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  1. #1

    Il lavoro dello psicologo

    Salute a tutti voi.

    Questa potrebbe sembrare una domanda stupida, forse strana o senza senso. Ma come descrivereste voi (psicologi), nel concreto, il lavoro dello psicologo?
    In cosa consiste il lavoro dello psicologo? Non intendo in termini teorici, ma in termini pratici. Il lavoro dello psicologo consiste solo nell'ascoltare? Se la risposta è no - come immagino - quali sono gli strumenti a disposizione dello psicologo e come vengono adoperati IN CONCRETO durante la seduta con il paziente?

    Mi pare legittimo spiegare le ragioni di questo mio interesse. Semplice: nessuno psicologo è in grado o vuole rispondere a questa mia domanda (ah io sarei un paziente, dimenticavo!). Ne consegue una totale sfiducia nei confronti dello psicologo stesso che ai miei occhi appare come una creatura dalla personalità indefinita, dalla testa vuota (perchè non esprime idee proprie) e incapace di interagire o che al massimo ripete quello che io stesso gli ho detto (tipo gli indovini, per intenderci).

    Nel concreto da otto mesi vedo una psicologa e non riesco a venirne a capo. Ne parlavamo negli ultimi due incontri ma non se ne cava un ragno dal buco: in cosa consiste il lavoro dello psicologo? Certo ci siamo trovati d'accordo nel sostenere che già ritrovarsi a dover rispettare l'impegno di andare dallo psicologo in qualche misura comporta una serie di cose. Certo. E poi?

    La mia sensazione e che nemmeno gli psicologi lo sappiano; la butto là in modo forse provocatorio ma francamente, considerata la totale mancanza di reazione alle mie richieste nel corso dei secoli, è l'unica cosa che mi viene in mente. L'unica cosa che posso dire è che durante questa esperienza, una delle esperienze più lunghe che ho avuto con una psicologa, l'unico segnale positivo che ho potuto notare è che c'è da parte sua un tentativo per "vie traverse" di "comunicare" con me, di affrontare i SUOI dubbi (anche se lei non ne è consapevole perchè è troppo concentrata a rimanere neutrale e distaccata) e questo la rende più comprensibile e identificabile come persona. Altrimenti la seduta funziona che io parlo e lei ascolta. Dice due parole e io parlo. Fà delle osservazioni che potrebbe fare chiunque e io parlo. Ma il punto è che posso farmele anche da solo quelle domande e darmi le risposte... Cioè se questa è la psicoterapia io sono andato ben oltre: faccio un salto dall'altra parte della scrivania e mi metto a scrivere libri a manetta e finalmente ho trovato un lavoro semplice e poco faticoso. E' questa la psicoterapia?

    E' chiaro che determinati atteggiamenti sono riconducibili al fatto che lo psicologo nel rapporto con il paziente non può metterci troppa farina del suo sacco (il sacco dell'anima, intendo... anche se non ho capito perchè viste le ragioni di cui sopra e visto che secondo me se una persona non si espone non c'è contatto, se non c'è contatto non c'è relazione, se non c'è relazione non c'è fiducia, sfiducia, simpatia, antipatia, stima o quantaltro) ma, mi chiedo, è normale che uno psicologo sia talmente distaccato da sembrare poco intelligente - diciamo -, assente o, meglio ancora superfluo?

    In sostanza, qual è la differenza tra parlare con uno psicologo, con un buon amico o ragionare da soli o magari con il proprio gatto? Se il decalogo dello psicologo ci dice che lo psicologo non può essere amico del paziente perchè con un amico non si fà psicoterapia allora ne deduco che nel rapporto psicologo-paziente dovrebbero essere evidenti determinati elementi che invece dovrebbero mancare nel rapporto che il soggetto ha in altri contesti con altre persone. E quali sono questi elementi (cioè la "manifestazione" concreta del lavoro di psicoterapia)? Perchè io, francamente, non li vedo! Vedo solo una persona seduta davanti a me e il non capire in cosa consiste il lavoro dello psicologo non mi fà capire chi sono io, come paziente, in una certa misura mi deprime a livello intellettuale.

    Spero di essere stato chiaro. Lo sono stato?


