Ho conosciuto persone che seppur dotate di approfondite conoscenze biologiche considerano l'ofide come una forma di vita “disgustosa” da accuratamente evitale. Ho un'amico psichiatra che non mi ha mai frequentato in casa perchè detengo gli ofidi. Alcuni veterinari non effettuano visite al mio domicilio perchè li detestano, microbiologi che preferiscono l'invio di microfotografie dei vetrini per evitarne il contatto, anche indiretto. Insomma sembra che l'ofidiofobia attraverando tutte le culture condanni questi splendidi ed utilissimi animali ad una “emarginazione” perenne.
L'ofidiofobia è maggiormente radicata proprio nelle popolazioni con minor rischio di avvelenamenti perchè ,per contro, nei paesi tropicali, dove la stessa troverebbe giustificazione, l'ofide è visto come protettore delle derrate alimentari.
In Italia gli imenotteri aculeati sono responsabili di oltre 10 decessi l'anno mentre gli ofidi nostrani non hanno mai minacciato seriamente la vita dell'uomo, comprese le 4 specie di vipere (tutte montane).
L'Ofidiofobia è stata sfruttata dall'industria farmaceutica nei decenni scorsi con la libera vendita ( ora finalmente interdetta) di sieri antiofidici, che hanno causato non pochi decessi per shoc anafilattico.
L'ofidiofobia costituisce una fonte di ricchezza per i produttori di programmi tv che sfruttando la carica ansiogenoemozionale dello spettatore mandano in onda orribili “documentari” alla Bear Grylls/Discovery dove gli animali vengono uccisi con indicibile crudeltà, oppure come i “crocodiole hunter “ dove i vari “risk” sfidano i rettili rischiando la loro vita.
Insomma tutto rema contro il buon senso di una razionale consapevolezza che i rettili siano animali timidi, che evitano accuratamente l'uomo e che lo proteggono dalla proliferazione dei roditori, che costituiscono la vera minaccia per l'umanità!
Quando un terapeuta emotocognitivo, con l'intenzione di ripristinare la libertà di azione del paziente, lo convince ad evitare i serpenti per il solo fatto che fanno ribrezzo e non perchè sono la causa dei suoi attacchi di panico, consolida nello stesso la convinzione che si tratti di animali “immondi”, detestabili, contribuendo inconsapevolmente a giustificare la posizione ofidiofobica di una Società da sempre nemica della natura e incurante dell'ambiente.
Buonaserata
Dante