre sognato la maglia gialla, mi farò una grande casa tutta dipinta di giallo. Ma mi sento più solo che mai, ora che sono diventato famoso, ora che ho vinto il Giro e il Tour nello stesso anno. E quando mi sento solo ho voglia di ascoltare il sax". Lo aveva atteso, al suo ritorno da Parigi, una folla in delirio. Poi, dopo lo scandalo del doping, dopo i processi, dopo i tentativi di ricucirsi un'immagine che non c'era più, quella folla si dissolse come neve al sole. Lo consolava, allora, sempre e solo la musica e purtroppo, con la musica, la droga.

    E' stato un campione grandissimo, anche se il sospetto del doping ha rovinato non solo lui ma il ricordo che di lui noi abbiamo. Dominò Giro e Tour nel 1998, primo italiano dopo Fausto Coppi. Tra il Pirata e il Campionissimo ci riuscirono soltanto Anquetil, Merckx, Hinault, Roche, Indurain: ossia la storia del ciclismo, una galleria di grandissimi fuoriclasse. Forse Marco fu stordito da questo trionfo epocale. Qualcosa in lui cambiò. Se ne accorsero per primi i vecchi amici del garage Renault che avevano fondato il club del "mitico Pantani". Cominciò a frequentare "brutte compagnie", usciva la sera e rientrava all'alba. Sfasciava automobili di gran lusso per bravate da bullo di periferia. Mutò pelle e carattere: meno affabile, più immusonito, più superbo. Simpatico a rate. Che cosa lo stava tormentando? Aveva paura di rimanere sepolto dal meccanismo infernale del successo e del divismo? O più semplicemente, era rimasto invischiato in chissà quale losco intrigo?
    Come ci parve lontanissimo un pomeriggio di appena quattro anni e mezzo prima, sotto una pioggerellina sottile e infida, mentre il plotone dei corridori sfilacciato dai colli dolomitici arrancava in ordine sparso cercando di limitare i danni. Era il 4 giugno del 1994, in fuga stava il meglio del ciclismo azzurro e in questo meglio dominava la figura esile e nervosa di un corridore che pedalava dando alla fatica smorfie antiche. Il grande popolo della bicicletta scoprì Pantani, questo minuto corridore dalle orecchie a sventola e dalla testa pelata che aggrediva le strade in salita e sembrava andar su tra le montagne con la leggerezza di un Bartali moderno, ancora più ispirato e drammatico. Il grande Gino spiegava che non si potevano fare paragoni con la storia, che il suo ciclismo non aveva nulla a che fare con quello dei nostri giorni, e forse questo suo puntualizzare avrebbe dovuto metterci in guardia.

    Tuttavia, quel giorno, Marco Pantani vinse a Merano una tappa memorabile del Giro d'Italia, davanti a Gianni Bugno e a Claudio Chiappucci, ossia i migliori ciclisti italiani del momento. L'Italia delle due ruote capì che era sbocciato un nuovo campione, devastante in salita, i tifosi cominciarono ad applaudire questo personaggio dello sport che parlava con la bonomia dei romagnoli e senza peli sulla lingua, che amava bardarsi la fronte con una bandana, che sfoggiava anelli e orecchini, come i suoi coetanei da discoteca. Piaceva alla gente perché quando spiegava la sua corsa, usava parole che tutti facevano proprie.

    Divenne come Tomba: un'icona popolare, un modo di essere. Un campione dal volto di gregario: un ciclista corsaro, critico verso il sistema di uno sport che non sapeva più uscire dal ghetto e dal provincialismo. Per questo divenne il Pirata. Uomo da imboscate ed imprese fulminee, al limite della legalità. Come poi si scoprì. Ma la gente - almeno all'inizio - gli perdonò questo suo sgarrare, in un Paese iceberg dove tutto succede sotto la linea di galleggiamento.

    Fu un altro giorno di giugno, il 5, a chiudere la parabola del Pirata. E fu sempre al Giro d'Italia che la storia bella e tormentata di Pantani ebbe un improvviso stop. Era il 1999, avrebbe dovuto essere l'anno della definitiva consacrazione di Pantani: lui stesso si comportava in corsa e nel plotone come un piccolo despota del pedale. Non glielo perdonarono, gli invidiosi del gruppo, i rivali annichiliti dai suoi trionfi, coloro che non riuscivano più a sopportarne la prosopopea, magari frutto di timidezza ed eccesso di franchezza, magari figlia di situazioni problematiche: la famiglia, la fidanzata danese con la quale aveva una storia d'amore complessa e contradditoria. Il Giro arrivava a Madonna di Campiglio. Sole quasi estivo, quindici chilometri di salita costante sino ai 1560 di Madonna. Lui, già maglia rosa, a poche tappe dalla conclusione di una corsa ormai vinta. Macché. Invece di lasciare agli altri qualche briciola, Pantani va ad acchiappare chi stava in fuga, lo supera in tromba, lo umilia, vince stracciando la concorrenza. Nel plotone il mugugno è ormai ribellione. In agguato, ci stanno quelli dell'antidoping. C'è chi sa di queste visite a "sorpresa". Ma chi sa non lo dice a Pantani. I test rivelano valori d'ematocrito oltre il massimo consentito. Pantani capisce che il suo Giro è finito ignominiosamente. Capisce che questa macchia oscurerà tutto il bello che ha fatto. La rabbia gli fa mollare un tremendo cazzotto ad un vetro della stanza in cui si trova. Lo scandalo travolge tutto e tutti. Pantani paga per tutti.