    Un saluto,
    Max

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di Johnny
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    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    vuoi sapere in cosa consiste il lavoro dello psicologo o dello psicoterapeuta? lo chiedo perché anche se parli di "psicologo" mi sembra di aver capito che ti riferisci allo "psicoterapeuta"

  3. #3

    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    Quali sono le differenze sostanziali Johnny? Non conoscendo nè il lavoro dell'uno nè quello dell'altro per me sono la stessa cosa Ad ogni modo mi riferivo allo psicologo (quando scrivo psicoterapia intendo quello che lo psicologo "fà", qualunque sia il suo nome).

    Grazie Johnny. Nessun altro?


    Max

  4. #4

    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    Ho trovato interessante il tuo intervento Comb osmosis, te lo dico da psicologa che non ha molta esperienza concreta nella professione e che soprattutto non ha ancora avuto modo di intraprendere il doveroso percorso da compiere su di sè. D'impulso mi viene da dirti che la terapia che stai facendo non è quella giusta per te, data l'evidente sfiducia che nutri nel tuo terapeuta, e la conseguente demotivazione che ne scaturisce. Cos' come non sarebbe realistico nutrire aspettative magiche sull'intervento del tuo terapeuta, credo che dopo 8 mesi sia altrettanto grave non scorgerne una minima utilità. Se parlandone con lui/lei non risolve minimaente il nodo della questione, io ti consiglio di riflettere sulla possibilità di cambiare, per verificare dove stia il problema. Leggiti il dizionario di psicologia di Galimberti, per me potrebbe esserti utile per fare chiarezza su questa disciplina e sulla professione dello psicologo, che non ti appare diversa da qualla dell'amico.
    ps curiosità.. perchè stai continuando a spendere tempo e soldi in qualcosa che non ti dà benefici di nessun genere (a tua detta)?

  5. #5
    Postatore Epico L'avatar di Johnny
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    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    Citazione Originalmente inviato da A Comb Osmosis Visualizza messaggio
    Quali sono le differenze sostanziali Johnny? Non conoscendo nè il lavoro dell'uno nè quello dell'altro per me sono la stessa cosa Ad ogni modo mi riferivo allo psicologo (quando scrivo psicoterapia intendo quello che lo psicologo "fà", qualunque sia il suo nome).

    Grazie Johnny. Nessun altro?


    Max
    molto in sintesi lo PSICOLOGO si occupa di "prevenzione e promozione del benessere" quidi tutto ciò che non riguarda direttamente la psicopatologia; lo PSICOTERAPEUTA (laurea + specializzazione post-laurea) cura la psicopatologia. Se un individuo va dallo "psicologo" perché ha problemi (tipo ansia, fobie, depressione, ecc.) lo psicologo è anche psicoterapeuta. Spesso nel linguaggio comune si dice in modo generico "psicologo" anche se il professionista in questione è uno "psicoterapeuta".


    Citazione Originalmente inviato da valentina2004 Visualizza messaggio
    Ho trovato interessante il tuo intervento Comb osmosis, te lo dico da psicologa che non ha molta esperienza concreta nella professione e che soprattutto non ha ancora avuto modo di intraprendere il doveroso percorso da compiere su di sè. D'impulso mi viene da dirti che la terapia che stai facendo non è quella giusta per te, data l'evidente sfiducia che nutri nel tuo terapeuta, e la conseguente demotivazione che ne scaturisce. Cos' come non sarebbe realistico nutrire aspettative magiche sull'intervento del tuo terapeuta, credo che dopo 8 mesi sia altrettanto grave non scorgerne una minima utilità. Se parlandone con lui/lei non risolve minimaente il nodo della questione, io ti consiglio di riflettere sulla possibilità di cambiare, per verificare dove stia il problema. Leggiti il dizionario di psicologia di Galimberti, per me potrebbe esserti utile per fare chiarezza su questa disciplina e sulla professione dello psicologo, che non ti appare diversa da qualla dell'amico.
    ps curiosità.. perchè stai continuando a spendere tempo e soldi in qualcosa che non ti dà benefici di nessun genere (a tua detta)?
    Valentina non credo sia compito nostro entrare nel merito della terapia di altri utenti, sia perché è vietato dal regolamento del forum, sia perchè non abbiamo conoscenze sufficienti per esprimere opinioni.

