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Discussione: Psicoterapia via sms

  1. #1
    Partecipante Figo L'avatar di bella primavera
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    Psicoterapia via sms

    Dal giornale city-Roma, del 19-4-2010.
    "psicoterapia via sms, secondo il dr.....il messaggio, via sms, sarebbe, un ottomo rinforzante, di una psicoterapia già in essere.
    Quindi sms, mattutino e serale ci dà la carica!
    ps. cosa ne pensate?

  2. #2
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: psicoterapia via sms

    leggendo il titolo mi ero preoccupato, ma ora leggo che si tratta di sms in una psicoterapia già in atto. Può darsi che il giornalista abbia un po' enfatizzato, come spesso accade, per incuriosire e far notizia...

    di primo acchitto mi viene da chiedermi: se la figura del terapeuta è così presente (perfino tramite sms), come fa a essere interiorizzata? E' importante, in una psicoterapia, avere un setting, cioè un luogo fisico in cui avviene la seduta e un insieme di regole (tempi, spazi, confini). Potrebbe essere che l'invio dell'sms al mattino e alla sera sia concordato fin dall'inizio, e faccia parte delle regole del setting (anche se al momento non ricordo approcci terapeutici che contemplano l'invio di sms) ma, secondo me, è rischioso per vari motivi:

    1. Ciò che viene "appreso" durante la seduta deve poi essere applicato e generalizzato nei contesti di vita, e se il terapeuta si fa presente anche fuori dal setting, con un sms, il paziente non ha modo di "pensarlo" (tra virgolette, perché intendo pensare in senso psicoanalitico, cioè simbolizzare, interiorizzare, far diventare un'istanza astratta quello che in origine era una presenza fisica, il terapeuta appunto).
    2. va contro uno dei principi della psicoterapia, cioè aiutare il paziente a diventare sempre più autonomo e indipendente. Come fa il paziente a diventare autonomo, se il terapeuta gli rompe le scatole anche con un sms? Per completare l'opera il paziente potrebbe memorizzare il numero del terapeuta come "mamma" e poi il terapeuta gli potrebbe inviare messaggi del tipo "sta attento, non farti male, lavati le mani"
    3. E' una violazione del setting. E se il paziente non fosse più contento dell'sms, se volesse sentire dal vivo il terapeuta che fa, gli telefona? Diventa terapeuta-dipendente?

    Mi viene in mente un vecchio dibattito tra Ferenczi e Freud: Ferenczi diceva che alcuni pazienti potevano essere accarezzati dall'analista (anche una semplice pacca sulla spalla), perché in fondo, che vuoi che sia, è una carezza e potrebbe essere utile all'autostima del paziente. Freud lo rimproverò aspramente, perché disse che dalla carezza si potrebbe poi passare a qualcosa di più, e via via fino a una relazione intima.
    Con l'sms ravvedo lo stesso pericolo.
    Ultima modifica di Johnny : 19-04-2010 alle ore 12.19.45

  3. #3
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: psicoterapia via sms

    Citazione Originalmente inviato da bella primavera Visualizza messaggio
    Dal giornale city-Roma, del 19-4-2010.
    "psicoterapia via sms, secondo il dr.....il messaggio, via sms, sarebbe, un ottomo rinforzante, di una psicoterapia già in essere.
    Quindi sms, mattutino e serale ci dà la carica!
    ps. cosa ne pensate?
    Io personalmente penso: già la psicoterapia sta scomparendo, aggiungiamoci pure gli sms ed è fatta!
    Cioè ragazzi, ma ci rendiamo conto? Siamo una categoria agonizzante, fantasmatica (proprio oggi ho firmato una petizione contro l'abolizione dell'assistenza sanitaria che l'empap ha tagliato senza avvertire minimamente gli iscritti!!), declinante...e questo mi parla di sms ''in una terapia già in essere''! Ma quale ''essere''! Se non ci muoviamo saremo destinati al non-essere totale, altrochè!

    Saluti,
    Luigi

  4. #4
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: psicoterapia via sms

    Citazione Originalmente inviato da bella primavera Visualizza messaggio
    Dal giornale city-Roma, del 19-4-2010.
    "psicoterapia via sms, secondo il dr.....il messaggio, via sms, sarebbe, un ottomo rinforzante, di una psicoterapia già in essere.
    Quindi sms, mattutino e serale ci dà la carica!
    ps. cosa ne pensate?


