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  1. #1
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di lovingpsico
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    16-12-2005
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    Lo psicologo (non psicoterapeuta) e la CONSULENZA PSICOLOGICA

    Ciao!

    La figura dello psicologo in un centro medico polispecialistico, come si potrebbe collocare?
    Parlo di uno psicologo abilitato, iscritto all'albo, ma senza alcuna specialità (nè di master, nè di scuola di psicoterapia.

    Io penserei ad un servizio di consulenza psicologica, rivolta principalmente a pazienti inviati dai medici operanti presso il centro.

    Ma ho una valanga di dubbi, se qualcuno sa rispondermi o sa indicarmi a chi mi posso rivolgere per risolverli mi farebbe un immenso piacere!

    Si fa una gran fatica a trovare le risposte ai mille dubbi post-lauream, però ho 27 anni e penso di avere il diritto quanto meno di "immaginarmi" in un possibile contesto lavorativo, sciogliendo i dubbi e trovando le forze e le risorse necessarie, no? Ecco le mie domande...

    * Come si "chiama" formalmente un servizio del genere? sarà banale, ma sul sito del centro medico, ad esempio, come può essere definito un servizio di consulenza psicologica, in modo che sia chiaro che non si tratta di psicoterapia?? Io non ho alcuna specializzazione, nè di master nè di scuola di psicoterapia, quindi dovrei necessariamente definirmi psicologa e stop, è corretto?

    * Conoscete manuali teorici e pratici (seri, però!) che mi aiuterebbero a focalizzare meglio gli aspetti concreti della consulenza psicologica?
    (consulenza con pazienti con disturbi d'ansia, ad esempio...cosa posso fare io che non sono psicoterapeuta?? Che tipo di aiuto posso dare ad una donna con attacchi di panico? A un uomo alcol-dipendente? Sono solo esempi .. ce ne sarebbero centinaia e mi piacerebbe trovare dei manuali in cui siano messi nero su bianco delle possibilità di "consulenze psicologiche" con pazienti di questo tipo.
    NE esitono? Ditemi di si!!



    * Quanto dovrebbe durare un "ciclo di consulenza psicologica" secondo voi?

    * e acquistereste dei test psicologici? In un contesto di consulenza (generica, ad adulti, adoelscenti, anziani...) quali test potrebbero essere indispensabili?

    * E il dubbio più grande, accidenti...forse ho solo bisogno di essere rassicurata...ma ... può essere realmente utile la consulenza psicologica? Per quali problemi secondo voi è efficace? e come posso acquisire competenze per sentirmi all'altezza di offrire un servizio di consulenza psicologica? (conoscete corsi, master ad hoc? )

    Scusate la valanga di perplessità...grazie in anticipo per le risposte!
    Inevitabilmente, tutti i grandi uomini conservano qualcosa di infantile. S.Freud

  2. #2
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Lo psicologo (non psicoterapeuta) e la CONSULENZA PSICOLOGICA

    Spiacente di deluderti, ma credo che come come psicologo privo di altre specializzazioni, ci siano veramente poche possibilità lavorative. Il processo di consulenza clinica a cui ti riferisci rappresenta un momento particolare dove sono necessarie competenze altamente specialistiche e che spesso esitano nell'invio per una psicoterapia. Risulta quindi abbastanza logico che questa breve fase venga svolta da uno psicoterapeuta, il quale, competente in materia di psicopatologia, può poi valutare il percorso più idoneo per il paziente.
    Per questi motivi le strutture ambulatoriali e sanitarie tendono a rivolgersi ad operatori specializzati, sebbene in questo momento sia comunque difficoltoso trovare collocazione anche per queste ultime.

    Saluti
    gieko

  3. #3
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di lovingpsico
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    16-12-2005
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    Riferimento: Lo psicologo (non psicoterapeuta) e la CONSULENZA PSICOLOGICA

    Grazie Gieko.

