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  1. #1

    Io ti invio foto porno e tu mi ricarichi il telefonino

    Una tredicenne inviava proprie immagini porno in cambio di ricariche telefoniche. Tutto è iniziato durante la scuola media. La giovane inviava le proprie foto hard senza però mostrare il suo viso.

    Inizialmente il “gioco” prevedeva l’invio solo ai suoi compagni di scuola, poi però il tutto si è ampliato a numerosi altri giovani in Friuli e Veneto.

    La vicenda, scoperta dai carabinieri di Tolmezzo (Udine), ho generato il sequestro di decine di telefonini, chiavette Usb e hard disk di computer ricche di foto e/o brevi filmati porno della ragazzina.

    Sono state iscritte nei registri degli indagati 34 persone di cui:
    -29 indagati minorenni
    -5 poco più che 18enni.

    Per loro l’accusa è di pornografia minorile.

    L’adolescenza, terra di mezzo tra l’età infantile e quella adulta, è anche chiamata l’età del cambiamento, momento di crisi.

    Ogni passaggio evolutivo, come sottolineato da Erikson, è caratterizzato per un suo compito evolutivo.
    In adolescenza, i cambiamenti fisici, lo sviluppo anche nelle capacità cognitive, di pensiero, la formazione della propria identità sono tutti fortemente attivi con cadenza quotidiana. Il tutto è accompagnato dall’esplosione dei caratteri sessuali.

    Per gli adolescenti del 2000, il mondo della tecnologia rappresenta il proprio habitat. Le cronache di oggi ci segnalano casi in cui, il WEB è contenitore - mezzo di trasmissione – teatro di comportamenti come:
    -Sextesting (scattarsi e scambiarsi foto soft e/o hard);
    -Webcam girl (vendita di sesso digitale via PC);
    -Pornografia gratuita.

    Dal 2005, a livello internazionale, si sono attivate ricerche scientifiche atte a conoscere queste nuove, ma ormai molto frequenti realtà.

    Lo scorso ottobre, la rivista Panorama ha pubblicato un’inchiesta focalizzandosi sul tema della microprostituzione adolescenziale e del sesso che corre nel web. Questi fenomeni sono molto diffusi all’interno della scuola, e vedono coinvolte spesso ragazze di famiglia benestante.
    Alcune ragazze che hanno seguito un cammino terapeutico, interrogate su cosa le avesse spinte o cosa pensassero, raccontano che: <<il tutto è iniziato nel modo più semplice: un ragazzo me l’ha chiesto e ho accetto>> - <<quando lo facevo non mi ponevo il problema>>.

    Il corpo dell’adolescente che sta mutando, che sta assumendo forme femminili ormai da donna, accostato alla semplicità delle mille nuove tecnologie diventa uno strumento sconosciuto da usare.

    L’esposizione all’immagine, l’uso del corpo in modo ammiccante, sono rinforzati come comportamenti positivi dagli input che vengono quotidianamente veicolati dai mezzi di comunicazione; questi forniscono alla sessualizzazione estremizzata - esternalizzata il potere di strumento per ottenere, “senza troppa fatica” e “velocemente” beni materiali che in quel momento sono desiderati.


    Chiara Iazzolino, Ordine Psicologi Lazio, n. 17378

    Bibliografia
    Corriere della Sera
    Panorama

  2. #2
    Partecipante L'avatar di psi-clinico-dip
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    Riferimento: Io ti invio foto porno e tu mi ricarichi il telefonino

    Per quel che ricordo degli anni alla scuola media, penso che poco sia cambiato nella sostanza. Mi spiego. L'analisi rispetto alla fase evolutiva adolescenziale è e rimane cruciale per la definizione del fenomeno. Per quanto evoluti siamo esseri che da millenni sono cambiati ben poco a livello fisiologico, tuttavia sono le modalità di espressione ed esposizione della propria sessualità ad aver modificato i coanali attraverso i quali si veicolano. Diversamente la scoperta del proprio corpo, la condivisione fra pari delle prime esperienze sessuali, l'esibizione e la costruzione dell'immagine di sè ( in particolare il sè corporeo) restano elementi sostanziali nel processo evolutivo.

    Dott. Maurizio Parolin
    Iscr. Albo della Lombardia N° 03/6904

  3. #3
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    Riferimento: Io ti invio foto porno e tu mi ricarichi il telefonino

    Lavorando nell'ASL CN-1 nello spazio dedicato agli adolescenti posso dire che la società in cui crescono è mediata "a tavola" dai commenti dei genitori, i quali non solo non si prendono la responsabilità di una educazione realisticamente sobria, ma alimentano le modalità voyeuristiche degli adolescenti. Sono le madri le prime FAN delle figlie veline, e sono i padri che consigliano ai figli maschi il Doping nello sport pur di vincere.
    La scuola fa quel che può, noi psicologi scolastici facciamo poco perchè siamo relegati ai margini dell'istituzione, visti con sospetto dagli insegnanti e messi in grado di agire solo nell'urgenza. Ma sarebbe invece essenziale la prevenzione.
    Ritengo normale per una adolescente il voler essere guardata, apprezzata, vista: sono modalità compensatorie di formazione di una identità che non viene supportata da una cultura che usa i corpi dei figli per soddisfare i bisogni degli adulti.

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