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Discussione: Sognare l'ex

  1. #1
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Sognare l'ex

    Due sere fa guardando Prince of Persia mi venne un mezzo coccolone nel constatare quanto il protagonista, con quel taglio di capelli, assomigliasse sia nel fisico che negli atteggiamenti al mio primo fidanzato che aveva velleità artistiche (fosse mai che avesse raggiunto hollywood )
    Sicuramente suggestionata da tale vista, quella notte sognai di incontrarlo mentre percorrevo in bicicletta le strade del mio paese. Mi disse che era contento di ritrovarmi e che suo padre stava male. Gli risposi che mi dispiaceva per i suoi guai familiari, ma che non potevo aiutarlo perché dovevo andare a scuola (io sono quella che sogna abbastanza spesso la scuola ). Così lo salutai e voltai a sinistra verso la mia vecchia scuola media, ma in realtà raggiunsi una chiesa.
    Quando entrai mi accorsi di non essere più vestita, ma coperta da residui di fasce bianche consunte e strappate che mi facevano pensare ad un precedente bendaggio funebre, ma nelle quali mi muovevo con libertà.
    La chiesa era gremita di persone riunite nella navata centrale e dedite alla preghiera, ma non vi erano icone, né raffigurazioni sacre. C’era però un’immensa vetrata centrale dalla quale filtrava un’intensa luce bianca. Riuscivo a percepire la passionalità ed il credo di tali persone, ma allo stesso tempo sentivo che non mi apparteneva. Così percorrevo la navata sinistra osservandole con distacco, ma anche con un’inspiegabile coinvolgimento.
    Notazione: nei quattro anni di relazione ho sognato il mio primo fidanzato solo una volta, qualche giorno dopo averlo lasciato, con sollievo perché la storia era finita e la mattina dopo questo sogno postato, mi resi conto che ricorreva proprio l’addio di dodici anni fa (che coincidenza!)

  2. #2
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    Riferimento: Sognare l'ex

    Citazione Originalmente inviato da benedetta14 Visualizza messaggio
    Due sere fa guardando Prince of Persia mi venne un mezzo coccolone nel constatare quanto il protagonista, con quel taglio di capelli, assomigliasse sia nel fisico che negli atteggiamenti al mio primo fidanzato che aveva velleità artistiche (fosse mai che avesse raggiunto hollywood )
    Sicuramente suggestionata da tale vista, quella notte sognai di incontrarlo mentre percorrevo in bicicletta le strade del mio paese. Mi disse che era contento di ritrovarmi e che suo padre stava male. Gli risposi che mi dispiaceva per i suoi guai familiari, ma che non potevo aiutarlo perché dovevo andare a scuola (io sono quella che sogna abbastanza spesso la scuola ). Così lo salutai e voltai a sinistra verso la mia vecchia scuola media, ma in realtà raggiunsi una chiesa.
    Quando entrai mi accorsi di non essere più vestita, ma coperta da residui di fasce bianche consunte e strappate che mi facevano pensare ad un precedente bendaggio funebre, ma nelle quali mi muovevo con libertà.
    La chiesa era gremita di persone riunite nella navata centrale e dedite alla preghiera, ma non vi erano icone, né raffigurazioni sacre. C’era però un’immensa vetrata centrale dalla quale filtrava un’intensa luce bianca. Riuscivo a percepire la passionalità ed il credo di tali persone, ma allo stesso tempo sentivo che non mi apparteneva. Così percorrevo la navata sinistra osservandole con distacco, ma anche con un’inspiegabile coinvolgimento.
    Notazione: nei quattro anni di relazione ho sognato il mio primo fidanzato solo una volta, qualche giorno dopo averlo lasciato, con sollievo perché la storia era finita e la mattina dopo questo sogno postato, mi resi conto che ricorreva proprio l’addio di dodici anni fa (che coincidenza!)
    Ciao, Benedetta, non sono in grado di interpretare il tuo sogno (mancano troppe informazioni che sarebbe necessario conoscere), ma, come è accaduto per gli altri due sogni che hai postato, mi intriga e mi suscita forti risonanze.
    Te ne esprimo alcune, come contributo alla tua riflessione, senza pretesa alcuna di fare interpretazioni.