    Io personalmente penso: già la psicoterapia sta scomparendo, aggiungiamoci pure gli sms ed è fatta!
    Cioè ragazzi, ma ci rendiamo conto? Siamo una categoria agonizzante, fantasmatica (proprio oggi ho firmato una petizione contro l'abolizione dell'assistenza sanitaria che l'empap ha tagliato senza avvertire minimamente gli iscritti!!), declinante...e questo mi parla di sms ''in una terapia già in essere''! Ma quale ''essere''! Se non ci muoviamo saremo destinati al non-essere totale, altrochè!

    Saluti,
    Luigi

  5. #5
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    Riferimento: psicoterapia via sms

    E allora?

    Ma se il terapeuta è bravo, sa gestire anche gli sms!!

    Toh, allora quelli che in seduta danno baci e abbracci?

    Anzi, più è sicuro di sè, e più può concedersi strappi alle regole, no?

    Si vede che Freud non era tranquillo..

    Poi volevo aggiungere, per quanto riguarda dipendere dalla "mamma": per far diventare autonomo il paziente, allora, basterebbe dirgli: "Guarda, il terapeuta scordatelo, anzi, fai di più, lascia la terapia, è il segno che sei autonomo."
    Invece non funziona così, a quanto pare la dipendenza vi ci vuole per mandare avanti le terapie, sennò chi ce lo farebbe fare a noi, di andarci?

    In pratica, i terapeuti campano di questo. ( Cioè, sulle disgrazie altrui) Senza, non esisterebbero.

    A questo punto, per sillogismo, si capisce perchè il dott. in questione manda gli sms.
    Ultima modifica di complicata : 19-04-2010 alle ore 22.11.58

  6. #6
    Megiston Matema
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    Riferimento: psicoterapia via sms

    A mio avviso bisogna sempre tener presente che esistono modelli psicoterapici diversi fra di loro non soltanto a livello teorico (e quindi anche clinico), ma persino a livello epistemologico (ciò vuol dire che potrebbero anche usare le stesse parole, ad esempio “aggressività”, ma intendere cose completamente differenti e non reversibili da una teoria all’altra).
    Quando sentiamo che qualcuno utilizza degli strumenti che magari la nostra teoria può considerare da evitare accuratamente perché di intralcio o addirittura pericolosi, non possiamo estendere questo giudizio ad ogni situazione.
    Magari gli stessi strumenti che non sono praticabili all’interno di un modello teorico potrebbero trovare la loro giustificazione in un altro modello teorico che li prevede e li auspica: solo l’esito della terapia stessa e l’aderenza del risultato finale all’obiettivo del metodo teorico preventivamente esplicitato al paziente sono gli unici giudici attendibili in questi casi.
    Succede, in psicoterapia, che si perseguano gli stessi obiettivi con strumenti diversi, e questo non soltanto fra teorie di origini differenti, ma anche all’interno di cornici teoriche uguali o simili (in psicoanalisi non possiamo certo equiparare un’analisi kleiniana ad una kohutiana, né una “classica” ad una “relazionale”). Lo stesso Freud e la figlia Anna dopo di lui vedevano di buon occhio quella che oggi viene chiamata la “creatività della tecnica”, in un certo senso l’analista può e deve fare ciò che sente di fare, deve cioè crearsi gli strumenti terapeutici in itinere (pensate ad esempio all'espediente della fine analisi con l'Uomo dei lupi), purché sappia cosa sta facendo.
    Quindi, non mi scandalizzo per gli sms in linea generale e non mi sento di giudicarne l’uso, sia a livello di utilità nelle comunicazioni fra terapeuta e paziente, sia come strumenti prettamente terapeutici.
    Certo, mi piacerebbe capire come inviare un paio di sms al paziente possa servire alla terapia, cosa va a rinforzare? La psicoanalisi relazionale, che io esercito, tiene in particolare considerazione il rapporto fra paziente e terapeuta, abbiamo eliminato il lettino perché riteniamo molto importante poter osservare il paziente nella sua gestualità, fisicità, corporeità, e perché anche lui possa fare altrettanto con noi.
    Non si tratta più di interpretare parole che il paziente ci porta come “libere associazioni”, si tratta piuttosto di interpretare un rapporto fra noi e lui costituito certamente da parole, ma anche da gesti, da espressioni, da emozioni, da tutto quel flusso comunicativo che adesso viene chiamato “inconscio procedurale” (da distinguere dall’inconscio dinamico).
    Per questo motivo io per lavorare ho bisogno della “presenza” del paziente (come è anche necessaria la mia presenza).
    Quindi, evito accuratamente la deriva degli sms (preferendogli un incontro o almeno una telefonata se non si può fare altro a breve) ed evito tutti quegli strumenti informatici e tecnologici che ci mettono in comunicazione pur essendo distanti.
    I miei interventi, poi, possono non aver colto il segno oppure, al contrario, centrare il punto nevralgico; nel primo caso sarebbe controproducente insistervi e rinforzarli, nel secondo caso non c’è alcuna necessità di rinforzo perché sono già molto efficaci da soli.
    Spero di non avervi annoiati con queste mie considerazioni e di aver mostrato sufficiente rispetto per modalità di lavoro anche molto differenti dalle mie.
    Un saluto.
    Ultima modifica di Megiston Matema : 20-04-2010 alle ore 10.46.14

