• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Visualizzazione risultati 1 fino 2 di 2
  1. #1
    L'avatar di Duccio
    Data registrazione
    25-06-2002
    Residenza
    Firenze
    Messaggi
    8,910

    Assemblea Lunedi 11 ottobre alle ore 11

    Allora ragazzi il consiglio di ieri ha portato delle novita' che a breve saranno esposte in modo piu' chiaro. Nel frattempo vi consiglio di essere presenti all'assemblea prossima di lunedi 11 ottobre alle ore 11... dove verra' fatto il punto della situazione alla luce del consiglio di mercoledi e il programma delle iniziative da qui al 18.
    Buona giornata

  2. #2
    L'avatar di Duccio
    Data registrazione
    25-06-2002
    Residenza
    Firenze
    Messaggi
    8,910

    Riferimento: Assemblea Lunedi 11 ottobre alle ore 11

    Copio e incollo il documento che mi e' stato inviato dai ragazzi del Laboratorio 15

    A partire dal 29 Settembre i rappresentanti degli studenti del Laboratorio 15 si sono dovuti pronunciare in sede di Consiglio di Facoltà non tanto sull'operato della Commissione Didattica riguardo la valutazione delle domande di affidamento e di contratto sostitutivo dei corsi rimasti scoperti per l'anno accademico 2010/2011 ma è stato “imposto” loro di fare da ago della bilancia in una votazione il cui esito avrebbe consentito o meno l'inizio vero e proprio di tutti i corsi.

    Perchè diciamo questo??

    Il Consiglio della Facoltà di Psicologia è composto da 27 ricercatori, 1 Professore di II fascia di altra Facoltà dell’Ateneo, 14 Professori di II fascia della nostra Facoltà, 3 Professori di I fascia di altra Facoltà dell’Ateneo, 13 Professori I fascia della nostra facoltà e quindi in tutto ci sono 31 docenti tra ordinari e associati, infine ci sono 7 Rappresentanti degli studenti (fonte:http://www.psico.unifi.it/CMpro-v-p-81.html).

    Inoltre la prima votazione in merito alla programmazione didattica sarebbe dovuta avvenire il giorno 29 settembre in Consiglio di Facoltà. Sì è deciso di rimandare questa votazione al 6 ottobre poiché <span>i ricercatori presenti in aula quel giorno avrebbero raggiunto tranquillamente la maggioranza (nonostante formalmente siano la minoranza e nonostante,tra tutti, solo 22 persone hanno aderito alla mobilitazione) e quindi i corsi del primo semestre non sarebbero partiti.</span>

    A marzo scorso, quando è stata votata da tutti, meno che dal Laboratorio 15, l'offerta formativa per l'anno accademico 2010/2011 sapendo già benissimo che sarebbe stata sicuramente scarsa, abbiamo in tutti i modi (formali e informali, pubblici e privati) cercato di spingere l'intero corpo docente ad essere unito e a prendere una posizione chiara ed ufficiale in merito alla mobilitazione dei ricercatori, chiedendo inoltre di non far partire le immatricolazioni per il nuovo anno accademico data la situazione.

    Dopo aver rimandato la votazione a mercoledì 6 ottobre cosa è successo lunedì 4 ottobre?!

    Durante l'incontro informativo del 4 ottobre, deliberato dal Consiglio di Facoltà, non sono state date informazioni precise agli studenti, non è stato detto loro nulla in merito allo spostamento dei corsi nel secondo semestre e alla copertura a tempo determinato di molti degli insegnamenti, nonostante più volte non solo i rappresentanti del Laboratorio 15, ma anche gli studenti presenti in assemblea, abbiano fatto domande esplicite sulla questione.

    E oggi mercoledì 6 ottobre?

    Abbiamo gradito particolarmente la presa di posizione del Preside che ha dichiarato di consegnare le dimissioni in caso di approvazione in Parlamento della riforma Gelmini (scelta suggerita dai rappresentanti degli studenti del Laboratorio 15 già durante l'incontro informativo del giorno 4 ottobre) ma avremmo voluto che oggi si fosse arrivati alla votazione con una posizione unita e chiara sulla questione da parte di tutto il corpo docente.

    Questa unità e questa chiarezza non c'è stata. In sede pubblica, durante l'incontro informativo del 4 ottobre, alla domanda degli studenti rivolta al preside “che cosa succederà il giorno del consiglio?” è stato risposto chiaramente “non lo sappiamo” e infatti oggi è stato votato lo spostamento di alcuni corsi al secondo semestre, quindi gli studenti saranno oberati di un carico di lavoro inaccettabile nella sessione di giugno. Inoltre, data la precaria situazione del governo a livello nazionale, la Facoltà non è nemmeno sicura di poter garantire per il prossimo semestre la risoluzione delle stesse problematiche che si ripresenteranno e nel frattempo potrebbero essere peggiorate.

