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  1. #1
    Partecipante
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    20-01-2008
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    L'aquila
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    58

    presentare progetti di intervento

    Salve,
    scrivo perchè vorrre, se possibile, avere informazioni su come presentare progetti:da dove si comincia,devo prendere contatto direttamente io con gli enti o aspettare che escano dei bandi?Sono agli inizi e vorrei,innanzitutto, capire come cominciare a muovermi!
    Grazie

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
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    18-02-2005
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    Riferimento: presentare progetti di intervento

    ciao...
    dipende!
    se vuoi proporre dei progetti nelle scuole ad esempio devi proporti tu stessa al dirigente, con il progetto in mano, illustrandolo e sperando abbai soldi e voglia di ascoltarti!
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
    .................

    nuovo regolamento: http://www.opsonline.it/help/
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  3. #3
    Neofita
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    San Miniato (Pi)
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    5

    Riferimento: presentare progetti di intervento

    Citazione Originalmente inviato da MEMOLEMEMOLE Visualizza messaggio
    ciao...
    dipende!
    se vuoi proporre dei progetti nelle scuole ad esempio devi proporti tu stessa al dirigente, con il progetto in mano, illustrandolo e sperando abbai soldi e voglia di ascoltarti!
    Ciao memolememole,
    sai indicarmi dei libri o altre fonti per la stesura di progetti scolastici?
    Grazie!

  4. #4
    Partecipante Affezionato
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    05-06-2010
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    68

    Riferimento: presentare progetti di intervento

    Citazione Originalmente inviato da Anninapam Visualizza messaggio
    Ciao memolememole,
    sai indicarmi dei libri o altre fonti per la stesura di progetti scolastici?
    Grazie!
    Ciao Annina,

    per i progetti di psicologia scolastica:

    Progetti di Psicologia. Scuola, professione, esame di Stato

    Questo volume, a conclusione del quale sono allegate 3 appendici composte da schede operative ideate per gli studenti, è una raccolta di 18 progetti maturati in ambito scolastico e già pronti per l'uso, che possono essere svolti dallo psicologo a partire dalla scuola dell'infanzia fino alla scuola secondaria di secondo grado - in collaborazione con gli insegnanti.

    http://www.lafeltrinelli.it/products...x=33&Cerca.y=9

    Per i progetti di intervento psicologico:

    http://www.lafeltrinelli.it/products...x=46&Cerca.y=6


  5. #5
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
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    18-02-2005
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    provincia di Latina
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    Riferimento: presentare progetti di intervento

    già fatto!
    concordo nel suggerirti gli stessi testi!
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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  6. #6
    Neofita
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    San Miniato (Pi)
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    Riferimento: presentare progetti di intervento

    Precise e tempestive. Grazie 1000 per l'aiuto!!!

  7. #7
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Riferimento: presentare progetti di intervento