  7. #7
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    Riferimento: psicoterapia via sms

    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema Visualizza messaggio
    A mio avviso bisogna sempre tener presente che esistono modelli psicoterapici diversi fra di loro non soltanto a livello teorico (e quindi anche clinico), ma persino a livello epistemologico (ciò vuol dire che potrebbero anche usare le stesse parole, ad esempio “aggressività”, ma intendere cose completamente differenti e non reversibili da una teoria all’altra).
    Quando sentiamo che qualcuno utilizza degli strumenti che magari la nostra teoria può considerare da evitare accuratamente perché di intralcio o addirittura pericolosi, non possiamo estendere questo giudizio ad ogni situazione.
    Magari gli stessi strumenti che non sono praticabili all’interno di un modello teorico potrebbero trovare la loro giustificazione in un altro modello teorico che li prevede e li auspica: solo l’esito della terapia stessa e l’aderenza del risultato finale all’obiettivo del metodo teorico preventivamente esplicitato al paziente sono gli unici giudici attendibili in questi casi.
    Succede, in psicoterapia, che si perseguano gli stessi obiettivi con strumenti diversi, e questo non soltanto fra teorie di origini differenti, ma anche all’interno di cornici teoriche uguali o simili (in psicoanalisi non possiamo certo equiparare un’analisi kleiniana ad una kohutiana, né una “classica” ad una “relazionale”). Lo stesso Freud e la figlia Anna dopo di lui vedevano di buon occhio quella che oggi viene chiamata la “creatività della tecnica”, in un certo senso l’analista può e deve fare ciò che sente di fare, deve cioè crearsi gli strumenti terapeutici in itinere (pensate ad esempio all'espediente della fine analisi con l'Uomo dei lupi), purché sappia cosa sta facendo.
    Quindi, non mi scandalizzo per gli sms in linea generale e non mi sento di giudicarne l’uso, sia a livello di utilità nelle comunicazioni fra terapeuta e paziente, sia come strumenti prettamente terapeutici.
    Certo, mi piacerebbe capire come inviare un paio di sms al paziente possa servire alla terapia, cosa va a rinforzare? La psicoanalisi relazionale, che io esercito, tiene in particolare considerazione il rapporto fra paziente e terapeuta, abbiamo eliminato il lettino perché riteniamo molto importante poter osservare il paziente nella sua gestualità, fisicità, corporeità, e perché anche lui possa fare altrettanto con noi.
    Non si tratta più di interpretare parole che il paziente ci porta come “libere associazioni”, si tratta piuttosto di interpretare un rapporto fra noi e lui costituito certamente da parole, ma anche da gesti, da espressioni, da emozioni, da tutto quel flusso comunicativo che adesso viene chiamato “inconscio procedurale” (da distinguere dall’inconscio dinamico).
    Per questo motivo io per lavorare ho bisogno della “presenza” del paziente (come è anche necessaria la mia presenza).
    Quindi, evito accuratamente la deriva degli sms (preferendogli un incontro o almeno una telefonata se non si può fare altro a breve) ed evito tutti quegli strumenti informatici e tecnologici che ci mettono in comunicazione pur essendo distanti.
    I miei interventi, poi, possono non aver colto il segno oppure, al contrario, centrare il punto nevralgico; nel primo caso sarebbe controproducente insistervi e rinforzarli, nel secondo caso non c’è alcuna necessità di rinforzo perché sono già molto efficaci da soli.
    Spero di non avervi annoiati con queste mie considerazioni e di aver mostrato sufficiente rispetto per modalità di lavoro anche molto differenti dalle mie.
    Un saluto.
    Ottimo intervento; sei in gamba!

  8. #8
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: psicoterapia via sms

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    E allora?

    Ma se il terapeuta è bravo, sa gestire anche gli sms!!