  6. #6

    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    Non voleva essere un giudizio sul lavoro del suo terapeuta, mi scuso se mi sono espressa male. ERa un invito per l'utente a riflettere sulle aspettative rispetto al suo percorso, mettendosi per primo in discussione, date le pesanti dichiarazioni di sfiducia.

  7. #7
    Postatore Epico L'avatar di Johnny
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    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    Citazione Originalmente inviato da valentina2004 Visualizza messaggio
    Non voleva essere un giudizio sul lavoro del suo terapeuta, mi scuso se mi sono espressa male. ERa un invito per l'utente a riflettere sulle aspettative rispetto al suo percorso, mettendosi per primo in discussione, date le pesanti dichiarazioni di sfiducia.
    non voleva essere assolutamente un rimprovero solo che non sempre la percezione del paziente corrisponde alla realtà dei fatti, così come d'altro canto la percezione del terapeuta.
    In particolare in merito all'affermazione in cui si dice che il terapeuta "ascolta e non dice niente ecc.." bisogna considerare che non sappiamo se è realmente così, che in seduta circolano messaggi non verbali che noi non conosciamo e che sono molto importanti, che il "non rispondere" alle domande del paziente spesso è proprio uno degli aspetti che differenzia l'aiuto di amici/conoscenti (i quali possono magari "consigliare" per placare l'ansia o per difesa, ma alla fine questi consigli non provengono dal paziente e quindi a poco servono) e questo "silenzio", magari, può innescare l'immediata delusione del paziente perché lo costringe a riflettere e trovare le risorse per affronatre i problemi. Spesso è importante poter avere un "luogo" protetto in cui riflettere, pensare, condividere, senza che l'interlocutore soffochi il pensiero del paziente stesso...cosa che i conoscenti non sanno e non possono fare
    Ultima modifica di Johnny : 24-06-2010 alle ore 21.08.30

  8. #8
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    Ciao...premetto che sono solo uno studente (laurea triennale) e che sicuramente sarò contraddetto almeno in alcuni punti. Ma io cerco comunque di darti una risposta.
    Innanzitutto la tua domanda è generica. Ci sono tante materie della psicologia che portano a tanti mestieri dello psicologo (o quantomeno a seconda del lavoro attuato nel momento ad applicazioni diverse della stessa psicologia) come ad esempio:
    psicologo del lavoro (esempio di lavoro: individua il tipo di personalità migliore per un determinato tipo di lavoro)
    psicologo sociale (esempio di lavoro: individua quali sono i cambiamenti di una campagna pubblicitaria sugli atteggiamenti del pubblico dopo l'esposizione alla stessa).
    Lo psicologo che frequenti tu è invece sicuramente uno psicologo clinico. Quindi la domanda corretta che fai tu è: quali sono le differenze tra uno psicologo clinico e un buon amico?
    Allora… compito dello psicologo clinico è innanzitutto fare una diagnosi di quale (o quali ) disturbo tu soffri (ammesso che ne soffri di qualcuno). E ti dico che ci sono dei criteri internazionali sui quali tutti gli psicologi si dovrebbero basare per stabilire se una persona è ad esempio depressa, ansiosa, soffre di un disturbo unipolare a o bipolare eccetera (1° differenza con un amico)
    Dopo la diagnosi dovrebbe procedere alla “terapia” per farti guarire cioè alla psicoterapia.
    Come? Apriti cielo!
    Ci sono una infinità di orientamenti terapeutici e nessuno di questi è scientifico nel senso tradizionale del termine. Cioè nessuno garantisce che dato il paziente che soffre del disturbo x applicando il trattamento y otterrai il risultato z. Assolutamente no.
    Alcuni sono scientifici invece nel senso statistico del termine: ovvero dato il disturbo x applicando il trattamento y è successo spesso il risultato circa z positivo. Cioè si sono fatte delle ricerche statistiche sul successo di determinate forme di psicoterapia nel trattare un determinato problema psichico. (2° differenza con un amico)
    Uno psicologo clinico inoltre conosce tutti i disturbi somatici che potresti avere se continui a soffrire di quel determinato disturbo psicologico nel tempo (fai ad esempio delle ricerche su google per ansia stress depressione eccettera… ad esempio chi soffre di stress ha statisticamente più possibilità di avere l’ulcera allo stomaco lo sapevi?) e anche tutte le malattie organiche che possono influire nei disturbi psichici, ad esempio problemi alla tiroide possono portare alla depressione. (3° differenza con un amico)
    Ora qui io voglio dire una cosa che credo sarà contraddetta da molte persone in questo forum ma allo stato attuale delle mie conosce (ripeto sono un laureato triennale) è la mia personale opinione.
    Le differenze più importanti con un amico secondo me sono la 1° e la 3° non la 2°.
    Perché è vero che uno psicologo clinico/psicoterapeuta è abituato a sentire i problemi delle persone perché lo fa per lavoro. E’ vero che conosce (o dovrebbe conoscere ) le forme di psico-terapia migliore per risolvere un determinato tipo di problema come detto prima, però altrettanto vero che anche un amico, un prete, una ragazza, lo zio tom, un professore, una figura di stima potrebbe guarirti.
    Ora prima che per questa mia dichiarazione si scatenino delle polemiche vorrei fare un ulteriore precisazione.