    Non credo sia una semplice coincidenza che il sogno tu l'abbia fatto nell'anniversario in cui ti sei lasciata con il tuo ex.
    Queste coincidenze sono troppo "significative" per essere casuali. Potrebbe, forse, parlarsi di un caso di corrispondenza sincronica.

    La notte in cui ricorre il 12° anniversario dell'addio con il tuo ex, sogni che ti stai recando, in bicicletta, nella tua vecchia scuola di paese.
    Sognare la scuola del passato, in genere, significa porre l'attenzione sugli apprendimenti che derivano da esperienze passate.

    Quale apprendimento ti ha lasciato 4 anni di rapporto con una persona con cui hai chiuso?

    In primo luogo, la consapevolezza che fare scelte decisive per la propria vita non è un qualcosa di semplice; questo il sogno lo dice rappresentandoti in bicicletta nelle strade del tuo paese. La bicicletta, simbolicamente, rappresenta la possibilità di procedere nella propria evoluzione, ma con fatica (pedalando...).

    In secondo luogo, la convinzione che tu non puoi farti carico dei problemi irrisolti dell'altro. Il tuo ex ti dice che suo padre (cioè la sua matrice maschile) è ammalato. Fuori metafora, ciò esprime, forse, il tuo vissuto nei confronti del tuo ex come una persona problematica rispetto alle modalità con cui esprime la sua identità maschile (il padre ammalato).

    In terzo luogo la consapevolezza che la liberazione da vincoli che ti imprigionano non è semplice, ma, alla fine, si presenta come una rinascita complessiva della persona (si potrebbe, forse, dire una rinascita spirituale): tu non hai più i tuoi vestiti (cioè ti sei tolta l'abito che rappresenta modalità convenzionali di rapportarsi con gli altri) e porti delle fasce bianche che dovevano essere le bende che, in precedenza, ti avevano relegato in una specie di immobilità di tomba (bende funebri).

    Meno chiaro, invece, è il riferimento alla chiesa, cioè a un luogo di spiritualità e di sacralità. Bisognerebbe avere informazioni più precise sul tuo rapporto con il "sacro" e con la religiosità.
    A pelle sembra di poter capire che, per te, la vera sacralità non è data dall'esteriorità e dall'apparenza (non vi sono icone, né altre immagini, nella chiesa del tuo sogno), ma dalle persone che sanno stare insieme per condividere una medesima speranza e una medesima certezza.

    Questo lo capisci, ne capisci l'importanza e ne avverti l'attrazione... ma sembra che non sia la tua strada, infatti tu guardi come un osservatore esterno, anche se avverti un forte "coinvolgimento".

    La vetrata che lascia filtrare un'intensa luce bianca rappresenta un luogo trasparente e protetto che consente di fare luce sulla tua interiorità (forse, per questo la scena è ambientata in chiesa, cioè in un luogo sacro).
    Nel caso tu avessi fatto, in passato, o avessi intenzione, al presente, di intraprendere un'analisi, non mi stupirebbe che la chiesa e la vetrata luminosa (che consente la consapevolezza, facendo filtrare la "luce") potessero rappresentare il luogo "sacro" della relazione analitica che ti permette di rinascere (fasce che ti coprono = ex bende funebri).

    Il rapporto con il luogo sacro e protetto (rappresentato, simbolicamente, dalla chiesa) sarebbe, però, in ogni caso, ambivalente, mescolando la descrizione attrazione e volontà di rimanere esterna alla situazione (sembra che ti attiri, da una parte, ma non la riconosci come tua, dall'altra).

    Ma, probabilmente, mi sono avventurato in un'area troppo carica di proiezioni personali, quindi mi fermo.
    Ultima modifica di Hermes Ankh : 28-08-2010 alle ore 11.41.25


    "L'onda non riesce a prendere
    il fiore che galleggia:
    quando cerca di raggiungerlo
    lo allontana"

    (Rabindranath Tagore)

  3. #3
    Partecipante L'avatar di pallina68
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    Riferimento: Sognare l'ex

    E' molto interessante quando possiamo collegare i vari sogni.
    Questo prova da una parte che esiste una "progressione", un procedere o un retrocedere verso qualcosa.
    dall'altra che sogni di questo genere fanno parte di una serie e quindi la loro interpretazione deve aiutarsi seguendo appunto
    tutta la serie.

