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  1. #1
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    17-03-2007
    Messaggi
    380

    Professionalità nel settore vacanze "assistite"

    salve ragazzi,
    apro questo tread sperando di trovarmi nel luogo adeguato.
    (e chiedo scusa a priori al moderatore chiedendo reindirezzamento in spazio più opportuno nel caso non lo sia )

    Vi scrivo nella condizione di laureata, abilitata e in una fase della sua vita in cui si è al vaglio di nuove scelte formative ed esperienziali che portino un giorno (si spera!) a professionalizzarsi nei settori che più aggradano.

    Il mio universo professionale lo vedo fatto di eccleticità mentale, riflessione e di un importante ingrediente: "il mettersi ogni giorno in discussione". Questo credo sia un must per noi psicologici (ma anche per chi più in generale opera nel sociale) perchè lavoriamo con le relazioni in un contesto mutevole e in trasformazione continua per valori, idee, riferimenti.

    Tornando all'oggetto della mia discussione , vi chiedo:
    se vi è mai successo di inbattervi per caso o meno in realtà aziendali (specie no profit) che si occupano di questo settore, che non è proprio turistico ma che si sta ricavando piano piano una nicchia importante del settore delle vacanze..cd turismo responsabile?

    se avete esperienze da raccontarmi, qual'e' il profilo ideale che dovrebbe avere un candidato modello secondo voi, mi interessano in questo momento le vostre idee..scrivete pure su alesvar@libero.it
    sono molto interessata a confrontarmi con le vostre esperienze dirette o meno a riguardo dell'assistenza a disabili, bambini, fasce di utenza a rischio perchè svantaggiata, impairment..

    Una delle mie idee per il futuro è di formarmi in questo settore..meglio vorrei crearmi i presupposti per questa possibilità di lavoro qui..
    vengo da esperienze con i gruppi,
    ho un buon inglese ma mi manca tutto il resto ..a parte le nozioni dell'università che in questo momento non sto professionalizzando..

    Come tutte le cose, confido in opsonline che m'ha sempre dato buoni frutti
    in fatto di condivisione di intenti, nonchè delle belle amicizie
    e faccio mia e anche vostra l'idea di un collega,
    quella che, necessariamente, occorre scardinarsi dai classici contenitori con cui siamo stati sfornati dall'università...clinica..sociale..lavoro..
    Il gap mondo scuola e mondo lavoro è veramente infinito,
    (sulla carta le etichette valgono ma nella realtà servono solo per comunicare)

    E l'unico modo per vincere le incongruenze e il pregiudizio del "ma intanto non c'e' lavoro per noi psicologi" è unirsi e condividere la speranza ma anche la delusione di una cosa che non siamo riusciti a fare perchè non l'abbiamo mai provata!

    a presto!
    Ultima modifica di mirtillo75 : 03-09-2010 alle ore 17.06.03

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