    Toh, allora quelli che in seduta danno baci e abbracci?

    Anzi, più è sicuro di sè, e più può concedersi strappi alle regole, no?

    Si vede che Freud non era tranquillo..

    Poi volevo aggiungere, per quanto riguarda dipendere dalla "mamma": per far diventare autonomo il paziente, allora, basterebbe dirgli: "Guarda, il terapeuta scordatelo, anzi, fai di più, lascia la terapia, è il segno che sei autonomo."
    Invece non funziona così, a quanto pare la dipendenza vi ci vuole per mandare avanti le terapie, sennò chi ce lo farebbe fare a noi, di andarci?

    In pratica, i terapeuti campano di questo. ( Cioè, sulle disgrazie altrui) Senza, non esisterebbero.

    A questo punto, per sillogismo, si capisce perchè il dott. in questione manda gli sms.
    Mia cara,
    Freud era abbastanza tranquillo da non aver mai trasceso dal ruolo terapeutico che si era imposto da quando aveva compreso che non bisogna farsi intimidire dal transfert come aveva fatto Breuer e che, anzi, lo si può sfruttare all'interno di una analisi per far emergere l'inconscio. Era talmente sereno che ai suoi pazienti offriva il the con i biscottini, conversava amabilmente e in qualche occasione ha anche assistito economicamente qualche suo paziente in difficoltà.
    Ma capiva che baci e abbracci non avrebbero certo facilitato la terapia.
    Per il resto, se ad un paziente bastasse dirgli: ""Guarda, il terapeuta scordatelo, anzi, fai di più, lascia la terapia, è il segno che sei autonomo.", magari accompagnando le parole con un calcio nel sedere per rinforzare il concetto e renderlo più efficace e duraturo , tutto sarebbe molto più semplice.
    Purtroppo non è così, dal mio punto di vista per risolvere una "dipendenza" occorrono anni di paziente lavoro.
    Sul fatto che noi psicoterapeuti campiamo sulle "disgrazie" altrui è certamente vero, ma siamo in buona compagnia con i medici, gli impresari di pompe funebri, gli avvocati, gli insegnanti (se, come me, hai la bontà di considerare l'ignoranza una disgrazia), i meccanici, i carrozzieri, le forze di polizia, la protezione civile, i pompieri, i vigili urbani, tutti i venditori di generi alimentari (la fame è pur sempre una disgrazia), i negozianti di abbigliamento, le guardie carcerarie, i magistrati, i politici, ecc ecc.
    Ultima modifica di Megiston Matema : 20-04-2010 alle ore 11.28.26

  9. #9
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    Riferimento: psicoterapia via sms

    Grazie, molto interessante.

    Però l'osservazione è questa: come mai fra i terapeuti c'è questa disuniformità di comportamenti e di opinioni?

    Scusate, ma fra il tè con i biscottini e i baci e abbracci io non vedo poi tanta differenza.

    C'è chi al terapeuta porta le letterine con su scritti i sogni, e tranquillamente gliele lascia.
    Sono racconti dal vero.
    C'è chi fa la seduta sul tappetino a gambe incrociate con terapeuta in terra anche lui.
    C'è chi col terapeuta ci va a prendere il caffè al bar(con il "terapeuta sistemico-relazionale", che vorrà dire?)
    C'è chi lo frequenta a conferenze varie, da lui invitato.
    Perchè non mi viene in mente altro, ma potrei continuare..
    ah, c'è chi gli massaggia il paziente sul collo, per farlo distendere, o, l'ho letto in un libro!
    Ah, c'è chi partecipa a "incontri di terapia di gruppo, di respirazione, so" tenuti dal proprio terapeuta, la casistica si fa infinita..

    C'è invece chi c'ha il più "cattivo" di tutti, che manco lo saluta, fra poco..e le letterine giammai! Mi vien da sorridere

    Allora: si deve dedurre che vi sono terapie "sbagliate", oppure, al contrario, che vanno tutte bene, oppure, boh?
    Non saprei, sono sconcertata.
    Ultima modifica di complicata : 20-04-2010 alle ore 19.27.17

  10. #10
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    Riferimento: psicoterapia via sms

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Grazie, molto interessante.

    Però l'osservazione è questa: come mai fra i terapeuti c'è questa disuniformità di comportamenti e di opinioni?
    Forse proprio perché, come hai scritto tu, sono "i terapeuti. Come ogni paziente è diverso dagli altri (e anche da se stesso tra una seduta e l'altra) così lo sono i terapeuti. O non sono esseri umani pure loro?

