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  1. #1
    Partecipante Figo L'avatar di anturium_rosa
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    01-02-2008
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    Psicoterapia in pratica

    Buongiorno,

    volevo sapere oltre alla teoria di base che li contraddistingue, per quali disturbi sono più indicati i diversi approcci di psicoterapia, in particolare per quli disturbi è più indicata:

    La psicoanalisi
    La psicologia analitica di Jung
    La terapia centrata sul cliente di Carl Rogers
    La psicoterapia cognitivo comportamentale
    La psicologia individuale di Adler

    Grazie a chi mi risponderà

  2. #2
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Temo che la tua domanda vada un po' riformulata nelle sue premesse. Gli orientamenti che elenchi non sono specificamente collegabili ad un tipo di disagio specifico, ma pretendono per ovvie questioni epistemologiche di rivolgersi a tutte le forme di sofferenza che fanno parte della psicopatologia. In altre parole qualsiasi orientamento deve essere in grado di spiegare ed intervenire (ma qui i problemi sono altri) sulla gamma completa della sofferenza mentale, pena problemi di validità dal punto di vista scientifico.
    La differenza risiede piuttosto nelle rispettive concezioni teoriche, nelle premesse che ciascun orientamento pone per teorizzare. Ma qui è meglio che tu faccia ricerche un po' più approfondite su testi specifici, perchè sono questioni troppo complesse da spiegare sul forum.

    Saluti
    gieko

  3. #3
    Partecipante Figo L'avatar di bella primavera
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Temo che la tua domanda vada un po' riformulata nelle sue premesse. Gli orientamenti che elenchi non sono specificamente collegabili ad un tipo di disagio specifico, ma pretendono per ovvie questioni epistemologiche di rivolgersi a tutte le forme di sofferenza che fanno parte della psicopatologia. In altre parole qualsiasi orientamento deve essere in grado di spiegare ed intervenire (ma qui i problemi sono altri) sulla gamma completa della sofferenza mentale, pena problemi di validità dal punto di vista scientifico.
    La differenza risiede piuttosto nelle rispettive concezioni teoriche, nelle premesse che ciascun orientamento pone per teorizzare. Ma qui è meglio che tu faccia ricerche un po' più approfondite su testi specifici, perchè sono questioni troppo complesse da spiegare sul forum.

    Saluti
    Caro Gieko, su questo punto la penso in modo completamente diverso, pensare che ogni approccio vada bene per qualsiasi disturbo psichico è una mera illusione.

  4. #4
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Citazione Originalmente inviato da bella primavera Visualizza messaggio
    Caro Gieko, su questo punto la penso in modo completamente diverso, pensare che ogni approccio vada bene per qualsiasi disturbo psichico è una mera illusione.
    Bisogna distinguere le necessità di tipo teorico-epistemologico dalle constatazioni cliniche perchè sono vertici osservativi differenti. Il primo pone l'esigenza di teorie spiegative e coerenti. Il secondo può verificare i problemi di tecnica.
    Illusione è parcellizzare la psicopatologia e, di conseguenza, gli interventi.

    Saluti
    gieko

  5. #5
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Bisogna distinguere le necessità di tipo teorico-epistemologico dalle constatazioni cliniche perchè sono vertici osservativi differenti. Il primo pone l'esigenza di teorie spiegative e coerenti. Il secondo può verificare i problemi di tecnica.
    Illusione è parcellizzare la psicopatologia e, di conseguenza, gli interventi.
    ...di tecnica e di etica, aggiungerei. Per il resto, intervento che non fa una piega.