    Ammetto che mi rattrista mooolto sentire queste cose.
    Ma lo sportello di consultazione psicologica presente ad esempio nelle scuole, nelle asl, o nei consultori privati, tenuto da psicologi non psicoterapeuti, secondo te è insensato?
    Io credo che possa avere senso solo se inquadrato per il target di pazienti e la tipologia del disagio (non psicopatologia) presentato in consultazione.

    sono confusa, perchè vagando in internet ho trovato molti studi privati che offrono consulenza psicologica, spiegata in sintesi così:


    Consultazione psicologica: finalizzata a questi obiettivi
    1 - chiarificazione dei termini di un conflitto;
    2 - facilitazione di una scelta autonoma e responsabile;
    3 - presa di coscienza di una situazione di crisi o disagio;
    4 - sostegno nel perseguire la decisione maturata. la qualità della crisi o del disagio: lieve (non gravi nevrosi o disabilità invalidanti)

    La consultazione psicologica si può distinguere dalla Psicoterapia primariamente per questi criteri:
    1 la durata del trattamento: di solito non oltre una decina di sedute
    2 la modalità del rapporto: non si fa uso del "transfert"
    3 tipo di intervento, caratterizzato di solito da:
    a. dare informazioni, fornire chiarificazioni, individuare alternative
    b. indirizzare la domanda al professionista idoneo al disagio presentato
    c. ascolto, sdrammatizzazione di una situazione, facilitazione del distanziamento necessario a riformulare il problema ed intravvedere soluzioni diverse
    d. instaurare una relazione d’aiuto non-direttiva ossia counseling psicologico.
    Inevitabilmente, tutti i grandi uomini conservano qualcosa di infantile. S.Freud

  4. #4
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Lo psicologo (non psicoterapeuta) e la CONSULENZA PSICOLOGICA

    Citazione Originalmente inviato da lovingpsico Visualizza messaggio
    Grazie Gieko.

    Ammetto che mi rattrista mooolto sentire queste cose.
    Ma lo sportello di consultazione psicologica presente ad esempio nelle scuole, nelle asl, o nei consultori privati, tenuto da psicologi non psicoterapeuti, secondo te è insensato?
    Io credo che possa avere senso solo se inquadrato per il target di pazienti e la tipologia del disagio (non psicopatologia) presentato in consultazione.

    sono confusa, perchè vagando in internet ho trovato molti studi privati che offrono consulenza psicologica, spiegata in sintesi così:


    Consultazione psicologica: finalizzata a questi obiettivi
    1 - chiarificazione dei termini di un conflitto;
    2 - facilitazione di una scelta autonoma e responsabile;
    3 - presa di coscienza di una situazione di crisi o disagio;
    4 - sostegno nel perseguire la decisione maturata. la qualità della crisi o del disagio: lieve (non gravi nevrosi o disabilità invalidanti)

    La consultazione psicologica si può distinguere dalla Psicoterapia primariamente per questi criteri:
    1 la durata del trattamento: di solito non oltre una decina di sedute
    2 la modalità del rapporto: non si fa uso del "transfert"
    3 tipo di intervento, caratterizzato di solito da:
    a. dare informazioni, fornire chiarificazioni, individuare alternative
    b. indirizzare la domanda al professionista idoneo al disagio presentato
    c. ascolto, sdrammatizzazione di una situazione, facilitazione del distanziamento necessario a riformulare il problema ed intravvedere soluzioni diverse
    d. instaurare una relazione d’aiuto non-direttiva ossia counseling psicologico.
    Il problema è che, tra "disagio" e "psicopatologia" c'è una distinzione di tipo scolastico. Così come non formulare interpretazioni di transfert non significa che non sia presente. Sono necessari strumenti anche per scegliere di non utilizzare determinati procedimenti. Ritengo che questa scelta sia possibile in modo ragionato qualora si sia in possesso di basi molto solide nel campo della psicopatologia o delle problematiche scolastiche e delle infinite forme che esse assumono.
    Del resto, o ci si riduce a "sdrammatizzare", con tutti i rischi che ne conseguono (anche gravi, a mio parere) o si predispone un intervento complesso, per quanto breve possa poi risultare.