    Citazione Originalmente inviato da elisfab83 Visualizza messaggio
    Salve,
    scrivo perchè vorrre, se possibile, avere informazioni su come presentare progetti:da dove si comincia,devo prendere contatto direttamente io con gli enti o aspettare che escano dei bandi?Sono agli inizi e vorrei,innanzitutto, capire come cominciare a muovermi!
    Grazie
    Ovviamente è difficile e faticoso. Inoltre, il progetto, più che un foglio scritto da presentare e farsi finanziare, è una serie di attività strutturate per risolvere un problema, per sviluppare una competenza, per formare una categoria, per prevenire qualcosa...insomma attività finalizzate ad un obiettivo, svolte da te che sei unoo psicologo esperto in quella tematica e quindi puoi offrire strumenti più efficaci, validati e verificabili. Ora, è difficile che dall'esterno puoi conoscere perfettamente quali sono i problemi interni di una struttura e quindi proporre una serie di attività rivolte proprio a quel problema. I progetti infatti vengono impietosamente "scartati" per tanti motivi, ma uno dei tanti è proprio la scarsa corrispondenza tra le intenzioni e l'approccio del progettista e i reali problemi della struttura a cui si propone il progetto. Magari uno prepara un progetto perfetto e impeccabile sul problema X in una scuola, ma in realtà quella scuola ha un problema opposto, cioè il problema Y. Non basta saper strutturare un progetto per filo e per segno come c'è scritto sui manuali, anzi a volte la forma manualistica è troppo accademica, impostare il progettino carino seguendo tutti i criteri spiegati da qualsivoglia manuale può essere inutile o controproducente (non è come fare il progetto per la prova dell'esame di stato). Allora si dovrebbe passare piuttosto alla co-progettazione, cioè ad una programmazione collaborativa tra scuola (o qualsiasi altra struttura) e progettista, dopo una reciproca conoscenza. Anche perché se già non conosci qualcuno della struttura, non ti manda qualcuno, non ti segnala qualcuno o non vai a nome di qualcuno conosciuto, è ben difficile che ti dedichino il loro prezioso tempo o addirittura (orrorre!!!) persino i loro soldi. Puoi essere brava quanto vuoi, ma se non conosci qualcuno e non stai in una rete di relazioni, è estremamente più difficile che ti ascoltino o ti paghino (non impossibile, ma soprattutto di questi tempi, molto più difficile). Allora se vuoi proporre un'attività, fai in modo prima di conoscere quella specifica realtà, struttura, scuola o quant'altro. Esempio tratto anche dalla mia esperienza diretta e indiretta: vuoi svolgere attività di stimolazione cognitiva in una residenza per anziani? Inutile fare il progettino perfetto e chiedere un colloquio con il direttore per illustrarlo e avviarlo. Può capitare, certo, che su 100 tentativi, uno va in porto, anche due. Però, meglio se prima frequenti quella struttura e osservi cosa davvero serve e cosa puoi fare per loro, per i loro problemi. Non frequentarla facendo il solito volontariato, che poi ti vedono come volontaria a vita, ma come dottoressa che fa ricerca. Se per loro, per la loro cultura, il problema centrale è ancora quello dell'incontinenza urinaria, o di custodire i pazienti calmandoli con tranquillanti per evitare che diventino aggressivi oppure evitare che a causa della fragilità ossea caschino dalle scale, il bel progetto figo va a farsi friggere!!!! Piuttosto puoi chiedere di poter frequentare a titolo scientifico quella struttura per un certo periodo, per fare una ricerca sugli anziani, così hai pure dei dati di partenza ben contestualizzati su cosa manca lì dentro. Una volta compreso bene il contesto, visto che ormai conosci il personale, allora puoi predisporre una serie di attività che rispondono alle esigenze emerse dal periodo di osservazione. A quel punto hai più potere negoziale ed è più probabile (non certo) che accettino. Male che vada, se neanche così ti danno soldi (purtroppo, soldi ora non ce ne sono, da nessuna parte) hai sempre fatto una ricerca, puoi farla pubblicare sulla stampa locale e ottenere comunque una visibilità, che magari ti porterà contatti. E' un esempio realistico, poi ci sono mille altre possibilità, ma presentarsi da estranea col progetto in mano... diventa tutto più difficile, a prescindere dalla tua bravura.
    Ultima modifica di ste203xx : 18-11-2010 alle ore 11.45.44

  8. #8
    Partecipante Assiduo L'avatar di Starletta
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    Riferimento: presentare progetti di intervento

