• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Visualizzazione risultati 1 fino 4 di 4
  1. #1

    Ru486: Anche le donne italiane potranno scegliere l'aborto farmacologico





    Ru486: Anche le donne italiane potranno scegliere l’aborto farmacologico


    Dal primo aprile le farmacie ospedaliere hanno avuto il via libera per la richiesta della pillola abortiva e potrebbe essere somministrata già nella settimana dopo Pasqua nel Policlinico di Bari su una paziente che ne ha fatto richiesta. Dopo che l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ha consentito la distribuzione del farmaco, si è acceso un vespaio di polemiche. Da sottolineare, comunque, che la pillola Ru486 sarà fornita esclusivamente agli Ospedali e ai centri autorizzati dalla legge 194.



    Che cos’è la Ru486 e come funziona



    Da circa venti anni viene utilizzata in alcuni paesi europei, e, in Italia, come afferma il professor Carlo Flamigni, ginecologo dell’Università di Bologna e membro del Comitato Nazionale di Bioetica, “In realtà siamo di fronte a un primo giorno che non è un primo giorno. In alcune strutture era già possibile optare per l’aborto farmacologico, perché la Ru486 veniva ordinata all’estero ad personam, cioè su richiesta della paziente…ed era reperibile solo presso la farmacia dell’ospedale. L’assunzione avveniva solo in regime ospedaliero e non in day hospital. Se però la paziente firmava dopo l’assunzione, non poteva essere trattenuta”. Le polemiche di questi giorni, infatti, sono sorte anche in relazione al fatto che la donna potrebbe non restare in ospedale per tutta la durata dell’Ivg. Benchè il 19 Marzo il CSS (Consiglio Superiore di Sanità) abbia disposto che la pillola abortiva possa essere erogata soltanto attraverso un ricovero ospedaliero e fino alla totale espulsione del feto, per tutelare la salute della donna e nel rispetto della legge 194, di fatto, le regioni manterranno la possibilità di scegliere il ricovero ordinario o il day hospital. Attualmente Lombardia, Toscana e Veneto hanno optato per il ricovero ospedaliero mentre Emilia Romagna, Piemonte e Provincia autonoma di Trento hanno adottato il Day Hospital.



    Da oggi, quindi, alla donna che abbia scelto di interrompere una gravidanza, verrà data la possibilità di effettuare un intervento chirurgico o adottare l’opzione farmacologica. Una prima differenza sostanziale sta nel fatto che, come ha sottolineato il dr. Viale, che ha condotto la sperimentazione della Ru486 all’Ospedale Sant’Anna di Torino,“La paziente che sceglie l’aborto farmacologico è più autonoma nell’atto. È lei infatti che assume il farmaco. Nell’aborto chirurgico invece l’azione è delegata al medico e la sofferenza attutita dall’anestesia”. Anche se, potremmo aggiungere, qualunque modalità venga scelta, l’elaborazione psicologica di questo evento, dovrà precedere e seguire l’interruzione di gravidanza.



    L’aborto farmacologico consiste nella somministrazione di due pillole, tra la settima e la nona settimana di gestazione: il Mifepristone (Ru486) che blocca l’azione del progesterone, l’ormone che consente il mantenimento della gravidanza, e la prostaglandina, somministrata due giorni dopo la Ru486, per consentire l’espulsione del feto tramite sanguinamento e contrazioni (come in una mestruazione) che possono variare da donna a donna per quantità e durata e persistere per 7 giorni o più. Secondo il dossier dell’Aifa, possono presentarsi alcuni effetti collaterali, soprattutto legati all’uso delle prostaglandine: crampi dolorosi al momento dell’espulsione che diminuiscono subito dopo, nausea (34-72%), vomito (12-41%) e diarrea (3-26%). Le complicanze più gravi, legate al sanguinamento, sono molto rare (0,36-0,71%).



    Come ha sostenuto la dr.ssa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di ginecologia e sessuologia medica dell’H. San Raffaele Resnati di Milano, la pillola abortiva “non è un contraccettivo ma un abortivo, questo deve essere chiaro a tutti”. La Ru486 non deve essere confusa, quindi, con la pillola del giorno dopo (Levonorgestrel) che è invece un contraccettivo ad alto dosaggio e che va assunto entro 72 ore dal rapporto.




