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  1. #1

    Pubblicità cattiva consigliera?

    I cibi pubblicizzati in tv, propinati a tutte le ore del giorno, sarebbero una tentazione tutt’altro che innocua!

    Ce lo conferma uno studio condotto da Micheal Mink, dell’Armstrong Atlantic State University di Savannah, secondo cui un menù da 2.000 calorie preparato soltanto con alimenti consigliati dagli spot pubblicitari, conterrebbe 24 volte la dose “permessa” di zuccheri e 20 volte quella di grassi.
    E “sotto accusa”, tra gli altri, ci sono sia le classiche merendine ipercaloriche come anche i cibi pronti in 5 minuti!

    I ricercatori consiglierebbero, quindi, di acquisire un maggiore spirito critico di fronte a tutti i messaggi pubblicitari sui cibi che vediamo in tv in quanto spesso sono ben lontani dal fornire un modello di alimentazione equilibrata.

    Ma quanto effettivamente siamo influenzati dalla pubblicità nella scelta quotidiana dei cibi da mettere nel carrello della spesa?


    Pamela Serafini
    Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572

    Pamela Serafini

  2. #2
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    Riferimento: Pubblicità cattiva consigliera?

    I bambini, più che altro, nel chiedere ai genitori le merende, sono condizionati al massimo.

    Tutti i giorni, al supermercato è una discussione.
    Si comprano i cereali che poi non piacciono, per la sorpresa
    Ultima modifica di complicata : 05-06-2010 alle ore 15.59.57

  3. #3

    Riferimento: Pubblicità cattiva consigliera?

    Immagino quindi che come mamma, si confronta spesso con le "seduzioni" della pubblicità alle quali i bambini sono particolarmente sensibili!


    A me vengono in mente anche tutti quei prodotti per la salute o presunti tali, che abbasserebbero il colesterolo, oppure i cereali che, se mangiati regolarmente regalerebbero un fisico mozzafiato, o, ancora quei piatti pronti in pochissimi minuti che risolverebbero in un batti baleno cene o pranzi in modo sfizioso, riducendo i tempi della preparazione.

    Quanto anche noi adulti siamo attratti da questi prodotti "accattivanti"?


    Pamela Serafini
    Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572

    Pamela Serafini

  4. #4
    Banned
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    Riferimento: Pubblicità cattiva consigliera?

    Sì, per esempio, lo sanno bene i pubblicitari e gli esperti di marketing, sono molto attraenti gli scaffali dei prodotti bio, o degli integratori alimentari, carissimi tra l'altro.
    Sulle confezioni vi sono trascritte molte promesse, diciamo.

    Per quanto riguarda, invece, i piatti pronti, direi che la pubblicità fa un effetto minore, in quanto si è attratti dal risolvere effettivamente un problema pratico, da un lato, e dall'altro c'è la qualità, il gusto, per cui, voglio dire, non si guarda all'immagine che ci viene proposta, quanto alla bontà del prodotto.

    E, su quello, si va a valutazione personale, molto aleatoria, diciamo.

    so per certo che le aziende alimentari, purtroppo, producono non in base a criteri di qualità, ma di marketing: esempio: fabbrichiamo un certo prodotto per il mercato inglese, che non dev'essere buono e di buona qualità, ma rispondere a determinati gusti.
    Oppure: fabbrichiamo un prodotto uguale a quello di un'altra azienda, che gli assomigli, anche se di scarsa qualità, perchè esso ha avuto grande successo.

    Direi che nell'acquisto di un prodotto alimentare, talvolta influiscono fattori che niente hanno a che vedere con l'alimento stesso, come la praticità della confezione, la forma del barattolo, la bellezza della scatola, ecc.)

    Riguardo alla pubblicità televisiva, personalmente sono più attratta dalla dimensione artistica dello spot, lo guardo esteticamente, ma poi il prodotto lo ignoro.
    Alcune volte, lo spot è controproducente:
    Non compro quel prodotto perchè la sua pubblicità è martellante, disturba, per cui, per principio...
    Ultima modifica di complicata : 06-06-2010 alle ore 19.16.43

  5. #5

    Riferimento: Pubblicità cattiva consigliera?

    Da quanto ci racconta sembra che lei abbia quel senso critico che consigliano di acquisire i ricercatori dello studio che ho citato nel post precedente.