    Poi su internet si trova tutto ed il contrario di tutto. Teniamo sempre presenti gli aspetti propagandistici... La clinica è un'altra cosa.
    gieko

  5. #5
    Partecipante Assiduo L'avatar di Lithium
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    Riferimento: Lo psicologo (non psicoterapeuta) e la CONSULENZA PSICOLOGICA

    Citazione Originalmente inviato da lovingpsico Visualizza messaggio
    Ciao!

    La figura dello psicologo in un centro medico polispecialistico, come si potrebbe collocare?
    Parlo di uno psicologo abilitato, iscritto all'albo, ma senza alcuna specialità (nè di master, nè di scuola di psicoterapia.

    Io penserei ad un servizio di consulenza psicologica, rivolta principalmente a pazienti inviati dai medici operanti presso il centro.
    Ciao
    Hai già in mente uno specifico centro? Sai già che tipo di specialisti vi operano? Non per altro, potrebbe darti indicazioni sul tipo di problemi cui potresti trovarti di fronte in caso di invii!


    Citazione Originalmente inviato da lovingpsico Visualizza messaggio
    Ma ho una valanga di dubbi, se qualcuno sa rispondermi o sa indicarmi a chi mi posso rivolgere per risolverli mi farebbe un immenso piacere!

    Si fa una gran fatica a trovare le risposte ai mille dubbi post-lauream, però ho 27 anni e penso di avere il diritto quanto meno di "immaginarmi" in un possibile contesto lavorativo, sciogliendo i dubbi e trovando le forze e le risorse necessarie, no? Ecco le mie domande...

    * Come si "chiama" formalmente un servizio del genere? sarà banale, ma sul sito del centro medico, ad esempio, come può essere definito un servizio di consulenza psicologica, in modo che sia chiaro che non si tratta di psicoterapia?? Io non ho alcuna specializzazione, nè di master nè di scuola di psicoterapia, quindi dovrei necessariamente definirmi psicologa e stop, è corretto?
    Legalmente è corretto, l'unico titolo con cui ci si può autopresentare professionalmente è quello di psicologo/a. Se lo ritieni opportuno, sul biglietto da visita (o altrove) puoi anche specificare "laureata in.. (dicitura completa della laurea, comprensiva di indirizzo).

    Citazione Originalmente inviato da lovingpsico Visualizza messaggio
    * Conoscete manuali teorici e pratici (seri, però!) che mi aiuterebbero a focalizzare meglio gli aspetti concreti della consulenza psicologica?
    (consulenza con pazienti con disturbi d'ansia, ad esempio...cosa posso fare io che non sono psicoterapeuta?? Che tipo di aiuto posso dare ad una donna con attacchi di panico? A un uomo alcol-dipendente? Sono solo esempi .. ce ne sarebbero centinaia e mi piacerebbe trovare dei manuali in cui siano messi nero su bianco delle possibilità di "consulenze psicologiche" con pazienti di questo tipo.
    NE esitono? Ditemi di si!!
    Per iniziare, ad esempio:
    "Apprendere il counseling" di Roger Mucchielli
    "Cambiare stili di vita non salutari" di Rollnick, Mason e Butler
    sono interessanti e molto pratici.
    Considera che, se operi in un ambiente dove gli invii arrivano soprattutto dai medici, potresti trovarti ad avere a che fare con persone che, ad esempio, hanno difficoltà a smettere di fumare, o a cambiare tipo di alimentazione, ed in tal caso il secondo dei libri che ti ho indicato può risultare preziosissimo.
    Di libri interessanti, ce ne sono molti. Prova a consultare le librerie online immettendo delle parole chiave....

    Citazione Originalmente inviato da lovingpsico Visualizza messaggio

    * Quanto dovrebbe durare un "ciclo di consulenza psicologica" secondo voi?

