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  1. #1

    Piangere davanti a mio padre...

    Salve a tutti,
    ho 17 anni e volevo esporre in breve un problema;sabato sera scorso ho pianto davanti a mio padre come non succedeva da quando ero piccolo(il problema dello sfogo riguardava la "scoperta" della mia sensibilità è già stato risolto quindi non è da sapere).Ora che è successo questo mi sento terribilmente in colpa per essermi sfogato davanti a lui,mi sento "sconfitto",quasi il "coccolone di papà"!
    Come è possibile questo,visto che fino a sabato scorso ero sempre stato diciamo un "ribelle"?
    Non che odiassi i miei,visto che con mio padre ho sempre condiviso più cose,ma mai all'estremo con nessuno dei due...se avevo dei problemi o sensi di colpa,mi tenevo sempre tutto dentro senza mai versare lacrime,e se mi si chiedeva cosa mi affliggeva rispondevo male,come ormai era diventata una mia immagine vista da loro!
    L'angoscia interiore che ho provato sabato non la provavo da tantissimo tempo,e per sfogarmi con mio padre era difficile perchè c'era come un muro invalicabile da sorpassare tra me e lui,ma poi ce l'ho fatta,e giammai l'avessi fatto!!
    Ogni mattina che mi sveglio mi sento sempre sconfitto,proprio da schifo,forse ci vorranno mesi o anni per dimenticare,non volevo che il rapporto con mio padre arrivasse a questo punto!
    Il giorno dopo avevo provato a chiederli cosa ne pensava del mio sfogo,e mi ha detto che non c'era da vergognarsi perchè per lui era una cosa normale e giusta...per me invece no!!
    Io ho tanti interessi,tra cui la musica e gli animali,quindi nel tempo libero mi distraggo,ma il senso di colpa c'è sempre...ho anche smesso di fumare sigarette,forse perchè mi ha sconvolto talmente tanto...
    Ultima modifica di eddythepelvis : 05-08-2010 alle ore 14.44.36

  2. #2
    Partecipante Affezionato L'avatar di saraebax
    Data registrazione
    12-05-2006
    Residenza
    roma
    Messaggi
    108

    Riferimento: Piangere davanti a mio padre...

    Per prima cosa Benvenuto su Benessere4U e grazie per aver condiviso con noi la tua storia.
    Molte cose del tuo post mi hanno colpito ma in particolare quando scrivi:

    nel tempo libero mi distraggo,ma il senso di colpa c'è sempre...ho anche smesso di fumare sigarette,forse perchè mi ha sconvolto talmente tanto...

    Il fatto di esserti sfogato con tuo padre, di aver superato quel "muro invalicabile"
    oggi ti fa sentire in colpa? Puoi aiutarci a capire meglio verso chi sperimenti questo sentimento?
    Non sappiamo cosa ti ha portato, quel famoso sabato sera, ad essere così sconvolto da sentire il bisogno dirompente di cercare uno sfogo anche in un interlocutore per te non così abituale.
    Forse quello che stavi provando, aveva veramente bisogno di trovare un largo sfogo...
    Vorrei provare a chiederti di fare un piccolo esercizio... per vedere se possiamo provare a guardare questa cosa che ti è successa da un altro punto di osservazione: scrivi su un foglio una lista di piccoli vantaggi che ti possono arrivare (o ti sono già arrivati) dopo questa condivisione emotiva con tuo padre.
    Ovviamente scrivi tutto quello che ti viene in mente (e se non ti viene nulla... sforzati un pò con la fantasia!) anche cose piccole o che ti sembrano di poco conto.
    Ci fai sapere?

    Per il momento...
    Sara Eba Di Vaio - Psicologa e Sessuologa
    Ordine Psicologi Lazio n° 9767

  3. #3
    Partecipante Leggendario
    Data registrazione
    30-05-2003
    Messaggi
    2,051

    Riferimento: Piangere davanti a mio padre...

    Caro eddythepelvis,

    il tuo messaggio mi ha fatto riflettere su come nella nostra cultura piangere sia considerato ancora un segno di debolezza, soprattutto da noi uomini che continuamo a considerare il pianto come un comportamento estremamente infantile (tu dici di sentirti "sconfitto", quasi il "coccolone di papà").

    Ma tutti noi, caro eddy, abbiamo bisogno di piangere, per scaricare la sofferenza e la tristezza che ogni tanto può far capolino nella nostra vita. Piangere scioglie la tensione, è un processo di disgelo e apertura alla vita. Quando teniamo tutto dentro, blocchiamo e contraiamo il nostro organismo che mano a mano si chiude come una morsa e reprimiamo le nostre emozioni, diventando emotivamente spenti (tu scrivi che ti tenevi sempre tutto dentro senza mai versare lacrime, e se ti si chiedeva cosa ti affliggeva rispondevi male).

    Mi ha colpito molto questa tua frase: "Ogni mattina che mi sveglio mi sento sempre sconfitto, proprio da schifo, forse ci vorranno mesi o anni per dimenticare, non volevo che il rapporto con mio padre arrivasse a questo punto".
    Mi chiedo con quanta fatica hai portato avanti questa tua immagine di "duro" e di "ribelle" a scapito della tua autenticità e quanto forte e logorante sia adesso il giudizio verso il tuo pianto (così forte da doverti sentire in colpa).

    Un analista scriveva che "il pianto rigenera l'anima come una buona pioggia rinfresca e rigenera la terra".

    E con queste parole ti auguro di trovare in questa esperienza la tua rigenerazione e la possibilità di cominciare da qui il tuo cammino verso l'autenticità.

  4. #4
    Partecipante L'avatar di fiori di campo
    Data registrazione
    09-05-2006
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    Roma
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    40
    Blog Entries
    1

    Riferimento: Piangere davanti a mio padre...

    L'età dei 17 anni è credo particolarmente problematica e difficile, il tuo, Davide sembra un problema più personale che familiare: infatti la reazione di tuo padre è ragionevole. Questa età è relativamente spesso caratterizzata da crisi e instabilità

  5. #5

    Riferimento: Piangere davanti a mio padre...

    Oggi ho 18 anni e sono peggiorato.A breve mi consulterò con uno psicologo,se avessi seguito i vostri consigli forse sarei cambiato!
    Oggi mi ritrovo paranoico,cinico,pessimista e chi più ne ha più ne metta

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