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  1. #1
    Partecipante Assiduo L'avatar di Scarythemary
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    12-05-2008
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    181

    Specialistica a Firenze: quanta pratica?

    Ciao! avrei bisogno di alcune informazioni per quanto riguarda la specialistica dato che tra non molto mi troverò a fare una scelta...in particolare la mia domanda è quanta parte pratica o di "laboratorio" c'è nella specialistica a Firenze? so che anche in passato alcuni professori si sono battuti per poter portare un po' di praticità nella nostra facoltà ma, almeno per quanto riguarda la triennale, con scarsi risultati...vedendo anche in altre città o anche in altri paesi sembra invece che sia una componente molto importante se non fondamentale per la formazione di uno psicologo, quindi volevo sapere se rispetto alla triennale le cose cambiano un po' sotto questo punto di vista...
    grazie!

  2. #2
    L'avatar di Duccio
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    25-06-2002
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    Firenze
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    Riferimento: Specialistica a Firenze: quanta pratica?

    Mah senti... io il primo semestre ho frequentato pochissimo e solo l'ultimo mese perche' avevo la prova finale e ho frequentato maggiormente il secondo semestre anche se non proprio tutti i giorni full time per ragioni lavorative...
    In ogni caso ti dico per quanto riguarda l'indirizzo di sociale e organizzazioni... ho seguito il corso dell'Odoardi di Psicologia delle innovazioni, dell'imprenditorialita' e dei sistemi integrati, quello della Carpi Lapi di Applicazioni di psicologia sociale e del Barrucci di Politiche Sociali...
    E il primo semestre ho frequentato un po' di Applicazioni di psicologia del lavoro.

    Gli esami che sono indicati come applicazioni o laboratorio o tirocinio ecc sono gli esami che in maniera particolare prevedono una impronta basata sulla pratica... esercitazioni, lavori di gruppo e quant'altro... ma non sono piu' di uno, due.. forse tre per curriculum
    Ti posso dire che Applicazioni di psicologia del lavoro con il Majer e' stato molto bello e utile, perche' anche con l'intervento di Farinella (un suo collaboratore con cui ha scritto un libro) abbiamo fatto tante simulazioni davvero di grande utilita' e che ci hanno fatto realmente vedere come si attua un processo di valutazione delle risorse umane... abbiamo usato e toccato con mano gliglie di valutazione e di osservazione.. inserito dati.. e' stato molto interessante e davvero formativo ... anche per quanto riguarda i momenti di osservazione dei gruppi di lavoro e la restituzione dei dati...
    Molto buona e' stata anche la parte (me lo hanno raccontato i miei compagni in quanto a quelle lezioni non ho molto partecipato) condotta dal Majer dove si e' simulato l'In Basket è uno degli strumenti più utilizzati in azienda per valutare il potenziale dei dipendenti...

    Per quanto riguarda la seconda applicazione, ovvero Applicazione di psicologia sociale con la Carpi Lapi per quanto mi riguarda e' stata un po' deludente, un corso dove ci si aspetta di fare esercitazioni su esercitazioni, simulazioni su simulazioni su interviste, somministrazioni di questionari, colloqui (magari di selezione) focus group, gruppi su progettazione formativa ecc... lei lo ha fatto diventare un corso divulgativo sull'interculturalita'... Il che e' stato davvero interessante da un punto di vista culturale, abbiamo fatto anche una ricerca ecc visto anche dei video.. davvero un bel corso da un punto di vista culturale... ma e' venuto un po' meno l'obiettivo... ovvero di vedere in pratica quali sono gli strumenti che utilizza e che si utilizzano in campo di psicologia sociale... Quindi e' stato interessantissimo culturalmente ma formativamente lo e' stato un po' meno..

    Gli altri corsi l'Odoardi e' stato un corso interessante e abbiamo fatto due esercitazioni pratiche... Il Barrucci totalmente accademico e frontale quindi seguirlo o meno era totalmente inutile.... solo che se lo seguivi, prendeva le firme e all'esame chiedeva solo le cose che aveva spiegato... invece che tre libri pieni zeppi di date, autori, storia ecc...

    Poi gli altri corsi del primo semestre erano psicologia della salute, so che ha fatto fare dei lavori in gruppo che ti davano (mediante presentazione di una relazione) fino a 3 punti in piu', empowerment sociale in cui erano previsti seminari con esperti del campo e un lavoro di gruppo, e test psicologici che fatto con il Caudek c'era una parte piu' pratica.. e il corso era da seguire per capirci qualcosa dato che ti insegna ad utilizzare un programma statistico abbastanza complesso...il che ce ne si rende conto quando siamo in tesi e anche dopo quanto sia importante imparare questi strumenti..

