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Discussione: "Ma tu sei sola?"

  1. #1
    Postatore Compulsivo L'avatar di joker.the.mad
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    28-08-2010
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    "Ma tu sei sola?"

    Ho letto questo articolo sul Corriere della Sera di oggi http://www.corriere.it/cronache/10_o...4f02aabc.shtml
    e mi ha parecchio colpito...
    Ve lo riporto per comodità...




    Una donna sola ha un potenziale destabilizzante

    «Ma tu sei sola?»: la domanda più imbarazzante per le donne dopo i 30

    Se per le femmine due è il numero perfetto, come sopravvivere con intelligenza e ironia

    Il mondo è come l'arca di Noè. Ci si sale in due. A noi ragazze lo insegnano subito, da quando, ancora all'asilo, il tormentone è: «Ce l'hai il fidanzatino?». Due, per le femmine, diventa il vero numero perfetto, la bacchetta magica che rende tutto possibile. E tutto mette in equilibrio. Perché il problema, anche nel 2010, è proprio questo: una donna sola ha un potenziale destabilizzante. Che va neutralizzato. Lo avvertono gli uomini che, se sono soli, paiono tanto «fighi». Ma lo sentono soprattutto le altre donne, le sole e le accoppiate. Sono loro a imporre la legge dell'arca di Noè e a far risuonare ad alta voce, perché tutti la sentano, la domanda che t'inchioda: «Ma tu sei da sola?».

    DOMANDA - La risposta cambia nel corso della vita seguendo la traiettoria della propria crescita interiore (se c'è). Certo, la prima fase è difficile. Se ancora ci si pone troppe domande sulla propria identità, rispondere a quelle altrui costringe a lavorarci sopra. Con esiti alterni. Racconta Lucia Ciardo, 40 anni, attrice, nata a Padova ma cresciuta al Sud: «È stata mia madre a insegnarmi il coraggio. Quando le sue amiche chiedevano se fossi fidanzata, era lei a rispondere: "No, mia figlia è diversa. Non tutte le scelte van bene per tutti". Ancora oggi mi sento così - continua -: speciale. Certo, conservo l'ideale di una bella relazione, ma proprio per questo non la voglio a tutti i costi».

    RISPOSTA - Eppure quella benedetta domanda ci insegue ovunque. Il campionario delle risposte possibili oscilla tra l'originale e il patetico. Alcuni esempi tratti dalla pratica quotidiana: «Sì, no, non sono sola. È che il mio ragazzo fa il pilota, allora...», allora niente. Oppure: «Sì, sono sola, ma sto meglio così» e chi ci crede. «Mi sono appena lasciata», tristezza infinita. «Non sono sola: ho il mio cane», contenta tu. La variante «ma a te che t'importa?» è sacrosanta ma fa tanto «acidella».
    Fin qui, studiando toni e pose, ce la si può pure cavare. Il problema è quando dalla nostra risposta discende una conseguenza pratica. Tipo: si è invitati a una cena seduti ed essere soli «spaia». A parte la soluzione «ti metto a capotavola» come un portafiori, ci si può sentire chiedere: «Puoi portare un amico?». Il pensiero che se si avesse un amico «portabile» forse a quella cena non si andrebbe, non sfiora mai il/la gentile ospite. L'ipotesi di invitare un bello «spaiato» è fuori discussione. Quanto alla soluzione «porto un'amica» può fare rinviare la cena indefinitamente.

    ETÀ CRITICA - L'età più critica sono i trent'anni, quando intorno le amiche cominciano a sposarsi e ad avere figli. In quel mondo fatto prima di bomboniere e nuove ricette da provare e poi di pappine e notti insonni, quelle che erano le chiacchiere di una volta diventano all'improvviso futili. Senza dire che, al cospetto di un pancione, anche la più bella silhouette conquistata in palestra sembra non reggere il paragone. Gli inviti delle amiche impalmate diventano a senso unico: serate di sole donne (perché a quelle di coppie non si è ammesse). I mariti, i compagni vengono occultati manco fossero George Clooney. In compenso le amiche «che ce l'hanno fatta» diventano prodighe di consigli, in genere pensano che chi è «rimasta» sola a questo punto debba accontentarsi. Facendo sorgere il dubbio che lo abbiano fatto anche loro.