    Purtroppo però molte persone continuano ad essere troppo influenzate dai messaggi pubblicitari e per comodità o per l’immagine accattivante o promettente del prodotto, si lasciano guidare in un programma alimentare che non sempre rispecchia i canoni di una corretta alimentazione che invece, a volte, prevede proprio il consumo di cibi meno elaborati.

    Grazie complicata per aver condiviso con noi la sua esperienza

    Pamela Serafini
    Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572

    Pamela Serafini

  6. #6
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    07-01-2010
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    Riferimento: Pubblicità cattiva consigliera?

    Sicuramente la pubblicità ha effetto, ma non più di tanto sulle persone attente ed informate. Certo i bambini sono un facile bersaglio ma sta a noi genitori dosare le cose. Sugli adulti la presa del messaggio pubblicitario è, o dovrebbe essere, molto minore.

    Penso ad un prodotto, un dessert gelato, spinto da un massiccio investimento pubblicitario da una nota ditta italiana: a quanto mi dicono gli addetti ai lavori vende comunque poco nonostante le campagne promozionali e gli sconti offerti. Quindi la pubblicità aiuta ma non decide la sorte di un prodotto e influenza solo in parte i consumatori.

    Diverso il caso dei prodotti pronti o "ad alto contenuto di servizio". Rispondono ad esigenze pratiche e vengono venduti bene anche se il costo è stratosferico. Esempio le buste di insalata lavata e pronta all'uso che fanno registrare incrementi di vendita nonostante costino molto più care dell'equivalente non preparata.

    Lì compriamo (o ci illudiamo di comprare ... ) il tempo per fare altro anzichè cucinare, non serve tanta pubblicità.

    Teniamo presente anche un'altra cosa. Spesso i prodotti più "elaborati" ottengono valutazioni migliori di quelli veramente naturali ma meno colorati, profumati, saporiti etc. L'idea (fantasia ?) di un alimento naturale spesso non collima con la realtà. Nei limiti del lecito trovo normale che una azienda cerchi di accontentare la sua clientela e realizzi ricette diverse per i diversi mercati nazionali. Non sempre ciò è sinonimo di scarsa qualità.

    Diverso è il caso del messaggio pubblicitario dove prodotti poco pregiati, ad esempio certi derivati del latte simili a ricotta, spuntano prezzi elevati perchè propagandati come magri e leggeri. Prodotti concorrenti con caratteristiche nutrizionali superiori, ad esempio i formaggi stagionati, languono sugli scaffali perchè percepiti come grassi. In questo caso il messaggio pubblicitario è potente perchè va a toccare la stima e l'immagine corporea delle persone. Mangio magro = sarò in forma e bello = sarò accettato ed avrò successo. E' la stessa formula che determina il successo di tanti prodotti dietetici o sedicenti tali.

    Divagando un attimo nel campo televisione - alimentazione, non trovate una certa dose di schizofrenia in palinsesti che un momento fanno terrorismo alimentare con i guai prodotti da grassi, alcool, zuccheri, eccetera, per poi poco dopo presentare cuochi, ristoranti, piatti, ricette e vini di una tradizione ghiotta e succulenta sì, ma in netto contrasto con il messaggio precedente ?

  7. #7

    Riferimento: Pubblicità cattiva consigliera?

    In effetti come ha notato anche lei, siamo piuttosto bombardati da messaggi contraddittori sulle nostre scelte alimentari: trasmissioni con dietolgi che sconsigliano di basare tutta la propria alimentazione sugli alimenti a ridotto contenuto di grassi e poi subito dopo spot sui cibi light seguiti da sfiziosissimi gelati…

    Se gli adulti magari riescono ad essere più selettivi e a scegliere in modo più scriteriato, il dubbio cade sui bambini e sugli adolescenti, notoriamente più influenzabili!

    Credo anche sia difficile per un genitore dare delle regole sull’alimentazione ai propri figli viste le continue tentazioni sia in TV che sugli scaffali dei supermercati!!

    Dato però l’incremento dell’obesità infantile negli ultimi tempi, occorre comunque provare a dare delle indicazioni precise ai propri figli, magari evitando di lasciarli per troppo tempo davanti alla TV ed educandoli al movimento, anche come occasione di socializzazione.

    Che ne pensate?



    Pamela Serafini
    Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572

    Pamela Serafini

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