  6. #6
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Citazione Originalmente inviato da gieko
    Temo che la tua domanda vada un po' riformulata nelle sue premesse. Gli orientamenti che elenchi non sono specificamente collegabili ad un tipo di disagio specifico, ma pretendono per ovvie questioni epistemologiche di rivolgersi a tutte le forme di sofferenza che fanno parte della psicopatologia. In altre parole qualsiasi orientamento deve essere in grado di spiegare ed intervenire (ma qui i problemi sono altri) sulla gamma completa della sofferenza mentale, pena problemi di validità dal punto di vista scientifico.
    Ma perché se qualcuno riuscisse a spiegare perché vengono fuori i brufoli ed a trovare un rimedio efficace, deve capitare anche che questo tipo di spiegazione funzioni nel descrivere praticamente l'insorgere di ogni malattia della pelle per risultare valida?
    Mica è detto che i meccanismi causali siano uniformi!? Le ovvie questioni epistemologiche io non le vedo affatto, abbiamo un tipo di malattia da un lato e svariate spiegazioni riguardo alla sua insorgenza: ora per quale motivo non può capitare che un tipo di orientamento spiega correttamente come insorgono certe psicopatologie, mentre spiega male e descrive male l'insorgere di altri disagi mentali?
    Alla fine poi mi chiedo, seguendo la tua logica gieko, perché bisogna unificare soltanto le psicopatologie sotto il dominio di un unico orientamento, senza potersi mai chiedere che tipo di approccio risulta più efficace per questo o quel disturbo, e non anche proprio ogni sorta di malattia corporea in generale?
    Così ci sarà chi sostiene che ingerendo un farmaco si può guarire praticamente da ogni malanno e chi sostiene invece che per guarire da ogni malattia bisogna intervenire chirurgicamente... Altrimenti l'epistemologia ne risente.
    In realtà sembra che per certi disturbi sia più efficace ingerire una pillola e quindi intervenire su un tipo di processo, mentre per altri è necessario un intervento chirurgico (soprattutto quando si ha a che fare con l'apparato osseo, se si deve intervenire su fratture e cose del genere spesso si ha a che fare con un qualcosa di volgarmente meccanico).
    A me sembra banale osservare che così come per le malattie che colpiscono il corpo umano non si trova un'unica ed uniforme spiegazione, che fa parte di un unico orientamento teorico per descrivere, la genesi, lo sviluppo ed il tipo di cura più adatto per questo o quel disturbo, questo debba capitare anche per le malattie ed i disagi mentali.
    Il cervello è un organo che non rappresenta un qualcosa di così uniforme e l'unica parola "mente" con cui ci riferiamo a tutto questo malloppo di processi eterogenei è fuorviante, dato che questa svolge diverse funzioni: conseguentemente a mio avviso è plausibile ipotizzare che la "mente" si può, per così dire, guastare in modi molto diversi tra loro, proprio così come capita per il corpo umano.
    Lo sviluppo della medicina rappresenta il differenziarsi progressivo di tipi di cure e descrizioni dei mali molto diverse a seconda del tipo di disagio: questo processo prima o poi dovrà essere affrontato anche in ambito psicopatologico secondo me ed il richiamo ad un'unità descrittiva forzata secondo me non serve, soprattutto in questi ambiti (molto vicini a quello medico) in cui si ha a che fare con disagi e malattie eterogenei rispetto ai quali bisogna cercare di fornire cure e rimedi efficaci, e non descrizioni uniformi all'interno di una qualche singola teoria descrittiva. In fisica si cercano "teorie del tutto" ed è ovvio poi che tutto debba trovare spiegazione (molto complicata) all'interno di questo tipo di teorie, ma questo non significa che le altre teorie e descrizioni verranno buttate via qualora si riesca a trovare qualcosa del genere. In certi ambiti (quello medico ad esempio) non risulta così interessante cercare descrizioni uniformi, coerenti e generali e molto complicate per grosse categirie di disturbi che ingobino quasi tutto, ma trovare descrizioni abbastanza semplici ed accurate il tanto che basta per risolvere praticamente certi problemi e disturbi specifici.
    La domanda posta inizialmente secondo me è sensata, anche se io non conosco la risposta.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 25-07-2010 alle ore 20.19.39

  7. #7
    Partecipante Figo L'avatar di bella primavera
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Certamente Gieko, ma bisogna considerare quale sia l'aspetto più importante!
    Nelle psicoterapie predominante è il clinico, tutti gli studi che si rifanno in termini di efficacia, dimostrano questa parcellizazione. con determinate statistiche che dimostrano la maggior o minor efficacia di certi approcci per un certo tipo di disagio.
    Negli stessi testi che vengono consigliati per l'esame di stato per la prova del caso clinico,(Gabbard, Dsm),viene sottolineato, l'approcio terapeutico più indicato per una determinata patologia, per farti un es: "nei disturbi alimentari vengono consigliate le terapie sistemiche, o anche di gruppo, metti caso che nel compito, l'aspirante psicologo in un caso di anoressia scrivesse che la terapia consigliata sarebbe una terapia psicodinamica o una terapia comportamentale, rischierebbe una sonora bocciatura".
    Ultima modifica di bella primavera : 25-07-2010 alle ore 21.57.58

  8. #8
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Ma la psicoanalisi io avevo letto che non era non era una psicoterapia.
    E ' vero?

