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  1. #1
    Partecipante Assiduo
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    22-07-2008
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    133

    quanto scomettere sulla psicologia?

    allora la mia più grande passione è l'analisi dell'esistenza, dell'uomo, della sua psiche dunque e della vita...
    da ciò ne deriva che ho avuto sempre una forte passione per la filosofia, ma contemporaneamente ho evoluto questa ricerca più astratta ade un percorso più concreto tenendo in considerazione anche la complessità della psiche e le sue variabili...

    Diciamo che non avendo mai studiato e dovendo ancora scegliere che facoltà fare tutto ciò che so deriva solo dalla mia capacità di analisi e in parte (da ciò che ho letto...anche se mi son sempre reso conto che le mie letture di filosofia/psicologia in realtà non andavano CHE A CONFERMARE deduzioni che già più o meno consciamente avevo fatto io).
    Diciamo che il bisogno di analisi in me arriva quasi a livelli che sfiorano il "patologico"/l'ossessione...per dirla alla pirandello nella scelta tra agire e osservare ho imparato ad osservare e imparando ad osservare la vita da dietro le quinte mi sono quasi assuefatto a ciò.
    Detto questo ho imparato ad avere una visione piuttosto relativistica della realtà, ma allo stesso tempo una più solida per quanto potenzialmente in continua evoluzione; la stessa visione della vita dipende in buon parte dalla psiche, ma è anche vero che forse se ci si estranea da se stessi un qualcosa di scrutabile lo si trova...

    HO imparato ad amare perciò a destrutturare l'essere umano, la psiche, la società, l'etica/morale e sradicarlo da ogni schema/struttura per rifondare tutto in continuazione da 0...

    E dunque da qui la scelta: andare a studiare filosofia o dirigersi sulla psicologia?

    Cosa potrebbe darmi psicologia in più? di diverso?
    Io alla fin fine non è che muio dalla voglia di vedermi tra 20 anni a psicanalizzare qualcuno...anzi io son uno di quelli che ha sempre sostenuto di quanto la psicologia sia qualcosa di incerto, istabile...in quanto la stessa psiche umana lo è...e non è giusto recintarla...etichettarla...e ho sempre sostenuto quindi che ad un potenziale paziente forse gioverebbe più che 20 anni di psicoterapia (ci sono molti casi del genere purtroppo per problemi seri) un buon amico, di ampie vedute, che possa far cogliere l'esistenza e se stessi in modo differente e più a fondo.

    Anche x questo sarei un po' allergico ad un futuro da psicoterepeuta: perchè per me la filosofia/psicologia è sempre stato prima di tutto un percorso interiore filosofico, ma allo stesso tempo analitico sulla propria psiche...

    insomma...una continua ricerca innanzitutto in se stessi (i più grandi psicologi-psichiatri e come d'altronde filosofi penso siano partiti da questo...uno studio innanzitutto di se stessi..e x questo ritengo psicologia e filosofia collegati in maniera imprescindibili....entrambi fanno parte per me di quella che è definita INTELLIGENZA ESISTENZIALE)...

    poi si può decidere di donare questa parte di noi e della nostra conoscenza agli altri...ma...ma non come medicina vera e propria, ma come cura dei propri malesseri, del nichilismo esistenziale a cui si può arrivare, delle proprie nevrosi causate dall propria esperienza ecc...ecc...

    Insomma più che la fase di terapia con un paziente mi AFFASCINA più il lato conoscitivo...psicologia la farei (così coem filosofia) non tanto in relazione ad un futuro lavorativo, ma prima di tutto perchè ho un bisogno innato di porre sotto esame ogni dettaglio dell'esistenza, società, psiche...

    E una volta fatta tale facoltà che porte avrei aperte? cioè si si può forse ambire addirittura a fare della propria ricerca speculativa uno studio vero e proprio, ma qui si arriverebbe a diventare in un certo senso i Galimberti, Moravia del futuro? (e allora quale strada scegliere? Filosofia vera e propria o Psicologia?)
    Diventare uno dei tanti psicoterapeuti? ok...ma con questo andazzo ci son più psicoterapeuti che pazienti? quando trovi lavoro?
    Ambire al ruolo di professore? (anche qui...avrei stessa difficoltà di scelta...Filosofia/lettere e filo o Psicologia?)
    altrimenti che possibilità si aprono

  2. #2
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: quanto scomettere sulla psicologia?

    per fare lo psicoterapeuta devi diventare Psicologo e poi fare una specializzazione post-laurea di 4 anni (che prossimamente dovrebbero diventare 5).

    lo dico perché quando parli degi sbocchi lavorativi dopo Psicologia parli sempre di psicoterapia, ma sappi che dopo Psicologia (laurea triennale in Scienze psicologiche + laurea specialistica), ti devi fare 1 anno di tirocinio e un esame di stato per iscriverti all'Albo. A quel punto sei Psicologo e puoi iscriverti alla specializzazione in psicoterapia.
    Ma se pensi che parlare un amico giovi più di 20 anni di psicoterapia, ci penserei bene prima di imbarcarti in questa direzione perché si tratta di 10 anni di studio e una spesa economica non indifferente.

    Se fai Filosofia invece ti puoi farti tutte le para mentali sull'esistenza senza specializzazione.

    La differenza fondamentale tra Psicologia e Filosofia è che la prima è una scienza (e comprende vari esami, tipo una serie di esami di statistica, di biologia, ecc....). Se fai Filosofia invece ci sono esami come tedesco, latino, storia, ecc....

    pensaci bene perché sono radicalmente diversi.
    in bocca al lupo
    Ultima modifica di Johnny : 30-03-2010 alle ore 15.17.01

  3. #3
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    22-07-2008
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    133

    Riferimento: quanto scomettere sulla psicologia?

    sono radicalmente diversi, ma ciò non significa che è così sensato mantenerli così radicalmente diversi...dopotutto...se studi filosofia ti studi anche Freud...
    e...la psicologia di fatto sorge dalla filosofia, dal bisogno di dare risposte alla vita, all'esistenza che nel corso dei secoli si è tramutata in una sempre maggiore ricerca interiore sino all'analisi del proprio Io, dei vari aspetti della propria personalità...

    cioè...io non riesco a discernere un Pirandello, Freud nè da una cosa nè dall'altra...
    sussiste un sistema definibile come filosofico per ogni Pirandello o Nietzsche...ma...sono sistemi che non sono totalmente scollegati dal lato psichico dell'individuo...

    e in particolare x me discernere filosofia (pare mentali) e psicologia è la cosa più blasfema che ci sia...addirittura poi al punto di preferire la "statistica" ad essa...

    da qualche parte avevo letto da uno pseudo filosofo-psicologo di cui ora non ricordo il nome che diceva "la psicologia dal monento che pretende di diventare scienza fa l'erroe più grosso esistente"...perchè? sulla mente umana non esiste una legge definita del tipo F= m x a....
    la mente si può cercare di interpretare, si può cercare di cogliere l'esistenza in più aspetti possibili...e dunque anche la psiche e una "cura" per essa...ma renderla "scienza" assoluta...