    * e acquistereste dei test psicologici? In un contesto di consulenza (generica, ad adulti, adoelscenti, anziani...) quali test potrebbero essere indispensabili?

    * E il dubbio più grande, accidenti...forse ho solo bisogno di essere rassicurata...ma ... può essere realmente utile la consulenza psicologica? Per quali problemi secondo voi è efficace? e come posso acquisire competenze per sentirmi all'altezza di offrire un servizio di consulenza psicologica? (conoscete corsi, master ad hoc? )

    Scusate la valanga di perplessità...grazie in anticipo per le risposte!
    1. dipende molto dalla situazione, considera che anche solo per inquadrare il problema di solito è necessario più di un colloquio. Poi bisogna valutare se è possibile proseguire con un percorso di consulenza o di sostegno, o se invece la situazione richiede l'invio a uno psicoterapeuta o ad altro specialista.

    2. i test a mio avviso sono spesso molto utili, sia per avere un riscontro più "oggettivo" della situazione, sia perché spesso forniscono molte indicazioni aggiuntive rispetto ai colloqui. Io, ad esempio, non mi limito ad elaborarli, ma solitamente vado anche a vedere le singole risposte che sono state date.
    All'inizio, specie se non sai a quale utenza vai incontro, punta su strumenti di qualità ma a costi contenuti, e possibilmente "poliedrici", utilizzabili in vari contesti.
    Alcuni test, come il CBA 2.0, sono preziosissimi perché permettono di raccogliere anche una ricca anamnesi integrata nel test (o utilizzabile a sé, dato che il CBA 2.0 si articola in schede distinte somministrabili anche singolarmente, al bisogno). L'MMPI 2 costa uno sproposito, ed è spesso sostituibile dal CBA 2.0.
    Sul sito dell'Ordine (area riservata) trovi gratis il CBA-VE, degli stessi autori del 2.0, ma molto più breve, pensato sopratutto per valutare l'efficacia del trattamento (valuta l'intensità di stati ansiosi e depressivi, di parametri legati al benessere, ed altre variabili, prima e dopo l'intervento psicologico o psicoterapeutico).
    Nel libro "L'esame neuropsicologico breve" di Sara Mondini et al. trovi una batteria di test che può essere utile se sospetti problemi neuropsicologici (c'è anche un CD allegato).
    Se pensi di aver a che fare con problemi di ritardo mentale puoi procurarti le Matrici Progressive di Raven per un primo screening, è uno dei test cognitivi meno sensibili ai fattori culturali.
    Per bambini e anziani ci sono strumenti specifici, ma dipende molto dal tipo di utenza che potresti avere (magari quando hai un'idea più precisa scrivimi un pm e se posso ti do altre indicazioni, altrimenti questo post non finisce più...)

    3. Il counseling psicologico può essere utile in molti casi, ad esempio: disagio dovuto a particolari momenti della vita, problemi sentimentali e di relazione, condizioni di sofferenza psichica che non esitano in quadri psicopatologici franchi, gestione dello stress, mancanza di chiarezza nei propri vissuti, supporto nel cambiamento di aspetti relativi alle proprie abitudini ed al proprio stile di vita.....
    Se senti il bisogno di formarti maggiormente individua le aree cui sei più interessata ad operare, o dove più probabilmente pensi ti si presenterà l'occasione di lavorare, e compra dei buoni testi. Se vuoi seguire dei corsi, puoi puntare su competenze più generiche come quelle fornite dai corsi di counseling psicologico (formano sopratutto sulla gestione pratica della relazione di aiuto, in generale), o, se ti senti "debole" sul versante diagnostico, su corsi incentrati sulla psicodiagnostica, o ancora su altri più focalizzati su tematiche precise. Dipende dalle tue esigenze.
    Io ti consiglio di iniziare con qualche libro, vedere come ti "senti", e poi procedere eventualmente con qualche corso. Mettere progressivamente a fuoco di cosa hai bisogno per sentirti più sicura, insomma.

