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  1. #1
    Partecipante Affezionato
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    18-03-2010
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    Psicologia come odontoiatria?!

    L'alto giorno parlavo con un mio amico che ha terminato il suo corso di studi in odontoiatria e sta facendo il primo anno di laboratorio per diventare dentista abilitato. A un certo punto ha detto la seguente frase:
    "Certo che molto degli esami che ho studiato non mi servono proprio a un ca77o!"
    E da qui ho avuto la mia illuminazione!
    Perché la figura dello psicologo in Italia è ancora indietro rispetto a molti altri paesi occidentali? E specialmente perché non viene considerata "scientifica" o medica come la figura del dentista?
    Tra i tanti motivi che ci possono essere non sarà forse perché si fanno troppo pochi esami di medicina?
    Pensateci un pò....quanti crediti il vostro corso di laurea in psicologia dedica allo studio della medicina? Diciamo che a meno che non abbiate scelto un corso cognitivo/neuroscienze è già tanto se ci sono 20 crediti di cui i classici esami sono fondamenti di psicobiologia e psicologia fisiologica e magari un esame generale di biologia. Io sinceramente credo che sia troppo poco.
    Siete mai andati a vedere come è articolato un corso in odontoiatria?
    Date una occhiata al seguente link:

    Piano di studio e percorso formativo della LM-46 — Facolta' di Medicina e Chirurgia - Chieti

    Ma secondo voi un dentista nella sua professione cosa sé ne fa di studiare materie come ad esempio:

    1) C.I./1 SCIENZE COMPORTAMENTALI E METODOLOGIA SCIENTIFICA
    2) Statistica medica
    3) Biologia applicata
    4) Genetica medica
    5) Chimica medica
    6) Istologia
    7) Metodi di studio in morfologia
    8) Anatomia umana
    9) Fisica applicata
    10) Biochimica e biologia molecolare
    11) Fisiologia umana eccetera

    Provate a chiederlo a un dentista …. Poco e nulla.
    Ragazzi per favore non fraintendetemi. So benissimo che anche uno psicologo qualunque sia il suo orientamento (clinico,dinamico, sviluppo, neuro-cognitivo, sociale ,lavoro) non sé ne farebbe molto di questi esami e delle cose che imparerebbe da queste materie per la sua professione e per la comprensione del comportamento umano. Ma io sono arrivato a pensare che uno dei maggiori mali della psicologia in Italia sia che nelle università di psicologia in italia non si facciano questi esami.
    Ma perché dico io la psicologia è l’unica scienza che è sputtanata nella cultura popolare? Ad esempio se Tizio ha male a un ginocchio (o un piede, o a una mano o fate voi) e va da un ortopedico e magari poi scopre che quell’ortopedico aveva sbagliato completamente la diagnosi e la cura sicuramente Tizio dirà : “quell’ortopedico è un imbecille” ma potete scommetterci che mai nessun Tizio dirà: “ l’ortopedia è tutta una stronzata” . E lo stesso discorso lo possiamo fare per il dentista, il dermatologo, il ginecologo, l’otorino e così via…
    Noi psicologi altro non dovremmo essere che dei medici del cervello o dell’anima se preferite. Lo psicologo quindi è il medico che si occupa della parte del corpo umano più difficile complicata e in gran parte sconosciuta che ci sia. Ma paradossalmente lo psicologo è l’unico medico che si prende il lusso di non studiare molte materie di medicina, biologia, chimica … che invece studiano tutti gli altri medici in italia dentisti compresi (l’esempio dei dentisti non è a caso… è perché anche loro studiano 5 anni e non 9 come magari i medici ). Non pensate anche voi che questo sia un paradosso e quindi un enorme sbaglio?
    Voi mi direte che studiare esami come antropologia culturale,, sociologia e le stesse psicologia dinamica, clinica, sociale, della personalità e così via è importante perché con le attuali conoscenze mediche e tecnologiche che abbiamo, queste materie sono importantissime per cercare di comprendere il comportamento umano. Io sono d’accordissimo. Ma andrebbero studiate DOPO la base medica.
    E invece le facoltà di psicologia in italia non solo si sono prese il lusso di non far studiare quasi nulla di medicina ma per di più si sono prese il lusso di fare corsi specialistici nella varie branche della psicologia. Molto spesso chi sceglie un corso di psicologia del lavoro non farà quasi nulla di clinica e dinamica. Chi sceglie un corso di clinica non farà quasi nulla di cognitivi, ma vi rendete conto?
    E’ come sé una persona a giurisprudenza e facesse per 5 anni solo il diritto di cui poi magari in fututo si specializzerà : ad esempio studiasse solo diritto civile e non studiasse mai diritto penale, tributario, costituzionale, civile, societario e così via. O ancora è come se uno scegliesse economia e facesse per 5 anni solo marketing o ragioneria, senza fare invece tutte le altre materie come finanza,i vari diritti, micro e macroeconomia, statistica e così via. D’accordo anche le altre facoltà spesso si differenziano a seconda del corso di laurea che si sceglie ma certi corsi di laurea di psicologia sono caratterizzati da una estrema specializzazione e quindi limitazione.
    E quindi qui abbiamo un doppio paradosso:
    1) La psicologo è l’unico “medico” che non studia medicina o la studia troppo poco
    2) I corsi di laurea in psicologia, spesso, sono gli unici esami corsi di laurea che escludono completamente alcuni sotto-settori della stessa psicologia.
    E poi ci chiediamo perché la psicologia in italia non è presa in considerazione. Semplicemente perché la psicologia nelle facoltà in Italia è fatta a cazzo di cane. Non dico che per diventare psicologi si dovrebbe fare per forza medicina. Quello che dico però che psicologia in italia dovrebbe essere simile ad un corso di laurea in odontoiatria, ovviamente con le debite differenze. Innanzitutto dovrebbe essere solo a ciclo unico. Quindi volendo fare un ragionamento in termine di crediti sui 300 a disposizione (60 crediti all’anno per 5 anni) almeno un 150 dovrebbero essere su materie mediche e i restanti 150 sulle varie branche della psicologia EQUAMENTE distribuite. Poi ogni psicologo nella sua vita deciderà a quale parte della psicologia vorrà dedicarsi maggiormente. Solo così lo psicologo si eleverebbe al rango di qualsiasi altro specialista della medicina (dentista, ortopedico, oculista eccetera). Solo così allora psicologo sarà sinonimo di medico così come dentista lo è tuttora.
    Colleghi psicologi che né pensate?

