Ciao a tutti. Vorrei sapere la vostra opinione riguardo alle tecniche di vendita
che molto spesso, almeno a mio avviso, violano i principi etici e deontologici. Mi riferisco ai corsi che i dipendenti promozionali seguono (su incarico delle ditte che rappresentano) per apprendere il modo di vendita più efficace. In questi corsi, in pratica, si danno consigli e si suggeriscono tecniche per raggirare e manipolare le persone. Un conto è aumentare le proprie capacità di vendita facendo leva sul carisma e sulla personalità, un conto è usare trabochetti psicologici ai danni delle persone. L'etica professionale non dovrebbe evitare cose del genere? Eppure perchè io vedo sempre più libri che consigliano come sopraffare la mente delle altre persone, studenti che si iscrivono alla facoltà di Psicologia soltanto per utilizzare le conoscenze acquisite a scopi personali? Mi piacerebbe avere un confronto con voi che siete esperti e che lavorate o studiate nel settore della psicologia. Vorrei conoscere le vostre opinioni al riguardo e sapere se pensate che "manipolazione" sia un termine esagerato in questo caso. Non mi riferisco alle classiche tecniche che propongono la parlantina veloce, lo sguardo negli occhi, il riferisi prevalentemente a persone dell'altro sesso, ecc.. Sempre di più vedo corsi specializzati, promossi spesso da aziende, che insegnano l'arte della persuasione(come la PNL, tanto per citarne una). Ora mi chiedo e chiedo a voi, non è una cosa subdola imparare tecniche, che in teoria dovrebbero servire per aiutare le persone, per scopi personali o di lucro? Una volta apprese determinate conoscenze chi mi assicura che queste non vengano utilizzate per fini non propriamente etici? é ormai chiaro che molte persone si approfittano delle conoscenze che possiedono e in una sorta di delirio di onnipotenza pensano di essere in diritto di utilizzarle a loro piacimento. Dove è finità la spontaneità? Dove è finita la sincerità per le relazioni professionali e sentimentali? é pur vero che tutti noi, in un modo o nell'altro, in modo diretto o indiretto, agiamo sempre in modo psicologicamente adatto a portarci un vantaggio, ma questo non credo si possa paragonare a strategie e tecniche ben definite. Noto però che c'è un certo silenzio attorno a questa cosa, come se non fosse presa seriamente in considerazione e credo che il problema venga ancora sottovalutato. Oggi è ancora prematuro pensare che queste cose possano essere prese in considerazione in campo giudiziario, pensate che in futuro, nel mondo legale, verranno prese in considerazione comportamenti del genere? E di conseguenza ci saranno leggi apposite in merito al problema sovraesposto e quindi per la tutela delle vittime? Spero di conosere la vostra opinione in merito.