    Secondo me dipende molto dal numero degli studenti che frequentano il corso... in aule con 150 studenti, ma anche con 100 studenti.. alla fine la pratica e' un po' difficile da portare avanti.. gruppi di lavoro di 10...15 persone secondo me hanno poco senso e portano una difficolta' aggiunta....alla fine sono dispersivi.. c'e' chi lavora di piu' e chi se ne sbatte.. e alla fine facilmente si disgregano e vanno poco avanti..
    A lavoro essendo un corso meno frequentato comunque c'e' potenzialmente modo di fare di piu' dei corsi maggiormente pratici.. a clinica e sviluppo forse meno....

    La mia idea e' che i lavori di gruppo ci siano ed e' giusto che vi siano... e se fatti bene, in maniera intelligente dannosicuramente un grande valore aggiunto alla didattica come i seminari con esperti del campo, simulazioni ecc... Il problema e' secondo me rimane comunque una impostazione comunque troppo teorica non di tutti i corsi ma di buona parte......Credo che dopo un triennio di 20 esami, dove non c'e' stato quasi mai un approccio molto pratico alla disciplina (quello vecchio di 26 esami) uno abbia delle basi teoriche gia' sufficientemente buone... e i 12 esami della magistrale dovrebbero essere tutti molto basati sulla pratica, prevedere una base teorica di lezioni frontali di massimo 10 lezioni su 30... e il resto tutte esercitazioni, simulazioni, seminari... Lavori di gruppo ovviamente certificati, ben gestiti e portati avanti e alla fine valutati con un voto che e' una buona percentuale del voto d'esame... cosi' si incentivano gli studenti a frequentare e dopo di che l'esame diventa un proforma per chi ha fatto tutte le prove pratiche... e per chi decide di non frequentare o cmq di non partecipare a questo tipo di esercitazioni c'e' il programma da guida con i manuali..
    Mentre come e' ora... ci sono questi lavori che cmq spesso ti danno poco o niente nella valutazione e poi ci sono 3, 4 libri da studiare.. con il risultato che la maggior parte delle persone preferisce ad un certo punto non seguire e studiare a casa...
    Non e' vero che sia impossibile farlo perche' in altre facolta' lo fanno.. a Cesena ad esempio..
    Secondo me l'approccio pratico del "saper fare" e' una componente molto importante anche nel porsi nel tentativo di cercare lavoro... Ovvio che una grande percentuale del proprio lavoro lo si impara sul campo... pero' gia' partire dal poter dire.. ok questo lo so fare ... e non solo lo so spiegare...e' gia' tanto.. e ti assicuro.. di massima importanza... Io l'ho visto proprio sulla mia pelle quest'anno che mi sono buttato a cercare esperienze lavorative .. tipo stage ecc .. e ho visto proprio lavorando sul campo quanto sia importante avere gia' delle conoscenze pratiche.. aver gia' sperimentato .. anche se in maniera simulata...

  3. #3
    Partecipante Assiduo L'avatar di Scarythemary
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    Riferimento: Specialistica a Firenze: quanta pratica?

    Citazione Originalmente inviato da Duccio Visualizza messaggio
    Mah senti... io il primo semestre ho frequentato pochissimo e solo l'ultimo mese perche' avevo la prova finale e ho frequentato maggiormente il secondo semestre anche se non proprio tutti i giorni full time per ragioni lavorative...
    In ogni caso ti dico per quanto riguarda l'indirizzo di sociale e organizzazioni... ho seguito il corso dell'Odoardi di Psicologia delle innovazioni, dell'imprenditorialita' e dei sistemi integrati, quello della Carpi Lapi di Applicazioni di psicologia sociale e del Barrucci di Politiche Sociali...
    E il primo semestre ho frequentato un po' di Applicazioni di psicologia del lavoro.