    Nel vespaio di polemiche, la scelta della donna




    La pillola abortiva si è inserita nel dibattito politico sollevando pareri contrari e polemiche. I neo-governatori leghisti di Piemonte e Veneto, Cota e Zaia, hanno espresso il loro dissenso alla distribuzione del farmaco, proponendo di bloccarlo nelle proprie regioni, riscuotendo il “plauso” del mons. Rino Fisichella, presidente della pontificia accademia per la Vita e cappellano di Montecitorio. Il Card. Javier Lozano Barragan, “ministro” del Vaticano per la salute, afferma che la Chiesa Cattolica condanna ogni forma di aborto, in qualunque modo venga praticato, pur riconoscendo il dramma che attraversa una donna incinta suo malgrado. Di fatto, come sostiene Paola Minghetti, docente di tecnologia e legislazione farmaceutica all’Università di Milano, non è possibile per una Regione impedire la distribuzione della Ru486. Anche l’Aifa, pur riconoscendo alle regioni la scelta di somministrare il farmaco in ricovero ospedaliero o Day Hospital, sostiene: “se un farmaco è approvato da noi, prima o poi, dovrà essere erogato”. Mentre il sindaco di Verona, Tosi, afferma: “La Ru486 va somministrata in ospedale e nel rispetto della Legge 194. Non sono d’accordo né con chi sbandiera la Ru486 come un rimedio a problemi legati a rapporti sessuali facili ma neanche con chi dice che non bisogna assolutamente utilizzarla. Bisogna usarla quando è indispensabile e dopo aver informato correttamente chi la vuole assumere, seguendo il percorso clinico sanitario corretto, visto che si tratta di un aborto in piena regola”. Il dr. Blasi, responsabile delle interruzioni di gravidanza del Policlinico di Bari, riconduce la questione della pillola abortiva al fatto che solo ed esclusivamente la donna, dopo aver effettuato le proprie scelte, potrà valutare se utilizzare la Ru486 o l’intervento chirurgico. Non ci saranno forzature e i medici si limiteranno a valutare la presenza dei requisiti per l’utilizzazione della pillola abortiva.



    L’ultima parola spetterà alla donna, la quale potrà scegliere non soltanto la modalità per interrompere la gravidanza ma, qualora dovesse scegliere la soluzione farmacologica, potrebbe anche firmare e tornare a casa prima del completamente del percorso dell’Ivg.





    Fonti

    “Pillola abortiva, il leghista Tosi: “no alle crociate”, CNRmedia, 1/04/2010, CNR Media > Home.
    “Verso via libera alla pillola abortiva, è polemica”, CNRmedia, CNR Media > Home.
    “In Puglia arriva la Ru486 da mercoledi 10 trattamenti”, 3/4/2010, http:// Lecce Prima.it - Quotidiano on-line del Salento.
    Salvia L., “La pillola arriva in ospedale. Comincia Bari da mercoledi”, 3/4/2010, Corriere della Sera.
    Sarno A., Ru486: “Come funziona la pillola abortiva”, 16/7/2009 (aggiornato 19 ottobre 2009), La Psicologia on line. Corsi psicologia, scuole di psicoterapia, master psicologia, facoltà psicologia, esame stato psicologia, libri psicologia....
    Sarno A., “Pillola abortiva, da oggi si può richiedere Ru486: così negli ospedali italiani”, 1/4/2010, La Psicologia on line. Corsi psicologia, scuole di psicoterapia, master psicologia, facoltà psicologia, esame stato psicologia, libri psicologia....





    Pamela Serafini
    Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572

    Pamela Serafini

  2. #2
    Partecipante Affezionato L'avatar di saraebax
    Data registrazione
    12-05-2006
    Residenza
    roma
    Messaggi
    108

    Riferimento: Ru486: Anche le donne italiane potranno scegliere l'aborto farmacologico

    Riporto qui l'intervista rilasciata dalla prima donna che in Italia ha potuto scegliere di interrompere la gravidanza non sottoponendosi all'aborto chirurgico, ma assumendo la pillola RU486.

    Una bottiglietta d'acqua appena aperta. Tre pillole appena buttate giù. Sara ha appena assunto la prima Ru486 commercializzata in Italia.

    Come mai è arrivata a questa decisione?
    "Non avevo alternative, avrei messo a rischio la mia vita. Non posso portare a termine la gravidanza, poco fa ho subito un intervento all'utero e già una volta ho perso un figlio al quinto mese per un aborto spontaneo. So cosa vuol dire, non è facile rinunciare alla maternità".

    Ha già avuto altri figli?
    "Sì, sono madre e questo rende tutto più doloroso. Se avessi potuto avrei tenuto anche questo bambino, ma proprio non posso. Avere un figlio è comunque una esperienza bellissima che auguro a tutte le donne. Abortire, a prescindere dalle motivazione, è la cosa più difficile che abbia mai fatto".

    Perché ha scelto la pillola abortiva?
    "Ne avevo sentito parlare, ma ero poco informata. Poi quando mi sono ritrovata a vivere questa situazione sulla mia pelle, ho iniziato ad indagare e tramite alcune conoscenze sono arrivata a Bari e alla clinica del dottor Nicola Blasi".

    Ha scelto subito la Ru486?
    "Sì. Sarei stata disposta ad andare ovunque, con mio marito saremmo arrivati in Francia pur di non tornare in sala operatoria. Non volevo i ferri, non volevo l'anestesia".

