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Discussione: Realta' difficili

  1. #1
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    14-12-2008
    Messaggi
    70

    Realta' difficili

    Ciao a tutti! qualcuno di voi ha avuto modo, tramite percorsi formativi di varia natura quali volontariato, progetti o altro, di entrare in contatto con realtÓ difficili, quali ad es. malati di alzheimer, oncologici, tossicodipendenti ecc? Vi chiedo questo perchŔ vorrei che qualcuno mi raccontasse la propria esperienza, come l'ha iniziata, come l'ha vissuta, aspettative ecc dato che potrei avere la possibilitÓ di entrare in contatto con una realtÓ forte, come quella sopra citata...
    grazie a tutti!

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di arwen
    Data registrazione
    04-07-2002
    Residenza
    in viaggio verso il Paradiso (o qualcosa che ci assomiglia)
    Messaggi
    3,739

    Riferimento: Realta' difficili

    ciao, io ho fatto il tirocinio in una comunitÓ per tossicodipendenti a doppia diagnosi (dipendenza e diagnosi psichiatrica)... che dirti a me interessava l'ambito, nel senso che anche nel lavoro come psicologa privata mi rendo conto di riuscire a destreggiarmi meglio con pazienti e casi difficili piuttosto che con persone dalla vita pi¨ "normale" che magari presentano un disagio meno forte.. che dirti, all'inizio Ŕ stato difficile anche per me, mi portavo a casa le storie degli ospiti della comunitÓ, che erano tutte storie di sofferenza tremenda, abusi, violenze familiari, abbandoni, lutti... poi a poco a poco non solo ti abitui, ma capisci che in certi contesti bisogna lavorare investendo sui (pochi) casi che realmente possono farcela, mentre molti altri sicuramente non riusciranno mai a "riscattarsi", e probabilmente non arriveranno mai nemmeno ad un pieno recupero... non approcciarti al tema nŔ in modo salvifico ("voglio salvare tutti") nŔ in modo pietistico ("poverini"), ma considerando ciascuno, nelle proprie storie, come persona unica e degna di rispetto, prima ancora che portatrice di un bisogno di cura

    in bocca al lupo
    Chiara
    Dott.ssa Chiara Facchetti
    Ordine Psicologi della Lombardia n.12625


    Io credo che le pietre respirino. Non possiamo percepirlo con le nostre brevi vite.

    Siamo tutti nella fogna, ma alcuni di noi guardano alle stelle (Oscar Wilde)

  3. #3
    Partecipante Assiduo L'avatar di qualcosadiblu
    Data registrazione
    20-01-2005
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    133

    Riferimento: Realta' difficili

    Ciao...
    all'inizio della mia esperienza professionale, mi sono stati affidati un paio di casi di pazienti oncologici gravi che ho in qualche modo accompagnato fino alla fine dei loro giorni. Ancora oggi ci penso e la cosa mi lascia sempre una grande sofferenza. Ti rimane sempre qualcosa dentro. Da una parte l'accettazione consapevole della loro situazione medica e quindi esistenziale, e dall'altra la certezza di aver fatto del bene. Poi tra l'altro, la mia ancora acerba esperienza mi portava a fare dei nostri incontri uno spazio sempre poco terapeutico ma assistenziale, di supporto alla loro condizione e di accompagnamento all'accettazione di se stessi e del loro destino. Insomma un po' complicato.
    Ho poi lavorato in una clinica psichiatrica dove ho viste realtÓ diverse e difficili, pz in doppia diagnosi, pz che venivano dagli opg, pz psichiatrici gravi e tante altre disabilitÓ. Insomma una vera palestra. Allora ero molto pi¨ esperta, ma una buona supervisione individuale e di gruppo mi aiutava a non venire risucchiati dal cosiddetto burn out. Le loro vite si fondevano con la mia durante il mio turno di lavoro ma poi era necessaria una certa distanza.
    Insomma, casi del genere ti cambiano ma, se vieni ben supportato, ti cambiano in meglio che servirÓ poi per le esperienze future.
    In bocca al lupo.



    Dr.ssa Francesca Orlando
    Psicologa Psicoterapeuta

  4. #4
    Partecipante Assiduo L'avatar di skioppy
    Data registrazione
    22-10-2004
    Residenza
    Assisi
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    123

    Riferimento: Realta' difficili

    Forse non tutti saranno d'accordo con me, ma io annovererei tra le realtÓ difficili i cosidetti ragazzi di strada, ovvero tutti quelli che hanno problematiche sia familiari che legate ai disturbi della condotta. Ho lavorato per 4 anni con questa tipologia e nonostante l'opinione comune(lavori con i ragazzi sai quanto ti diverti!!!) devo dire che l'esperienza Ŕ stata molto forte. I ragazzi ti mettono davvero a dura prova, considera che c'Ŕ sia il fattore adolescenza (con tutto ci˛ che comporta di norma)e il fattore problematico. A discapito di quello che si pu˛ credere, ovvero che i giovani tendono comunque ad orientarsi al futuro, non Ŕ affatto cosý...spesso prevale un sentimento di annichilimento e non sempre nemmeno in questi casi il "successo" Ŕ garantito perchŔ a volte i ragazzi che fanno rientro nel loro contesto tendono a ricadere nelle passate situazioni. Che cosa mi ha insegnato il lavoro con i ragazzi?
    1. Ad avere tanta pazienza...leggi: a non agire nŔ verbalmente nŔ fisicamente tutti quei vissuti negativi che volutamente loro suscitano
    2. A lvorare sul qui ed ora... leggi: non lasciarsi prevalere dallÓ "pietÓ" per le loro storie (che a volte superano l'immaginario ed Ŕ difficile no giustificare poi certi atteggiamenti), ma lavorare su come Ŕ ora il ragazzo e su quali sono ORA i suoi punti di forza e quindi di contatto.
    3. A non aspettarmi niente....leggi: spesso si somma l'ineducazione (non tanto la maleducazione) con certi comportamenti radicati anche da anni, pertanto non devo avere la pretesa di cambiare i loro comportamenti, ma devo essere consapevole che sto loro offrendo una proposta alternativa a quello che hanno fatto sino ad oggi...SONO LORO POI CHE SCELGONO!)

    Se puoi e ti interessa Ŕ un' esperienza che ti consiglio di fare, si impara molto. forse sono andata un po' OT, ma ci tenevo apresentarti anche quest'altra alternativ a! In bocca al lupo per quello che stai per intraprendere!
    Martina

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