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  1. #1
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
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    Winnicott e il qui ed ora in psicoanalisi

    Meg mi interroga sul "cosa è vera psicoanalisi".
    Di sicuro sono affascinato dal pensiero del suo fondatore, Sigmund Freud. Forse non mi sono ancora svincolato da questa fascinazione abbagliante, ma credo di considerarlo semplicemente una mente capace di pensare pensieri preclusi alla maggior parte delle persone. Anche lui ha fatto i suoi sbagli ed aveva la sua macchia cieca.

    Quanto conta il qui ed ora? E con quali mezzi analitici lo si affronta?
    Ho aperto questo spazio di discussione per valutare i nuovi orizzonti possibili.

    In questo periodo le richieste maggiori arrivano da patologie differenti da quelle trattate dal padre della psicoanalisi. Si tratta per la maggior parte di soggetti che col simbolo hanno ben poco a che fare. La stragrande maggioranza presenta delle falle nella rappresentazione.

    Tornano utili il concetto di gioco come lo intendeva Winnicott, la questione della fase schizoparanoide di Melanie Klein, l'oscillazione PS-D di Bion. Siamo attorno a quell'area irrappresentabile (A. Green) che è lo scoglio della psicoanalisi (o dello psichismo). Una zona d'ombra in cui non si tratta di andare a reperire dei significati nascosti, persi in chissà quale passato sepolto (Freud archeologo), ma si è chiamati, piuttosto, a dar forma all'informe, a pensare pensieri non ancora pensati (cfr. Bion e i pensieri senza pensatore), a trovare lo spazio per un "conosciuto non pensato" (Bollas) che ci agisce, letteralmente. Siamo al Freud di "Costruzioni", se proprio vogliamo tirarlo dentro per il bavero.

    Quindi, di nuovo, con il mio solito bisogno di nuovo ma anche un po' di economia teorica (di occamiana memoria): quali sono gli strumenti analitici che ci permettono di lavorare su questo materiale informe senza ridurci ad un gioco di specchi (cfr. Lacan)?
    Ultima modifica di lalangue : 31-10-2010 alle ore 11.40.44
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    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  2. #2
    benedetta14
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    Riferimento: Winnicott e il qui ed ora in psicoanalisi

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    In questo periodo le richieste maggiori arrivano da patologie differenti da quelle trattate dal padre della psicoanalisi. Si tratta per la maggior parte di soggetti che col simbolo hanno ben poco a che fare. La stragrande maggioranza presenta delle falle nella rappresentazione.
    Perché sono queste le maggiori richieste del momento? C'è forse un inconscio che cambia?

    Qualche tempo fa trovai questa intervista piuttosto interessante e penso che riguardi l'argomento postato:

    http://www.spiweb.it/IT/index.php?op...=69&Itemid=151

    Saluti

  3. #3
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Perché sono queste le maggiori richieste del momento? C'è forse un inconscio che cambia?
    Più che un cambiamento dell'inconscio, che in sè e per sè è un livello organizzativo del soggetto e quindi un processo piuttosto che un'istanza, credo sia avvenuto un cambiamento nelle dinamiche culturali, sociali e, soprattutto famigliari. Il secondo dopoguerra ha rappresentato un momento di svolta dal punto di vista delle strutture economiche alla base della civiltà occidentale, con la conseguente mutazione del ruolo e delle funzioni paterne e materne. Come afferma qualcuno, il passaggio dalla famiglia strutturata sulla triangolarità a forme più complesse e sovente strutturate sulla dualità, ha comportato il transito da "Edipo a Narciso".
    A ciò aggiungiamo che la ricerca psicoanalitica si è spinta oltre l'Edipo, iniziando ad identificare sempre più chiaramente le strutture pre-edipiche sottostanti o addirittura sostituitesi alla configurazione considerata da Freud.

    Un saluto
    gieko

  4. #4
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Quindi, di nuovo, con il mio solito bisogno di nuovo ma anche un po' di economia teorica (di occamiana memoria): quali sono gli strumenti analitici che ci permettono di lavorare su questo materiale informe senza ridurci ad un gioco di specchi (cfr. Lacan)?
    Ritengo che l'interpretazione sia a tutt'oggi lo strumento che abbiamo a disposizione. Poi bisogna vedere da dove essa si genera. Certo che se si rimane fedeli al concetto di impossibilità del transfert nelle nevrosi narcisistiche o alla teoria energetica, l'interpretazione parte con dei limiti di comprensione notevoli.

    Un saluto
    gieko

  5. #5
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
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    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Ritengo che l'interpretazione sia a tutt'oggi lo strumento che abbiamo a disposizione. Poi bisogna vedere da dove essa si genera. Certo che se si rimane fedeli al concetto di impossibilità del transfert nelle nevrosi narcisistiche o alla teoria energetica, l'interpretazione parte con dei limiti di comprensione notevoli.