    In secondo luogo si affideranno moltissimi corsi a personale esterno alla Facoltà che avrà un contratto a tempo determinato (ovvero: farà il corso, farà gli esami per un po', ma allo scadere del contratto andrà via e se uno studente non avrà sostenuto l'esame sarà costretto a cambiare docente e programma). L'assegnazione di tutti questi insegnamenti a “contrattisti” rende precaria la didattica e di conseguenza la qualità dell'offerta formativa ne risente in maniera catastrofica.

    Noi del Laboratorio 15 cosa abbiamo fatto e cosa faremo!

    Noi del Laboratorio 15, collettivo di Psicologia, da tempo ormai denunciamo la grave situazione in cui verte la nostra Facoltà e le incontrovertibili responsabilità dei docenti ordinari e di tutti i membri del Consiglio.

    Abbiamo compiuto la scelta politica di sostenere i ricercatori in questa lotta, nonostante la consapevolezza dei rischi che questa azione avrebbe potuto comportare perchè siamo convinti del fatto che non si vincono le battaglie se non si mette in gioco qualcosa, se non si dimostra che si è disposti a rinunciare ad un privilegio per poter usufruire in toto di un diritto.

    Non aderiamo quindi alla logica, sostenuta pubblicamente dal Preside durante l'incontro informativo docenti-studenti, del “tanto la laurea, per fortuna, vale ancora allo stesso modo, che la si prenda a Firenze o a Padova”.

    Non siamo nemmeno d'accordo con il motto “vogliamo che i nostri professori tornino ad insegnare” poiché non difendiamo lo status quo ma pretendiamo la migliore offerta formativa che si possa avere.

    Non votando la programmazione didattica e lasciando il Consiglio di Facoltà durante la votazione abbiamo ribadito che:

    1. non possiamo decidere di far iniziare o meno i corsi con la garanzia di copertura solo per un semestre, senza avere la possibilità di consultare studenti realmente informati sui fatti (anzi, dopo l'incontro informativo docenti-studenti del giorno 4 ottobre, potremmo azzardare completamente disinformati).

    2. sentiamo forte l'esigenza di manifestare la nostra critica e la nostra disapprovazione nei confronti della gestione, da parte della dirigenza, di questa emergenza come della situazione delicata che la Facoltà di Psicologia vive da più tempo. Non si sarebbe dovuto arrivare né a questa votazione, né in queste condizioni, cioè divisi e allo sbando, come è chiaramente emerso durante l'incontro docenti-studenti del giorno 4 ottobre.



    Continueremo a lavorare, insieme a tutti quelli che, come noi, credono che l'università debba essere pubblica, libera e di massa.

    Vogliamo e chiediamo da anni una riforma seria dell'università pubblica:

    che si occupi di riformulare gli organi collegiali in modo da combattere il fenomeno denominato “baronaggio” e introdurre la possibilità di istituire momenti di democrazia diretta come il referendum studentesco;

    che preveda l'Adozione dello Statuto dei diritti delle Studentesse e degli Studenti e del Codice deontologico che normi le incompatibilità nell'assunzione di familiari e i limiti di mandato su tutte le cariche;

    che si occupi di diritto allo studio proponendo una copertura totale delle borse di studio;

    che preveda un piano straordinario di investimenti che porti l'investimento in formazione, università e ricerca a livelli superiori allo 0,8% del PIL ( 1,3% è la media europea);

    che dia valore ai questionari degli studenti come strumento di valutazione degli atenei;

    che riduca i contributi studenteschi per le famiglie con più di un figlio contemporaneamente iscritto all'università (calcolata sulla base del numero dei figli e delle condizioni economiche della famiglia);

    che aumenti le percentuali di rappresentanza per la componente studentesca negli organi;

    che introduca uno specifico sistema di contribuzione per gli studenti a tempo parziale basato sulla riduzione di una quota percentuale fissa (tra il 25 e il 50%) del contributo che lo studente pagherebbe a parità di condizione economica se fosse iscritto a tempo pieno;

    che stipuli un piano pluriennale di finanziamento straordinario per l'edilizia universitaria che finanzi la realizzazione, tramite il recupero di determinate aree urbane, di nuove case dello studente e di alloggi pubblici a canone concordato

    Ci auguriamo e lavoriamo affinchè l'appoggio alla protesta dei ricercatori e la volontà di lavorare per allargare il raggio della protesta si concretizzino sempre di più e al più presto.





    I rappresentanti degli studenti del Laboratorio 15

Privacy Policy