    Come detto prima di psico-terapie c’è né sono tante. Ma alla fine le possiamo raggruppare in due grandi gruppi quelle comportamentali e quelle di ristrutturazione delle credenze dell’individuo.
    Le prime prevedono, tra l'altro, di far fare di determinati esercizi al paziente. Ti faccio un esempio, per cercare di rilassare una persona stressata ed eliminare le conseguenti tensioni muscolari gli si può assegnare ad esempio il seguente esercizio:
    Dopo essersi messi in una posizione comoda, magari sdraiati sul letto:
    • 1. Stringi il pugno destro inspirando (pensando "tensione"), rilascialo espirando (pensando "relax"). Continua con gli altri esercizi sempre pensando "tensione" nell'inspirazione e "relax" durante l'espirazione.
    • 2. Stringi il pugno sinistro inspirando, rilascialo espirando.
    • 3. Con la gamba stesa a terra piega il piede destro in modo che le dita puntino verso il ginocchio. Crea una tensione inspirando, rilascia la tensione espirando.
    • 4. Come sopra, ma con il piede sinistro.
    • 5. Stringi le natiche tra loro inspirando, rilasciale espirando
    • 6. Stringi i denti inspirando, rilasciali espirando.
    • 7. Stringi gli occhi inspirando, rilasciali espirando.
    • 8. Se senti qualche punto dell'organismo che presenta delle tensioni residue inspira e provoca in esso una tensione forte e volontaria, quindi esala lentamente rilasciando la parte e pensando: "Relax... Lascia andare...".
    • 9. Formula mentalmente le frasi seguenti e prendi consapevolezza di quanto vai affermando:
    o - Il mio braccio destro è pesante... Molto pesante.
    o - Il mio braccio sinistro è pesante... Molto pesante.
    o - La mia gamba destra è pesante... Molto pesante.
    o - La mia gamba sinistra è pesante... Molto pesante.
    o - Tutto il mio corpo è pesante... Molto pesante.
    Questo esercizio è da eseguire in 10-15 minuti circa.
    Ora questo tipo di esercizio non credere che sia una stupidata. Se eseguito regolarmente funziona. Oltretutto, sé ti può servire a dargli maggiore importanza, è stato ideato da un medico (Jacobson ) non da uno psicologo originariamente. Questo esercizio è solo un esempio di una lunga serie di esercizi che fanno parte delle terapie comportamentali. Altri possono essere magari solo fisici e altri invece ancora solo mentali.
    Uno psicologo/psicoterapeuta comportamentale è a conoscenza di tutti questi esercizi e nel caso te li fa applicare. Ora qui ci sarebbe un discorso lunghissimo da fare, ma ti posso dire che anche se è un tipo di terapia che non agisce direttamente sulla causa del problema non è detto che non faccia sparire la causa stessa oltre che le manifestazioni.
    Ora veniamo invece ad uno psicologo/psicoterapeuta che vuole ristrutturare le tue credenze. E questo credo sia il caso tuo. Questo tipo di psicologo ha studiato per anni le dinamiche mentali interne di un individuo e i metodi per potenziarle!
    Cercherà di capirle, ti ascolterà a lungo, e al momento opportuno ti dirà delle cose per cercare di fartele affrontare al meglio, per cercare di farti trovare al tuo interno le risorse migliore per sconfiggerle definitivamente. Ha studiato per anni per fare questo e sono anni che ascolta la gente. Ma siamo tutti individui unici e irripetibili e le nostre interazioni sono altrettanto irripetibili.
    Uno psicologo (inteso terapeuta dinamico) che non va bene per te potrebbe andare bene per un altro e viceversa. E non è neanche detto che sia uno psicologo quello che ti potrà far “guarire” e non invece magari un monaco tibetano o uno scrittore. Il mio professore si storia della psicologia considerava il più grande psicologo di tutti i tempi (però ripeto nel senso dinamico come appena definito) William Shakespeare! “Solo” al secondo posto metteva Carl Rogers psicologo americano . Magari (e dico magari, nessuno di noi qui ha la possibilità ovviamente di saperlo) il tuo psicologo se né anche accorto che non potrà farti guarire, ma lui è una persona come tutti gli altri e alla fine per campare ha anche lui bisogno di soldi quindi fino a quando non te né andarti tu certo lui non ti dirà di andare via.
    In questo senso qui io credo che uno psicologo non abbia molte differenze con un amico.