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Scusate, ma fra il tè con i biscottini e i baci e abbracci io non vedo poi tanta differenza.

    C'è chi al terapeuta porta le letterine con su scritti i sogni, e tranquillamente gliele lascia.
    Sono racconti dal vero.
    C'è chi fa la seduta sul tappetino a gambe incrociate con terapeuta in terra anche lui.
    C'è chi col terapeuta ci va a prendere il caffè al bar(con il "terapeuta sistemico-relazionale", che vorrà dire?)
    C'è chi lo frequenta a conferenze varie, da lui invitato.
    Perchè non mi viene in mente altro, ma potrei continuare..
    ah, c'è chi gli massaggia il paziente sul collo, per farlo distendere, o, l'ho letto in un libro!
    Ah, c'è chi partecipa a "incontri di terapia di gruppo, di respirazione, so" tenuti dal proprio terapeuta, la casistica si fa infinita..
    Tutte cose che, a seconda del paziente, del terapeuta e della relazione tra di loro è "giusto" fare o no. Non ci sono regole fisse. Tranne quella delle libere associazioni (che si possono fare con la parola, con la postura, con le espressioni facciali, con il silenzio, con i sogni... insomma con quel che Megiston chiama "presenza").
    Il problema, quando non ci sono regole generali è, naturalmente, che ci sentiamo persi. Che sentiamo il desiderio di avere qualcuno (una scuola, un orientamento teorico, un supervisore, un collega) che prenda il posto di nostro padre e nostra madre e ci dica cosa è giusto e cosa è sbagliato. Ma quando siamo in studio dobbiamo decidere noi.
    A volte sbagliamo, per eccesso o per difetto. Più spesso di quanto vorremmo, probabilmente. E meno di quanto pensino quelli che in studio non ci sono mai entrati, probabilmente.

    Poi, vedi, se massaggio un paziente sul collo, non è per farlo "distendere". Molto difficile che un paziente cui viene toccato il collo si distenda. Il collo è un segmento associato al controllo del mondo e non per nulla uno dei primi segmenti del corpo di cui si acquisisce il controllo volontario è proprio il collo, perché questo ci consente di orientare lo sguardo verso la direzione che preferiamo.
    E toccare il collo implica toccare il controllo sul mondo esterno. Una cosa complicata e difficile per chiunque, paziente o terapeuta che sia.

    Mi aspetto una marea di critiche sul contatto fisico tra paziente e terapeuta. Ma credo conti molto il perché, il come e il quando lo si mette in atto. Una cosa è se lo si applica perché sia utile al paziente un'altra è se lo si applica perché è utile al terapeuta (a tutti i livelli).

    Buona vita
    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  11. #11
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    Riferimento: psicoterapia via sms

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Grazie, molto interessante.

    Però l'osservazione è questa: come mai fra i terapeuti c'è questa disuniformità di comportamenti e di opinioni?

    Scusate, ma fra il tè con i biscottini e i baci e abbracci io non vedo poi tanta differenza.

    C'è chi al terapeuta porta le letterine con su scritti i sogni, e tranquillamente gliele lascia.
    Sono racconti dal vero.
    C'è chi fa la seduta sul tappetino a gambe incrociate con terapeuta in terra anche lui.
    C'è chi col terapeuta ci va a prendere il caffè al bar(con il "terapeuta sistemico-relazionale", che vorrà dire?)
    C'è chi lo frequenta a conferenze varie, da lui invitato.
    Perchè non mi viene in mente altro, ma potrei continuare..
    ah, c'è chi gli massaggia il paziente sul collo, per farlo distendere, o, l'ho letto in un libro!
    Ah, c'è chi partecipa a "incontri di terapia di gruppo, di respirazione, so" tenuti dal proprio terapeuta, la casistica si fa infinita..

    C'è invece chi c'ha il più "cattivo" di tutti, che manco lo saluta, fra poco..e le letterine giammai! Mi vien da sorridere