    è proprio x questo che per me filosofia e psicologia x me sono indissolubilmente legate...il problema è "quanto lo sono nelle facoltà attuali?"...

    cioè potrei anche studiare in ogni caso psicologia (anche se fosse molto più scientifica)...am semplicemente il mi obiettivo non sarebbe più quello di diventare psicoterapeuta, ma giungere a farmi certe "pare" e ambire a fare non so "professore/gran filosofo/educatore/giornalista" con semplicemente delle nozioni in più sulla materia.

    Cioè voglio dire...x fare giornalismo o il professore di filosofia, sociologia eccc...eccc...non potrei arrivarci (anche se con 2 strade differenti) sia studiando una cosa sia l'altra? avrei delle basi differenti, approfondimenti differenti...ma una scelta può precludere l'altra?

    In fondo sono anche dell'idea che la filosofia è non tanto sui libri, ma dentro di noi...tutto ciò che hanno pensato i più grandi pensatori/filosofi della storia sull'esistenza sono pensieri che qualsiasi uomo con grande passione può dedurre...
    la filosofia è di per se illimitata...è sete continua di un qualcosa...
    Dunque essendo così le cose non avrei problemi a studiarmi psicologia e intanto tra un buco e l'altro leggermi un libro in più di filosofia per passione personale (senza considerare che già di mio la maggior parte delle nozioni fanno parte già della mia mente già per il semplice fatto che sono un essere umano....insomma...per me la FILOSOFIA non si studia...si vive...).
    Quindi è vero che facendo psicologia potrei indirettamente portare forse avanti entrambi i percorsi; se scegliessi di fare solo filosofia forse boh....imparerei quante volte andava in bagno Socrate (cosa poco interessante) , ma non approfonderei alcuni studi sulla psiche e sui suoi rapporti nella società magari interessanti (a cui secondo me saprei arrivare comunque da solo perchè la psicologia più che SCIENZA per me è DEDUZIONE...è ANALISI...la psicologia non deve essere LEGGI, ma plasmarsi di volta in volta a seconda della psiche e dell'oggetto considerato).
    Insomma...non son sicuro che un buon psicologo possa fare più di un buon filosofo per la cura dell'uomo...ma per un semplice fatto...un buon FILOSOFO è di per sè in automatico un buon PSICOLOGO....e un buon PSICOLOGO soprattutto per essere tale deve saper essere un BUON FILOSOFO...
    se la psicologia attuale non ambisce a questo per me si è capito ben poco...
    e allora non mi stupisco che certa gente dopo 30 anni di terapia è ancora con il piede nella fossa...

  4. #4
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: quanto scomettere sulla psicologia?

    Citazione Originalmente inviato da marco-89 Visualizza messaggio
    sono radicalmente diversi, ma ciò non significa che è così sensato mantenerli così radicalmente diversi...dopotutto...se studi filosofia ti studi anche Freud...
    si ma Freud non è la psicologia. E il Freud che si studia al liceo (ricordo che anch'io lo sentii citare, in riferimento ad un presunto "complesso edipico" di alcuni scrittori del '900) ha ben poco a che fare con il Freud che si studia a Psicologia. Senza contare che se scegli un corso di laurea in psicologia cognitiva, o in Psicologia sociale, o Psicologia del lavoro (ad esempio) Freud non lo senti neanche nominare

    e...la psicologia di fatto sorge dalla filosofia, dal bisogno di dare risposte alla vita, all'esistenza che nel corso dei secoli si è tramutata in una sempre maggiore ricerca interiore sino all'analisi del proprio Io, dei vari aspetti della propria personalità...
    bè diciamo che tutte le discipine moderne derivano dalla filosofia. La fisica non deriva dalla filosofia? Galileo non è stato il fondatore della scienza? E la matematica? ti dice qualcosa Euclide, Pitagora? Il primo medico non era forse filosofo? (Ippocrate).
    Se vogliamo ben vedere, la Psicologia diversamente dalle varie discipline che ho appena citato, è l'unica che non "nasce" dalla filosofia ma se ne stacca al momento della sua origine (1878 data in cui Wundt fonda il primo laboratorio di psicologia sperimentale a Lipsia, slegandosi dalla filosofia).


    e in particolare x me discernere filosofia (pare mentali) e psicologia è la cosa più blasfema che ci sia...addirittura poi al punto di preferire la "statistica" ad essa...
    non ho capito, intendi preferire la statistica alla filosofia?
    In questo caso, faccio un esempio: vogliamo sapere se l'inteligenza è innata o acquisita. Somministriamo un test di intelligenza a un campione di bambini afroamericani che abitano in una città povera e in condizioni disagiate e calcoliamo la media statistica. Un gruppo di questo campione si sposta e va a vivere in una città importante, viene adottata da famiglie agiate, riceve un'istruzione, studia. 10 anni dopo ripetiamo il test a tutto il campione, e troviamo che statisticamente i bambini che sono rimasti nella città povera hanno un QI inferiore di quelli che sono andati a vivere nella città ricca e ricevendo un'istruzione. CONCLUSIONE: l'intelligenza è in parte acquisita. APPLICAZIONE: tutti devono avere diritto all'istruzione e a condizioni di vita decorose (assistenza sanitaria, possibilità di socializzare, ecc..).
    Come puoi notare di filosofico c'è ben poco, ed è uno studio effettuato in Psicologia (ora non ricordo il nome del ricercatore, ma è stato svolto in America, negli anni '70 nell'ambito degli studi sull'intelligenza).


    da qualche parte avevo letto da uno pseudo filosofo-psicologo di cui ora non ricordo il nome che diceva "la psicologia dal monento che pretende di diventare scienza fa l'erroe più grosso esistente"...perchè? sulla mente umana non esiste una legge definita del tipo F= m x a....
    non esiste una legge così semplice (F=m x a), però è possibile trovare delle leggi che sottostanno ai comportamenti e ai processi mentali, anche se ovviamente sono molto più complesse e coinvolgono molte più variabili.
    (un esempio a caso, per evitare di parlare in astratto e avere riferimenti concreti: la formazione delle impressioni, l'influenza del gruppo sul comportamento del singolo, la formazione degli stereotipi e dei pregiudizi, i processi di problem solving, ecc...tutti aspetti che seguono delle regole ben precise, scoperte grazie alla ricerca in Psicologia).