  9. #9
    Postatore Epico L'avatar di Johnny
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    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    gli "esercizi" che hai descritto però (che si chiamano "tecniche di rilassamento") devono essere svolti in un contesto ben preciso, all'interno di un percorso di psicoterapia altrimenti non servono a niente. Perché come hai detto "sembrano semplici", ma in realtà portano a uno stato alterato della coscienza e perciò vanno condotti da personale qualificato, infatti ci sono perfino corsi post-laurea perpoter condurre queste "tecniche"
    e da quel che mi risulta le tecniche di rilassamento possono essere applicate in qualsiasi approccio terapeutico (cognitivo, rogersiano, ecc.) proprio perché sono generiche e non specifiche di un approccio in particolare.
    Per il resto non sono molto d'accordo sulla suddivisione delle psicoterapie ma sarebbe troppo lungo da spiegare e ora non ho molto tempo
    Ultima modifica di Johnny : 25-06-2010 alle ore 13.50.01

  10. #10
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    Citazione Originalmente inviato da Oggisonoio Visualizza messaggio
    Uno psicologo/psicoterapeuta comportamentale è a conoscenza di tutti questi esercizi e nel caso te li fa applicare. Ora qui ci sarebbe un discorso lunghissimo da fare, ma ti posso dire che anche se è un tipo di terapia che non agisce direttamente sulla causa del problema non è detto che non faccia sparire la causa stessa oltre che le manifestazioni.
    Ora veniamo invece ad uno psicologo/psicoterapeuta che vuole ristrutturare le tue credenze. E questo credo sia il caso tuo. Questo tipo di psicologo ha studiato per anni le dinamiche mentali interne di un individuo e i metodi per potenziarle!
    Cercherà di capirle, ti ascolterà a lungo, e al momento opportuno ti dirà delle cose per cercare di fartele affrontare al meglio, per cercare di farti trovare al tuo interno le risorse migliore per sconfiggerle definitivamente. Ha studiato per anni per fare questo e sono anni che ascolta la gente. Ma siamo tutti individui unici e irripetibili e le nostre interazioni sono altrettanto irripetibili.
    Uno psicologo (inteso terapeuta dinamico) che non va bene per te potrebbe andare bene per un altro e viceversa. E non è neanche detto che sia uno psicologo quello che ti potrà far “guarire” e non invece magari un monaco tibetano o uno scrittore.
    A parte la confusione di livelli, manca completamente l'idea che, almeno riferendosi all'orientamento analitico, la relazione (di transfert) sia il campo in base a cui operare processi trasformativi rispetto alla struttura del soggetto.

    Saluti
    gieko

  11. #11
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    A parte la confusione di livelli, manca completamente l'idea che, almeno riferendosi all'orientamento analitico, la relazione (di transfert) sia il campo in base a cui operare processi trasformativi rispetto alla struttura del soggetto.