    Gli esami che sono indicati come applicazioni o laboratorio o tirocinio ecc sono gli esami che in maniera particolare prevedono una impronta basata sulla pratica... esercitazioni, lavori di gruppo e quant'altro... ma non sono piu' di uno, due.. forse tre per curriculum
    Ti posso dire che Applicazioni di psicologia del lavoro con il Majer e' stato molto bello e utile, perche' anche con l'intervento di Farinella (un suo collaboratore con cui ha scritto un libro) abbiamo fatto tante simulazioni davvero di grande utilita' e che ci hanno fatto realmente vedere come si attua un processo di valutazione delle risorse umane... abbiamo usato e toccato con mano gliglie di valutazione e di osservazione.. inserito dati.. e' stato molto interessante e davvero formativo ... anche per quanto riguarda i momenti di osservazione dei gruppi di lavoro e la restituzione dei dati...
    Molto buona e' stata anche la parte (me lo hanno raccontato i miei compagni in quanto a quelle lezioni non ho molto partecipato) condotta dal Majer dove si e' simulato l'In Basket è uno degli strumenti più utilizzati in azienda per valutare il potenziale dei dipendenti...

    Per quanto riguarda la seconda applicazione, ovvero Applicazione di psicologia sociale con la Carpi Lapi per quanto mi riguarda e' stata un po' deludente, un corso dove ci si aspetta di fare esercitazioni su esercitazioni, simulazioni su simulazioni su interviste, somministrazioni di questionari, colloqui (magari di selezione) focus group, gruppi su progettazione formativa ecc... lei lo ha fatto diventare un corso divulgativo sull'interculturalita'... Il che e' stato davvero interessante da un punto di vista culturale, abbiamo fatto anche una ricerca ecc visto anche dei video.. davvero un bel corso da un punto di vista culturale... ma e' venuto un po' meno l'obiettivo... ovvero di vedere in pratica quali sono gli strumenti che utilizza e che si utilizzano in campo di psicologia sociale... Quindi e' stato interessantissimo culturalmente ma formativamente lo e' stato un po' meno..

    Gli altri corsi l'Odoardi e' stato un corso interessante e abbiamo fatto due esercitazioni pratiche... Il Barrucci totalmente accademico e frontale quindi seguirlo o meno era totalmente inutile.... solo che se lo seguivi, prendeva le firme e all'esame chiedeva solo le cose che aveva spiegato... invece che tre libri pieni zeppi di date, autori, storia ecc...

    Poi gli altri corsi del primo semestre erano psicologia della salute, so che ha fatto fare dei lavori in gruppo che ti davano (mediante presentazione di una relazione) fino a 3 punti in piu', empowerment sociale in cui erano previsti seminari con esperti del campo e un lavoro di gruppo, e test psicologici che fatto con il Caudek c'era una parte piu' pratica.. e il corso era da seguire per capirci qualcosa dato che ti insegna ad utilizzare un programma statistico abbastanza complesso...il che ce ne si rende conto quando siamo in tesi e anche dopo quanto sia importante imparare questi strumenti..

    Secondo me dipende molto dal numero degli studenti che frequentano il corso... in aule con 150 studenti, ma anche con 100 studenti.. alla fine la pratica e' un po' difficile da portare avanti.. gruppi di lavoro di 10...15 persone secondo me hanno poco senso e portano una difficolta' aggiunta....alla fine sono dispersivi.. c'e' chi lavora di piu' e chi se ne sbatte.. e alla fine facilmente si disgregano e vanno poco avanti..
    A lavoro essendo un corso meno frequentato comunque c'e' potenzialmente modo di fare di piu' dei corsi maggiormente pratici.. a clinica e sviluppo forse meno....

