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  1. #1

    Problema sentimentale "serio" e terapia

    Buongiorno, mi scuso se non ho fatto ancora la presentazione, questo è il mio primo messaggio.
    Mi sono iscritta al forum perchè ho una necessità vitale di sfogarmi, nella vita "reale" non ce la faccio nemmeno più ormai.
    Ho rotto da più di un mese con un ragazzo di cui ero innamoratissima, per la prima volta nella mia vita, a 35 anni.
    Ho avuto altre storie, anche lunghe (una di 4, una di 8 con alti e bassi e varie storielle più o meno importanti di contorno) ma non sono mai riuscita veramente a innamorarmi di nessuno.

    Poco più di 2 anni fa ho iniziato ad andare in terapia perchè volevo indagare sulla mia incapacità di lasciarmi andare al sentimento e anche perchè in quel periodo subivo stalking serratissimo da parte di una persona innamorata di me che avevo provato a frequentare senza riuscire a dargli, in termini di sentimenti, quello che desiderava.
    L'incapacità di staccarmi da questa persona per me dannosa se pure non fossi innamorata (che mi ha fatto vivere anche alcuni momenti di violenza a causa della sua gelosia) e il mio tormento interiore per non riuscire a lasciarmi andare e a far prevalere sempre la mia parte razionale sul sentimento, mi hanno spinto appunto ad iniziare questa terapia.

    Probabilmente grazie alla terapia sono riuscita a capire alcune mie dinamiche e soprattutto a individuare i miei bisogni ma soprattutto mi è successa una cosa inaspettata e, per certi versi, meravigliosa: mi sono innamorata per la prima volta in 35 anni di un ragazzo stupendo di 12 anni più giovane di me.

    Per ben 6 mesi lui mi è stato dietro facendo di tutto per me e se pure fossi incredibilmente attratta lo respingevo perchè avevo paura della differenza d'età, paura che presto è caduta perchè mi sono resa conto per la prima volta che quando si ama davvero è impossibile evitare di lasciarsi andare e di urlarlo al mondo intero.
    Quando riflettevo sul sentimento che provavo per lui, venivano giù le lacrime da sole, mi sembrava quasi un fenomeno paranormale, di un'emozione unica che mi lasciava senza parole e mi faceva riflettere sui miei anni passati a "perdere tempo" con persone per cui evidentemente non provavo "abbastanza".

    Arrivo al dunque: in terapia abbiamo quasi solamente affrontato quello che era il tema "sentimentale" perchè mi rendo conto che il mio bisogno primario era indagare su quello e nel momento in cui si è stabilizzata la mia storia con questo ragazzo la mia dottoressa mi ha chiesto se volevamo diradare le sedute proprio perchè sentiva lei per prima che avevo raggiunto un passo importante.

    Neanche a farlo apposta...dopo solo 10 giorni da questa decisione (e dopo diversi mesi di frequentazione meravigliosa) lui inizia ad avere una crisi. I suoi genitori scoprono l'intensità della nostra storia e iniziano a mettergli grossi paletti e a fargli discorsi importanti al fine di riportarlo sulla retta via e lui, dando retta a loro, mi chiede di aiutarlo a fare la "cosa giusta" e di lasciarlo andare.
    Ci provo una volta ma soffro da morire e lui pure, torna da me chiedendomi di riprovarci perchè stare lontani è impossibile. Non passa molto tempo però e tutto torna, i suoi gli creano problemi quando sanno che esce con me e ogni occasione è buona per ripetergli quanto lui stia facendo il mio male, oltre che il suo.
    Si convince che la cosa giusta è lasciarmi andare e mi supplica di aiutarlo.

    L'ultima volta che ci siamo visti, ormai più di un mese fa, abbiamo parlato per 3 ore e lui non ha fatto altro che piangere e ripetermi quanto ci tiene ma che i suoi avevano ragione e "la cosa giusta" da fare era ormai evidente.
    Altre volte in questi mesi, rispetto al volere di questi potentissimi genitori, avevo intuito che lui non poteva nulla, che fosse il frequentare un master, una festa tra amici o il presentare un curriculum per un lavoro. Anche stavolta, quando si sono messi in mezzo i suoi, ho capito immediatamente che per me era la fine.
    Tra le lacrime mi ha espresso il suo bisogno di dedicarsi allo studio (frequenta la specialistica di ingegneria ed è bravissimo), di progettare il suo futuro, di fare le cose più "giuste" per lui. Ripeteva che non vuole perdermi, che mi ama, che non poteva desiderare una ragazza migliore di me, MA...
    Alla fine mi ha chiesto di farmi sentire, di non perdermi...ma di fatto così non è stato, lui stesso mi ha mandato solo un sms e io da quel discorso nulla, sono morta per lui.
    L'ultima cosa che voglio è passare, agli occhi dei suoi genitori, per la 35enne che vuole accalappiare il loro figliolo 23enne. Non è così che mi sento, io sono solo una persona che si è innamorata veramente, per la prima volta nella vita. E so per certo, senza alcun dubbio, che anche lui sia stato pazzamente innamorato di me.
    Dal giorno della rottura però è come se fossi morta davvero, e non solo per lui.

