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Visualizzazione risultati 1 fino 8 di 8
  1. #1

    Scelta Specializzazione: una questione di occupazione?

    Ciao a tutti

    Mi sto laurendo in scienze e tecniche psicologiche con il nuovo ordinamento. Per chi non lo sapesse è un indirizzo di laurea omnicomprensivo che abbraccia un po' tutte le branche della psicologia (sociale, clinica, dinamica, lavoro ecc...). Leggendo un po' in giro e consultando qualche dato mi sto ponendo il problema della scelta dell'indirizzo di Laurea Specialistica.
    Ho sempre adorato la clinica, mi sono iscritto all'università con in testa di intraprendere proprio questo percorso di studi. Tuttavia, durante questo cammino mi sono imabattutto nella psicologia del lavoro e delle organizzazioni...un ambiente che mi ha affascinato abbastanza ma che tuttavia non riusciva a distogliermi da quella che si potrebbe definire la "vocazione" per la clinica.

    Il problema si pone adesso e rispecchia il quadro della società odierna. Gli psicologi clinici non trovano occupazione, gli psicologi del lavoro sembrerebbe che invece abbiano più possibilità di inserimento, soprattutto per la moltitudine di campi e mansioni nei quali si possono inserire. Quindi, cosa scegliere?

    Dare la priorità alla clinica rischiando di rimanere disoccupati in futuro (e si sà, non si può campare solo di studio e passioni...) e quindi con la prospettiva di cambiare ugualmente settore di lavoro, oppure dedicarsi sin da subito alla psicologia della organizzazioni, meno soggettivamente stimolante ma ben pià promettente sotto questo punto di vista?

    Domanda molto spinosa lo so, ma legittima, ed è una questione che molti studenti di psicologia si pongono. Io stesso non riesco a prendere una decisione univoca perché valuto/svantaggi in entrambe le parti...

    I punti che dovrebbero trovare risposta secondo me sono:

    *Effettivamente la psicologia del lavoro e delle organizzazione permette di trovare qualche sbocco lavorativo in più rispetto agli altri curricula?

    *Una volta laureato e iscritto all'albo siamo riconosciuti come psicologi. Uno psicologo che ha fatto una formazione in psicologia delle organizzazioni potrà operare anche in campo clinico?

    E voi, ci siete mai confrontati con questo dubbio? Che cosa avete deciso?

  2. #2
    Partecipante Affezionato L'avatar di marisetta
    Data registrazione
    29-01-2005
    Messaggi
    100

    Riferimento: Scelta Specializzazione: una questione di occupazione?

    Ciao dipende dove vivi.Al sud o cmq in sicilia poco e niente le aziende sono al nurd!!lì c'è più posibilità per uno psicologo del lavoro, per il discorso clinico certo tu risulti laureato in psicologia perciò potresti fare pure lo psicologo dell'età evolutiva...il percorso di studi è una cosa (che sicuramente è utile per capire qual'è l'orientamento) ma cmq sei uno psicologo ripeto potresti fare anche il neuropsicologo (anche se senza formazione specifica)
    Marisetta

  3. #3
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Scelta Specializzazione: una questione di occupazione?

    ti consiglio di scegliere il percorso di studi che più ti piace, perché il lavoro è difficile trovarlo in ogni ambito.
    Nella psicologia del lavoro spesso si trovano offerto di stage (non pagati, sottopagati o con rimborso spese) in genere full-time e senza possibilità di inserimento!
    Molti compiti che spetterebbero allo psicologo del lavoro (selezione, formazione, ecc...) spesso vengono svolti dalle più svariate figure (laureato in lettere, filosofia, sociologia, ....) e spesso le aziende, per vari motivi, cercano non psicologi per queste mansioni

    insomma...tanto vale scegliere l'ambito che ti piace, cos' hai più soddisfazione nello studio e più motivazione nel cercare di inserirti in ambito lavorativo
    Ultima modifica di Johnny : 15-11-2010 alle ore 19.13.45

  4. #4
    Partecipante Figo L'avatar di klaudia82
    Data registrazione
    20-09-2007
    Residenza
    in un meraviglioso paesino del nord
    Messaggi
    862

    Riferimento: Scelta Specializzazione: una questione di occupazione?

    anche io avevo il tuo stesso dilemma ma alla fine h seguito la mia passione; la clinica!e pensa che ora mi sto perfezionando in ps scolastica!quindni segui ciò che piace perchè con esso arriverà anche il lavoro

  5. #5

    Riferimento: Scelta Specializzazione: una questione di occupazione?

    grazie per i consigli

  6. #6
    Partecipante Figo L'avatar di marchitiello
    Data registrazione
    05-05-2006
    Residenza
    Milano (ma sono fuggito da Foggia)
    Messaggi
    986

    Riferimento: Scelta Specializzazione: una questione di occupazione?