  2. #2
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    il discorso mi lascia un po' perplesso. Perché mai uno psicologo dovrebbe essere considerato il "medico della psiche"? Lo psicologo non è un medico, esiste una specializzazione della medicina che "cura" la psiche, ed è la PSICHIATRIA, ma non ha nulla a che fare con la Psicologia.
    Se proprio vogliamo trovare un parallelismo potrebbe essere con la PSICOTERAPIA, e infatti le scuole post-laurea in psicoterapia sono aperte anche ai medici oltre che agli psicologi.

    Tuttalpiù, come infatti accade, nei c.d.l. in Psicologia vengono studiate delle materie "di base" e fondamentali a tutti i vari indirizzi: mi riferisco a biologia, psicobiologia (ex fondamenti anatomofisiologici del sistema nervoso), informatica, la serie di esami di statistica, metodologia della ricerca, test, filosofia, sociologia, antropologia, ecc... La chimica non è una branca della medicina, ma viene studiata per quello che riguarda la comprensione della psiche, lo stesso discorso vale per la biologia, e così via per ogni altra disciplina che ho citato.

    Ma non vedo questo parallelismo tra medicina e psicologia.
    Cosa se ne fa uno "Psicologo del lavoro" di nozioni riguardanti come funziona lo stomaco e l'apparato digerente? cosa se ne fa uno psicologo dell'età evolutiva di sapere nozioni di fisica? NESSUNA.

    Per quanto riguarda la svalutazione della Psicologia come scienza, credo sia dovuto al fatto che la PSICOLOGIA è una scienza giovane, esiste da poco tempo. Inoltre, forse, ma qui esprimo un mio parere personale, esiste anche una resistenza da parte delle persone ad accettare la figura dello psicologo e della psicologia perché può essere vissuta come intrusiva (non sempre è bello sapere certe verità, un po' come quando Freud disse che alla base della vita psichica c'è la sessualità e l'aggressività nelle sue varie forme...o quando Milgram ha scoperto che ognuno potenzialmente è capace di uccidere con scosse elettriche di 450 volt in virtù di un'ideologia e dell'autorità conferita a chi dà l'ordine di farlo).

    La psichiatria probabilmente gode di più legittimazione sociale in quanto ramo della medicina, la quale è un sapere "antico" e quindi più radicato nell'opinione comune e di "riflesso" questo si estende alla psichiatria. Ma non credo che la gente abbia bene in mente cosa sia e che differenza ci sia tra psicologia, psichiatria, psicoterapia.
    Ultima modifica di Johnny : 29-03-2010 alle ore 22.44.50

  3. #3

    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    Sapere che una patologia organica può comportare conseguenze nella psiche non è facoltativo. Il corpo è strettamente collegato con la mente, per cui concordo pienamente con la necessità di rendere fondamentali alcune materie mediche. Negli Stati Uniti gli psicologi, previa frequenza di alcuni corsi, possono addirittura prescrivere farmaci.