    CAMBIAMENTO - Ma c'è un punto di svolta dopo il quale tutto cambia. Non si tratta tanto d'osservarsi intorno e scoprire che molte coppie non funzionano e che quei rituali, da cui ci si è sentite escluse, sono appunto spesso solo rituali. Non è dal paragone con le altre che si coglie una nuova prospettiva. Il percorso è interiore. Dice Palmina Pavone, romana d'adozione, alla fine dei trenta: «Convivere con se stessi per anni è introspezione continua, approfondimento dell'io e piena conoscenza. Io ho coltivato un sano individualismo che mi permette di vivere in armonia con me stessa e i miei eventuali fantasmi. Insomma - prosegue - in due mi si scaricano le batterie, da sola mi si amplificano passioni, interessi, amore. Mi circondo di amici che mi somigliano, e in inverno... metto una coperta in più».

    SOLITUDINE - Egoiste? Il contrario. La solitudine costringe prima a trovarsi e poi a cercare fuori di sé. In una coppia, in una famiglia, gli «altri» possono essere eventuali, certo vengono dopo. Per una persona sola, sono essenziali. Elisabetta Santovito, 50 anni, tarantina, divorziata da quasi vent'anni, un figlio di 23, ne è convinta. «È l'abbraccio degli amici che mi fa star bene ora che ho recuperato equilibrio - afferma con orgoglio -. Certo, forse in un piccolo centro è più facile non sentirsi soli. Senza sentirsi giudicate perché anche in provincia, al Sud, le donne sole ormai sono tante». Se il percorso è stato quello giusto, se ogni giorno che passa l'ansia si placa, quella famosa domanda si finisce per attenderla al varco. Caterina Tosi, 57 anni, milanese, insegnante, si diverte a stupire: «Quando mi chiedono se sono mai stata sposata, rispondo che sono tre volte vedova e cerco marito». Ma anche senza arrivare a tanta smaliziata allegria, si può cominciare a pensare che se l'arca delle coppie va, noi si resta a terra a ridere, piangere, continuare a sognare, riflettere oppure no. E domani rispondere con il nostro sorriso migliore: «Sono sola sì. E tu, come stai?».



    Ci sono cose che condivido, altre no...
    In particolare, non credo che il problema dell'essere soli ( ammesso si tratti di un problema ) sia una questione esclusivamente femminile ( "l'uomo single è figo", si dice nell'articolo.. ), o, almeno, non più: penso che non ci sia differenza tra i sessi o, quanto meno, non così marcata come dall'articolo sembra trasparire... La condizione di solitudine ( o di coppia... ) comporta, secondo me, gioie e dolori sia per gli uomini che per le donne, seppure con modalità diverse...
    Visto che in questo forum siete in maggioranza donne, mi piacerebbe conoscere il vostro punto di vista.....
    Ultima modifica di joker.the.mad : 23-10-2010 alle ore 16.40.40

  2. #2
    Partecipante Super Esperto L'avatar di studentessaa
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    Riferimento: "Ma tu sei sola?"

    Beh l'articolo è molto simpatico! Comunque condivido la frase di quella madre che ha detto "c'è chi nasce per quello.....e mia figlia...." (insomma qualcosa del genere)....io sono giunta a questa conclusione ....è la cosa più scontata e normale! Non pensate? Oppure la frase drammatica è "non mi merito di avere nessuno accanto"......
    Ultima modifica di studentessaa : 23-10-2010 alle ore 19.27.27

  3. #3
    Riccioli di Cioccolato L'avatar di nadirinha
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    Riferimento: "Ma tu sei sola?"

    L’articolo è molto carino e ironico…mi son fatta due risate!

    Riporto anche una battuta che calza a pennello con l'argomento:

    «Un uomo solo a trent'anni è un single, un figo, uno con la sindrome di Peter Pan... Una donna sola a trent'anni è additata come Hannibal Lecter all'ora dell'aperitivo.»
    Geppi Cucciari