    Salve a tutti,
    anche io sto pensando di realizzare dei progetti, nell'ambito della promozione del benessere. Ho diverse idee in testa, ma non ho ben capito come funziona, anche se ho letto attentamente i post che avete lasciato.
    Ad esempio, per quanto riguarda il finanziamento, io che realizzo il progetto devo riportare tutti i costi, ma lo stipendio? sono andata a guardare sul tariffario dello psicologo e non ho trovato quello che cercavo o, quasi sicuramente, non sono stata in grado di capire quale voce leggere.
    Se voglio basarmi sulle teorie dell'autoefficacia, dell'autorealizzazione ecc, quindi stimolare i miei destinatari a tirare fuori il meglio di sè, come lo traduco in termini di lavoro? non è consulenza, non è orientamento, non è psicoterapia .... cos'é? mi riferisco sempre al tariffario.
    Può forse rientrare nella psicologia della salute? psicologia di comunità? (scuola, centri d'ascolto.---)

    O forse sto toppando? insomma, devo riportare solo i costi o anche il tariffario che mi spetterebbe?

  9. #9
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: presentare progetti di intervento

    Il tariffario serve a te per orientarti su costi e onorari, ma non lo devi riportare al committente. Tu analizzi i costi (tieni conto ovviamente di tasse, spese vive, previdenza, etc.), decidi quanto ritieni di poter/dover chiedere - riferendoti orientativamente al tariffario per quanto previsto per attività similari - e glielo proponi. Il tuo dentista, quando ti fa preventivi, non ti allega il tariffario dell'Ordine; ti fa semplicemente una proposta economica (che dovrebbe muoversi entro certi range orientativi) che tu sei libera di accettare o rifiutare. Idem per il progetto che presenti tu.

  10. #10

    Riferimento: presentare progetti di intervento

    Citazione Originalmente inviato da ste203xx Visualizza messaggio
    Ovviamente è difficile e faticoso. Inoltre, il progetto, più che un foglio scritto da presentare e farsi finanziare, è una serie di attività strutturate per risolvere un problema, per sviluppare una competenza, per formare una categoria, per prevenire qualcosa...insomma attività finalizzate ad un obiettivo, svolte da te che sei unoo psicologo esperto in quella tematica e quindi puoi offrire strumenti più efficaci, validati e verificabili. Ora, è difficile che dall'esterno puoi conoscere perfettamente quali sono i problemi interni di una struttura e quindi proporre una serie di attività rivolte proprio a quel problema. I progetti infatti vengono impietosamente "scartati" per tanti motivi, ma uno dei tanti è proprio la scarsa corrispondenza tra le intenzioni e l'approccio del progettista e i reali problemi della struttura a cui si propone il progetto. Magari uno prepara un progetto perfetto e impeccabile sul problema X in una scuola, ma in realtà quella scuola ha un problema opposto, cioè il problema Y. Non basta saper strutturare un progetto per filo e per segno come c'è scritto sui manuali, anzi a volte la forma manualistica è troppo accademica, impostare il progettino carino seguendo tutti i criteri spiegati da qualsivoglia manuale può essere inutile o controproducente (non è come fare il progetto per la prova dell'esame di stato). Allora si dovrebbe passare piuttosto alla co-progettazione, cioè ad una programmazione collaborativa tra scuola (o qualsiasi altra struttura) e progettista, dopo una reciproca conoscenza. Anche perché se già non conosci qualcuno della struttura, non ti manda qualcuno, non ti segnala qualcuno o non vai a nome di qualcuno conosciuto, è ben difficile che ti dedichino il loro prezioso tempo o addirittura (orrorre!!!) persino i loro soldi. Puoi essere brava quanto vuoi, ma se non conosci qualcuno e non stai in una rete di relazioni, è estremamente più difficile che ti ascoltino o ti paghino (non impossibile, ma soprattutto di questi tempi, molto più difficile). Allora se vuoi proporre un'attività, fai in modo prima di conoscere quella specifica realtà, struttura, scuola o quant'altro. Esempio tratto anche dalla mia esperienza diretta e indiretta: vuoi svolgere attività di stimolazione cognitiva in una residenza per anziani? Inutile fare il progettino perfetto e chiedere un colloquio con il direttore per illustrarlo e avviarlo. Può capitare, certo, che su 100 tentativi, uno va in porto, anche due. Però, meglio se prima frequenti quella struttura e osservi cosa davvero serve e cosa puoi fare per loro, per i loro problemi. Non frequentarla facendo il solito volontariato, che poi ti vedono come volontaria a vita, ma come dottoressa che fa ricerca. Se per loro, per la loro cultura, il problema centrale è ancora quello dell'incontinenza urinaria, o di custodire i pazienti calmandoli con tranquillanti per evitare che diventino aggressivi oppure evitare che a causa della fragilità ossea caschino dalle scale, il bel progetto figo va a farsi friggere!!!! Piuttosto puoi chiedere di poter frequentare a titolo scientifico quella struttura per un certo periodo, per fare una ricerca sugli anziani, così hai pure dei dati di partenza ben contestualizzati su cosa manca lì dentro. Una volta compreso bene il contesto, visto che ormai conosci il personale, allora puoi predisporre una serie di attività che rispondono alle esigenze emerse dal periodo di osservazione. A quel punto hai più potere negoziale ed è più probabile (non certo) che accettino. Male che vada, se neanche così ti danno soldi (purtroppo, soldi ora non ce ne sono, da nessuna parte) hai sempre fatto una ricerca, puoi farla pubblicare sulla stampa locale e ottenere comunque una visibilità, che magari ti porterà contatti. E' un esempio realistico, poi ci sono mille altre possibilità, ma presentarsi da estranea col progetto in mano... diventa tutto più difficile, a prescindere dalla tua bravura.
    ciao! sei stata molto esaustiva..riportando la tua esperienza..ma nel caso di presentazione di progetti nelle scuole..come è che cerchi di frequentare l'ambiente? in quel caso devi andare dal dirigente scolastico secondo me e chiedere direttamente di cosa avrebbe bisogno quella scuola e se ha gia finanziamenti, cosi sarebbe un buon punto per partire..che ne pensi?