    Se così fosse dunque, i peripli della sognatrice nel primo sogno, il cui andare e tornare negli stessi punti, simulavano dei movimenti
    circolari
    li ritroviamo anche in questo sogno dove la sognatrice si muove sulle ruote (cerchi) della bicicletta.
    Benedetta si ricorderà oltre a questo aspetto anche di un altra cosa interessante
    (per motivi contingenti scelsi allora di inviarle la mia interpretazione in pvt).
    Mi riferisco alla salita delle scale nel primo sogno.
    Il salire le scale è sostituito qui nel secondo sogno dalla chiesa.
    La chiesa è l'aspetto più importante in questo sogno.
    Là dove il salire le scale con una certa probabilità rappresentava un percorso verso l'alto quindi "spirituale", se così possiamo dire
    qui la chiesa lo evidenzia più chiaramente.
    L'esistenza di queste rappresentazioni e immagini nei sogni è più frequente di quanto si pensi.
    E' indipendente da professioni di fede o da credi personali in qualche religione.
    Anzi tanto più l'uomo moderno ha abbandonato questo campo di esperienza, tanto più esso dovrà farne i conti ad esempio nei propri sogni.

    L'esperienza religiosa è una funzione della psiche e non potrà mai essere cancellata,
    anche se nel frattempo siamo diventati tutti dei Darwin...
    Sono cose che abbiamo dimenticato perchè negli ultimi due secoli la scienza ci ha "spiegato tutto".
    All'uomo moderno che ha perso la fede, entrare in una chiesa oggi deve giocoforza esser una cosa che lo lascia abbastanza indifferente.
    E' quello che succede anche alla sognatrice, anzi ha fatto prima, lei, dato che ha eliminato dalla chiesa che sta visitando
    tutti quei simboli e icone che ormai per l'uomo moderno non significano più nulla.
    Ma questo gesto appartiene facilmente ad ognuno di noi, esclusi quei pochi fortunati che la fede invece non hanno ancora perso.

    Sono forse quelle stesse persone riunite in preghiera nella chiesa, (nella navata centrale) verso le quali la sognatrice guarda con una certa ammirazione,
    pur nel suon distacco. (forse con la stessa ammirazione con cui guardava il famoso paesaggio nel primo sogno).

    La sognatrice tuttavia non è completamente indifferente a tutta la cosa, essa indossa degli abiti ricettacolo di qualche rito antichissimo, magari pre-cristiano.

    La fede certo è anche una "grazia", una luce folgorante che attraversa, come simbolggiato nella visione, la grande vetrata.

    Ritorniamo ora per un attimo alla persona incontrata all'inizio del sogno. Con questa scusa usciamo a prendere una boccata d'aria,
    dato la chiesa essere un argomento molto impegnativo.

    Quello che ci interessa dell'ex ragazzo è la descrizione che ne fa Benedetta. E' una persona "creativa" che aveva "certe ambizioni"
    forse purtroppo mai realizzate. Le sue ambizioni artistiche non si poterono integrare forse a causa del "padre malato" che rappresenta
    la sua parte razionale, l'intelletto, (che l'ha fatta da padrone, in maniera eccessiva=malata) impedendo uno sviluppo della parte più creativa e "sognatrice".

    Questo ex quindi rappresenta facilmente la sognatrice stessa. Essa infatti lo lascia quasi subito (conosce molto bene questo
    suo aspetto e non ha tempo da dedicarvi inutilmente).

    Svolta a sinistra.
    La sinistra è ancora la parte "sbagliata" però. Ma chi è in grado di poter trascurare il proprio "lato" sinistro? (ovvero le funzioni relative a questa parte del cervello).
    E' impossibile. Sarebbe già di incomparabile successo per chiunque il non farsi dominare esclusivamente da esso.
    Guardate questa storia commovente e illuminante di una neuroscienziata che aveva perso (ironia della sorte) le funzioni del lato
    sinistro del cervello...