    Quindi è vero che facendo psicologia potrei indirettamente portare forse avanti entrambi i percorsi; se scegliessi di fare solo filosofia forse boh....imparerei quante volte andava in bagno Socrate (cosa poco interessante) , ma non approfonderei alcuni studi sulla psiche e sui suoi rapporti nella società magari interessanti (a cui secondo me saprei arrivare comunque da solo perchè la psicologia più che SCIENZA per me è DEDUZIONE...è ANALISI...la psicologia non deve essere LEGGI, ma plasmarsi di volta in volta a seconda della psiche e dell'oggetto considerato).
    è proprio questo il punto: molte delle nostre deduzioni e intuizioni sul mondo sono errate. Molte delle scoperte in Psicologia infatti sono controintuitive e vanno contro il senso comune. Ed è il metodo scientifico permette di andare oltre il senso comune.

    Insomma...non son sicuro che un buon psicologo possa fare più di un buon filosofo per la cura dell'uomo...ma per un semplice fatto...un buon FILOSOFO è di per sè in automatico un buon PSICOLOGO....e un buon PSICOLOGO soprattutto per essere tale deve saper essere un BUON FILOSOFO...
    se la psicologia attuale non ambisce a questo per me si è capito ben poco...
    e allora non mi stupisco che certa gente dopo 30 anni di terapia è ancora con il piede nella fossa...
    credo che nel rispetto di entrambe le figure (filosofo e psicologo) sia bene tenerle separate: il filosofo fa il filosofo, lo psicologo fa lo psicologo
    Ultima modifica di Johnny : 31-03-2010 alle ore 11.54.49

  5. #5
    Partecipante Affezionato L'avatar di silviamn
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    Riferimento: quanto scomettere sulla psicologia?

    Ciao Marco,
    ti rispondo brevemente, dicendoti cosa e come ho deciso io.

    Alle superiori (liceo classico) ero appassionatissima di Filosofia, e seriamente intenzionata a farne la mia vita con una laurea. Non ero interessata all'insegnamento.

    Mi capitò a scuola, di parlare con una orientatrice, che cercò di chiarirmi le idee su cosa volevo fare, cioè, se mi vedevo ad insegnare o cosa altro.

    Le dissi che volevo lavorare in azienda perchè mi affascinava (forse da papà dirigente avevo preso questa passione, mentre mamma insegnante mi tirava dall'altra).

    Parlando mi disse che c'era una facoltà abbastanza nuova, psicologia del lavoro, che univa le due cose, essendo un po' più concreta di filosofia e puntando l'occhio alle organizzazioni. Mi disse anche che c'erano esami di filosofia nel piano di studi e avrei potuto fare tutte e due così.

    Ti sottolineo che non mi ha convinto lei, mi ha solo suggerito una possibilità che non conoscevo. La psicologia la snobbavo davvero molto perchè non volevo, appunto, fare lo psicanalista saccente.

    Ho scelto psicologia, e ad oggi ti dico che non me ne sono mai pentita (sono passati 10 anni da quella scelta) e che è stata senza dubbio la decisione giusta... perchè nonostante tutto è più concreta e si avvicina di più a me. Mi ha appassionato tanto durante l'università e tanto anche oggi che ne faccio il mio lavoro.

    Occupandomi adesso io di orientamento e formazione agli adulti ti consiglio:

    - cerca di capire cosa ti piacerebbe fare da grande, o meglio dove ti vedi (università, scuola, azienda, free-lance)
    - cerca di capire perchè ti piace filosofia, cosa ti piace di quello
    - guarda il piano di studio delle facoltà nella/e città che scegli e lasciati trasportare... se gli esami ti spaventano forse un campanello d'allarme c'è
    - indaga i tuoi interessi personali extra-scolastici, ti possono fornire utili indicazioni su entrambi i percorsi
    - ricorda che entrambe le facoltà offrono ottimi sbocchi e sono abbastanza aperte a molto, la loro principale differenza a mio avviso sta nella metodologia di pensiero e di "approccio alla realtà"


    Spero di esserti stata utile!!!

  6. #6
    Partecipante Assiduo
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    22-07-2008
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    Riferimento: quanto scomettere sulla psicologia?

    hmm...non sono così convinto che il margine filosofia-matematica deve considerarsi diametricalmente uguale a quello filosofia-psicologia.

    Come ho detto per me la filosofia dal momento che cerca di addentrarsi nell'animo/testa umana e nelle sue relazioni con l'esistenza/l'ambiente diventa psicologia...

    x me tra queste 2 discipline c'è un legame molto più forte di altre e indissolubile e infatti come detto per me il buon psicologo e' un buon filosofo e viceversa (viceversa se considero una filosofia ovviamente sviluppata in ogni sfaccettatura e non una filosofia antica e/o astratta che invece esemplifica molto).

    x il riferimento alla statistica: penso che un esempio del genere abbia un errore di fondo...o almeno è corretto, ma trae una conclusione non adeguatamente corretta...
    la statistica di per sè è una conseguenza di un modo di pensare e oltretutto che l'intelligenza è acquisibile in parte posso ricavarlo da altre analisi che di statistico hanno ben poco...

    quando dico interazione tra filosofia e psicologia intendo questo...
    molte conclusioni psicologiche/statistiche/sociologiche invece di filosofico hanno ben molto...la filosofia è la condizione generica...è il pensiero...è l'essenza dell'uomo...è la sua potenzialità nel livello teorico e assolutistico...
    le varie discipline poi sono una sua concretizzazione.

