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  1. #1

    Disturbo da Alimentazione Incontrollata

    Quali processi ci sono dietro problemi alimentari come la bulimia e l'anoressia?
    Basta una dieta equilibrata per aiutare le persone che soffrono di questi disturbi a stare meglio?

    Ce ne parla lo studio di psicologia e psicoterapia Attraversamenti, nell'articolo Che cosa è il disturbo da alimentazione incontrollata?

    Cosa ne pensate?

    Un saluto!

  2. #2
    Banned
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    14-09-2009
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    toscana
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    126

    Riferimento: Disturbo da Alimentazione Incontrollata

    La dieta non servirà a nulla, immagino, da profana..
    bisognerà risalire alle cause per cui si mangia o si digiuna in modo incontrollato.
    Anch'io tante volte mi sono alzata di notte a ingoiare la Nutella, e so che ci sono tante persone che spolverano il frigorifero quando sono più nervose.
    Oppure quel giorno che è andata storta, non riescono a ingoiare niente, mi è capitato anche quello.
    A volte succede anche a chi non ne soffre in condizioni normali..

  3. #3

    Riferimento: Disturbo da Alimentazione Incontrollata

    L’articolo sul disturbo d’alimentazione incontrollata ci permette di riflettere su diversi aspetti.

    Innanzitutto evidenzia uno degli “effetti collaterali” delle diete dimagranti, specialmente quelle molto rigide: le abbuffate, il bisogno incontrollato di concedersi, occasionalmente, tutto quello che è diventato proibito perché ipercalorico.

    Sono d’accordo con complicata quando dice che le diete non servono a niente ma specificherei dicendo che non servono a niente quelle troppo restrittive che non tengono conto dei gusti, dello stile di vita e, forse, soprattutto, del significato che ha avuto il cibo per quella persona.

    L’articolo spiega molto chiaramente quanto mangiare compulsivamente possa essere diventata una "strategia per congelare la consapevolezza di emozioni profonde e dolorose". Questo capita alle persone che sviluppano un Bed ma il legame tra emozioni e cibo è molto stretto anche per chi non soffre di disturbo da alimentazione incontrollata. Ecco perché potrebbe essere molto vantaggioso per una persona che vuole dimagrire o che vuole seguire un’alimentazione sana, come dice anche complicata, risalire alle cause per cui si mangia (troppo).



    Pamela Serafini
    Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572

    Pamela Serafini

  4. #4
    Neofita L'avatar di zanzaria
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    02-10-2006
    Residenza
    Via Aretina n. 534/3
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    6

    Riferimento: Disturbo da Alimentazione Incontrollata

    L'articolo "Che cosa è il disturbo da alimentazione incontrollata" sottolinea come non ci sia un'unica causa alla base dei disturbi dell'alimentazione, come il binge eating disorder (bed); essi, infatti, sono definiti patologie multifattoriali, essendo il risultato dell'interazione di fattori di rischio, fattori precipitanti e fattori di mantenimento. Tra questi sicuramente rivestono molta importanza i fattori di rischio, che creano il terreno fertile perchè essi si sviluppino, come la bassa autostima, il perfezionismo patologico e l'inconsapevolezza enterocettiva, ovvero la difficoltà a distinguere la fame e la sazietà, e le emozioni, che vengono confuse e possono appunto portare spesso ad utilizzare il cibo per rispondere a emozioni forti, soprattutto in senso negativo.
    Tra i fattori precipitanti molto importante e frequente è la dieta, che, se troppo restrittiva può innescare un circolo vizioso di abbuffate-restrizione alimentare-abbuffate. Infatti, la dieta condotta in modo restrittivo porta prima o poi a sgarrare e siccome in queste persone è diffuso un modo di pensare tutto o nulla, questo le porta a pensare di aver perso il controllo e quindi a lasciarsi andare completamente alle abbuffate.
    Molto importanti sono anche i fattori di mantenimento, che peggiorano e prolungano il problema, tra cui sono molto importanti quei pensieri o vere e proprie convinzioni disfunzionali su alimentazione, peso, forme corporee e loro controllo, come "Se sono grasso, non sarò mai amato" o "Devo fare di tutto per essere magro" ecc, che vanno ad alimentare lo schema disfunzionale di valutazione di sè di queste persone, che è l'aspetto centrale dei disturbi dell'alimentazione.