    La mia idea e' che i lavori di gruppo ci siano ed e' giusto che vi siano... e se fatti bene, in maniera intelligente dannosicuramente un grande valore aggiunto alla didattica come i seminari con esperti del campo, simulazioni ecc... Il problema e' secondo me rimane comunque una impostazione comunque troppo teorica non di tutti i corsi ma di buona parte......Credo che dopo un triennio di 20 esami, dove non c'e' stato quasi mai un approccio molto pratico alla disciplina (quello vecchio di 26 esami) uno abbia delle basi teoriche gia' sufficientemente buone... e i 12 esami della magistrale dovrebbero essere tutti molto basati sulla pratica, prevedere una base teorica di lezioni frontali di massimo 10 lezioni su 30... e il resto tutte esercitazioni, simulazioni, seminari... Lavori di gruppo ovviamente certificati, ben gestiti e portati avanti e alla fine valutati con un voto che e' una buona percentuale del voto d'esame... cosi' si incentivano gli studenti a frequentare e dopo di che l'esame diventa un proforma per chi ha fatto tutte le prove pratiche... e per chi decide di non frequentare o cmq di non partecipare a questo tipo di esercitazioni c'e' il programma da guida con i manuali..
    Mentre come e' ora... ci sono questi lavori che cmq spesso ti danno poco o niente nella valutazione e poi ci sono 3, 4 libri da studiare.. con il risultato che la maggior parte delle persone preferisce ad un certo punto non seguire e studiare a casa...
    Non e' vero che sia impossibile farlo perche' in altre facolta' lo fanno.. a Cesena ad esempio..
    Secondo me l'approccio pratico del "saper fare" e' una componente molto importante anche nel porsi nel tentativo di cercare lavoro... Ovvio che una grande percentuale del proprio lavoro lo si impara sul campo... pero' gia' partire dal poter dire.. ok questo lo so fare ... e non solo lo so spiegare...e' gia' tanto.. e ti assicuro.. di massima importanza... Io l'ho visto proprio sulla mia pelle quest'anno che mi sono buttato a cercare esperienze lavorative .. tipo stage ecc .. e ho visto proprio lavorando sul campo quanto sia importante avere gia' delle conoscenze pratiche.. aver gia' sperimentato .. anche se in maniera simulata...
    Innanzi tutto grazie mille per la dettagliata ed esauriente risposta! Sono d'accordo su quello che hai scritto...infatti proprio vedendo alla triennale posso dire che l'approccio pratico era molto ridotto (anche se per fortuna ci sono stati un paio di corsi che facevano eccezione veramente molto interessanti )... proprio vedendo alla triennale speravo in un cambiamento piuttosto radicale alla specialistica, ma da quello che ho capito non è che cambi poi così tanto...è proprio informandomi sulla specialistica anche in altre città che avevo notato una notevole differenza in questo senso (tra queste anche Cesena)...peccato perché sono dell'idea che sapere teoricamente come utilizzare uno strumento non vuol dire automaticamente saperlo utilizzare, quindi un tipo di didattica con teoria affiancata alla pratica sarebbe ideale e ci formerebbe sicuramente meglio per il futuro...

  4. #4
    L'avatar di Duccio
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    Riferimento: Specialistica a Firenze: quanta pratica?

    Si si ... cmq volevo precisare che i corsi nel 90 per cento.. ci provano ad essere pratici.. ogni corso ha il suo lavoro in gruppo.. e alla fine la parte pratica ce l'hanno quasi tutti... solo che secondo me quelli davvero che ti danno realmente qualcosa in piu' sono pochi... la maggior parte alla fine sono buoni tentativi ma si perdono un po' ...

  5. #5
    Partecipante Assiduo L'avatar di Scarythemary
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    Riferimento: Specialistica a Firenze: quanta pratica?

    Grazie nuovamente Duccio! per quanto riguarda l'indirizzo di clinica che sarebbe quello che più mi interesserebbe c'è qualcuno che può confermarmi quello che è stato scritto?

  6. #6
    Postatore OGM L'avatar di !!!Psiche!!!
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    Siete soddisfatti della specializzazione del vostro corso?

    La domanda è indirizzata, per mio interesse, a chi frequenta il curriculum di sperimentale e di clinica (ebbene sì, anch'io indecisa! ), ma potremmo usare il thread per avere delle indicazioni sui diversi curriculum della magistrale, per chi, come me, ha dubbi e indecisioni.

    Quindi: che corso frequentate? Siete soddisfatti? Cosa cambiareste e perchè?
    "Lavora, come se non avessi bisogno dei soldi;
    Ama, come se nessuno ti abbia mai ferito;
    Balla, come se nessuno ti stesse guardando;
    Canta, come se nessuno ti stesse sentendo;
    Vivi, come se il Paradiso fosse sulla Terra"



  7. #7

    Riferimento: Siete soddisfatti della specializzazione del vostro corso?

    assolutamente no

    Io faccio psicologia sociale e delle organizzazioni seguendo la linea di psicologia del lavoro e mi trovo a dover dare esami ASSOLUTAMENTE inutili per quello che vorrei fare, esami ridondanti (alcuni erano uguali alla triennale) e per capire un minimo di come funzionano le cose nel mondo del lavoro ci si deve prendere i libri e farsele da soli.

    Mi sembra assurdo che si parli di mobbing, di burn-out, di clima lavorativo, di cultura organizzativa e non si sappia distinguere tra un contratto a progetto e un contratto interinale (o non si sappia nemmeno che esistono), si debba stare a dare esami come Psicologia della salute e Psicologia dell'empowerment sociale (sono stati interessanti devo dire, ma non è quello che voglio fare) e si debba seguire dei percorsi preconfezionati alla fonte.