    Ma appunto le stesse relazioni psicologiche, terapie possiedono un'essenza filosofica...non sono mera scienza...soprattutto la psicologia...
    è di tipo "scientifico" se vuoi il metodo adoperato...cioè la psicologia deve insegnarti un metodo basato su una rigorosa analisi, sulla considerazione di ogni varabile e deve cercare di interpretarne il più possibile...

    Sull'affermazione seguente: molte deduzioni nostre sono sbagliate posso concordare....ma il metodo cosidetto scientifico non è un 2+2=4 applicato nella psicologia, ma è piuttosto un'estranazione da sè è un imparare a analizzare se stessi e la realtà dall'interno, ma anche dall'esterno ed estraniandoci...prenendo come hai detto tu e ribadito io in considerazione le varie variabili.
    E questo per me lo può fare lo psicologo quanto il filosofo per un semplice fatto: per me il filosofo contemporaneo è uno psicologo...
    il filosofo contemporaneo è quello che riesce a guardare alla realtà da ogni punto di vista: interno, esterno, consapevoel che le prospettive sono molteplici...dipendono dalla psiche e dalle considerazioni fatte, dall'esperienza, dai processi evolutivi, sociali ecc...ecc...

    Per questo non posso vedere separate le 2 figure...e per questo disprezzo che le 2 disciplien siano separate...
    perchè di per sè la filosofia astratta è solo una bella favoletta...è utile immensamente per rendere più complessa e aperta la propria "capoccia", ma per me è inevitabile che per poter esprimere concetti giusti/corretti (anche a livello di risposte etiche, scelte) prenda in esame e considerazione aspetti riguardanti la propria psiche...

    un filosofo prima di tutto impara a conscere via via se stesso, dunque la propria psiche...e una volta fatto questo vuole continuare a conoscere e sondare sempre più a fondo se stesso per poi fare la medesima volta con il mondo e gli altri.
    In questo dov'è la differenza tra psicologia e filosofia?
    certo che se per filosofia intendiamo la semplice astrazione allora ciao ciao...

    x silviam: sono lieto di leggere il tuo consiglio...
    io non è che snobbo la psicologia...al contrario...semplicemente son convinto che la psicologia fa parte dell'uomo davvero consapevole quanto ne fa parte la filosofia.
    Cioè? che la vera consapevolezza di se stessi ti porta a sondare poi anche dal punto di vista dello psicologo l'esistenza e per me dunque discernere così drasticamente el due discipline è come voler mettere un blocco alla propria stessa psiche e voglia di sapere.
    Cioè? è come se volessi parlare di religione addentrandomi negli aspetti più interni senza parlare del suo aspetto "filosofico" (perchè nasce la religione...da che sentimenti umani nasce ecc...ecc...) e viceversa...è come pretendere di affermare "affronto qualsiasi argomento filosofico" (e poi mi rifiuto di affrontare il tema religione).
    Allo stesso modo se affronto il tema filosofia per me è una conseguenza che la stessa filosofia si evolva e approdi ad uno studio anche psicologico dell'esistenza (delle dinamiche della psiche e delle problematiche anche ad esse connesse); non di meno mentre fai psicologia e studi la mente umana in automatico analizzando il modo di procedere della stessa psiche comprendi anche il perchè di certi bisogni "filosofici" e dunque li affronti anche e soprattutto certi tipi di analisi "scientifiche" sono analisi di fatto filosofiche (molto rapidamente...se bastoni il cane poi in esso si manifestra aggressionee fobia dunque disadattamento--> ma dove finisce l'analisi esistenziale/filosofica e dove inizia quella scientifica/psicologica? x me si completano, anzi sono esattamente quasi la stessa cosa).

    Insomma è come voler respirare per anni senza che il cuore batta, è come pretendere che il cuore batta senza respirare per anni.

  7. #7
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: quanto scomettere sulla psicologia?

    se devi scegliere la facoltà universitaria ti consiglio di rivolgerti a un orientantore, come appunto ha suggerito silviamn, perché si tratta di una scelta importante e sicuramente ti chiarirà le idee, magari più di quanto possiamo fare noi qui su un forum
    Ultima modifica di Johnny : 31-03-2010 alle ore 16.30.04

  8. #8
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: quanto scomettere sulla psicologia?

    Marco, parliamoci semplice: tu che vuoi fare nella vita ?

    Perchè di ragionamenti filosofico-esistenzial-psico-fenomeno-epistemologici ne possiamo fare tanti, e sono anche interessanti, e tutti noi ne abbiamo fatti a bizzeffe, e magari li facciamo ancora; ma alla fine, molto in soldoni, la scelta concretissima che devi fare adesso è una scelta di studio E di professione.

    Dunque, escludendo che tu nella tua vita possa essere pagato da qualcuno solo "per pensare e diffondere i tuoi pensieri astratti" (pur se fossero pensieri molto interessanti; a meno che tu non sia MOLTO, MOLTO "agganciato", o ricco di famiglia, nessuno viene pagato per questo), cosa ti vedi a fare ?

    Ad esempio, lo psicologo in un'azienda ? Lo psicoterapeuta ? L'insegnante di discipline storico-filosofiche ? Il giornalista culturale ? L'esperto di processi educativi ? Etc. A ciascuna di queste identità professionali, legate a vario titolo alla "riflessione", corrispondono percorsi formativi differenti, con richieste e "task" lavorative differenti. Inizia ad orientarti su questo, e da questo punto di partenza inizia a guardarti i piani di studio delle diverse facoltà, le materie che si studiano, i libri, etc.

    Ciao !

  9. #9
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: quanto scomettere sulla psicologia?

    Citazione Originalmente inviato da Lpd Visualizza messaggio
    Marco, parliamoci semplice: tu che vuoi fare nella vita ?

    Perchè di ragionamenti filosofico-esistenzial-psico-fenomeno-epistemologici ne possiamo fare tanti, e sono anche interessanti, e tutti noi ne abbiamo fatti a bizzeffe, e magari li facciamo ancora; ma alla fine, molto in soldoni, la scelta concretissima che devi fare adesso è una scelta di studio E di professione.