  5. #5
    Matricola
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    04-11-2009
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    15

    Riferimento: Disturbo da Alimentazione Incontrollata

    Sono una persona affetta da BED.
    Ho letto l'articolo e lo trovo abbastanza interessante.
    Vorrei riportare la mia esperienza.
    L'autore parla della "sensazione di essere travolti da una incontrollabile bramosia di cibo e che si traduce in un’azione di cui, magari non sul momento, viene percepito con colpa il risvolto autodistruttivo. Il piacere è un aspetto marginale"
    E' verissimo.
    A me sembra di essere "posseduta" da un demone.
    Non ho scelta.
    Non ho controllo.
    Subisco la situazione senza poterla gestire.
    La perdita di controllo avviene già al momento di fare la spesa. So bene che non dovrei comprare né birra né vino, perché se l'ho in casa non riuscirò a resistere alla tentazione, ma il braccio scatta da sé, la mano afferra la bottiglia e la pone nel carrello nonostante "io" non voglia. La lotta interna prosegue fino alla cassa, ma vince sempre "lui" (il demone).
    La perdita di controllo avviene soltanto la sera, a casa, durante la cena (pranzo in ufficio). Allora mangio in maniera compulsiva, non adeguata né al senso di fame, né alle necessità corporee.
    Gli alimenti che mi fanno perdere il controllo sono pasta e pane e gli alcolici (birra e vino).
    Mi rendo perfettamente conto di quello che sto facendo, e che quello che sto facendo è sbagliato (sbagliato per me, non in senso assoluto), ma non riesco ad evitarlo. Con i conseguenti sensi di colpa e frustrazione.
    E' molto avvilente.
    Il cibo è sia un riempimento di "vuoti" psicologici, sia un mezzo di consolazione.
    Ogni volta che accade qualcosa che mette in crisi il mio equilibrio psicologico, cerco consolazione nel cibo.
    E' possibile che questa situazione sia la conseguenza di un trauma che ho subito (il suicidio del mio compagno tre giorni dopo averlo lasciato). Sono in cura per questo.
    Il mio problema è: cosa posso fare per, non dico risolvere, ma almeno arginare il BED?
    Gli articoli che ho letto non danno consigli in questo senso, se non quello di rivolgersi ad uno psicologo.
    Avete consigli pratici?
    Grazie

  6. #6
    Matricola
    Data registrazione
    04-11-2009
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    15