    YouTube - Jill Bolte Taylor (ITA): la storia del mio ictus (01/02)

    Anche nella chiesa la sognatrice percorre la navata sinistra, questo lato è il meno utile a quanto pare per ritrovare quella
    piacevole visione del primo sogno (la collinetta con le croci bianche e il blu e il verde da contorno) dove ogni parte è in armonia con il tutto.

    Dovremmo dire quindi, dopo questo secondo sogno, che la ricerca continua...

    fabrizio
    Ultima modifica di pallina68 : 30-08-2010 alle ore 03.20.32

  4. #4
    benedetta14
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    Riferimento: Sognare l'ex

    Citazione Originalmente inviato da Hermes Ankh Visualizza messaggio
    Ciao, Benedetta, non sono in grado di interpretare il tuo sogno (mancano troppe informazioni che sarebbe necessario conoscere), ma, come è accaduto per gli altri due sogni che hai postato, mi intriga e mi suscita forti risonanze.
    Te ne esprimo alcune, come contributo alla tua riflessione, senza pretesa alcuna di fare interpretazioni.

    Non credo sia una semplice coincidenza che il sogno tu l'abbia fatto nell'anniversario in cui ti sei lasciata con il tuo ex.
    Queste coincidenze sono troppo "significative" per essere casuali. Potrebbe, forse, parlarsi di un caso di corrispondenza sincronica.

    La notte in cui ricorre il 12° anniversario dell'addio con il tuo ex, sogni che ti stai recando, in bicicletta, nella tua vecchia scuola di paese.
    Sognare la scuola del passato, in genere, significa porre l'attenzione sugli apprendimenti che derivano da esperienze passate.

    Quale apprendimento ti ha lasciato 4 anni di rapporto con una persona con cui hai chiuso?

    In primo luogo, la consapevolezza che fare scelte decisive per la propria vita non è un qualcosa di semplice; questo il sogno lo dice rappresentandoti in bicicletta nelle strade del tuo paese. La bicicletta, simbolicamente, rappresenta la possibilità di procedere nella propria evoluzione, ma con fatica (pedalando...).

    In secondo luogo, la convinzione che tu non puoi farti carico dei problemi irrisolti dell'altro. Il tuo ex ti dice che suo padre (cioè la sua matrice maschile) è ammalato. Fuori metafora, ciò esprime, forse, il tuo vissuto nei confronti del tuo ex come una persona problematica rispetto alle modalità con cui esprime la sua identità maschile (il padre ammalato).

    In terzo luogo la consapevolezza che la liberazione da vincoli che ti imprigionano non è semplice, ma, alla fine, si presenta come una rinascita complessiva della persona (si potrebbe, forse, dire una rinascita spirituale): tu non hai più i tuoi vestiti (cioè ti sei tolta l'abito che rappresenta modalità convenzionali di rapportarsi con gli altri) e porti delle fasce bianche che dovevano essere le bende che, in precedenza, ti avevano relegato in una specie di immobilità di tomba (bende funebri).

    Meno chiaro, invece, è il riferimento alla chiesa, cioè a un luogo di spiritualità e di sacralità. Bisognerebbe avere informazioni più precise sul tuo rapporto con il "sacro" e con la religiosità.
    A pelle sembra di poter capire che, per te, la vera sacralità non è data dall'esteriorità e dall'apparenza (non vi sono icone, né altre immagini, nella chiesa del tuo sogno), ma dalle persone che sanno stare insieme per condividere una medesima speranza e una medesima certezza.

    Questo lo capisci, ne capisci l'importanza e ne avverti l'attrazione... ma sembra che non sia la tua strada, infatti tu guardi come un osservatore esterno, anche se avverti un forte "coinvolgimento".