    Dunque, escludendo che tu nella tua vita possa essere pagato da qualcuno solo "per pensare e diffondere i tuoi pensieri astratti" (pur se fossero pensieri molto interessanti; a meno che tu non sia MOLTO, MOLTO "agganciato", o ricco di famiglia, nessuno viene pagato per questo), cosa ti vedi a fare ?

    Ad esempio, lo psicologo in un'azienda ? Lo psicoterapeuta ? L'insegnante di discipline storico-filosofiche ? Il giornalista culturale ? L'esperto di processi educativi ? Etc. A ciascuna di queste identità professionali, legate a vario titolo alla "riflessione", corrispondono percorsi formativi differenti, con richieste e "task" lavorative differenti. Inizia ad orientarti su questo, e da questo punto di partenza inizia a guardarti i piani di studio delle diverse facoltà, le materie che si studiano, i libri, etc.

    Ciao !
    ma io la domanda me la faccio anche, il problema è la risposta...indirizzare la mia esistenza verso un settore specifico tra questi proprio mi sa difficile farlo.

    Sarebbe bello essere pagati solo per pensare e diffondere i miei pensieri astratti, ma come hai detto tu nel mondo d'oggi ciò non è possibile (salvo agganci)....e dunque? e dunque le altre scelte...

    - psicoterapeuta? è intrigante/interessante l'aspetto della conoscenza della mente, cioè mi interessa tantissimo approfondire ogni singolo aspetto conoscibile sulla nostra psiche, ma ...se poi devo utilizzare queste consocenze per stare in una stanza di 4 metri per 4 a risolvere le nevrosi delle altre persone e intanto facendomi sganciare i 50 euro quotidiani...hmmm...non so quanto lo farei...mi interessa indagare la mente, ma non so quanto mi interessa "aiutare" l'altro nel risolvere i suoi problemi psicologici (soprattutto considerando che devo essere abile a mentenere un certo tipo di rapporto con il paziente senza cadere nè nel troppo formalismo, nè far sfociare il rapporto paziente-terapeuta in altro...).
    In questo senso la filosofia ti lascia più spazi..."ciarli" con una persona e senza importi limiti sul tipo di rapporto, nè l'obiettivo finale è quello di "curare"/essere d'aiuto...

    il professore? se dovessi immaginarmi un po' come il "professore ganzo" (x far capire)....cioè quello che non formalizza solo la sua professione, ma spiegando la propria disciplina ci mette anche passione, ma anche ironia nel rapporto con i suoi studenti e ci mette soprattutto la sua esperienza, il suo punto di vista, i suoi spunti di riflessione ecc...ecc...abeh...anche questo sarebbe bello...
    ma? ma devo sempre considerare il rischio di diventare un professore qualsiasi...magari scoprendo che fare quello che faceva il mio prof di filosofia non mi è così congeniale...diventando un prof come tanti che spiega la sua disciplina e stop (e questo farlo per anni diventerebbe mortale...la morte della mia spinta INTELLETTUALE...di ogni stimolo...)

    il giornalista culturale? una cosa anche alla Marco Travaglio? ecco...questo sarebbe interessante...in un certo senso si avvicinerebbe addirittura alll "essere pagati per pensare ed esporri i propri pensieri astratti"...un modo per fare filosofia...che sia politica, etica, sociale o altro...

    ma? ma so anche che un Travaglio è uscito da lettere e filosofia...e x specializzarti in giornalismo esci da lettere e filo...
    quello è quello forse che mi piacerebbe fare come "sogno", ma è anche vero che mi piacerebbe arrivarci dopo aver "sondato la mente".

    Cioè non dopo aver studiato la divina commedia a memoria...cioé'? son sicuro che si può diventare un Marco Travaglio non solo imparando (tra le tante cose ovviamente) un Baudelaire (o almeno non solo...e poi sono conoscenze che in minima parte ho già un po' sviluppato e che potrei cercare di approfondire da solo, ma anche imparando le dinamiche della psicologia sociale, dell'individuo, dello sviluppo, filosofia della scienza, psicologia dell'adolescenza, dei processi cognitivi ecc..ecc...
    anzi son convinto a maggior ragione che conoscendo le dinamiche di tutte queste sezioni della disciplina psicologica si possa avere un ulteriore consapevolezza e cultura per poi tradurle nel linguaggio politico, sociale a livello di un Travaglio (non so se mi spiego).

    Dunque forse la vera domanda del thread dovrebbe essere: è possibile intraprendere la facoltà di psicologia (magari anche pensando di fare poi la specializzazione con psicoterapia), ma non per diventare uno psicoterapeuta "qualunque" (senza svalutare, anzi al contrario...semplicemente non so quanto veramente possa interessarmi completamente o menO), ma per poi utilizzare tali conscenze per uno sviluppo diverso (sino ad un giornalismo alla Travaglio)?
    O viceversa (come temo), senza una specializzazione in giornalismo dopo aver frequentato lettere e filosofia (o qualcosa simile) tale ambizione non può essere realizzata frequentando e laurendomi in psicologia?

    Credo che molto dipenda da questa risposta...se la risposta fosse affermativa allora forse sarei a cavallo...se ci fosse uan possibilità...viceversa in tutta sincerità mi trovo spezzato a metà "tra interesse a ambizione per il futuro" e non so se saprei dare una risposta decisa alternativamente...

  10. #10
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    Riferimento: quanto scomettere sulla psicologia?

    Io credo che tu, come molti giovani, ami molto sognare ed avere grandi ambizioni. Questo è bellissimo, è uno dei privilegi della tua età. Ma il mondo reale poi è un altra cosa.

    Per lavorare con la psicologia, per accostarsi alle situazioni quotidiane che lo psicologo ( o anche lo psicoterapeuta) affronta non ci vuole molta filosofia, ma molto pragmatismo e molti aggangi alle scienze esatte.

    I Test, le statistiche, le sperimentazioni, sono indispensabili per lavorare nella psicologia oggi.

    Dopo esserti chiesto " Cosa mi piacerebbe fare" chiediti " Ci sarebbe qualcuno disposto a pagare per quello che mi piacerebbe fare?"