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    Nella psicologia del lavoro spesso si trovano offerto di stage (non pagati, sottopagati o con rimborso spese) in genere full-time e senza possibilità di inserimento!
    Molti compiti che spetterebbero allo psicologo del lavoro (selezione, formazione, ecc...) spesso vengono svolti dalle più svariate figure (laureato in lettere, filosofia, sociologia, ....) e spesso le aziende, per vari motivi, cercano non psicologi per queste mansioni
    Johnny ha perfettamente ragione!!!
    DreamMan, io ho fatto psicologia del lavoro, non per "vocazione" ma proprio alla luce di un ragionamento molto simile al tuo. Ad oggi che sono abilitato a tutti gli effetti, non mi pento della scelta fatta, ma il "pallino" del clinico mi è rimasto, tanto che non escludo un domani (quando il portafoglio me lo permetterà ) di iscrivermi ad una scuola di psicoterapia. Tornando al discorso delle possibilità lavorative, nell'ambito Lavoro ci sono, almeno inizialmente, solamente stage non/poco retribuiti, e le possibilità di lavoro non sono assolutamente maggiori rispetto ad altri indirizzi. E' verissimo anche che spesso il "nostro" lavoro è svolto da chiunque; alla luce della miriade di colloqui da me sostenuti le professionalità più presenti sono, nell'ordine, 1)Economia e commercio; 2)Giurisprudenza e Scienze Politiche; 3)Lettere e filosofia (mi sono ritrovato anche un'archeologa!!!!). Inoltre, rinfacciano sempre di non avere adeguata preparazione in ambito di amministrazione del personale (buste paga, ferie, contrattualistica), preferendo pertanto altre professionalità. Concludendo, se posso permettermi di darti un consiglio, scegli l'indirizzo che preferisci; con la motivazione e l'interesse adeguato, studierai velocemente e con facilità, diventerai competente e troverai lavoro, ne sono sicuro. In bocca al lupo!!!
    La psicologia è quella cosa con la quale o senza la quale si vive tale e quale!

  7. #7
    L'avatar di Duccio
    Data registrazione
    25-06-2002
    Residenza
    Firenze
    Messaggi
    8,912

    Riferimento: Scelta Specializzazione: una questione di occupazione?