    In bocca al lupo, e non ti scoraggiare!
    Ultima modifica di Lithium : 18-08-2010 alle ore 21.28.36
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  6. #6
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di lovingpsico
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    Riferimento: Lo psicologo (non psicoterapeuta) e la CONSULENZA PSICOLOGICA

    Lithium ... sono senza parole, ti ringrazio davvero di cuore !
    Per il tempo speso a rispondermi e per le tante informazioni che mi hai dato.

    Hai centrato in pieno i miei dubbi, seguirò ogni tuo consiglio!

    Grazie ancora!

    p.s. il centro comprende diverssi medici specializzati in discipline disparate (medicina estetica, cardiologia, reumatologia, senologo etc.. il medico con cui ho parlato mi ha detto che secondo lui sarebbe utile un servizio di "ascolto e sostegno", niente di piu, perchè si accorgono che molti pazienti hanno bisogno di questo. Agli occhi di qualche utente come gieko potrà sembrare banale, - e posso capire il punto di vista - ma loro percepiscono proprio un bisogno di questo tipo, non terapeutico quindi!)


    Intanto rilancio la domanda su altri testi / manuali di riferimento per consulenze psicologiche a pazienti con problematiche differenti (ansia, problemi relazionali, lutto etc...insomma per un laaarghissimo bacino di situazioni!) .. si accettano consigli!!
    Inevitabilmente, tutti i grandi uomini conservano qualcosa di infantile. S.Freud

  7. #7
    Partecipante Assiduo L'avatar di Lithium
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    Riferimento: Lo psicologo (non psicoterapeuta) e la CONSULENZA PSICOLOGICA

    Di nulla

    Dimenticavo: con persone soggette a stati d'ansia, è particolarmente utile insegnare loro a controllare la respirazione (l'ansia porta ad andare in iperventilazione, che a sua volta acuisce l'ansia) per arginare i "picchi", ed orientarle verso strategie di coping più adeguate rispetto a quelle che utilizzano comunemente. In alcuni casi è utile lavorare su particolari aree dell'autostima, dell'autoefficacia, della comunicazione (ma molto dipende dalle situazioni che tendono ad elicitare l'ansia, che vanno individuate caso per caso).
    Alcuni colleghi utilizzano anche il training autogeno, o altre tecniche di rilassamento.
    Difficile trovare un unico testo che tratti sul fronte pratico tutte queste cose insieme, ma se mi imbatto in qualcosa del genere, te lo faccio sapere. Ciao!
    the Dark side Clouds everything


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  8. #8
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Lo psicologo (non psicoterapeuta) e la CONSULENZA PSICOLOGICA

    Citazione Originalmente inviato da lovingpsico Visualizza messaggio
    p.s. il centro comprende diverssi medici specializzati in discipline disparate (medicina estetica, cardiologia, reumatologia, senologo etc.. il medico con cui ho parlato mi ha detto che secondo lui sarebbe utile un servizio di "ascolto e sostegno", niente di piu, perchè si accorgono che molti pazienti hanno bisogno di questo. Agli occhi di qualche utente come gieko potrà sembrare banale, - e posso capire il punto di vista - ma loro percepiscono proprio un bisogno di questo tipo, non terapeutico quindi!)
    Non mi sembra banale, mi sembra rischioso piuttosto. Il trattamento di pazienti con sintomatologia ansiosa necessita già di competenze psicoterapeutiche e, di fatto, quanto accennato in merito al trattamento fa parte di protocolli di terapia cognitivo-comportamentale. L'idea di imparare dai libri poi, si commenta da sola...
    Infine, non considererei solo il punto di vista dei medici, che sanno spesso poco o nulla del trattamento psicoterapico. Mi preoccuperei, piuttosto, di ciò che è necessario ad un utente che pone una domanda perchè vive in uno stato di sofferenza psichica, piccolo o grande che sia.
    Sarà bello sentirsi rassicurati, ma si rischia di bruciarsi ancora prima di aver iniziato ad operare. I ritorni dal punto di vista professionale sono facilmente immaginabili.