    Informati su quello che oggi è il lavoro dello psicologo. E' una figura afferente al settore sanitario, per questo motivo si basa su dati precisi sperimentali. Quando si ha a che fare con la sofferenza vera delle persone, con la malattia, non ci si può permettere di fare troppa filosofia ma ci si deve basare su DATI CERTI.

    Dove lavora lo psicologo oggi? ( Non Freud, non 100 - 50 anni fa ma oggi quando tu uscirari dall'università)

    Oltre a svolgere la libera professione lavora nelle ASL, nei Dipartimenti di Salute mentale, nei consultori familiari, nei servizi di neuopsichiatria infantile, nei servizi di psicologia pubblici. Lavora per i comuni, nei servizi sociali, nel settore educativo ( Nidi e scuole materne) sia come educatore che come coordinatore/dirigente, nei progetti di promozione della salute e del benessere.
    LAvora sui gruppi o sulle comunità svantaggiate e non, Lavora su progetti sociali finanziati da enti pubblici, nelle cooperative sociali e nelle associazioni.

    Lavora nelle comunità terapeutiche, per tossicodipendneti, malati psichici, bambini maltrattati o abusati sessualmente, alcoldipendenti, donne che hanno subito violenza ecc.

    Lavora nelle oeganizzazioni nelle aziende e fa formazione sia a livello privato che pubblico ( corsi di formazione professionale regionali ad esempio)
    Fa orientamento ( privatamente, nelle scuole pubbliche, nei centri per l'impiego provinciali)

    Questi alcuni dei campi di lavoro possibili per chi ha una laurea in psicologia. In molti di questi lavori lo psicologo o psicoterapeuta ( a seconda dei casi) viene pagato con i soldi pubblici sia che lavori nel settore pubblico sia che nel settore privato partecipi a bandi per i progetti. ( ad esempio lo psicologo scolastico è un libero professionista pagato coi soldi pubblici della scuola)

    Per questo motivi c'è bisogno di interventi che abbiano una comprovata VALIDITà a livello sperimentale e statistico.

    Nella psicologia OGGI ( purtroppo secondo te, per fortuna seocndo altri) c'è pochissimo posto per la filosofia.

    Non ci si può permettere, nè economicamente poichè le risorse sono poche, nè deontologicamente, poichè gli utenti dei moderni psicologi non hanno solo nevrosi ma problemi ben più complessi e seri, di sbagliare intervento, di non essere tempestivi, di non sapere esattamente subito come e in che modo trattare un " caso" e questo si può ottenere solo con la psicologia intesa come scienza esatta e sperimentale.

    Perciò prima di scegliere cerca di capire bene come è strutturato il percoso che andrai a fare e quali sono le sue reli possibilità spendibili nel mondo del lavoro

    Spero di esserti stata d'aiuto

  11. #11
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: quanto scomettere sulla psicologia?

    Citazione Originalmente inviato da monicadal Visualizza messaggio
    Informati su quello che oggi è il lavoro dello psicologo.
    questa è una domanda da 1 milione di dollari

    Dove lavora lo psicologo oggi? ( Non Freud, non 100 - 50 anni fa ma oggi quando tu uscirari dall'università)

    Oltre a svolgere la libera professione lavora nelle ASL, nei Dipartimenti di Salute mentale, nei consultori familiari, nei servizi di neuopsichiatria infantile, nei servizi di psicologia pubblici. Lavora per i comuni, nei servizi sociali, nel settore educativo ( Nidi e scuole materne) sia come educatore che come coordinatore/dirigente, nei progetti di promozione della salute e del benessere.
    LAvora sui gruppi o sulle comunità svantaggiate e non, Lavora su progetti sociali finanziati da enti pubblici, nelle cooperative sociali e nelle associazioni.

    Lavora nelle comunità terapeutiche, per tossicodipendneti, malati psichici, bambini maltrattati o abusati sessualmente, alcoldipendenti, donne che hanno subito violenza ecc.

    Lavora nelle organizzazioni nelle aziende e fa formazione sia a livello privato che pubblico ( corsi di formazione professionale regionali ad esempio)
    Fa orientamento ( privatamente, nelle scuole pubbliche, nei centri per l'impiego provinciali)
    quoto in pieno e aggiungo: spesso, in questi contesti, lo psicologo oltre a dover concorrere con colleghi, spesso si trova di fronte alla concorrenza con figure che non sono psicologi, ma che di fatto svolgono compiti di pertinenza psicologica, in modo più o meno legittimo (ad esempio la formazione nelle aziende, la selezione del personale, il counseling, la mediazione familiare, ecc...tutti ambiti di lavoro dello psicologo, ma che, non scendiamo nel perché e percome, vengono svolti anche da altre figure)

  12. #12
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: quanto scomettere sulla psicologia?

    ma sbaglio o tutti sappiamo e i thread + sotto lo confermano che fare lo psicologo oggi è un sogno quanto fare quello che piacerebbe fare a me?

    Cioè sicuri che nella società attuale serva così tanto la figura del piccolo Freud? sbaglio o 2 anni fa ad una facoltà di Psico come è quella di parma c'erano 900 matricole? sbaglio o in pratica a momenti ci sono in giro più potenziali psicologi/educatori/psicoterapeuti che gente da rieducare/curare ecc...ecc..?

    Dunque con questo presupposto sicuri che sia più un sogno ambire ad un ruolo di "nuovo Marco Travaglio" e/o filosofo/psicologo della nuova era, rispetto all'ordinario psicologo?

    Detta come va detta secondo me c'è bisogno di più gente che non si limiti a studiare e riempirsi la testa esclusivamente come fosse un'enciclopedia vivente (che già i migliaia di esperti attuali bastano e avanzano se la pensiamo così), ma che provi a sfruttare il proprio genio, le proprie vere capacità per andare al di là e cercare nuove soluzioni.

    E ribadisco...la psicologia come scienza su casi gravi si dimostra fallace, più una spesa di soldi per il paziente che altro....girate in internet (invece di studiare la psicologia scientifica) e vi rendete conto che è pieno di persone affette delle patologie più simili e delle più differenti (fobia sociale, depressione, agorafobia, disturbo evitante di personalità, ecc...ecc...) molti dei quali dopo ANNI e ANNI di terapia sono in pratica fermi lì dov'erano (o al massimo mezzo passettino in avanti...e mezzo passettino in una vita di 70 anni che preso finirà è una nullità) e solo con le tasche molto più leggere....MOLTO più leggere...