  11. #11
    Partecipante Assiduo L'avatar di Starletta
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    Riferimento: presentare progetti di intervento

    allora, non intendevo affatto "riportare" il tariffario dello psicologo nel prgetto! Assolutamente, ci mancherebbe altro!!!! chiedevo soltanto se devo riportare, oltre ai costi, il mio onorario oppure aspettare che sia la scuola a dirmi il budget previsto da loro per i progetti.
    E poi, quale tariffario devo guardare per capire quanto eventualmente chiedere? cmq ho già fatto dei calcoli .... mi baserò sulla psicologia della salute e di comunità.
    Grazie

  12. #12
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: presentare progetti di intervento

    Il tariffario è solo orientativo, quindi valuta quali sono le cifre normalmente proposte nei percorsi formativi similari. Se sei tu che presenti il progetto, conviene fornire un'indicazione generale del tuo onorario, o ad ore o forfettario; ricorda di chiarire bene la differenza tra il lordo ed il netto, e a chi sono in carico le eventuali spese (materiali, spostamenti, spese vive, etc.) del progetto. Posizionati nella fascia media/medio-bassa del tariffario, le prime volte (ricordati che le scuole spesso hanno risorse limitate, quindi non sparare troppo in alto), poi quando inizi a capire come muoverti puoi rimodulare meglio le cifre.

  13. #13
    Partecipante Assiduo L'avatar di Starletta
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    Riferimento: presentare progetti di intervento

    Grazie Dispodaspo,
    per caso tu hai già realizzato dei progetti nelle scuole o in altri ambiti? sarebbe interessante sapere come è andata a coloro che hanno già battutto questa strada.
    Ad ogni modo sono già in contatto con una persona per vedere insieme dei progetti già approvati nelle scuole.