    La vetrata che lascia filtrare un'intensa luce bianca rappresenta un luogo trasparente e protetto che consente di fare luce sulla tua interiorità (forse, per questo la scena è ambientata in chiesa, cioè in un luogo sacro).
    Nel caso tu avessi fatto, in passato, o avessi intenzione, al presente, di intraprendere un'analisi, non mi stupirebbe che la chiesa e la vetrata luminosa (che consente la consapevolezza, facendo filtrare la "luce") potessero rappresentare il luogo "sacro" della relazione analitica che ti permette di rinascere (fasce che ti coprono = ex bende funebri).

    Il rapporto con il luogo sacro e protetto (rappresentato, simbolicamente, dalla chiesa) sarebbe, però, in ogni caso, ambivalente, mescolando la descrizione attrazione e volontà di rimanere esterna alla situazione (sembra che ti attiri, da una parte, ma non la riconosci come tua, dall'altra).

    Ma, probabilmente, mi sono avventurato in un'area troppo carica di proiezioni personali, quindi mi fermo.
    Ciao Hermes,
    ho letto con molto interesse le tue risonanze e ti ringrazio innanzitutto perché mi hai dato la risposta ad una domanda che mi sono sempre fatta e cioè se fosse possibile che quattro anni di relazione con una persona non mi avessero lasciato proprio niente e fossero scorsi come una parentesi di cui non resta neanche il ricordo. E invece è stata proprio la fine a lasciarmi qualcosa, proprio nei termini in cui li esponi tu. Fu un periodo che coincise anche con scelte professionali che mi fecero abbandonare un buon posto fisso per poter iniziare la mia professione in proprio, quindi lasciai il “certo” per l’”incerto” e furono scelte del tutto personali senza cercare l’avallo di qualcuno.
    Ma penso di aver lasciato in qualche modo un lavoro incompiuto. E forse la chiesa richiama questa incompiutezza, che si situa ad un livello più profondo del mio essere. Oggi come allora, non si trattava, forse, solo di compiere delle scelte che mi permettessero una maggiore espressione di me stessa, quanto di modificare quel “me stessa”. E forse ritrovarmi in chiesa con le bende strappate potrebbe dirmi che non basta superare l’immobilità, ma occorre ricercare una dimensione diversa, altri punti di osservazione.
    Circa il mio rapporto con il sacro, non sei andato molto lontano. Rifiuto ogni tipo di istituzione e rappresentazione religiosa, non comprendo nessun tipo di rituale, ma mi affascina enormemente il senso di comunione, la com-partecipazione, la com-passione. Ma allo stesso tempo sento non appartenermi, o meglio di esserne spaventata.
    Non ho mai fatto, né sto facendo analisi, forse proprio per il motivo cui sopra, però ultimamente sto facendo dei dialoghi molto belli con mio padre, che da sempre è l’uomo che riesce a trasmettermi sicurezza, coraggio e dolcezza. Non so se può entarci in qualche modo.
    Grazie ancora.

    Saluti
    Ultima modifica di benedetta14 : 02-09-2010 alle ore 12.17.41

  5. #5
    Partecipante Super Figo L'avatar di Hermes Ankh
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    Riferimento: Sognare l'ex

    Citazione Originalmente inviato da benedetta14 Visualizza messaggio
    Ciao Hermes,
    ho letto con molto interesse le tue risonanze e ti ringrazio innanzitutto perché mi hai dato la risposta ad una domanda che mi sono sempre fatta e cioè se fosse possibile che quattro anni di relazione con una persona non mi avessero lasciato proprio niente e fossero scorsi come una parentesi di cui non resta neanche il ricordo. E invece è stata proprio la fine a lasciarmi qualcosa, proprio nei termini in cui li esponi tu. Fu un periodo che coincise anche con scelte professionali che mi fecero abbandonare un buon posto fisso per poter iniziare la mia professione in proprio, quindi lasciai il “certo” per l’”incerto” e furono scelte del tutto personali senza cercare l’avallo di qualcuno.
    Ma penso di aver lasciato in qualche modo un lavoro incompiuto. E forse la chiesa richiama questa incompiutezza, che si situa ad un livello più profondo del mio essere. Oggi come allora, non si trattava, forse, solo di compiere delle scelte che mi permettessero una maggiore espressione di me stessa, quanto di modificare quel “me stessa”. E forse ritrovarmi in chiesa con le bende strappate potrebbe dirmi che non basta superare l’immobilità, ma occorre ricercare una dimensione diversa, altri punti di osservazione.
    Circa il mio rapporto con il sacro, non sei andato molto lontano. Rifiuto ogni tipo di istituzione e rappresentazione religiosa, non comprendo nessun tipo di rituale, ma mi affascina enormemente il senso di comunione, la com-partecipazione, la com-passione. Ma allo stesso tempo sento non appartenermi, o meglio di esserne spaventata.
    Non ho mai fatto, né sto facendo analisi, forse proprio per il motivo cui sopra, però ultimamente sto facendo dei dialoghi molto belli con mio padre, che da sempre è l’uomo che riesce a trasmettermi sicurezza, coraggio e dolcezza. Non so se può entarci in qualche modo.
    Grazie ancora.