    Saluti
    gieko

  9. #9
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di lovingpsico
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    Riferimento: Lo psicologo (non psicoterapeuta) e la CONSULENZA PSICOLOGICA

    Citazione Originalmente inviato da Lithium Visualizza messaggio
    Di nulla

    Dimenticavo: con persone soggette a stati d'ansia, è particolarmente utile insegnare loro a controllare la respirazione (l'ansia porta ad andare in iperventilazione, che a sua volta acuisce l'ansia) per arginare i "picchi", ed orientarle verso strategie di coping più adeguate rispetto a quelle che utilizzano comunemente. In alcuni casi è utile lavorare su particolari aree dell'autostima, dell'autoefficacia, della comunicazione (ma molto dipende dalle situazioni che tendono ad elicitare l'ansia, che vanno individuate caso per caso).
    Alcuni colleghi utilizzano anche il training autogeno, o altre tecniche di rilassamento.
    Difficile trovare un unico testo che tratti sul fronte pratico tutte queste cose insieme, ma se mi imbatto in qualcosa del genere, te lo faccio sapere. Ciao!

    Si, sapevo di questa necessità sulla respirazione, tant'è che proprio in questi giorni cercavo informazioni su un corso di training autogeno. Ne conosci di validi? (io sono di Lecco)

    Per utilizzare il training non mi pare si debba essere psicoterapeuti, sbaglio?
    Inevitabilmente, tutti i grandi uomini conservano qualcosa di infantile. S.Freud

  10. #10
    Partecipante L'avatar di Trottola65
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    Riferimento: Lo psicologo (non psicoterapeuta) e la CONSULENZA PSICOLOGICA

    Alcuni test, come il CBA 2.0, sono preziosissimi perché permettono di raccogliere anche una ricca anamnesi integrata nel test (o utilizzabile a sé, dato che il CBA 2.0 si articola in schede distinte somministrabili anche singolarmente, al bisogno). L'MMPI 2 costa uno sproposito, ed è spesso sostituibile dal CBA 2.0.
    Sul sito dell'Ordine (area riservata) trovi gratis il CBA-VE, degli stessi autori del 2.0, ma molto più breve, pensato sopratutto per valutare l'efficacia del trattamento (valuta l'intensità di stati ansiosi e depressivi, di parametri legati al benessere, ed altre variabili, prima e dopo l'intervento psicologico o psicoterapeutico).

    Cara Lithium, saresti così gentile da dirmi dove trovo il CBA? Nonostante sia entrata nell'area riservata (ordine lombardia), non lo trovo da nessuna parte GRazie!

    Per Lovingpsico: puoi provare a raccogliere informazioni sul master in tecniche di rilassamento del centro studi pantarei! Organizzano corsi a Como e Milano!
    Spero di esserti stata utile

  11. #11
    Partecipante Assiduo L'avatar di Lithium
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    Riferimento: Lo psicologo (non psicoterapeuta) e la CONSULENZA PSICOLOGICA

    @ Trottola: mi riferivo all'area riservata del sito dell'Ordine Nazionale
    Ordine Nazionale Psicologi (---> Area Servizi per gli Psicologi italiani)
    Oltre al CBA-VE ci sono altre risorse potenzialmente interessanti.

    @ Lovingpsico: il Training Autogeno - così come anche altre tecniche di intervento - a volte può essere incorporato in protocolli di tipo psicoterapeutico, ma può essere usato anche in modo indipendente, o come integrazione ad interventi di tipo psicologico. E' fra le tecniche più usate dagli psicologi, e assolutamente non richiede la specializzazione in psicoterapia. Io non lo utilizzo (almeno per ora), quindi non saprei consigliarti in merito!