    Allora: si deve dedurre che vi sono terapie "sbagliate", oppure, al contrario, che vanno tutte bene, oppure, boh?
    Non saprei, sono sconcertata.
    Beh...però, se mi permetti, una distinzione doverosa: spesso in questo forum e altrove si assume che 'psicoanalisi' e 'psicoterapia' siano la stessa cosa. Quasi mi sembra che ti poni su questo piano. Ma, inutile dire quanto sia articolata la questione...più utile dire che, fino a prova contraria e con il consenso di tutte le parti scientifiche in causa, la ''psicoanalisi'' è una cosa, la ''psicoterapia'' un'altra. Questione ineliminabile e insormontabile. Dopotutto, la psicoanalisi procede in un senso (libere associazioni, astinenza, interpretazione del transfert e inconscio) che è ormai il suo marchio, la psicoterapia in un altro. Si può sempre discutere sul fatto che sia effettivamente opportuno problematizzare i costrutti della psicoanalisi proprio perchè non è una scienza esatta ma un sapere itinerante dell'inconscio: ma sempre restando nel solco della disciplina delineata da Freud e da alcuni pionieri; perchè, in caso contrario, si perderebbe di vista la specificità dell'oggetto osservato. Anche la psicoterapia si rifà ai costrutti psicoanalitici: ma ha riconosciuto la sua pratica come sostanzialmente diversa e distante dalle concezioni che hanno permesso il dispiegarsi del sapere dell'inconscio. Gli obiettivi sono diversi. Gli oggetti sono diversi. Non è affatto questione di ''vero'' o ''falso''. Perciò, restando nel solco della psicoanalisi, non sussistono affatto i problemi che delinei; non c'è nulla da decidere o chiarire. Con tutte le varianti e i problemi del caso (vorrei sempre sottolinearlo): la psicoanalisi ''analizza'', la psicoterapia ''terapizza''.

    Saluti,
    Luigi

  12. #12
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    Riferimento: psicoterapia via sms

    Ma sì, io mescolo le due cose per ragioni ben precise.

    Probabilmente perchè ho esperienza non di analisi, ma di psicoterapia con orientamento analitico, che dev'essere per forza una sorta di insalata mista.

    Intendiamoci, i miscugli mi sono sempre piaciuti poco.
    Forse si rischia di prendere gli "svantaggi" di tutto.

    Ci si sorbisce, non so, dico in tono semiserio:

    a) il terapeuta neutro
    b) il terapeuta silenzioso
    c) il terapeuta con le regole rigide
    d) il terapeuta distaccato

    f) il terapeuta invisibile
    g) il terapeuta

    E poi non si ha idea chiara di cosa esattamente si sta facendo!
    Neanche se si è "analizzati" o "terapizzati".

    Neanche la soddisfazione di vantarsi che noi si fa "analisi".
    Ultima modifica di complicata : 21-04-2010 alle ore 17.46.12

  13. #13
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    Riferimento: psicoterapia via sms

    A parte che le cose migliori scaturiscono SEMPRE dalle mescolanze!

    Umpf!

  14. #14
    Matricola
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    Riferimento: psicoterapia via sms

    Posso dire una cosa semplice semplice da mera paziente?
    Io un messaggino mattino e sera dalla mia psicologa proprio non lo vorrei!
    Sarà che detesto i messaggini in generale.
    Sarà che mi sentirei prigioniera di un rituale di cui non sento assolutamente il bisogno.
    Se me lo proponesse (ma non lo farebbe mai ...) rifiuterei.
    Mi dite, per favore, che senso hanno tutti 'sti messaggini?
    Che utilità?
    Io, dal mio personale, soggettivo punto di vista, proprio non la vedo.
    Non mi sento dipendente dalla mia psicologa, non ho bisogno di essere rassicurata (di che? lo so che ci sarebbe in caso di BISOGNO), non ho bisogno né di una madre né di un padre, se ho qualche crisi durante la settimana (e capitano) le gestisco e aspetto pazientemente che arrivi il giorno designato per parlarne con lei.
    A cosa mi servirebbe un messaggino?
    Non ne vedo, ribadisco, l'utilità.
    Per non parlare del fatto che, mettendomi nei suoi panni, troverei veramente "pesante" questo "dovere".
    Non bastano le sedute concordate?
    Una/o psicologo deve star sempre lì a pensare ai propri pazienti?
    Tutti i giorni?
    Mattina e sera?
    Ma ce l'avrà pure una vita privata?????
    Un pochino di rispetto per queste persone, no?
    Ribadisco: capisco il messaggino (poco), una telefonata, in caso di BISOGNO, ma deve essere una vera necessità, non che un paziente si rivolga alla psicologa ogni volta che si sbuccia un dito.
    O no?

  15. #15
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    Riferimento: psicoterapia via sms

    No, rispetto no, assolutamente.
    Loro non ce l'hanno mica, per il paziente, figurati.
    Almeno, nel senso comune che si attribuisce a questo termine.
    Ultima modifica di complicata : 26-04-2010 alle ore 19.10.41

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