    La famosa scelta tra sociale e lavoro permette di cambiare due esami su dodici (di cui uno era praticamente obbligato a meno che non si volesse seguire un corso un semestre e 5 corsi quello dopo).

    In altre facoltà (giurisprudenza, scienze politiche e non so quante altre) la flessibilità del piano di studi è totale, ci sono segreterie didattiche e segreterie studenti che operano stando attenti a cosa serve agli studenti, non cercano di spezzarti le gambe al minimo sgarro o al minimo cavillo. Soprattutto sono gentili e competenti (mi è stato detto urlando "io quest'esame non glielo faccio approvare!!!!" (l'opzionale) dopo aver fatto presente che coordinatori e manifesto degli studi mi davano ragione...alla fine è stato approvato alla faccia di chi pensa di avere potere di vita e di morte sugli studenti).

    Alla fine del corso vengono dati 5 punti per l'elaborato di tesi, in altri atenei e altre facoltà i punti salgono a 15 addirittura (in media sono sugli 8-10), il che vuol dire che un laureato di un altro ateneo alla fine avrà un voto maggiore del mio pur avendo io la media più alta della sua (alla triennale mi sono laureato con 104 con la media del 28, a pisa con la media del 28 arrivi a 110 tranquillamente, ad architettura con 27, a medicina lo stesso, altre psicologie lo stesso, qui no, vaglielo a spiegare al datore di lavoro).

    Non c'è tirocinio, ma nemmeno un minimo, sembra di essere alle superiori come collegamento università-lavoro (anzi lì facevano fare gli stage...e allo scientifico!!!!).

    Fortunatamente devo dire che i professori sono ottimi e competenti, ti stanno dietro e ti seguono in tutto e per tutto, al minimo dubbio rispondono, fanno capire sia cosa è la ricerca che cosa è il mondo del lavoro per quanto possono. Ottimi anche gli assistenti.

    Mi dispiace ci sia questa immensa disorganizzazione, sinceramente spero la facoltà si trasferisca.

    Tornassi indietro se la dovessi rifare sarebbe solamente per i professori.

  8. #8
    L'avatar di Duccio
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    Riferimento: Specialistica a Firenze: quanta pratica?

    Incollo le discussioni che mi pare alla fine siano simili come argomento...
    Si alphadraconis sono d'accordo con te, anche se in line di massima credo che psicologia della salute e empowerment siano importanti perche' ricordiamoci sempre che noi usciremo poi con anche l'esame di stato ecc come psicologi... insomma dovremmo avere una base anche un po' piu' globale.. Io ho fatto ad esempio la triennale di lavoro e ritengo inaccettabile che uno psicologo (a prescindere dall'indirizzo) non abbia fatto un esame di dinamica o un esame sulle neuroscienze... Anche perche' io non vedo psicologi del lavoro che si occupano di risorse umane e psicologi clinici che si occupano di psicopatologie... Vedo professionisti nel campo della psicologia che si occupano a piu' livelli a prescindere dal loro indirizzo di partenza di aziende, di disagio individuale, di comunita', di formazione.. e a prescindere dl proprio indirizzo possono fare anche la scuola di psicoterapia... quindi ritengo altamente limitante una eccessiva specializzazione come alla triennale di lavoro della classe 34 ... te lo dico anche per esperienza èpersonale quando per motivi lavorativi ho avuto a che fare con giovani in condizioni di disagio e non avenao una formazione rivolta all'ambito maggiormente clinico tante cose non le notavo...
    Quindi sono d'accordo con te su quasi tutto, soprattutto sul fatto che a lavoro almeno uno o due esami di economia aziendale o diritto del lavoro andrebbero fatti.. Ma anche li dipende da chi.. un cattedratico di economia magari ti fa la lezioncina su cose che servono al giusto... magari uno psicologo del lavoro che lavora in azienda ti spiega quelle cose che servono a noi... tagliate per il nostro indirizzo...
    Piu' che prendermela con empowerment e salute che sono l'unico spaccato di clinica che abbiamo me la prenderei con politiche sociali.. o con applicazioni di psicologia sociale che e' reso un esame di antropologia delle migrazioni interessantissimo ma completamente fuori tema dal nome del corso...

  9. #9

    Riferimento: Specialistica a Firenze: quanta pratica?