  9. #9
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Citazione Originalmente inviato da bella primavera Visualizza messaggio
    Certamente Gieko, ma bisogna considerare quale sia l'aspetto più importante!
    Nelle psicoterapie predominante è il clinico, tutti gli studi che si rifanno in termini di efficacia, dimostrano questa parcellizazione. con determinate statistiche che dimostrano la maggior o minor efficacia di certi approcci per un certo tipo di disagio.
    Negli stessi testi che vengono consigliati per l'esame di stato per la prova del caso clinico,(Gabbard, Dsm),viene sottolineato, l'approcio terapeutico più indicato per una determinata patologia, per farti un es: "nei disturbi alimentari vengono consigliate le terapie sistemiche, o anche di gruppo, metti caso che nel compito, l'aspirante psicologo in un caso di anoressia scrivesse che la terapia consigliata sarebbe una terapia psicodinamica o una terapia comportamentale, rischierebbe una sonora bocciatura".
    Per il DSM certe patologie non dovrebbero neanche esistere, o almeno i pazienti dovrebbero cercare di stare buoni e rientrare più fedelmente nelle categorie diagnostiche assegnate, in modo che le statistiche risultino significative e che le ditte farmaceutiche possano produrre dei farmaci efficaci.
    Ora, la faccio un po' più dura di quella che è, però questa faccenda della statistica mi ha un po' rotto. Il sapere psichiatrico, tra l'altro, o almeno quello di una certa psichiatria, è garantito (standardizzato). Quello psico-, non ancora. Per fortuna, mi viene da dire.

    Risponderò più seriamente, poi, ma avevo bisogno di sfogarmi un po' rispetto ad un pensiero che sento sempre più arido.
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

  10. #10
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Ma perché se qualcuno riuscisse a spiegare perché vengono fuori i brufoli ed a trovare un rimedio efficace, deve capitare anche che questo tipo di spiegazione funzioni nel descrivere praticamente l'insorgere di ogni malattia della pelle per risultare valida?
    Mica è detto che i meccanismi causali siano uniformi!? Le ovvie questioni epistemologiche io non le vedo affatto, abbiamo un tipo di malattia da un lato e svariate spiegazioni riguardo alla sua insorgenza: ora per quale motivo non può capitare che un tipo di orientamento spiega correttamente come insorgono certe psicopatologie, mentre spiega male e descrive male l'insorgere di altri disagi mentali?
    Alla fine poi mi chiedo, seguendo la tua logica gieko, perché bisogna unificare soltanto le psicopatologie sotto il dominio di un unico orientamento, senza potersi mai chiedere che tipo di approccio risulta più efficace per questo o quel disturbo, e non anche proprio ogni sorta di malattia corporea in generale?
    Così ci sarà chi sostiene che ingerendo un farmaco si può guarire praticamente da ogni malanno e chi sostiene invece che per guarire da ogni malattia bisogna intervenire chirurgicamente... Altrimenti l'epistemologia ne risente.
    In realtà sembra che per certi disturbi sia più efficace ingerire una pillola e quindi intervenire su un tipo di processo, mentre per altri è necessario un intervento chirurgico (soprattutto quando si ha a che fare con l'apparato osseo, se si deve intervenire su fratture e cose del genere spesso si ha a che fare con un qualcosa di volgarmente meccanico).
    A me sembra banale osservare che così come per le malattie che colpiscono il corpo umano non si trova un'unica ed uniforme spiegazione, che fa parte di un unico orientamento teorico per descrivere, la genesi, lo sviluppo ed il tipo di cura più adatto per questo o quel disturbo, questo debba capitare anche per le malattie ed i disagi mentali.
    Il cervello è un organo che non rappresenta un qualcosa di così uniforme e l'unica parola "mente" con cui ci riferiamo a tutto questo malloppo di processi eterogenei è fuorviante, dato che questa svolge diverse funzioni: conseguentemente a mio avviso è plausibile ipotizzare che la "mente" si può, per così dire, guastare in modi molto diversi tra loro, proprio così come capita per il corpo umano.
    Lo sviluppo della medicina rappresenta il differenziarsi progressivo di tipi di cure e descrizioni dei mali molto diverse a seconda del tipo di disagio: questo processo prima o poi dovrà essere affrontato anche in ambito psicopatologico secondo me ed il richiamo ad un'unità descrittiva forzata secondo me non serve, soprattutto in questi ambiti (molto vicini a quello medico) in cui si ha a che fare con disagi e malattie eterogenei rispetto ai quali bisogna cercare di fornire cure e rimedi efficaci, e non descrizioni uniformi all'interno di una qualche singola teoria descrittiva. In fisica si cercano "teorie del tutto" ed è ovvio poi che tutto debba trovare spiegazione (molto complicata) all'interno di questo tipo di teorie, ma questo non significa che le altre teorie e descrizioni verranno buttate via qualora si riesca a trovare qualcosa del genere. In certi ambiti (quello medico ad esempio) non risulta così interessante cercare descrizioni uniformi, coerenti e generali e molto complicate per grosse categirie di disturbi che ingobino quasi tutto, ma trovare descrizioni abbastanza semplici ed accurate il tanto che basta per risolvere praticamente certi problemi e disturbi specifici.
    La domanda posta inizialmente secondo me è sensata, anche se io non conosco la risposta.
    Char_lie, dici di non vedere affatto le ovvie questioni epistemologiche, ma di fatto poni il problema entro una precisa cornice epistemologica, magari un po' implicita comunque molto chiara: quella che riduce lo psichismo umano all'attività cerebrale, sul modello medico appunto. La domanda iniziale è quindi sensata, molto sensata, entro questa cornice e mal posta, più mal che posta, entro un'altra. E' la clinica che fa (dovrebbe fare) l'epistemologia e non viceversa.