    Saluti

    Ciao, Benedetta, quello che scrivi permette, forse, di vedere sotto una luce leggermente diversa alcune parti del tuo sogno.

    In primo luogo, il rapporto con la figura maschile.
    Nel sogno, il tuo ex ti dice che suo padre (cioè la sua matrice maschile) è ammalato; tu gli rispondi che ti dispiace, ma che devi andare a scuola, cioè, rispetto a quella questione problematica (il rapporto con la figura maschile), devi fare degli apprendimenti, ma, per farli, ti servono esperienze diverse da quella rappresentata dal tuo ex.

    Ora, tu scrivi che non hai in mente un'analisi (come avevo supposto), ma colleghi la vetrata (che fa filtrare il sole e crea, quindi, un luogo protetto entro cui scavare nella tua interiorità, raffigurata dalla chiesa) con il rapporto di dialogo profondo con tuo padre che ti consente di pensare e di sperimentare un rapporto positivo con la figura maschile, come figura collegata al senso di sicurezza, al coraggio, ma anche alla dolcezza.

    Probabilmente, è proprio questo uno degli apprendimenti che dovevi fare andando a "scuola" e abbandonando il tuo ex e i suoi problemi con la matrice maschile.

    In secondo luogo, viene posto in una nuova luce il tema del rinnovamento della tua persona.
    La "chiesa", allora, viene ad essere, soprattutto, il simbolo di una possibile trasformazione e la veste di di fasce di vecchie bende, che forse rivestivano un cadavere, la cifra non solo di una cambiamento radicale dell'intera persona, ma anche il rifiuto di un rapporto con la realtà rinchiuso in modalità di espressione convenzionali (il vestito che non c'è più), perché, come dici bene tu, non basta superare l'immobilità, ma occorre ricercate una dimensione diversa, altri punti di osservazione.

    Ciao.
    Ultima modifica di Hermes Ankh : 03-09-2010 alle ore 18.49.46


    "L'onda non riesce a prendere
    il fiore che galleggia:
    quando cerca di raggiungerlo
    lo allontana"

    (Rabindranath Tagore)

  6. #6
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: Sognare l'ex

    Citazione Originalmente inviato da pallina68 Visualizza messaggio
    E' molto interessante quando possiamo collegare i vari sogni.
    Questo prova da una parte che esiste una "progressione", un procedere o un retrocedere verso qualcosa.
    dall'altra che sogni di questo genere fanno parte di una serie e quindi la loro interpretazione deve aiutarsi seguendo appunto
    tutta la serie.

    Se così fosse dunque, i peripli della sognatrice nel primo sogno, il cui andare e tornare negli stessi punti, simulavano dei movimenti
    circolari
    li ritroviamo anche in questo sogno dove la sognatrice si muove sulle ruote (cerchi) della bicicletta.
    Benedetta si ricorderà oltre a questo aspetto anche di un altra cosa interessante
    (per motivi contingenti scelsi allora di inviarle la mia interpretazione in pvt).
    Mi riferisco alla salita delle scale nel primo sogno.
    Il salire le scale è sostituito qui nel secondo sogno dalla chiesa.
    La chiesa è l'aspetto più importante in questo sogno.
    Là dove il salire le scale con una certa probabilità rappresentava un percorso verso l'alto quindi "spirituale", se così possiamo dire
    qui la chiesa lo evidenzia più chiaramente.
    L'esistenza di queste rappresentazioni e immagini nei sogni è più frequente di quanto si pensi.
    E' indipendente da professioni di fede o da credi personali in qualche religione.
    Anzi tanto più l'uomo moderno ha abbandonato questo campo di esperienza, tanto più esso dovrà farne i conti ad esempio nei propri sogni.