    Ciao, io sono d'accordo con Johnny e Marco...
    La realta' e' che lo psicologo oggi non ha richiesta... negli ospedali ci fregano il posto anche i preti che sono istituzionalizzati e previsti come figura nell'ospedale... e pagati 1800 euro al mese... sta nella cappella... entra nei repari, saluta, invita a pregare la gente... fa due tre estreme unzioni quando capita e torna nella cappella......
    Oggi giorno c'e' una grande richiesta percepita di psicologia e un gran bisogno di questa disciplina... il problema e' proprio nel passaggio dal bisogno all'incanalamento di questo bisogno in una ricezione dell'offerta psicologica in metodologie, tecniche, strumenti che siano percepiti e riconosciuti alla stregua di quello che utilizzano le altre figure professionali...
    Tornando al discorso... oggi giorno forse l'ambito di psicologia del lavoro puo' avere maggiori sbocchi rispetto al clinico anche perche' ci sono piu' aziende che ospedali , comunita' e strutture sanitarie... Il mondo della clinica e' comunque di partenza particolarmente saturo.. perche' cmq le strutture sono un po' meno e chesso' c'e' uno psicologo per ASL e c'e' un concorso dove vengono in 10mila a fare domanda... L'ambito della psicologia del lavoro io continuo a vederlo sicuramente ottimisticamente anche se leggermente piu' agevole perche' alla fine ce ne sono un po' meno di psicologi del lavoro che di clinici.. e poi per il discorso che dicevo che ci sono piu' aziende che strutture di clinica... Un altro dato e' che sono tantissimi gli psicologi clinici terapeuti che alla fine finiscono a lavorare nell'ambito delle risorse umane perche' "con la psicoterapia non ci si mangia oggi" .. sentito dire testualmente...
    Ora comunque a mio parere l'indirizzo che farai non e' cosi' essenziale.... Secondo me conta tantissimo la tua motivazione, la tua voglia .. e le esperienze e conoscenze che riesci ad incamerare...
    Non considerarti di un settore in particolare ma considerati una volta finito, fatto l'anno di tirocinio e l'esame di stato, uno psicologo e quindi con capacita' e possibilita' di lavorare in ogni ambito.... Perche' precludersi delle possibilita'/opportunita' solo perche' il nostro percorso di studi ci ha negato alcuni esami puntando su altri sarebbe limitante....
    Oggi non vedo psicologi del lavoro che fanno solo selezione... Oggi nel mio piccolo vedo professionisti che possono fare consulenza alle aziende, nello stesso tempo magari lavorare in comunita' o in selezione del personale.. e saltuariamente fare corsi di formazione... o terapia se anche terapeuta....
    Diciamo che contera' sempre di piu' , anche perche' ci si sposta piano piano ad una concezione del lavoro non piu' fisso ma abbastanza precario, il sapersi vendere, promuovere... e quindi anche l'aspetto imprenditoriale della propria professionalita' e carriera possibile... Quindi secondo me e' meglio avere delle basi piu' ampie possibile per non precludersi in partenza niente....
    Faccio un piccolo esempio...io ho fatto l'ormai vecchia triennale classe 34 di psicologia del lavoro e delle organizzazioni in cui non c'era nessun esame di psicopatologia, dinamica ecc.. solo uno di clinica per lo piu' metodologico, lo scorso anno feci il tutor d'aula in un progetto formativo con ragazzi in abbandono scolastico... Fu abbastanza frustrante sentirmi chiedere dalla psicologa (coprogettatrice del corso) una mia opinione sul comportamento di una ragazza che a suo modo di vedere nascondeva delle possibili patologie.... dato che non avendo fatto un solo esame su queste cose ne sono totalmente ignaro..
    Per fortuna con la nuova riorganizzazione didattica non corri questo rischio...
    Inomma riassumendo fai quello che senti maggiormente vicino ai tuoi interessi personali ma cerca di fare gli opzionali di campi maggiormente differenti dal tuo e in modo ragionato.... in modo tale che una volta finito non avrai particolarissimi problemi ad aggiornarti su campi anche un po' differenti dato che avrai comunque un'infarinatura su tutto... in quanto alla fine sarai psicologo...a prescindere dall'indirizzo scelto...
    Poi per fare un esempio in un corso di formazione frequentato lo scorso anno sulle risorse umane ci fece lezione un consulente aziendale... psicologo clinico ma da sempre impegnato nell'ambito aziendale che ci ha detto che una formazione clinica non da' alcun problema nell'intraprendere quel tipo di lavoro... Quindi insomma grossi problemi non me ne farei sempre che uno in ogni caso agisca in modo intelligente e ragionato

  8. #8

    Riferimento: Scelta Specializzazione: una questione di occupazione?

    Beh si Duccio, è una prospettiva che sto cercando di mettere in atto, finendo la triennale con clinica e proseguendo la magistrale con lavoro. Il punto è che una figura della psicologo a 360°, che possa coprire tutti gli ambiti, è da una parte più poliedrico e si può inserire più facilmente, ma dall'altra potrebbe perdere un po' di "professionalità", intesa come specificità di preparazione in un determinato campo. Ma vedremo...considerando la situazione attuale credo anch'io che una preparazione meno settoriale sia preferibile...
    Comunque sia spero che per noi che la situazione cambi, che la società, le aziende, le comuni persone abbandonino un po' lo stereotipo "psicoanalista" e comincino a considerare maggiormente la nostra figura, che ha sicuramente qualcosa da dare. Dall'altra parte sta a noi riuscire a "promuevorsi" concretamente, con iniziative, studi e progetti...
    La nostra stessa facoltà è eccessivamente teorica a scapito di una praticità che potrebbe essere più utile ed anche educativa.
    Ultima modifica di Dream_Man : 15-12-2010 alle ore 17.14.54

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