    Quindi? quindi non so davvero se sia più SOGNO/PIù UTILE/iNUTILE limitarsi a diventare uno psicologo dei tanti o cercare di riutilizzare le proprie competenze e potenzialità intellettive per fare qualcosa di diverso...

    Detto questo non ho mai detto che la psicologia deve essere tutta filosofia...ma che la psicologia come scienza è più dannosa che altro...a quel punto vai dallo psichiatra e ti fai impasticcare di psicofarmaci e ottieni quasi un risultato migliore...
    la psicologia se si ferma ad una fase statica è prettamente inutile...se pretende di mettere leggi assolute; le leggi della psicologia devono essere molto più duttili di quelle scientifiche e pronte a modellarsi di paziente in paziente, anzi di uomo in uomo, psiche e psiche, società e società, cultura e cultura, epoca ed epoca...

    Ci deve essere metodo nell'analizzare...nel trovare le variabili...nello studiarle...ma poi deve essere duttile nel tentare di elaborare le soluzioni.
    La "cura" esatta non esiste...esistono strade ce si possono percorrere che possono essere più o meno corrette anche al secondo del caso in questione...e per l'appunto più che scienza io parlerei di filosofia della mente...

  13. #13
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    Riferimento: quanto scomettere sulla psicologia?

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    questa è una domanda da 1 milione di dollari



    quoto in pieno e aggiungo: spesso, in questi contesti, lo psicologo oltre a dover concorrere con colleghi, spesso si trova di fronte alla concorrenza con figure che non sono psicologi, ma che di fatto svolgono compiti di pertinenza psicologica, in modo più o meno legittimo (ad esempio la formazione nelle aziende, la selezione del personale, il counseling, la mediazione familiare, ecc...tutti ambiti di lavoro dello psicologo, ma che, non scendiamo nel perché e percome, vengono svolti anche da altre figure)
    Non mi toccare la mediazione familiare ( dico ironicamente) perchè noi AS nei servizi abbiamo sempre ricevuto da molto prima che esistesse la mediazione familiare casi di separazioni conflittuali e li abbiamo sempre trattati ( bene o male non so per questo la mediazione familiare sta diventando un campo di lavoro pe rmolti As) e tra l'altro abbiamo anche le competenze specifiche per farlo perchè oltre alla relazione di aiuto studiamo tanto diritto privato e diritto di famiglia ...quindi faticherei a vederlo come un ambito che è di competenza specifica degli psicologi .. senza polemizzare eh??? vabbè stiamo anndando off topic....scusate

  14. #14
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: quanto scomettere sulla psicologia?

    Citazione Originalmente inviato da marco-89 Visualizza messaggio
    ma sbaglio o tutti sappiamo e i thread + sotto lo confermano che fare lo psicologo oggi è un sogno quanto fare quello che piacerebbe fare a me?

    Cioè sicuri che nella società attuale serva così tanto la figura del piccolo Freud? sbaglio o 2 anni fa ad una facoltà di Psico come è quella di parma c'erano 900 matricole? sbaglio o in pratica a momenti ci sono in giro più potenziali psicologi/educatori/psicoterapeuti che gente da rieducare/curare ecc...ecc..?

    Dunque con questo presupposto sicuri che sia più un sogno ambire ad un ruolo di "nuovo Marco Travaglio" e/o filosofo/psicologo della nuova era, rispetto all'ordinario psicologo?

    Detta come va detta secondo me c'è bisogno di più gente che non si limiti a studiare e riempirsi la testa esclusivamente come fosse un'enciclopedia vivente (che già i migliaia di esperti attuali bastano e avanzano se la pensiamo così), ma che provi a sfruttare il proprio genio, le proprie vere capacità per andare al di là e cercare nuove soluzioni.

    E ribadisco...la psicologia come scienza su casi gravi si dimostra fallace, più una spesa di soldi per il paziente che altro....girate in internet (invece di studiare la psicologia scientifica) e vi rendete conto che è pieno di persone affette delle patologie più simili e delle più differenti (fobia sociale, depressione, agorafobia, disturbo evitante di personalità, ecc...ecc...) molti dei quali dopo ANNI e ANNI di terapia sono in pratica fermi lì dov'erano (o al massimo mezzo passettino in avanti...e mezzo passettino in una vita di 70 anni che preso finirà è una nullità) e solo con le tasche molto più leggere....MOLTO più leggere...

    Quindi? quindi non so davvero se sia più SOGNO/PIù UTILE/iNUTILE limitarsi a diventare uno psicologo dei tanti o cercare di riutilizzare le proprie competenze e potenzialità intellettive per fare qualcosa di diverso...

    Detto questo non ho mai detto che la psicologia deve essere tutta filosofia...ma che la psicologia come scienza è più dannosa che altro...a quel punto vai dallo psichiatra e ti fai impasticcare di psicofarmaci e ottieni quasi un risultato migliore...
    la psicologia se si ferma ad una fase statica è prettamente inutile...se pretende di mettere leggi assolute; le leggi della psicologia devono essere molto più duttili di quelle scientifiche e pronte a modellarsi di paziente in paziente, anzi di uomo in uomo, psiche e psiche, società e società, cultura e cultura, epoca ed epoca...

    Ci deve essere metodo nell'analizzare...nel trovare le variabili...nello studiarle...ma poi deve essere duttile nel tentare di elaborare le soluzioni.
    La "cura" esatta non esiste...esistono strade ce si possono percorrere che possono essere più o meno corrette anche al secondo del caso in questione...e per l'appunto più che scienza io parlerei di filosofia della mente...
    Dipende tutto dal lavoro che buoi fare, fare il giornalista come travaglio, fare lo psicologo, fare l'insegnante, scrivere libri. Sei ancora un ragazzo e tutte le strade ti sono aperte. Noi possiamo solo dirti come è oggi il lavoro dello psicologo ( io non lo sono ma ci lavoro in team quotidianamente e ne conosco tantissimi ) poi scegli tu cosa vuoi o cosa puoi fare.

    E comunque io ne vedo tante di persone ( ai servizi sociali) curati o aiutati dalla psicologia,....non so cosa tu leggi in internet ma vedi, chi ci lavora in un campo forse ne sa un pò più di te......