    Saluti,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 26-07-2010 alle ore 01.24.24

  11. #11
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    "quella che riduce lo psichismo umano all'attività cerebrale"...

    Ridurre bah, non so bene cosa tu intenda, so però che se ti spaccano la testa in due modificano anche il funzionamento dei tuoi processi mentali, queste evidenze non le si può negare tout court. Non si può identificare la coscienza col funzionamento del cervello ma c'è correlazione tra il funzionamento dei processi mentali e cerebrali, se la tua mente ha iniziato a funzionare diversamente in un certo periodo, qualcosa nel tuo cervello dovrà essere pur cambiata rispetto a prima, o credi che la mente sia una sorta di entità completamente indipendente da ogni sorta di "supporto fisico"? Immagina di poter bloccare tutti i processi cerebrali tramite una sorta di congelamento fisico, credi che la tua mente continuerà ad elaborare e pensare anche se il tuo cervello resta fisso ed immutabile nel tempo? Sì o No, se la tua risposta è No siamo d'accordo riguardo a certe linee generali da seguire. Il riduzionismo che identifica i processi non serve, ma quello che trova correlazioni sì.

    Saluti

  12. #12
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Che ci siano correlazioni tra mente e cervello non lo nega nessuno. Ma è tutt'altra cosa identificare il funzionamento mentale con il funzionamento cerebrale quando in realtà seguono modalità profondamente diverse. Chiaramente stai identificando i processi - checchè tu ne dica -, come gli esempi che adotti e che sono sempre riferiti all'ambito medico o meccanico, dimostrano ampiamente.
    E' molto interessante notare, piuttosto, che i tre maggiori orientamenti ormai da tempo si sono avvicinati ad alcune chiavi di lettura teorica dell'etiopatogenesi che hanno numerosi punti in comune. Non a caso sono concetti che permettono un'ampia spiegatività della patologia psichica, che si declina poi in modo sempre più differenziato man mano che si considera il soggetto nella sua storicità.