    Per quanto riguarda i medici con cui hai parlato, potrebbero aver ragione o meno, ma tieni conto che comunque sarai tu a valutare le difficoltà delle persone che verranno da te, caso per caso. Laddove non è di tua competenza, invia tranquillamente

    Per il resto, benissimo i richiami alla prudenza e ad un certo tipo di rischi, ma giusto per non tralasciare l'altra faccia della medaglia, teniamo presenti anche gli altri rischi legati al "sentirsi rassicurati". Si "rischia", ad esempio, di affrontare le proprie insicurezze, di imparare a distinguere le preoccupazioni ragionevoli da quelle irragionevoli, e di capire come gestire le une e le altre. Si rischia di iniziare a lavorare, e di vedere che, anche grazie al proprio aiuto, le persone affrontano meglio le loro difficoltà, si sentono meglio, e la qualità della loro vita migliora
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  12. #12
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Lo psicologo (non psicoterapeuta) e la CONSULENZA PSICOLOGICA

    Citazione Originalmente inviato da Lithium Visualizza messaggio
    Si rischia di iniziare a lavorare, e di vedere che, anche grazie al proprio aiuto, le persone affrontano meglio le loro difficoltà, si sentono meglio, e la qualità della loro vita migliora
    Certo, sperando però che tutto ciò non avvenga a scapito dell'utenza, dato che premessa per l'ottenimento di risultati significativi è la conoscenza degli strumenti di intervento.
    Per il resto mi riesce difficile immaginare un intervento sull'ansia, quand'anche posto a livello sintomatologico, che non sia di tipo psicoterapico o, quantomeno, complementare ad esso. Senza voler fare per forza i raffinati, si tratta comunque di un segnale psicopatologico di una certa rilevanza, peraltro trasversale a diverse strutture di personalità.

    Saluti
    gieko

  13. #13
    Johnny
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    Riferimento: Lo psicologo (non psicoterapeuta) e la CONSULENZA PSICOLOGICA

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Non mi sembra banale, mi sembra rischioso piuttosto. Il trattamento di pazienti con sintomatologia ansiosa necessita già di competenze psicoterapeutiche e, di fatto, quanto accennato in merito al trattamento fa parte di protocolli di terapia cognitivo-comportamentale. L'idea di imparare dai libri poi, si commenta da sola...
    Infine, non considererei solo il punto di vista dei medici, che sanno spesso poco o nulla del trattamento psicoterapico. Mi preoccuperei, piuttosto, di ciò che è necessario ad un utente che pone una domanda perchè vive in uno stato di sofferenza psichica, piccolo o grande che sia.
    Sarà bello sentirsi rassicurati, ma si rischia di bruciarsi ancora prima di aver iniziato ad operare. I ritorni dal punto di vista professionale sono facilmente immaginabili.

    Saluti
    qui concordo totalmente con Gieko: il counseling (o sostegno psicologico) è un intervento per soggetti con problemi di entità "subclinica", cioè talmente lievi da non essere inquadrabili in nessun quadro diagnostico. Difatti nel counseling non si parla di "pazienti" ma di "clienti"
    I "disturbi d'ansia" sono una categoria ben precisa del DSM e necessitano di un trattamento di PSICOTERAPIA.

  14. #14
    Partecipante Assiduo L'avatar di Lithium
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    Riferimento: Lo psicologo (non psicoterapeuta) e la CONSULENZA PSICOLOGICA

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Certo, sperando però che tutto ciò non avvenga a scapito dell'utenza, dato che premessa per l'ottenimento di risultati significativi è la conoscenza degli strumenti di intervento.
    Credo che su questo siamo tutti d'accordo.

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Per il resto mi riesce difficile immaginare un intervento sull'ansia, quand'anche posto a livello sintomatologico, che non sia di tipo psicoterapico o, quantomeno, complementare ad esso. Senza voler fare per forza i raffinati, si tratta comunque di un segnale psicopatologico di una certa rilevanza, peraltro trasversale a diverse strutture di personalità.

    Saluti
    La rilevanza del "segnale" va valutata caso per caso, così come il suo ruolo nel quadro generale della persona... andare più a fondo per me comporterebbe parlare di casi specifici, in modo approfondito.