    L'esperienza religiosa è una funzione della psiche e non potrà mai essere cancellata,
    anche se nel frattempo siamo diventati tutti dei Darwin...
    Sono cose che abbiamo dimenticato perchè negli ultimi due secoli la scienza ci ha "spiegato tutto".
    All'uomo moderno che ha perso la fede, entrare in una chiesa oggi deve giocoforza esser una cosa che lo lascia abbastanza indifferente.
    E' quello che succede anche alla sognatrice, anzi ha fatto prima, lei, dato che ha eliminato dalla chiesa che sta visitando
    tutti quei simboli e icone che ormai per l'uomo moderno non significano più nulla.
    Ma questo gesto appartiene facilmente ad ognuno di noi, esclusi quei pochi fortunati che la fede invece non hanno ancora perso.

    Sono forse quelle stesse persone riunite in preghiera nella chiesa, (nella navata centrale) verso le quali la sognatrice guarda con una certa ammirazione,
    pur nel suon distacco. (forse con la stessa ammirazione con cui guardava il famoso paesaggio nel primo sogno).

    La sognatrice tuttavia non è completamente indifferente a tutta la cosa, essa indossa degli abiti ricettacolo di qualche rito antichissimo, magari pre-cristiano.

    La fede certo è anche una "grazia", una luce folgorante che attraversa, come simbolggiato nella visione, la grande vetrata.

    Ritorniamo ora per un attimo alla persona incontrata all'inizio del sogno. Con questa scusa usciamo a prendere una boccata d'aria,
    dato la chiesa essere un argomento molto impegnativo.

    Quello che ci interessa dell'ex ragazzo è la descrizione che ne fa Benedetta. E' una persona "creativa" che aveva "certe ambizioni"
    forse purtroppo mai realizzate. Le sue ambizioni artistiche non si poterono integrare forse a causa del "padre malato" che rappresenta
    la sua parte razionale, l'intelletto, (che l'ha fatta da padrone, in maniera eccessiva=malata) impedendo uno sviluppo della parte più creativa e "sognatrice".

    Questo ex quindi rappresenta facilmente la sognatrice stessa. Essa infatti lo lascia quasi subito (conosce molto bene questo
    suo aspetto e non ha tempo da dedicarvi inutilmente).

    Svolta a sinistra.
    La sinistra è ancora la parte "sbagliata" però. Ma chi è in grado di poter trascurare il proprio "lato" sinistro? (ovvero le funzioni relative a questa parte del cervello).
    E' impossibile. Sarebbe già di incomparabile successo per chiunque il non farsi dominare esclusivamente da esso.
    Guardate questa storia commovente e illuminante di una neuroscienziata che aveva perso (ironia della sorte) le funzioni del lato
    sinistro del cervello...

    YouTube - Jill Bolte Taylor (ITA): la storia del mio ictus (01/02)

    Anche nella chiesa la sognatrice percorre la navata sinistra, questo lato è il meno utile a quanto pare per ritrovare quella
    piacevole visione del primo sogno (la collinetta con le croci bianche e il blu e il verde da contorno) dove ogni parte è in armonia con il tutto.

    Dovremmo dire quindi, dopo questo secondo sogno, che la ricerca continua...

    fabrizio

    Ciao Fabrizio,
    ti ringrazio molto per questo tuo collegamento tra i sogni che mi ha fatto pensare molto.
    Ed in effetti, la tua conclusione su “la ricerca continua” la trovo molto pertinente.
    L’armonia del primo sogno si riferiva ad un passato che sentivo chiuso e per questo era molto più presente la sensazione di pace e serenità rispetto a quest’ultimo in cui prevale un po’ il senso di attesa e di ricerca forse di un “nuovo”, ma che mi inquieta. E soprattutto a cui stento a credere.