    Un saluto
    Rimango convinto della specificità del transfert e dell'interpretazione. Meglio: credo che ci sia una modalità interpretativa specifica, correlata al discorso sul simbolo e sulla rappresentazione, che può essere utilizzata solo in ambito nevrotico. Qui, però, iniziano i problemi, perché sia Winnicott sia Melanie Klein hanno colto nel segno quando hanno affrontato, ciascuno alla propria maniera, quelle parti della personalità che non sono nevrotiche o che funzionano secondo meccanismi non nevrotici. Tutta l'area del non simbolizzato, del vissuto/saputo non pensato, è un ambito nel quale l'interpretazione non può avere presa.

    A questo punto potrei richiamarmi alla teoria dell'interpretazione in Bion, che si pone in ottica trasformativa e, in un certo senso, "digestiva", di questo non simbolizzato. In questo caso, però, si esce dal rapporto duale, dalle questioni del transfert in senso classico e dalla dinamica analizzato/analizzante: si entra nel qui ed ora, in cui, effettivamente, l'analista non è più una funzione pura e semplice, o almeno... ci devo pensare.
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    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  6. #6
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    In questo caso, però, si esce dal rapporto duale, dalle questioni del transfert in senso classico e dalla dinamica analizzato/analizzante: si entra nel qui ed ora, in cui, effettivamente, l'analista non è più una funzione pura e semplice, o almeno... ci devo pensare.
    E che problema c'è, scusa? Ti ruga uscire da una visione "classica"?
    gieko

  7. #7
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
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    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    E che problema c'è, scusa? Ti ruga uscire da una visione "classica"?
    In un certo senso sì.

    Credo che una visione classica vada mantenuta rispetto ad alcuni pazienti. Quando Lacan diceva che l'affetto mente, eccetto l'angoscia, penso che avesse ragione. In fondo non si può essere mai sicuri di quello che ci dice un nevrotico. Lo possiamo sperimentare sulla nostra stessa pelle. Quello che dice, nel migliore dei casi, è una parte di verità. L'altra viene detta attraverso i lapsus, gli atti mancati, i sogni e tutto il corredo di formazioni dell'inconscio. Questo perché, nella nevrosi, c'è un conflitto tra due posizioni: quella giusta, quella dell'Io, e quella "sbagliata", cioè quella delle richieste dell'inconscio. Tutto ciò viene tenuto insieme, nella maniera più funzionale possibile, dal sintomo.
    Diversa è la posizione di un analista che si trovi confrontato con la psicosi, come si è trovato a capire sul campo Franco De Masi. Continuo più tardi.
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    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  8. #8
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
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    Riferimento: Winnicott e il qui ed ora in psicoanalisi

    Il problema della (delle) psicosi, e di altre patologie psichiche che ora vengono considerate per la maggior parte sotto l'etichetta di "dipendenze patologiche", consiste nel fatto che l'apparato per pensare i pensieri viene costantemente sabotato. Il delirio, ad esempio, ha una funzione evacuativa: non fa entrare niente che non sia già conosciuto/vissuto. Tutto è già stato compreso dalla formazione delirante. L'alcool e le droghe hanno una funzione simile: creano un blackout dello psichico, in modo che nessuna elaborazione sia possibile (nessun vissuto può essere percepito, nessuna rappresentazione può essere creata).

    Il concetto di identificazione proiettiva, così come lo ha utilizzato Bion, ci offre uno spunto di elaborazione: il paziente deposita nella psiche dell'analista il materiale evacuato. A questo punto l'analista dovrebbe 1) accorgersi di questo e 2) farsene qualcosa di questo materiale.
    La mia difficoltà sta nel cogliere la specificità della psicoanalisi nella elaborazione di questo materiale.
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    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  9. #9
    Megiston Matema
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  10. #10
    benedetta14
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    Il postista-funzione.

    (però l'unica cosa che sei riuscito a farmi funzionare è la memoria, dal momento leggo sempre e solo la frase dall'Aminta).

  11. #11
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    Finalmente si scopre cosa armeggia Meg con quella tastiera, oh.

    Mamma mia,io non capisco neanche un decimo di quel che che scrivete, ma questa funzione evacuativa può manifestarsi o ricorrere anche nei sogni del paziente?!
    Ultima modifica di complicata : 03-11-2010 alle ore 13.55.07

  12. #12
    Megiston Matema
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    Il postista-funzione.

    (però l'unica cosa che sei riuscito a farmi funzionare è la memoria, dal momento leggo sempre e solo la frase dall'Aminta).
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  13. #13
    Megiston Matema
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    Finalmente si scopre cosa armeggia Meg con quella tastiera, oh.

    Mamma mia,io non capisco neanche un decimo di quel che che scrivete, ma questa funzione evacuativa può manifestarsi o ricorrere anche nei sogni del paziente?!
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  14. #14
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    Ecco, a benedetta tutto ok, a me "mi tirano le pietre".

  15. #15

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