    E' spaventata?
    "No, non ho paura, la pillola non mi spaventa, l'aborto chirurgico invece sì. Ho scelto il metodo meno invasivo e problematico per me. Davvero sono molto serena, così almeno non sono costretta ad ulteriori sofferenze".

    Sa che la legge prevede il ricovero per la somministrazione della pillola?
    "Sì, ma una donna può firmare e lasciare l'ospedale. Io non voglio essere ricoverata, ho preso le tre pillole e vado via. Ritornerò a distanza di 48 ore in clinica. Non capisco perché se rilasciano una donna subito dopo l'aborto chirurgico, chi prende la Ru non può andare via. Perché bloccarla in ospedale per tre giorni? Non ha senso".

    Ha sentito tutte le polemiche a questo proposito?
    "Sì le ho sentite. Ogni donna deve decidere per la sua vita, poi ognuno è libero di avere opinioni differenti. La chiesa e la politica dovrebbero tacere, soprattutto gli uomini. Vorrei che una gravidanza potesse capitare a loro, così ci penserebbero meglio prima di parlare".

    Immaginava tanto clamore in questa giornata?
    "Sinceramente no, non me lo aspettavo, è capitato che le mie settimane di gestazione coincidessero con questo momento, ma se lo avessi saputo in anticipo, non sarei venuta qui. Decidere di interrompere una gravidanza, in un momento in cui è sempre più difficile avere figli, è una scelta difficile e combattuta".

    E' cattolica?
    "Sì, sono cattolica. Ma non sento che, per questo mio gesto, il Signore mi vorrà meno bene".

    Fonte:
    La Repubblica.it - Homepage
    Corriere della Sera
    Ultima modifica di saraebax : 08-04-2010 alle ore 10.03.21
    Sara Eba Di Vaio - Psicologa e Sessuologa
    Ordine Psicologi Lazio n° 9767

  3. #3
    Partecipante L'avatar di marcoavenait
    Data registrazione
    05-01-2010
    Residenza
    torino e cuneo
    Messaggi
    57

    Riferimento: Ru486: Anche le donne italiane potranno scegliere l'aborto farmacologico

    Ricordo che con legge dello stato nel consultori famigliari attivi presso le ASL è riservato uno o più giorni la settimana nei quali gli adolescenti minorenni possono accedere ai servizi di ginecologia in forma anonima e gratuita.
    Al fine di incentivare la prevenzione mirata a scelte sessuali consapevoli e sicure, è utile ribadire la presenza di questi spazi, mai abbastanza pubblicizzati presso le ASL.
    Detto questo, la mia piena solidarietà alle donne nell'esercizio della autodeterminazione alla libertà personale nel rispetto della vita.

  4. #4

    Riferimento: Ru486: Anche le donne italiane potranno scegliere l'aborto farmacologico

    Le parole della donna sottoposta alla Ru486 ci permettono di fare delle riflessioni basate sulla realtà di chi si è trovata di fronte alla scelta difficile di interrompere una gravidanza.

    Queste affermazioni fanno scivolare sullo sfondo molte polemiche nate in rapporto a questo trattamento.

    Particolarmente significativi alcuni passaggi:

    "Non avevo alternative, avrei messo a rischio la mia vita. Non posso portare a termine la gravidanza, poco fa ho subito un intervento all'utero e già una volta ho perso un figlio al quinto mese per un aborto spontaneo. So cosa vuol dire, non è facile rinunciare alla maternità".

    Si dà, così, una prima risposta a tutti coloro che hanno subito pensato che queste ”tre pillole” avrebbero banalizzato l’aborto, facendo sì che aumentassero i casi di interruzione di gravidanza soprattutto tra le più giovani, deresponsabilizzandole rispetto ad una coscienziosa scelta anticoncezionale. Diverse, infatti, possono essere le motivazioni che costringono una donna a fare questa scelta.

    Al di là del fatto che si scelga l’intervento chirurgico o farmacologico, un aborto è sempre un evento traumatico, e la donna lo sa:

    “Abortire, a prescindere dalle motivazione, è la cosa più difficile che abbia mai fatto”.

    E, ancora, come conferma che a volte, le polemiche che nascono non tengono conto della realtà di chi vive una determinata esperienza, la risposta molto decisa della donna:

    “Ogni donna deve decidere per la sua vita, poi ognuno è libero di avere opinioni differenti. La chiesa e la politica dovrebbero tacere, soprattutto gli uomini. Vorrei che una gravidanza potesse capitare a loro, così ci penserebbero meglio prima di parlare".


    Anche da parte mia, tutta la solidarietà va alle donne che si sono trovate e che purtroppo si troveranno di fronte ad una scelta così difficile. E, sono comunque del parere che dovrebbero essere accompagnate e sostenute psicologicamente per affrontare un momento così delicato e doloroso.


    Pamela Serafini
    Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572

    Pamela Serafini

Privacy Policy