    Continuo la mia vita, anche se non faccio altro che piangere, ma vivo solo nell'attesa che si risolva qualcosa, che lui si renda conto di quello che sta facendo e torni da me.
    Allo stesso tempo mi rendo conto che, se pure tornasse, per me ci sarebbero solo dubbi, sofferenze, incertezze, ansie per nuove possibili crisi, etc.

    In tutto questo è come se la terapia avesse finito d'essermi d'aiuto. Se prima in qualche modo era un sollievo, ora è diventato un appuntamento meccanico, una delle tante cose che svolgo durante la settimana nell'attesa che lui torni, con la certezza però che non tornerà. Provate a immaginare il mio stato d'animo per favore.

    Passo il mio tempo a indagare su tutto quello che abbiamo detto e fatto insieme e ripercorro gli ultimi momenti, le frasi, aggrappandomi a quelle che potevano darmi una sottile speranza.
    So che sembro un'adolescente ma, come dice la mia dottoressa, sto attraversando per la prima volta a 35 anni un'esperienza che i più affrontano 20 anni prima e mi rendo conto di quanto sia massacrante.

    Cosa può darmi la terapia in tutto questo? Io che non ho mai desiderato nulla di importante per la mia vita adesso voglio solo una cosa, lui. E questo la terapia non me lo può ridare.
    Non mi porta sollievo, non mi sta aiutando ad andare avanti o a individuare un nuovo bisogno o obiettivo, non mi convince che il precedente non era giusto per me.
    Se due anni di terapia mi hanno insegnato ad amare ma anche a soffrire così tanto, maledico il momento in cui ho iniziato perchè stavo certamente molto meglio di così. Cosa me ne faccio adesso di me stessa in questo stato?

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di Alesxandra
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    Riferimento: Problema sentimentale "serio" e terapia

    Citazione Originalmente inviato da GattinaDiPezza Visualizza messaggio
    Cosa può darmi la terapia in tutto questo? Io che non ho mai desiderato nulla di importante per la mia vita adesso voglio solo una cosa, lui. E questo la terapia non me lo può ridare.
    Non mi porta sollievo, non mi sta aiutando ad andare avanti o a individuare un nuovo bisogno o obiettivo, non mi convince che il precedente non era giusto per me.
    Se due anni di terapia mi hanno insegnato ad amare ma anche a soffrire così tanto, maledico il momento in cui ho iniziato perchè stavo certamente molto meglio di così. Cosa me ne faccio adesso di me stessa in questo stato?
    Ti capisco.
    La terapia ti ha insegnato qualcosa di prezioso: far fiorire i tuoi sentimenti, ascoltarli, coltivarli e viverli. Provare amore per un'altra persona è una delle esperienze più belle che la vita può darci. Senza mai innamorarsi si vive a metà. Il problema è che l'amore è un terreno pieno di incertezze e sfide, meraviglioso quanto tormentato. E' uno di quei sentimenti che spiazzano l'anima, la fanno volare al di là del cielo e contemporaneamente la strapazzano senza pietà. Chi ha amato ha anche sofferto per amore. Sempre, non c'è scampo.
    Ora tu stai soffrendo, sei nel pieno della sofferenza, e non senti ragioni, e maledici il percorso che ti ha portata ad innamorarti, ma credimi, quando tutto sarà un po' passato non la penserai così. Prima non stavi "meglio", eri solo una persona che si teneva fuori dai giochi, lontana da un terreno affascinante quanto pernicioso. Se in passato hai desiderato tanto superare il tuo blocco verso i sentimenti e perdere la testa realmente per qualcuno, evidentemente non eri poi così appagata dalla tua condizione passata. Certo, ora ti sembra di ricordare che non soffrivi, ma non credo sia così, soffrivi in modo diverso, per altri motivi, non per amore.
    La terapia non può ridarti lui, può solo aiutarti a non affondare in questo periodo per te difficile. La terapia non può farti fare qualcosa che tu non voglia, sei sempre e solo tu a porti i tuoi obiettivi. E ora è un po' difficile cambiare obiettivo di vita così, di colpo, quando il tuo cuore si tormenta ancora e vuole lui. Capisco l'intensità con cui vivi questa storia, per te è la prima volta forse, ma ti assicuro che ognuno di noi ci è passato, compresa me.
    Non voglio dirti di abbandonare le speranze di tornare con la persona che ami, perchè puoddarsi che questa speranza esista, puoddarsi che lui ti ami e voglia fare di testa sua liberandosi del parere dei genitori..... in ogni caso la terapia ha la funzione di sorreggerti, usala come meglio credi, per te stessa.
    L'amore è così, ci rende di colpo bambini indifesi, e si può soffrire immensamente, ma è importante, prima o poi, saper tornare nuovamente a vivere per se stessi, e per nessun altro.
    In bocca al lupo

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