    Mah! Ritengo che noi donne rimaniamo vittime di quel retaggio culturale per cui una donna che a 30 anni non ha un uomo al suo fianco rimarrà zitella tutta la vita.
    Lo stereotipo della ragazzotta che fa di tutto per incastrare e farsi sposare da un uomo non riuscendoci, stereotipo, poi, che si evolve in zitella acida passata la cinquantina, è molto divertente e ha fatto la fortuna di svariati comici e personaggi cinematografici, ma la realtà a me sembra un tantino diversa.
    L’essere single non significa necessariamente essere sole.
    Non credo che una donna senza un uomo accanto sia incapace di vivere bene…
    Avere una persona con cui condividere la propria vita credo sia importante per entrambi i sessi mica solo per le femminucce…
    Nella condizione di essere “soli” non c’è una classifica in cui uno è più figo di un altro.
    Anzi, ci sono certi uomini che da soli si sentono più persi di una donna….conosco parecchi quarantenni-cinquantenni che vivono male questa condizione.
    E per dirla tutta trovo alcuni uomini con i capelli brizzolati, single incalliti, che fanno gli scemi con le ragazzine ancora più tristi di certe donne.
    Poi è anche vero che arrivate ad una certa età vedi le tue amiche che si sposano fanno figli cambiano modo di comportarsi, abitudini etc…
    Nonostante non sia single, sono alla soglia dei 30 e vedo quello che mi sta succedendo attorno: tutte le mie amiche si stanno sposando, tutte e la domanda più frequente è sempre la stessa: ma tu quando ti sposi? Hai quasi trent’anni…
    Embè…!!
    Mica lo dice il dottore che a quell’età ci si deve sposare per forza…
    Chiarisco, l’idea di sposarmi con il mio ragazzo non mi fa schifo per niente, ma non è una cosa per cui non dormo la notte.
    L’essere single non sminuisce l’ essere donna.
    Non voglio fare discorsi dal sapore femminista, ma noi donne dobbiamo imparare a bastarci da sole, il che non vuol dire che è meglio sole, ma che l’altro non deve essere un mezzo per affermare la nostra identità.
    C’è un passo di un libro di Fabio Volo che io trovo molto bello, l’ho anche postato in un’altra sezione del forum che riporto qui e che vale per uomini e per donne.


    Con te sarò nuovo. Ti dico queste parole nel periodo migliore della mia vita, nel periodo in cui sto bene, in cui ho capito tante cose. Nel periodo in cui mi sono finalmente ricongiunto con la mia gioia. In questo periodo la mia vita è piena, ho tante cose intorno a me che mi piacciono, che mi affascinano. Sto molto bene da solo, e la mia vita senza di te è meravigliosa. Lo so che detto così suona male, ma non fraintendermi, intendo dire che ti chiedo di stare con me non perché senza di te io sia infelice: sarei egoista, bisognoso e interessato alla mia sola felicità, e così tu saresti la mia salvezza. Io ti chiedo di stare con me perché la mia vita in questo momento è veramente meravigliosa, ma con te lo sarebbe ancora di più. Se senza di te vivessi una vita squallida, vuota, misera non avrebbe alcun valore rinunciarci per te. Che valore avresti se tu fossi l'alternativa al nulla, al vuoto, alla tristezza? Più una persona sta bene da sola, e più acquista valore la persona con cui decide di stare. Spero tu possa capire quello che cerco di dirti. Io sto bene da solo ma quando ti ho incontrato è come se in ogni parola che dico nella mia vita ci fosse una lettera del tuo nome, perché alla fine di ogni discorso compari sempre tu. Ho imparato ad amarmi. E visto che stando insieme a te ti donerò me stesso, cercherò di rendere il mio regalo più bello possibile ogni giorno. Mi costringerai ad essere attento. Degno dell'amore che provo per te. Da questo momento mi tolgo ogni armatura, ogni protezione... non sono solo innamorato di te, io ti amo. Per questo sono sicuro. Nell'amare ci può essere anche una fase di innamoramento, ma non sempre nell'innamoramento c'è vero amore. Io ti amo. Come non ho mai amato nessuno prima... "
    dal libro "È una vita che ti aspetto" di Fabio Volo


    E’ un passo che ho fatto mio in un momento di crisi sentimentale e che mi ha fatto guardare le cose in modo nuovo.
    Essere in 2 è bello, è piacevole, ma ancora di più se si sta bene con se stessi.
    Non dobbiamo cercare la felicità nel nostro compagno, ma con il nostro compagno.
    Il rimanere da sola, ora come ora non mi spaventerebbe perchè ho superato ben altro, ma ovviamente sono felice di avere al mio fianco la persona che ho!
    Non uno qualsiasi che colmi il mio bisogno di essere amata e di amare o la mia solitudine, ma proprio lui perchè lui!!



    Mi dispiace se mi sono dilungata e se magari ho divagato un po’…
    Ultimamente sono logorroica e mi dovete sopportare…

  4. #4
    Postatore Compulsivo L'avatar di joker.the.mad
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    Riferimento: "Ma tu sei sola?"

    Sono completamente d'accordo con ciò che ha scritto Nadir: è il mio stesso pensiero, potrei sottoscrivere parola per parola....
    Sulla citazione di Fabio Volo, poi, avevo già espresso apprezzamento nell'altro thread e lo confermo qui...