  14. #14
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: presentare progetti di intervento

    Citazione Originalmente inviato da Starletta Visualizza messaggio
    Grazie Dispodaspo,
    per caso tu hai già realizzato dei progetti nelle scuole o in altri ambiti? sarebbe interessante sapere come è andata a coloro che hanno già battutto questa strada.
    Ad ogni modo sono già in contatto con una persona per vedere insieme dei progetti già approvati nelle scuole.
    Si, diversi. E' una cosa che si impara sul campo, e col tempo. Non preoccuparti, piccoli errori e "disorientamenti" all'inizio possono capitare, e sono fisiologici. Si "prende la mira" con l'esperienza.

    Vedrai col tempo che è molto importante la fase di preparazione, pianificazione e promozione del progetto, non solo quella "esecutiva" dello stesso (a volte, è paradossalmente meno "importante" delle altre...).

    Se non hai esperienze pregresse, ti consiglio di procurarti un buon volume sul "come si fa progetti" (ne esistono di diversi e buoni; a me personalmente piace il Prezza-Leone, che trovo molto utile per gli psicologi, ma ce ne sono di altri altrettanto buoni - prova a sfogliarli in libreria, e scegli quello che ti sembra rispondere maggiormente alle tue esigenze).

    Ricordati che quando presenti un progetto il committente si aspetta che tu sia "professionale" non solo nei "contenuti" proposti, ma anche nel modo in cui li proponi, ovvero negli aspetti progettuali "concreti" (sintesi iniziale, breve bilancio di progetto, proposta economica realistica, obbiettivi concreti, chiari e verificabili, etc.). Parti sempre dalle esigenze/bisogni del committente, e "guarda il progetto dalla sua prospettiva", come lo vedrebbe lui tramite "i suoi occhi" (e quindi le sue esigenze, i suoi vincoli, il suo budget, la sua conoscenza dell'argomento, etc.).

    Ricorda anche "che l'esperto sei tu", e quindi devi ben adattare il progetto agli specifici bisogni dello specifico contesto (prendendoti un pò di tempo, se possibile, per studiare il contesto ed il problema, e proporre di conseguenza una proposta fatta bene).

    Il progetto non vale solo per il "qui ed ora", ma è anche un potenziale "biglietto da visita" pubblico, da cui inizi a costruire (pian piano) la tua reputazione professionale: se è fatto bene e funziona bene, è possibile che ti richiamino; o che qualche docente contento ne parli ad un collega di un'altra scuola; o che il dirigente ti consigli ad un suo amico che lavora in un'altra zona, etc.

    In bocca al lupo.

  15. #15
    Partecipante Assiduo L'avatar di Starletta
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    Riferimento: presentare progetti di intervento

    Benissimo, sono contenta di aver sentito anche il tuo punto di vista. Anche io ho il Leone Prezza comprato proprio per la seconda prova dell'esame di stato.

    In effetti le mie preoccupazioni sono tante, a cominciare dalla presentazione, non tanto del progetto, quanto di me stessa. Cosa dire? come cominciare? Devo telefonare alle segreteria per prima cosa o andare direttamente? sembrano banalità, ma poi quando ci si trova nel momento pratico cominciano a sorgere tante piccole domande?
    Forse dovrei svolgere prima dei questionari ad hoc nelle scuole per scoprire i problemi che gli insegnati rilevano tra i loro alunni, ma il punto è che ho già chiaro il mio progetto, sia teorico che pratico, mancano soltanto alcune parti "pratiche" che sto cercando di analizzare per completare il tutto.

    La prossima settimana ho un appuntamento importante che forse potrà chiarirmi le idee, ma intanto da psicologa mi sto chiedendo se non sia il caso di fare prima un "sopralluogo" nelle scuole o di andare direttamente con il progetto già pronto.
    Il discorso, cmq, è sempre lo stesso: svolgere delle attività in classe che possano promuovere il benessere psico-fisico e prevenire il disagio. Forse questo potrebbe essere sufficiente al di là del fatto che, andando a chiedere quali sono i problemi evidenziati dagli insegnanti, possa circoscrivere delle problematiche in particolare.

    Ti ringrazio ancora tanto per i pratici consigli!
    Ciao

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