    Riferimento: Disturbo da Alimentazione Incontrollata

    Sono una persona affetta da BED.
    Ho letto l'articolo e lo trovo abbastanza interessante.
    Vorrei riportare la mia esperienza.
    L'autore parla della "sensazione di essere travolti da una incontrollabile bramosia di cibo e che si traduce in un’azione di cui, magari non sul momento, viene percepito con colpa il risvolto autodistruttivo. Il piacere è un aspetto marginale"
    E' verissimo.
    A me sembra di essere "posseduta" da un demone.
    Non ho scelta.
    Non ho controllo.
    Subisco la situazione senza poterla gestire.
    La perdita di controllo avviene già al momento di fare la spesa. So bene che non dovrei comprare né birra né vino, perché se l'ho in casa non riuscirò a resistere alla tentazione, ma il braccio scatta da sé, la mano afferra la bottiglia e la pone nel carrello nonostante "io" non voglia. La lotta interna prosegue fino alla cassa, ma vince sempre "lui" (il demone).
    La perdita di controllo avviene soltanto la sera, a casa, durante la cena (pranzo in ufficio). Allora mangio in maniera compulsiva, non adeguata né al senso di fame, né alle necessità corporee.
    Gli alimenti che mi fanno perdere il controllo sono pasta e pane e gli alcolici (birra e vino).
    Mi rendo perfettamente conto di quello che sto facendo, e che quello che sto facendo è sbagliato (sbagliato per me, non in senso assoluto), ma non riesco ad evitarlo. Con i conseguenti sensi di colpa e frustrazione.
    E' molto avvilente.
    Il cibo è sia un riempimento di "vuoti" psicologici, sia un mezzo di consolazione.
    Ogni volta che accade qualcosa che mette in crisi il mio equilibrio psicologico, cerco consolazione nel cibo.
    E' possibile che questa situazione sia la conseguenza di un trauma che ho subito (il suicidio del mio compagno tre giorni dopo averlo lasciato). Sono in cura per questo.
    Il mio problema è: cosa posso fare per, non dico risolvere, ma almeno arginare il BED?
    Gli articoli che ho letto non danno consigli in questo senso, se non quello di rivolgersi ad uno psicologo.
    Avete consigli pratici?
    Grazie

  7. #7

    Riferimento: Disturbo da Alimentazione Incontrollata

    Gentile SallyWow,

    intanto la ringrazio per aver condiviso con noi la sua esperienza. Sono rimasta molto colpita dall’intensità delle sue parole: “A me sembra di essere posseduta da un demone. Non ho scelta. Non ho controllo. Subisco la situazione senza poterla gestire…”.

    Deve essere dolorosa la sensazione di perdere il controllo su di sé, lei parla di una lotta in cui vince sempre “lui”, questo mi fa pensare ad un vissuto di sconfitta che potrebbe provare subito dopo.

    Lei dice che il momento della perdita di controllo avviene soprattutto la sera: descrive accuratamente quello che le succede e gli alimenti ai quali non può resistere e sa che tutto questo è sbagliato per lei tanto che poi prova sensi di colpa e frustrazione.

    Ha acquisito la consapevolezza che il cibo per lei ha assunto il ruolo di un riempimento di “vuoti” e di un mezzo di consolazione ogni volta che qualcosa mette in crisi il suo equilibrio psicologico. Mentre descrive la sua cena a me è venuta l’immagine di lei da sola. Lei condivide il momento della cena con qualcuno?

    Ci racconta che questa situazione che sta vivendo può essere stata causata dal trauma del suicidio del suo ex compagno. Immagino il dolore lacerante che possa aver provato e dice di essere in cura per questo: che tipo di cura ha scelto per cercare di affrontare e superare questo evento? Quanto tempo è passato?

    Lei ci domanda cosa potrebbe fare per “arginare” il Bed. Il disagio che lei sta provando nel rapporto con il cibo e che le provoca dei vissuti di perdita di controllo, colpa, frustrazione e avvilimento rappresenta un segnale importante che qualcosa nella sua vita in questo momento non la fa stare bene. Il dolore che lei sta provando non chiede, forse, di essere arginato ma di essere ascoltato: la sta sollecitando a fare qualcosa per se stessa, a riscoprire i suoi veri bisogni e a fare il possibile per soddisfarli. Lei parla di vuoti ed equilibri psicologici che vengono messi in crisi dagli eventi, si è mai soffermata a riflettere su cosa sente che manca in questo momento nella sua vita? Per che cosa sente che vorrebbe essere consolata?