    Sono d'accordo, alla triennale detti psicopatologia come opzionale, una follia non averlo nel piano di studi, soprattutto avendo esami come teoria dei test che bene o male ti mettono di fronte a modalità di diagnosi (quanti a psicologia sanno che la schizofrenia non è lo sdoppiamento di personalità?! ma ci rendiamo conto?!)
    politiche sociali l'ho trovato molto utile, soprattutto se riferito all'analisi dei mercati del lavoro (alla fine è una materia che bene o male collega tutti gli aspetti, economici, sociali, etc.).
    Poi certo, di clinico c'è ben poco, però sinceramente avrei preferito vedere psicologia sociale separata da psicologia del lavoro.

    Detto questo, visto che le discussioni sono incollate, io l'ultimo anno ho smesso di frequentare.
    Se all'inizio c'è la novità del corso e l'interesse a seguire le lezioni, dopo si perde molto e ci si ritrova a seguire lezioni pari pari al libro e fare gruppi che alla fine non ti danno quello che potresti avere (se è per avere lo stesso voto di chi non ha seguito...beh, non sto a pagare 400 euro d'affitto al mese per fare un progettino insieme agli altri due ore la settimana).
    Questo ovviamente con le dovute eccezioni, ci sono professori che anche in una lezione frontale ti spiegano veramente le cose e ti fanno andare oltre al libro, e gruppi che non sono una perdita di tempo ma vale veramente la pena fare.

  10. #10
    L'avatar di Duccio
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    Riferimento: Specialistica a Firenze: quanta pratica?

    Si comunque fu proposto in ateneo di avere una specialistica in sociale e una in lavoro e diciamo che all'Ateneo gli risero in faccia .. dato che non ci s'anno i numeri che per avere una magistrale unica e una triennale unica coma adesso... che poi alla fine sono almeno òla magistrale divisa in quattro grazie ai curricula...
    Politiche sociali potrebbe essere molto interessante se fosse un po' meno storico come approccio... mi pare che punti molto alla storia delle politiche sociali... l'unico testo un po' piu' di quel tipo e' quello sulla globalizzazione... ma insomma secondo me con una dispensa di un centinaio di pagine poteva renderlo meno pesante.. dato che come dimensioni soprattutto per chi non ha frequentato e' un quantitativo di cose molto lungo... come un esame da 9 in pratica se non di piu'...

  11. #11

    Riferimento: Specialistica a Firenze: quanta pratica?

    certamente...i crediti di molti esami sono assolutamente sfasati, alla magistrale come alla triennale.
    mi dissero alla mia prima lezione che 9 crediti corrispondono a circa 450 pagine (i professori al tempo davano due libri di cui del secondo solo alcuni capitoli per rimanere nel monte pagine), ora ci si ritrova con esami per i quali ti devi fare un buon 4-6 libri, si arriva anche ad avere più di mille pagine per 9 crediti.
    poi ci sono anche i graziosi esami per i quali non solo hai da studiare un manuale inutile, ma da presentare relazioni che vengono valutate secondo non si sa che criteri (il cui giudizio è implicitamente non su come hai fatto la relazione ma su quanto tempo ci sei stato a farla), metà di chi si presenta viene bocciata, ci si ritrova domande a completamento dove qualsiasi cosa può andare bene ma caso strano alla professoressa non vanno mai bene quelle che metti tu, e dove chi si presenta tranquillo, avendo capito le cose, sapendo nomi e ricerche, sapendo tutte le teorie, avendo anche approfondito e dopo aver ricontrollato le domande fatte gli sembra di averle azzeccate tutte (azzeccate, sì, vista la tipologia delle domande), si ritrova liquidato con un "si ripresenti la prossima volta" (che in una facoltà come la nostra può essere anche detto implicitamente tramite un bel 18 visto che un 18 è capace di buttare una media da 29.2 a 27.9).
    scusate lo sfogo ma è di giornata

    ogni riferimento a esami o professori NON è puramente casuale

  12. #12
    Postatore OGM L'avatar di !!!Psiche!!!
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    Riferimento: Specialistica a Firenze: quanta pratica?

    Dicci almeno a quale curriculum/corso della magistrale/specialistica ti riferisci, così lo evitiamo come la peste.
    "Lavora, come se non avessi bisogno dei soldi;
    Ama, come se nessuno ti abbia mai ferito;
    Balla, come se nessuno ti stesse guardando;
    Canta, come se nessuno ti stesse sentendo;
    Vivi, come se il Paradiso fosse sulla Terra"



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