    Saluti
    sono d'accordo con te. ma non che il trasnfert può essere realizzato solo con uno psicologo/psicoterapeuta...ma anche con un amico....

    sulla confusione dei livelli...può essere ho premesso che sono un laureato triennale (per di più in psicologia sociale) ma a cosa ti riferisci esattamente?

  12. #12
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    Il problema non è la presenza o meno del transfert ma la possibilità di trattarlo. Su questo confondi i livelli, ad esempio. Quindi amico, prete o analista non fa differenza. E Shakespeare diventa il più grande psicoterapeuta anzichè psicologo. Perchè descriveva ottimamente (ed è in bella compagnia con Dostoevskij, Kafka, Proust, Melville e tanti altri...), ma non era in grado di trattare nulla (lì c'è voluto Freud).

    Saluti
    gieko

  13. #13
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Il problema non è la presenza o meno del transfert ma la possibilità di trattarlo. Su questo confondi i livelli, ad esempio. Quindi amico, prete o analista non fa differenza. E Shakespeare diventa il più grande psicoterapeuta anzichè psicologo. Perchè descriveva ottimamente (ed è in bella compagnia con Dostoevskij, Kafka, Proust, Melville e tanti altri...), ma non era in grado di trattare nulla (lì c'è voluto Freud).

    Saluti
    Non credi che anche un prete nel momento in cui si instaura un transfert sia in grado di trattarlo?
    Certo lo farà sempre e solo in una stessa manierà, forse anche incosapevolmente e senza chiedersi se sia lo soluzione migliore per l'altro (perchè per il prete è senza dubbio la soluzione migliore), però lo tratta!!!

  14. #14
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    No, non lo credo proprio. A volte le sfumature del transfert sono difficili da cogliere nella loro complessità da parte di analisti molto esperti.
    Al massimo il prete (l'amico, il papà o la mamma) collude, quello sì, nella migliore delle ipotesi, inconsapevolmente e senza chiedersi se sia la soluzione migliore per l'altro.
    E per rispondere alla domanda iniziale del nostro amico, questo può essere uno specifico del lavoro dello psicoterapeuta (o almeno di chi mette al centro del proprio intervento clinico l'analisi di queste dinamiche).

    Saluti
    gieko

  15. #15
    Postatore Epico L'avatar di Johnny
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    Riferimento: Il lavoro dello psicologo

    Citazione Originalmente inviato da Oggisonoio Visualizza messaggio
    Non credi che anche un prete nel momento in cui si instaura un transfert sia in grado di trattarlo?
    Certo lo farà sempre e solo in una stessa manierà, forse anche incosapevolmente e senza chiedersi se sia lo soluzione migliore per l'altro (perchè per il prete è senza dubbio la soluzione migliore), però lo tratta!!!

    davvero studi psicologia?

    come diceva Freud, "il transfert si instaura spontaneamente in tutte le relazioni". Solo che in analisi si costruisce un setting per cui oltre all'analista e al paziente non c'è nient'altro, dunque è più facile "vedere" il transfert da parte dell'analista e analizzarlo, trattarlo. Un po' come in laboratorio in cui tutte le variabili sono ridotte al minimo e controllate, senza interferenze esterne, quindi si può osservare con più precisione ciò che accade e studiarlo meticolosamente. Ora, se per fare l'analista e "trattare" il transfert bisogna studiare 5 anni (postlaurea), fare una lunga analisi personale e fare varie supervisioni...cosa ti fa pensare che un prete (o altre figure) possano "trattare" il transfert nel senso psicoanalitico del termine????
    come dice gieko, tuttaltpiù senza questa formazione l'unica cosa che si riesce a fare è colludere e peggiorare la situazione del paziente perché si asseconda in modo magari sottile (e quindi rischioso) le sue richieste patologiche. Senza contare che questa presunzione da parte di queste figure di riuscire a "trattare" il transfert è una sopravvalutazione narcisistica non indifferente delle propie capacità e dunque di per sé potrebbe essere un sintomo degno di essere analizzato esso stesso.

    Tutto questo ovviamente in riferimento alla psicoterapia orientata psicoanaliticamente, ma ci sono tanti altri approcci in cui il transfert non c'entra una cippa lippa
    Ultima modifica di Johnny : 26-06-2010 alle ore 08.50.36

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