Su IMGPress.it del 30/03 il prof. Giannino descrive il gravissimo episodio di abuso sessuale ai danni di una dodicenne avvenuto in una scuola media di Salò.
"Nella bellissima cittadina di Salò (10 mila abitanti) che si affaccia sul lago di Garda, nella Scuola secondaria statale di I° grado "Gabriele D'Annunzio", il 20 febbraio scorso, nel corso di una lezione di francese, una bambina di 12 anni, ha subito una violenza sessuale di gruppo nella propria classe alla presenza di 12 compagni (tutti minori e segnalati ai servizi sociali). I fatti. Nella classe tre bulli di cui uno di 14 anni, uno di 15 e uno di 13, costringono con la forza una loro compagna di classe a fare sesso orale in fondo all'aula. Il professore di francese sta interrogando. Ma ad un certo punto i 12 ragazzi tutti in piedi fanno da palo alla violenza sessuale nei confronti della ragazzina di 13 anni che è costretta, con la forza, a fare sesso orale e atti osceni ai prepotenti della classe già noti alla Preside prof.ssa Tullia Roghi e ad alcuni docenti della scuola. In cambio i 12 studenti che si sono prestati a fare da palo e a coprire le violenze riceveranno una merendina dai bulli."
Ci si pone poi una serie di interrogativi, condivisibili, su come sia stato possibile che il docente presente in quel momento non si sia accorto di nulla, sul perchè la dirigente non abbia denunciato l'accaduto ai carabinieri, su come mai sia stata sospesa insieme agli stupratori anche la ragazza vittima dello stupro e infine sul provvedimento preso nei confronti del docente che si limita ad una semplice sospensione di qualche giorno. Si percepisce la rabbia di chi, lavorando nella scuola, denuncia un sistema che è al collasso, dove a pagare le conseguenze non sono solo i docenti ma anche gli studenti e non solo in termini di qualità dell'insegnamento ma anche di salute psicofisica.
Il prof. Giannino continua dicendo "l Ministero deve solo radiare dalla scuola quella Preside incapace e sospendere il docente almeno per 6 mesi dal servizio. E i ragazzi della classe? Seguire corsi della ASL con psicopedagogisti e un corso di educazione alla legalità al quale dovrebbero andare anche i loro genitori signor Frizzini Bruno (Presidente del consiglio d'Istituto della D'Annunzio) visto che talvolta nella scuola italiana si buttano via tanti soldi del Fondo D'Istituto per progetti idioti per alunni idioti, bulli e prepotenti e omertosi.".
Aldilà ora delle considerazioni per la preside, credo che si possa constatare che spesso infatti viene detto che le scuole non hanno soldi per finanziare progetti di educazione alla salute, all'affettività, alla legalità. In realtà poi si scopre che vengono finanziati i più svariati e stravaganti progetti ludici, artistici e sportivi senza che ci sia un senso logico o un filo conduttore. Più che una questione di mancanza di risorse, si tratterebbe forse di come le poche risorse si SCEGLIE di amministrarle e di quali poi sono i RISULTATI di queste scelte. Episodi come questo in genere scatenano le più furiose polemiche sugli adolescenti, sempre più pericolosi e sempre più fuori controllo. Credo il compito degli esperti sia anche quello di porre l'attenzione alla qualità dell'educazione che viene data a questi ragazzi aiutando le varie agenzie educative ad uscire dalla logica dello scaricabarile. Episodi come questo potrebbero essere evitati innanzitutto con una più accurata formazione psicopedagogica degli insegnanti e con la collaborazione dei genitori con cui le occasioni di scambio dovrebbero essere più frequenti e regolari e non solo per segnalare, denunciare, accusare ma magari anche per premiare quei comportamenti sani e socialmente desiderabili che andrebbero rinforzati.

FONTE:
IMGPress - Il foglio elettronico