    Pamela Serafini
    Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572

    Pamela Serafini

  8. #8
    Matricola
    Data registrazione
    04-11-2009
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    15

    Riferimento: Disturbo da Alimentazione Incontrollata

    Grazie per la comprensione, intanto.
    Rispondo in ordine.
    Confermo: la sensazione di perdita di controllo è dolorosa, soprattutto per me perché sono sempre stata una persona piuttosto controllata, e perdere il controllo non mi piace.
    Esatto, vivo da sola e la sera ceno da sola.
    Il suicidio del mio compagno è avvenuto 4 anni fa. Essendo una persona molto forte, non ho "perso il controllo" (appunto!) e ho gestito al meglio la situazione. Avevo molti problemi pratici da affrontare, e l'ho fatto. Questo per oltre un anno. Dopo di che, dopo aver messo "tutto a posto", sono crollata. Depressione post traumatica. Me ne sono resa conto e mi sono rivolta ad uno psichiatra. Ho preso antidepressivi per quasi un anno (Elopram), ho smesso da quasi due anni.
    Contemporaneamente mi sono rivolta ad una psicologa (analitico-bioenergetica). Sono ormai due anni e mezzo che faccio psicoterapia.
    Ovviamente i problemi da affrontare e da risolvere sono tanti, il BED è soltanto uno di questi.
    Tra l'altro è comparso da pochissimo tempo. Ne ho parlato alla mia psicologa, naturalmente, ed è stato molto, molto difficile, ho dovuto superare una resistenza notevole, non so perché. Così come mi è difficile ammetterlo con terze persone.
    Non è che non mi fidi della mia psicologa, al contrario, ma mi piacerebbe sentire anche altre "campane", come si dice, relativamente a questo problema particolare.

  9. #9

    Riferimento: Disturbo da Alimentazione Incontrollata

    Gentile SallyWow,

    da quanto ci racconta riconosce il controllo come una caratteristica del suo modo di essere e quindi capisco cosa può aver significato e significare tutt’ora la sensazione di perderlo ed essere in balia di un “demone” come ci diceva nel precedente post.

    È stata capace di tirare fuori la forza in un momento difficile e delicato della sua vita, quale appunto quello del suicidio del suo compagno. Ha raccolto tutte le sue risorse e ha affrontato la situazione.

    Ma, come riconosce anche lei, dopo aver “messo tutto a posto”, fuori di sé immagino, il disagio è affiorato per rivendicare la sua attenzione, per riportarla, attraverso il dolore, in contatto con le sue emozioni e la parte più profonda e delicata di se stessa, quella che ha subito il colpo più duramente. Il dolore che ha iniziato a provare è stato un richiamo verso se stessa, per riportare il focus del suo sguardo su di sé. E lei ha preso ancora una volta in mano la situazione e ha cercato aiuto da uno psichiatra e poi da una psicologa per elaborare il suo vissuto e la sua esperienza.

    Mi rendo conto di quanto possa essere stato difficile riuscire a parlare con la sua psicologa del Bed, delle emozioni, della compulsione nei confronti del cibo e di tutto quello che prova in un momento così “intimo” con se stessa.

    Lei fa bene ad informarsi e a sentire “altre campane” ma le consiglio di comunicare apertamente alla sua psicologa ogni dubbio che le viene in rapporto al percorso che state facendo insieme, in modo da affrontare sul nascere le possibili resistenze che può incontrare.



    Pamela Serafini
    Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572

    Pamela Serafini

  10. #10
    Matricola
    Data registrazione
    04-11-2009
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    Riferimento: Disturbo da Alimentazione Incontrollata

    Certamente continuerò a parlarne con la psicologa, sia di questo come degli altri problemi. Nonché di come affrontarli nel modo migliore.
    In altri casi ho parlato apertamente dei dubbi che avevo, ho chiesto spiegazioni, abbiamo concordato strategie e lei mi ha dato strumenti che ho potuto applicare con successo.
    Ho letto dei libri, alcuni me li ha prestati lei.
    Su questo specifico problema mi sto documentando, sempre nell'ottica di un percorso consapevole e di confronto con lei.
    Ripeto, è un problema che è venuto fuori da pochissimo tempo.
    A quanto pare, a quanto ho letto finore, non esiste altra strada che la psicoterapia.
    Ma questo è un percorso lungo e nel frattempo rischio di diventare la donna-cannone.
    Va be', in quel caso cercherò lavoro in un circo... :-)
    Grazie di tutto e buon pomeriggio.

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