  5. #5
    Partecipante Super Esperto L'avatar di studentessaa
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    Riferimento: "Ma tu sei sola?"

    infatti anche a me è piaciuto ciò che hai riportato di Fabio Volo!

  6. #6
    Partecipante Affezionato L'avatar di ShEllYcap
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    Riferimento: "Ma tu sei sola?"

    Concordo anche io con Nadir, verissimo il suo post e bellissima la citazione! Mi fa sorridere l'articolo, molto ironico. Ripropone scherzandoci stereotipi classici e le loro possibili variabili. Mi chiedevo sempre sorridendo perchè una donna sola(sulle donne ci si "accanisce" di più per via della maternità, secondo me) o un uomo non puo' scegliere di esserlo senza bisogno di doversi "giustificare" col mondo ed essere sottoposti al fuoco di interrogatori incrociati di amici, familiari(fra domande, appuntamenti organizzati)? Ucciderei in particolare lo stereotipo che una donna sola è una sfigata...dovremmo essere più elastici e considerare che non tutti procedono per tappe e scandiscono i tempi per innamorarsi, sposarsi. C'è chi non li contempla proprio matrimonio, maternità, paternità o una vita di coppia.E puo' vivere bene lo stesso. Scelte(in controtendenza?!). Mi piacerebbe non dovessero essere più spiegate"nei meeting" nel tentativo di spiegare che si puo' stare bene ed essere felici lo stesso, bastando come diceva Nadir a se stessi.

  7. #7
    Postatore Epico L'avatar di Antinomica
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    Riferimento: "Ma tu sei sola?"

    L’articolo mi ha fatto sorridere
    Concordo con quanto è già stato scritto. E anch’io credo che
    la donna sia più presa di mira, forse, per una questione culturale, che la vuole madre, proprio in quanto donna. Ecco allora che le 40enni single destano quantomeno curiosità
    Lo rivela anche il nostro linguaggio, comunque recente, che il contesto sociale vorrebbe le donne ad un certo punto, sposate. Il termine zitella (tutt’ora praticato) ha accezioni negative,spesso associato ad acidità o a vecchiaia.
    Oppure il titolo” signorina", che è dissimetrico rispetto alla parola "singorino" per uomo, peraltro ormai definitivamente scomparso e non usato con la stessa valenza.
    Spero anch’io che si arrivi ad un punto in cui non ci sia bisogno di giustificarsi se si compiono scelte diverse dal matrimonio o dalla maternità.
    Nonostante la donna “sia più bersagliata” in questo senso, la stessa situazione la vive anche l’uomo. Per entrambi i sessi è difficile trovare qualcuno con cui condividere la propria vita.Per entrambi i sessi la “singletudine” può comportare vantaggi e svantaggi. Ed è auspicabile che ciascuno con i suoi personalissimi tempi, si realizzi e sia felice in primis come persona, volendosi bene, e a seguire (se capita e se lo si desidera) all’interno di una coppia.
    Sulla carta dovremmo essere evoluti, in realtà vedo tante persone che si costringono ad essere infelici quasi trascinate dagli eventi.
    Chi si sposa per forza di inerzia, perché è un po’ quello che la società si aspetta da noi. Chi resta incastrato dentro matrimoni senza più alcun sentimento per amore dei figli ( e molto spesso per paura di abbandonare un porto sicuro e affrontare l’ignoto).Salvo poi trovare una boccata d'aria nel tradimento.
    Insomma forse saremmo tutti più sereni se non fossimo schiavi di questi dictat sociali.
    Ultima modifica di Antinomica : 24-10-2010 alle ore 21.01.39
    C'era una stella che danzava e sotto quella sono nata (W. Shakespeare)



  8. #8
    Partecipante Super Esperto L'avatar di elodie.sophie
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    Riferimento: "Ma tu sei sola?"

    Premettendo che avete quasi esaurito le argomentazioni, perlomeno quelle che avrei avanzato anche io, e che condivido pienamente, .. beh eccomi qui, il prototipo della donna over 30, e i 30 sono già "tuonati" da un po', che deve riorganizzarsi totalmente con tanto di plurimo palco collezionato nella relazione appena conclusa !!
    Proprio niente male !! Devo ammettere che l'articolo e i vostri interventi mi hanno fatto sorridere.
    "Non amo chi è sedentario nel cuore. Quelli che non offrono nulla non divengono nulla. La vita non è servita a mutarli, e il tempo per loro fluisce come una manciata di sabbia, disperdendoli." Antoine de saint Exupéry

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