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  1. #1

    Ventotene:Dramma in gita scolastica. Genitori alle prese con l’ansia

    Martedì 21 aprile 2010, una frana in una spiaggia di Ventotene (Latina) e quella che doveva essere una bella giornata in gita scolastica si trasforma in una tragedia; Sara Pannuccio e Francesca Colonnello, entrambe quattordicenni, vengono travolte dai massi e perdono la vita sotto lo sguardo impotente della classe e dei professori.

    La notizia è certo una delle più allarmanti e in poche ore fa il giro del Paese, il fatto, di quelli incontenibili, scatena emozioni ed un certo senso di impotenza nella maggior parte delle persone e, in modo particolare, nei genitori che, ora più che mai, iniziano a chiedersi come va gestito un rapporto con un figlio adolescente che chiede di poter scegliere in libertà.
    Come ben sappiamo, essere un adolescente comporta tutta una serie di cambiamenti fisici, sessuali, psicologici e sociali ai quali deve adattarsi tutta la famiglia.
    L’adolescente oggi ci pone richieste di libertà sempre maggiori, andare in gita, in discoteca, in vacanza, e questa domanda arriva al genitore che la investe di paure e angosce legate anche al contesto in cui viviamo caratterizzato da forte insicurezza e senso di impotenza per i brutti fatti di cronaca di cui quotidianamente veniamo a conoscenza (violenze, stupri, etc.)
    La difficoltà maggiore da genitore sta, dunque, nell’adattarsi a tali modificazioni riuscendo a gestire l’ansia legata al mutamento della situazione: nostro figlio ci sta chiedendo di poter essere libero di scegliere, di poter crescere e acquisire una propria identità e noi dovremmo essere capaci di saper “dosare” volta per volta lo spazio necessario a ciò.

    Cosa accade quando nostro figlio cresce?
    Nell’età infantile la funzione di contenimento è esclusivamente legata ai genitori, i quali stabiliscono delle regole che il bambino tende a rispettare o, comunque, non opporsi in modo particolare. Nella fase adolescenziale, invece, la figura dell’autorità viene messa in discussione, l’adolescente sente il bisogno di conquistarsi una sua autonomia ed una sua esperienza e spesso ciò viene confuso, da egli stesso, con l’assenza, e dunque il rifiuto, delle regole stesse.
    Si assiste ad un vero e proprio cambiamento della relazione che non è più di tipo adulto-bambino ma inizia ad orientarsi verso un rapporto paritario, adulto-adulto.
    Spesso, in questa fase, i figli cambiano, assumono comportamenti e atteggiamenti mai adottati prima e per un genitore diventa difficile “riconoscere” quel bambino-adulto come il proprio figlio. Anche le richieste diventano più incalzanti, il bisogno di uscire, di frequentare gli amici, di avere il motorino o di avere quel vestito.
    In questa situazione di cambiamento che i genitori si trovano a chiedersi quale sia il comportamento più opportuno da adottare e, soprattutto, come far fronte all’ansia dalla quale vengono assaliti al pensiero che il proprio figlio sia senza di loro, “da solo nel mondo”.
    Il forte stato di ansia che si prova in queste situazioni può portare ad aumento delle sudorazione, sensazione di asfissia, tachicardia; tutte manifestazioni legate alla paura che ai propri figli possa accadere qualcosa di spiacevole.
    Le emozioni ed i sentimenti legati a questo stato creano davvero una situazione di grande disagio ed ansia che, a loro volta, provocano malessere nello stato di salute.

    Provare a trovare un modo per affrontare la situazione
    L’adolescente ha certamente ancora bisogno di una guida e di una “base sicura” alla quale tornare dopo aver esplorato autonomamente il mondo “al di fuori” del nucleo familiare.
    Facilitare la comunicazione tra genitori e figli è chiaramente uno dei punti fondamentali da affrontare, rendersi conto ed accettare il fatto che la relazione si sta modificando e, di conseguenza, si modificano anche le modalità con le quali vengono espressi i contenuti. Ad esempio, se il messaggio da far arrivare è quello di fare attenzione, le modalità con le quali dirlo ad un adolescente saranno vanno distinte da quelle utilizzate per dirlo ad un bambino.
    Per l’adolescente sapere che l’affetto e il sostegno che riceverà sono stabili è importante, dunque lo spazio di discussione potrà comprendere regole, atteggiamenti e comportamenti ma non l’amore che si nutre per lui.
    Fondamentale, poi, è ascoltare il proprio figlio per permettergli uno spazio di espressione dei propri desideri e bisogni in modo da accrescere la propria autostima, evitando posizioni giudicanti.
    La consulenza psicologica ha proprio l’obiettivo di individuare e favorire l’uso di canali di comunicazione funzionali e contestualizzati, tenendo presente che ogni famiglia è un sistema a sé con una propria storia, delle particolari dinamiche ed intrecci di relazioni, ruoli, sentimenti ed individualità.


    Bibliografia e Webliografia

    Gordon T. (1994) Genitori efficaci. La Meridiana
    Maggiolini, A., Pietropolli Charmet, G. (2004). Manuale di psicologia dell’adolescenza: compiti e conflitti. Milano: Francoangeli. (Cap 4 Parte seconda).
    Parsi M. R., Mora E., (2009). Manuale anti-ansia per genitori. Milano: Piemme
    Pasini W., Francescato D., (2000). Il coraggio di cambiare. Milano: Mondadori
    Pietropolli Charmet, G. (2000). I nuovi adolescenti. Milano: Cortina Editore. Cap 1.
    Il Tempo
    Dipartimento di Psicologia Età Evolutiva adolescenza famiglia consulenza psicologica diagnosi terapia bambini adolescenti terapia familiare psicologo età evolutiva

  2. #2

    Riferimento: Ventotene:Dramma in gita scolastica. Genitori alle prese con l’ansia

    Mettendomi nei panni di un genitore, credo sia molto difficile gestire le proprie paure e angosce. Mi chiedo: "Dove sta la giusta misura nelle cose?"
    Voi cosa ne pensate?

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