    Il credo è quello che cerco di capire ed apprendere dagli altri. Forse è questa la dimensione della spiritualità connessa all’immagine della chiesa.

    Ora, mi pongo il dubbio che questa ricerca di credere in qualcosa nasconda la paura di credere in me stessa.
    In questo, la tua interpretazione, integrata anche dalle ultime considerazioni di Hermes, mi fanno pensare che il sogno mi abbia parlato della mia consapevolezza di un passato sepolto e del mio modo errato di pormi. E molto probabilmente sento appartenermi un nuovo modo di essere, ma al contempo, nella realizzazione non riesco ancora ad aver fiducia nelle mie capacità, che non riescono a darmi sicurezza e coraggio.

    Saluti.
    Ultima modifica di benedetta14 : 03-09-2010 alle ore 15.20.46

  7. #7
    Partecipante L'avatar di pallina68
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    Riferimento: Sognare l'ex

    E' difficile abbandonare la riflessione su sogni interessanti come questo, soprattutto quando ci vengono in mente aggiunte o correzioni.
    Infatti un sogno "non si smette mai di interpretare fino in fondo".
    Quindi mi scuso con Rita per le nuove mie "orme" che troverà nella "spiaggia privata" del suo sogno.
    Mi rendo conto che è solo una integrazione di cose già dette e meglio di me.
    Sarebbe comunque molto interessante seguire i sogni successivi.

    La sinistra è anche la direzione dell'inconscio, (così come la visione di ciascun occhio è proiettata sull'emisfero opposto, la sinistra che è la parte relativa alla coscienza dell'Io diventa qui la parte relativa all'inconscio).

    E' la direzione "sbagliata" ma necessaria per intraprendere un percorso conpensatorio per una posizione cosciente che necessita una correzione.
    Da qui l'abbandono delle "velleita artistiche" (intellettuali, razionali).

    Nella chiesa la sognatrice percorre nuovamente la navata (che presumiamo quadrata) da sinistra.

    "La circumambulatio verso sinistra lungo il quadrato, probabilmente indica che, sulla via per arrivare all'inconscio, si passserà per la quadratura del cerchio, dunque che quest'ultima è un punto di transito, uno strumento, un tramite per raggiungere una meta situata al di là, non ancora formulata. Si tratta di una delle strade che portano al centro del non-Io (...) Jung Psicologia e alchimia

    Passaggi del genere avvengono di solito in luoghi sacri, da qui appunto la chiesa. Non c'è da stupirsi se in soccorso ci giungono simboli del genere.
    Per quanto noi europei possiamo ignorarlo, non crederci, o considerate certe cose "sciocchezze", siamo e rimarremo per sempre "cristiani fino al midollo".
    (con questo intendo dire che un musulmano o un buddista, per esprimere lo stesso simbolo non avrebbero utilizzato una chiesa).

    Lo stesso simbolismo "sacro" lo avevamo incontrato nella salita delle scale dell'edificio scolastico.
    Le scale erano in parte occupate dai banchi di scuola.
    Le scale fanno parte di visioni dei primi cristiani destinati al "martirio", esse erano visualizzate come composte dagli stessi strumenti di tortura.
    Ora con questo non vogliamo dire che la sognatrice si sia "sacrificata" troppo su questo percorso (la scuola) o che i "banchi" siano addirittura diventati strumenti di tortura...!

    Però se il parallelismo così arbitrariamente azzardato dovesse venire confermato, bisognerebbe allora andare a vedere cosa significa arrivare fino in cima alle scale e poi trovare qualcuno (se stessi) che ci consiglia di "scendere qualche rampa" ovvero tornare sui propri passi o perchè la strada non è corretta o perchè ci si è spinti troppo in alto , per esempio.
    Da qui appunto l'inizio di un nuovo percorso simbolicamente rappresentato nel sogno da "la scuola che diventa una chiesa".

    fabrizio
    Ultima modifica di pallina68 : 06-09-2010 alle ore 11.06.56

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