    Il 18 ottobre del 1995 durante il finale della Milano-Torino era finito contro una macchina che procedeva in senso opposto a quella della corsa. Rottura della tibia e del perone della gamba sinistra. Ma anche valori eccessivi di ematocrito. L'episodio era rimasto nel limbo, il blitz di Madonna di Campiglio apre il vaso di Pandora che ha carburato gli eploit di Pantani. Che il suo tributo alla jella l'aveva poi pagato anche nel Giro del 1977, ruzzolando malamente nella discesa del Chiunzi. Tribolazioni e sventure giudiziarie gli appannarono la voglia di riscatto: che pure fu forte e orgogliosa. Vinse in totale 8 tappe al Giro e otto al Tour: quella di Coyrchevel del 2000 fu l'ultima sua zampata di classe. Dopo, solo ricordi. E tristezze. Troppe, per uno come lui che si è sentito tradito da chi lo aveva innalzato a re di uno sport di popolo.

    fonte: Repubblica

  7. #7
    Azzu82
    Ospite non registrato
    Addio Marco!!

  8. #8
    Postatore Epico L'avatar di Rae
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    anchio lho saputo ieri sera.. mi ha sconvolta..
    Ma contro i sentimenti siamo disarmati, poiché esistono e basta, e sfuggono ad una qualunque censura. Possiamo rimproverarci un gesto, una frase, ma non un sentimento: su di esso non abbiamo alcun potere.
    M. Kundera

    "Non siamo uomini di buona volontà se ci limitiamo a piangere ciò che si è perso, se ricordiamo solo ciò che non può più tornare. Lo saremo solo se diventiamo consapevoli di ciò che di meglio c'è in noi, di più vitale, e se seguiamo la voce di questa Coscienza" H.Hesse


    "Non sono cattiva.. è che mi disegnano così"
    Per gentile concessione del Lupo Solitario


    fondatrice con Ele* del f.c.f.c.[fancazziste fan club]con sede in una bella spiaggetta della Croazia...e con una nuova adepta!!Benarrivata Claudina!!


    ...La farfalla , si dice, non sa cos'è il dolore..vive un giorno felice..e poi per sempre muore....

  9. #9
    kentia
    Ospite non registrato
    che tristezza ragazzi... se n'è andato un grande
    Ciao Pirata...

  10. #10
    L'avatar di laura81
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    There are 10 kinds of people in the world; those that understand binary and those that don't.

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    dal letame nascono i fior... (F. De Andrè)



  11. #11
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    Ciao Marco sarai sempre un grande!


    Questa qua è per te
    e anche se non e` un granché
    ti volevo solo dire
    che era qui in fondo a me.
    Perché sei
    viva viva cosi come sei quanta vita mi hai passato
    e non la chiedi indietro mai

    *Non si vede che col cuore.L'essenziale e'invisibile agli occhi*-Il Piccolo Principe-
    *..per una magia così,dice,vale la pena vivere..*
    //qUeLLe DeL cUrLy PoWeR\\
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    fondatrice con Rae del f.c.f.c.[fancazziste fan club]con sede in una bella spiaggetta della Croazia...1°adepta:claudina!
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    "ah beh, cos'è la vita senza draghi?"
    ..vogliono ballare un po'di piu',vogliono sentir girar la testa,voglio sentire un po'di piu',un po'di piu',le donne lo sanno,le donne l'han sempre saputo..
    La mia Libreria

  12. #12
    Angelus
    Ospite non registrato
    io ancora non mi rendo conto...
    l'ho seguito sin dagli inizi della carriera quando correva insieme a chiappucci...sono sconvolto, non ci posso ancora credere

  13. #13
    Partecipante Super Figo L'avatar di MaRtHa_79
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    L'ho saputo stamattina..me l'ha detto un'amica campana...mi è dispiaciuto davvero tantissimo..e comunque,anche se non son mai stata sua tifosa credo fosse un grande del ciclismo.

  14. #14
    Era uno dei miei idoli... Mi fece appassionare proprio lui al ciclismo nel 98 con la doppietta Giro e Tour... Era un grande campione...

    ADDIO PIRATA...

  15. #15
    Beecharmer
    Ospite non registrato
    Io sono disgustata dai telegiornali. Gli hanno buttato addosso m.... fango fino a ieri ed ora, come al solito, ne fanno un dio..... che tristezza per lui..... se fosse ancora vivo si ucciderebbe a vedere queste cose....

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