E’ partita giovedì 3 giugno la spedizione virtuale Mars 500, un viaggio virtuale di 520 giorni che metterà alla prova sei aspiranti astronauti e la loro capacità di convivere in un piccolo ambiente per un lungo periodo.

Avete mai provato a guardare il cielo in una notte senza Luna, ricco di stelle, ed a lasciar correre la mente verso l’infinito? Qualcuno di voi avrà anche sperimentato il fascino di esperire una dimensione sovrasensibile fatta di silenzio e assenza di tempo.
Non sappiamo se sia stato tutto questo, o il “semplice” amore per la scienza, a spingere i sei astronauti a mettersi a disposizione dell’affascinante programma sperimentale Mars 500, ma sta di fatto che dal 3 giugno gli europei Diego Urbina e Romain Charles, i russi Sukhrob Kamolov, Alexey Sitev, Sukhrob Kamolov e Alexandr Smoleevskiy e il cinese Wang Yue, sono “partiti” per il pianeta rosso.

Di cosa si tratta?

Il progetto prevede la permanenza dei sei astronauti per 520 giorni all’interno di quattro container allestiti in modo da riproporre fedelmente la navicella spaziale che potrebbe essere utilizzata in un futuro reale viaggio verso Marte. L’intero progetto prevede la simulazione del viaggio di andata per 250 giorni, circa un mese di esplorazione del pianeta (ricostruito in un quinto container esterno ai quattro della navicella), e 230 giorni di viaggio di ritorno. In tutto questo tempo gli abitanti della navicella dovranno vivere nel piccolo spazio ricavato all’interno dei container.

Perché è stato organizzato?

Il progetto, voluto dall’Istituto per gli Studi Biologici di Mosca con la partecipazione dell’Agenzia Spaziale Europea, nasce dall’idea di valutare gli effetti fisici e soprattutto psicologici di una lunga missione nello spazio. Lo stato medico, fisico e psicologico dell’equipaggio sarà costantemente monitorato in modo da raccogliere dati utili a valutare le problematiche che potrebbero emergere durante le future missioni umane sulla Luna e su Marte. Sarà infatti interessante capire come il gruppo reagirà alle situazioni di emergenza e alla noia di una così lunga permanenza all’interno di un piccolo spazio. Allo stesso modo dovranno essere monitorati gli effetti sull’umore, sul ciclo sonno-veglia e sulle capacità di lavorare in squadra.

Ovviamente la situazione sperimentale non potrà riproporre alcune problematiche che si potrebbero manifestare durante un reale viaggio nello spazio, primo su tutti l’assenza di gravità per un periodo prolungato. Sarà comunque interessante seguire l’evoluzione dell’esperimento anche attraverso il sito internet dedicato alla missione che è stato creato da Google (Google - Mars-500) e sul quale gli astronauti coinvolti nella missione potranno scrivere le loro sensazioni di questo viaggio virtuale.

Chissà se una volta usciti dai container continueranno a guardare il cielo con lo stesso fascino di chi lo ha ammirato sognando di esplorarlo… con la mente.


Fonti:
Google - Mars-500
Corriere della Sera
ESA Communications Portal