    Saluti
    gieko

  13. #13
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Citazione Originalmente inviato da bella primavera Visualizza messaggio
    Certamente Gieko, ma bisogna considerare quale sia l'aspetto più importante!
    Nelle psicoterapie predominante è il clinico, tutti gli studi che si rifanno in termini di efficacia, dimostrano questa parcellizazione. con determinate statistiche che dimostrano la maggior o minor efficacia di certi approcci per un certo tipo di disagio.
    Negli stessi testi che vengono consigliati per l'esame di stato per la prova del caso clinico,(Gabbard, Dsm),viene sottolineato, l'approcio terapeutico più indicato per una determinata patologia, per farti un es: "nei disturbi alimentari vengono consigliate le terapie sistemiche, o anche di gruppo, metti caso che nel compito, l'aspirante psicologo in un caso di anoressia scrivesse che la terapia consigliata sarebbe una terapia psicodinamica o una terapia comportamentale, rischierebbe una sonora bocciatura".
    Veramente sono ugualmente importanti entrambi gli aspetti, da porre necessariamente in continua dialettica. Questo pseudo-pragmatismo ribalta la modalità con cui viene trattata la sofferenza del soggetto, mettendo al centro la prospettiva del terapeuta con l'illusione che la generalizzazione a livello della tecnica (e non a livello della teoria!) possa semplificare la clinica.
    Non mi stupisce che una simile mentalità sia ormai dominante nel mondo universitario cui ti riferisci, probabilmente perchè fresco di esame di stato. Ma il lavoro clinico quotidiano è un'altra cosa e dei dubbi - quantomeno - li dovrebbe generare.

    Saluti
    gieko

  14. #14
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    "quella che riduce lo psichismo umano all'attività cerebrale"...
    Ridurre bah, non so bene cosa tu intenda, so però che se ti spaccano la testa in due modificano anche il funzionamento dei tuoi processi mentali, queste evidenze non le si può negare tout court. Non si può identificare la coscienza col funzionamento del cervello ma c'è correlazione tra il funzionamento dei processi mentali e cerebrali, se la tua mente ha iniziato a funzionare diversamente in un certo periodo, qualcosa nel tuo cervello dovrà essere pur cambiata rispetto a prima, o credi che la mente sia una sorta di entità completamente indipendente da ogni sorta di "supporto fisico"? Immagina di poter bloccare tutti i processi cerebrali tramite una sorta di congelamento fisico, credi che la tua mente continuerà ad elaborare e pensare anche se il tuo cervello resta fisso ed immutabile nel tempo? Sì o No, se la tua risposta è No siamo d'accordo riguardo a certe linee generali da seguire. Il riduzionismo che identifica i processi non serve, ma quello che trova correlazioni sì.
    La risposta è no, ma questo cosa significa? Quali sarebbero le linee generali da seguire? La psicoterapia sembra avere delle ricadute sull'attività cerebrale e, su un altro versante ma analogo, i sintomi di conversione isterica hanno mostrato un incidenza dello psichismo sul corpo, quindi c'è una correlazione, ma qual è la natura di questa correlazione? E' riduttivo pensarla in termini di "supporto fisico" ---> "attività mentale" ---> psicopatologia, avrà anche un suo valore entro un certo punto di vista, ma non in un altro, anzi credo che dal punto di vista dell'intervento psicoterapeutico sia proprio fuorviante.

    Saluti,
    ikaro

  15. #15
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    Riferimento: Psicoterapia in pratica

    Ma è tutt'altra cosa identificare il funzionamento mentale con il funzionamento cerebrale quando in realtà seguono modalità profondamente diverse.
    Ma se seguono modalità profondamente diverse, come fa ad esserci correlazione tra i due processi? Se c'è correlazione una somiglianza di forma (una sorta di isomorfismo) tra i due processi dovrà pur esserci e conseguentemente i due modi di funzionare non possono essere così diversi come sostieni.
    Perciò non capisco cosa vuoi dire quando affermi che le modalità di funzionamento sono profondamente diverse, ci sono forse elementi mentali che esistono da soli senza dover appoggiarsi o esser correlati a niente di fisico? Se la mente e le idee che ci frullano per la testa possono funzionare indipendentemente (non c'è correlazione insomma) da come funziona il supporto fisico cerebrale allora sì che si potrebbe affermare che può funzionare in una qualche modalità profondamente diversa da quest'ultimo. Altrimenti non vedo come sia possibile che accada qualcosa del genere, è come voler affermare allo stesso tempo che c'è una correlazione sincronica tra le lancette di due orologi distinti ma che poi uno dei due scandisce un tempo ed un ritmo che è profondamente diverso dal secondo. Se sono realmente sincronizzati e così correlati il tempo battuto non potrà essere profondamente diverso nei due sistemi. Comunque si sta andando fuori tema.

    Saluti

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