• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Visualizzazione risultati 1 fino 3 di 3
  1. #1

    Dottore, mio figlio è omosessuale!

    "L’omosessualità non è una malattia da curare" è il titolo del comunicato stampa che il vicepresidente dell’Ordine Psicologi Lazio, prof. Cruciani, ha letto ieri al convegno “Io sono, io scorro”

    Ecco di seguito il testo completo.

    “Noi, psicologi, psichiatri, psicoterapeuti, psicoanalisti, studiosi e ricercatori nel campo della salute mentale, in occasione della presenza in Italia di Joseph Nicolosi al convegno “Identità di genere e libertà”, condanniamo ogni tentativo di patologizzare l’omosessualità, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce una “variante naturale del comportamento umano”.

    L'omosessualità è però spesso vittima di stereotipi e fraintendimenti. Ce ne parla la Dott.ssa Lazzari nel suo articolo Contemporanea-mente omosessuali.

    Cosa ne pensate?

    Un saluto!

  2. #2
    Neofita
    Data registrazione
    16-10-2004
    Residenza
    Latina
    Messaggi
    4

    Riferimento: Dottore, mio figlio è omosessuale!

    Stavo osservando l'andamento degli interventi e con mia sorpresa vedo che il tema non suscita discussioni.
    Sarà un segnale positivo? è veramente un tema ormai sdoganato o suscita ancora preoccupazione?

  3. #3
    Partecipante L'avatar di marcoavenait
    Data registrazione
    05-01-2010
    Residenza
    torino e cuneo
    Messaggi
    57

    Riferimento: Dottore, mio figlio è omosessuale!

    Il DSM e ogni manuale diagnostico è sempre un tentativo di etichettare le cose e gli uomini, risentendo di e introducendo stereotipi e pregiudizi: non sono gli autori delle etichette che possono fare la predica agli uomini sulle loro tendenze e sui loro giudizi alle tendenze.
    Se è vero, come è vero, che l'omosessualità non è una patologia, bensì una “variante naturale del comportamento umano”, è pur anche utile saperne riconoscere l'unicità individuale (nei vissuti ad essa correlati), così come la stereotipizzazione modaiola, che non lascia esenti dal giudizio neppure gay, lesbiche, trans, e così via nell'etichettatura ormai vasta e mai del tutto condivisa.
    Ci sono due universi che procedono (talvolta in parallelo, talvolta in successione) nella galassia omosessuale, specchi l'uno degli acting (spesso violenti) degli omofobi, l'altro delle reazioni (a volte esagerate ed esasperate) delle vittime.
    Questo rapporto sado-masochista presente nel doppio universo variato e variegante dell'omosessualità, prevede possibili inversioni di ruolo, travestimenti nell'un caso mimetizzanti (di difesa), nell'altro caso mitizzanti (da superuomo che si distanzia dal banale uomo comune).
    Banalizzare il doppio filo che lega gli universi omosessuali all'universo eterosessuale porta a trascurare parte delle realtà, immettendo in circoli viziosi dinamiche ora sferiche ora ellittiche, entrambe degne di rispetto ed ammirazione nel loro perfetto intersecarsi nelle orbite dei pianeti, gli individui che risentono loro malgrado dell'andamento del macrosistema culturale, politico e sociale che li circonda.
    Quello che individualmente siamo, è sempre co-determinato da ciò che siamo tutti insieme: etero e omo sono i due capi di un continuum che tocca tutte le esistenze possibili.

Privacy Policy