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  1. #1
    Partecipante Assiduo L'avatar di qualcosadiblu
    Data registrazione
    20-01-2005
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    Roma
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    133

    questioni deontologiche

    immaginate di avere questo caso:

    una minore viene affidata al padre e collocata nella casa paterna, godendo anche dell'affidamento alla madre. Il ctu ha consigliato una terapia di sostegno alla minore oltre che ai servizi sociali e il padre ha ovviamente acconsentito. La madre invece s'è rifiutata, oltre a negare una serie di problemi che riguardano anche il figlio minore, a causa di una fragilità psicologica e plagio da parte dell'attuale compagno. Probabile PAS.
    La ctp sostiene che per tutelarsi eticamente occorre una semplice comunicazione scritta alla madre, che dovrebbe fare lo psicologo incaricato di prendere la minore. L'art.31, secondo comma, prevede casi eccezionali come questo in cui lo psicologo può decidere di avviare una terapia alla minore anche in assenza del consenso dell'altro genitore. L'Ordine ancora non mi fa sapere nulla in merito e la cosa mi lascia mlto perplessa.
    Voi che ne pensate?



    Dr.ssa Francesca Orlando
    Psicologa Psicoterapeuta

  2. #2
    Partecipante Figo L'avatar di disappear
    Data registrazione
    14-01-2008
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    Riferimento: questioni deontologiche

    Citazione Originalmente inviato da qualcosadiblu Visualizza messaggio
    immaginate di avere questo caso:

    una minore viene affidata al padre e collocata nella casa paterna, godendo anche dell'affidamento alla madre. Il ctu ha consigliato una terapia di sostegno alla minore oltre che ai servizi sociali e il padre ha ovviamente acconsentito. La madre invece s'è rifiutata, oltre a negare una serie di problemi che riguardano anche il figlio minore, a causa di una fragilità psicologica e plagio da parte dell'attuale compagno. Probabile PAS.
    La ctp sostiene che per tutelarsi eticamente occorre una semplice comunicazione scritta alla madre, che dovrebbe fare lo psicologo incaricato di prendere la minore. L'art.31, secondo comma, prevede casi eccezionali come questo in cui lo psicologo può decidere di avviare una terapia alla minore anche in assenza del consenso dell'altro genitore. L'Ordine ancora non mi fa sapere nulla in merito e la cosa mi lascia mlto perplessa.
    Voi che ne pensate?
    in sostanza tu saresti la psicologa incaricata di effettuare colloqui di sostegno con la minore?scusa ma non mi è molto chiaro neanche cos'è che ti lascia perplessa. l'art. 31 del c.d. prevede la possibilità di prendere in carico un minore anche senza il consenso di entrambi i genitori qualora il professionista ritenga necessario l'intervento professionale, semplicemente informando l'autorità tutoria del rapporto professionale che si sta per instaurare.

  3. #3
    Partecipante Assiduo L'avatar di qualcosadiblu
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    Riferimento: questioni deontologiche

    si sarei io. La questione controversa è riferita alla modalità di scegliere quale caso è particolarmente critico al punto da informare l'a.t.. Ma quello cui mi riferivo era il parere della ctp, che pensa di avvertire con una semplie comunicazione la madre della terapia sebbene ellla non abbia ancora accettato.
    Il consulente legale dell'ordine degli psicologi del veneto afferma che non basta comunicare alla madre la cosa perchè l'informazione è praticamente nulla.
    Detto ciò, voi come vi comportereste?



    Dr.ssa Francesca Orlando
    Psicologa Psicoterapeuta

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