  15. #15
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: quanto scomettere sulla psicologia?

    Citazione Originalmente inviato da marco-89 Visualizza messaggio
    ma sbaglio o tutti sappiamo e i thread + sotto lo confermano che fare lo psicologo oggi è un sogno quanto fare quello che piacerebbe fare a me?

    Cioè sicuri che nella società attuale serva così tanto la figura del piccolo Freud? sbaglio o 2 anni fa ad una facoltà di Psico come è quella di parma c'erano 900 matricole? sbaglio o in pratica a momenti ci sono in giro più potenziali psicologi/educatori/psicoterapeuti che gente da rieducare/curare ecc...ecc..?

    Dunque con questo presupposto sicuri che sia più un sogno ambire ad un ruolo di "nuovo Marco Travaglio" e/o filosofo/psicologo della nuova era, rispetto all'ordinario psicologo?

    Detta come va detta secondo me c'è bisogno di più gente che non si limiti a studiare e riempirsi la testa esclusivamente come fosse un'enciclopedia vivente (che già i migliaia di esperti attuali bastano e avanzano se la pensiamo così), ma che provi a sfruttare il proprio genio, le proprie vere capacità per andare al di là e cercare nuove soluzioni.

    E ribadisco...la psicologia come scienza su casi gravi si dimostra fallace, più una spesa di soldi per il paziente che altro....girate in internet (invece di studiare la psicologia scientifica) e vi rendete conto che è pieno di persone affette delle patologie più simili e delle più differenti (fobia sociale, depressione, agorafobia, disturbo evitante di personalità, ecc...ecc...) molti dei quali dopo ANNI e ANNI di terapia sono in pratica fermi lì dov'erano (o al massimo mezzo passettino in avanti...e mezzo passettino in una vita di 70 anni che preso finirà è una nullità) e solo con le tasche molto più leggere....MOLTO più leggere...

    Quindi? quindi non so davvero se sia più SOGNO/PIù UTILE/iNUTILE limitarsi a diventare uno psicologo dei tanti o cercare di riutilizzare le proprie competenze e potenzialità intellettive per fare qualcosa di diverso...
    ciao marco89, è encomiabile il tuo spirito riflessivo, ma quello che dici sulla psicologia e sulla psicoterapia è più che altro dettato dal senso comune e dalla visione che i mass-media danno della psicologia.
    Dove sta scritto che lo psicologo è un "piccolo Freud?" per carita!!! è una delle battue classiche che ti dicono quando scoprono che fai psicologia.
    dove sta scritto che la psicoterapia è lunga e costosa? non è vero, esistono psicoterapie brevi e mirate al sintomo.
    Dove sta scritto che la "psicologia come scienza" è fallace nei casi gravi? poi, quali sono i "casi gravi"? Era meglio cento anni fa quando legavano i pazienti al letto? all'epoca la psicologia non esisteva ancora.
    Se cerchi informazioni su internet riguardanti i pazienti in psicoterapia, dubito che troverai dati veritieri perché su internet si trova di tutto e di più. Meglio consultare i dati scientifici, non trovi?
    Invece di chissàquali-astratti-dati su internet ti consiglio un libro, degli anni '50 "diario di una schizofernica" che racconta la storia di una giovane schizofrenica guarita con la Psicoanalisi (si, Psicoanalisi!). Di dati riguardanti l'efficacia della psicoterapia poi ve ne sono a bizzeffe, soprattutto a partire dagli anni '70.
    I dati parlano chiaro: chi fa psicoterapia ha l'80% di probabilità in più di star meglio, rispetto a chi non fa psicoterapia. (c'è tutta una modalità specifica per verificare l'efficacia della psicoterapia). Questo è un dato scientifico quindi non è reperito su internet.


    Detto questo non ho mai detto che la psicologia deve essere tutta filosofia...ma che la psicologia come scienza è più dannosa che altro...a quel punto vai dallo psichiatra e ti fai impasticcare di psicofarmaci e ottieni quasi un risultato migliore...
    quindi tu vuoi dire che snni fa (mica tanti eh, poco tempo) quando legavano i pazienti al letto, li tenevano rinchiusi nelle gabbie stavano meglio? Era meno dannoso? per piacere, prima di dire certe cose informiamoci

    la psicologia se si ferma ad una fase statica è prettamente inutile...se pretende di mettere leggi assolute; le leggi della psicologia devono essere molto più duttili di quelle scientifiche e pronte a modellarsi di paziente in paziente, anzi di uomo in uomo, psiche e psiche, società e società, cultura e cultura, epoca ed epoca...Ci deve essere metodo nell'analizzare...nel trovare le variabili...nello studiarle...ma poi deve essere duttile nel tentare di elaborare le soluzioni.
    e infatti è così è, la psicologia è in continuo mutamento, non è statica, non fa leggi assolute. Perché pensi che non lo sia? questo progresso non è specifico della psicologia, ma è una caratteristica della scienza, mai sentito nominare un certo Thomas Kuhn?


    La "cura" esatta non esiste...esistono strade ce si possono percorrere che possono essere più o meno corrette anche al secondo del caso in questione...e per l'appunto più che scienza io parlerei di filosofia della mente...
    qui non posso che rimandare alle parole di monicadal: non c'è spazio per la filosofia quando devi risolvere i problemi altrui e vieni pagato. Devi apellarti ai dati concreti, le speculazioni non servono a molto.
    Se lo psicologo deve elaborare un progetto per allenare le funzioni cognitive (training cognitivo) di un gruppo di pazienti col morbo di alzheimer in un centro diurno, non c'è tanto da filosofeggiare: bisogna prendere i dati alla mano, sapere quali funzioni cognitive sono danneggiate, quali sono conservate, quali programmi attuare per ritardare il declino, quali per mantenere i rapporti sociali, quali per alleviare lo stress dei caregiver che influenza indirettamente lo stato di salute del malato, e così via.



    un consiglio per la scelta degli studi: nessuno deve diventare marco travaglio, o un piccolo freud o che altro. L'importante nella vita è diventare sè stessi. E' su questo principio che deve basarsi la scelta degli studi

    ciao
    Ultima modifica di Johnny : 02-04-2010 alle ore 23.49.28

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