Presentati i risultati della Campagna di informazione e prevenzione AMICO ANDROLOGO, realizzata in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, il Dipartimento di Fisiopatologia Medica e la Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS) nell’ambito del programma di prevenzione andrologica del CCM del Ministero della Salute.
Lo studio è stato realizzato su un campione di ragazzi tra i 18 e i 22 anni iscritti all'ultimo anno di licei e istituti tecnici di sei regioni (Lazio, Veneto, Campania, Toscana, Marche, Puglia) per un totale di 10.124 questionari e 3.310 visite mediche.

Cosa emerge?
I giovani sono risultati poco informati, fragili, ansiosi, spesso vittime di pregiudizi.


Il 42,3% dei diciottenni ha rapporti non protetti e il 57% ha patologie genitali.
«I dati non sono certo rassicuranti, ma non stupiscono - spiega Andrea Lenzi, direttore del Dipartimento di fisiopatologia medica dell'università romana - se si considera che di sesso non si parla, o meglio non se ne parla con chi ne sa: quasi sette volte su dieci se ne discute con gli amici e nel 45% dei casi qualcosa si scopre dalla tv».

Soprattutto preoccupano i comportamenti in fatto di contraccezione e prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse.

C'è chi chiede se l'Aids esiste ancora e chi ritiene l'omosessualità una malattia.

La ricerca tocca anche altri aspetti dell'adoloscenza. Ad esempio, rileva che i ragazzi spendono molta energia fisica e psichica per "curare" l'appartenenza nel gruppo, ma anche per curare il proprio peso corporeo che sta diventano una vera ossessione per molti giovani uomini.

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