    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    qui concordo totalmente con Gieko: il counseling (o sostegno psicologico) è un intervento per soggetti con problemi di entità "subclinica", cioè talmente lievi da non essere inquadrabili in nessun quadro diagnostico. Difatti nel counseling non si parla di "pazienti" ma di "clienti"
    I "disturbi d'ansia" sono una categoria ben precisa del DSM e necessitano di un trattamento di PSICOTERAPIA.
    Johnny, non ho mai fatto riferimento a "disturbi d'ansia", ma semplicemente alla presenza di ansia, che da sola non è sufficiente per diagnosticare alcunché, e che può caratterizzare, tra le altre cose, varie condizioni subcliniche.
    Se non contestualizziamo, non possiamo diagnosticare nulla.

    "Clienti" è un termine utilizzato nel counseling rogersiano. Io preferisco la parola "pazienti", perché clienti nella mia mente si associa troppo ad un rapporto esclusivamente commerciale, mentre paziente mi rimanda etimologicamente al "pathos" (in tutte le sue sfumature), e anche alla "pazienza". Lo sento più adeguato.
    Ma sono, in ogni caso, termini che uso solo nella mia mente, o nei discorsi con i colleghi. Non lo uso nel mio lavoro con le persone, e finora non è mai successo che loro usino dei termini per definire se stessi nel rapporto professionale con me.
    the Dark side Clouds everything


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  15. #15
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    Citazione Originalmente inviato da Lithium Visualizza messaggio
    Credo che su questo siamo tutti d'accordo.
    Non ne sarei così sicuro, almeno a livello di impliciti.

    Citazione Originalmente inviato da Lithium Visualizza messaggio
    La rilevanza del "segnale" va valutata caso per caso, così come il suo ruolo nel quadro generale della persona... andare più a fondo per me comporterebbe parlare di casi specifici, in modo approfondito.
    Appunto, quindi in primo luogo sarà necessaria una preparazione teorico-clinica tale da consentire di entrare nello specifico del caso.

    Citazione Originalmente inviato da Lithium Visualizza messaggio
    non ho mai fatto riferimento a "disturbi d'ansia", ma semplicemente alla presenza di ansia, che da sola non è sufficiente per diagnosticare alcunché, e che può caratterizzare, tra le altre cose, varie condizioni subcliniche.
    C'è una cosa che non mi torna in questo modo di concepire la distinzione tra disturbo e presenza. Visto che hai ragionato sul termine paziente e sulla componente di sofferenza che porta ad una domanda di aiuto, non è possibile basarsi su distinzioni quantitative: anche se la quota di ansia appare modesta, non rientra negli artificiosi criteri diagnostici del DSM, per quel determinato soggetto che chiede aiuto ha un significato. Entriamo quindi nella dimensione della clinica, del sintomo percepito come segnale che qualcosa non torna (che sia una leggera reazione ansiosa o un attacco di panico eclatante, poco importa). La condizione "subclinica" è retaggio dell'ottica medica, ma ha poco a che vedere con la psicopatologia.

    Ecco perchè ritengo che sia necessario porsi la questione etica sul come in effetti si sarà in grado di rispondere alla sofferenza prima di imbarcarsi nella clinica perche, piaccia o no, lo si espliciti o meno, è dimensione imprescindibile nel lavoro di accoglienza della domanda di aiuto. Se si ritiene che seguire indicazioni di medici ("fornisci un po' di sostegno"), fare un corso di training autogeno ("tanto si può usare anche al di fuori del contesto terapeutico...") o avere dei buoni testi a cui affidarsi sia la soluzione e su questo si basa quanto possiamo consigliare a chi si accinge ad entrare nel mondo della clinica, credo che si rischi di dimenticare che si tratta di un'attività molto particolare, dove scotomizzare la sofferenza significa non aiutare in nessun modo.

    Saluti
    gieko

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