  4. #4
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    concordo con edettor70....inoltre il non avere alcune basi mediche non ci permette di capire appieno dove la conoscenza medico-scientifica nella comprensione del comportamento umano arriva per poi fermarsi e arrendersi e dove quindi bisogna iniziare ad affidarsi a osservazione, ricerche sociali empiriche, teorie di riferimento e quant'altro per cercare di colmare il gap....

  5. #5
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    Con un percorso strutturato in questo modo poi però vi escludereste molti ambiti di intervento più propriemente sociali o di comunità, di prevenzione e promozione della salute e del benessere (intesi non a livello di singolo ma di territorio o di gruppo di persone) Che c'entra la fisiologia umana con il lavoro dello psicologo della comunità?

    Siete davvero sicuri che a livello occupazionale vi converrebbe? Oppure l'eccessiva medicalizzazione del percorso dei vostri studi precluderebbe molte di quelle possibilità di lavor che oggi sono proprie dello psicologo e che non riguardano la clinica?

  6. #6
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    Citazione Originalmente inviato da monicadal Visualizza messaggio
    Con un percorso strutturato in questo modo poi però vi escludereste molti ambiti di intervento più propriemente sociali o di comunità, di prevenzione e promozione della salute e del benessere (intesi non a livello di singolo ma di territorio o di gruppo di persone) Che c'entra la fisiologia umana con il lavoro dello psicologo della comunità?

    Siete davvero sicuri che a livello occupazionale vi converrebbe? Oppure l'eccessiva medicalizzazione del percorso dei vostri studi precluderebbe molte di quelle possibilità di lavor che oggi sono proprie dello psicologo e che non riguardano la clinica?
    Ricapitoliamo i punti essenziali del discorso per non perdere quello che in gergo si dice: "il bandolo della matassa" o il punto della situazione.
    Il mio primo intervento di apertura di questo forum in pratica voleva sostenere i seguenti punti:
    1) maggiori esami di medicina, al di là del loro effettivo valore nella comprensione della psiche (di qualsiasi ambito stiamo parlando), garentirebbero un maggiore prestigio sociale allo psicologo (si pensi come detto in un precedente intervento che impatto molto diverso e molto profondo e convincente nella nostra società potrebbe avere uno psicologo che possa prescrivere medicinali)
    2) maggiore esami di medicina inoltre permetterebbero inoltre ad ogni buon studente di psicologia di capire veramente ed esattamente (o quanto meno nel modo più preciso possibile) dove le conoscenze medico/tecnologiche/scientifiche (scienza hard) arrivano nella comprensione della psiche (di qualsiasi ambito stiamo parlando) e dove invece le conoscenze medico/tecnologiche/scientifiche non arrivano e quindi per cercare di capire certi comportamenti umani bisogna ricorrere all'osservazione, alla ricerche empiriche, alle teorie di riferimento e così via.
    3) credo che ciò sia possa essere fatto in un percorso di 5 anni e basta (da qui l'esempio di odontoiatria)

    Orq quindi veniamo alla tua domanda: converebbe un percorso così fatto a livello occupazionale?
    Io credo di sì. Perchè sè uno studente dopo decide di volersi dedicare tipo alla psicologia sociale dei gruppi (o del lavoro) si fa il suo bel anno di tirocino, ad esempio, in tale ambito. Ma le basi mediche faranno ormai parte del suo bagaglio culturale personale. Credo che sia nettamente meglio che studiare invece 5 anni di scienze soft (ovvero teorie su toerie di psicologia sociale, del lavoro o di personalità).
    Inoltre credo anche che sia nettamente meglio che un una persona scelga in cosa specializzarsi a 23/24 anni dopo un percorso universitario del genere che a 18 anni quando non ha la più pallida idea di che cosa sono i vari percorsi psicologici (e le università italiane di psicologia per come sono strutturate ti obbligano a fare questa scelta).

  7. #7
    Postatore Epico L'avatar di doctor2009
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    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    Io sono un medico. Mi sono iscritto, ormai un anno e mezzo fa, a questo forum perchè la psicologia mi è sempre piaciuta e anche nel mio lavoro quotidiano cerco, per quanto posso, di non limitarmi a dispensare pillole e supposte, ma anche di utilizzare un minimo di approccio psicologico alle problematiche apparentemente solo fisiche dei miei pazienti.
    Penso, pertanto, di essere la persona adatta a fornire un parere, credo di un certo interesse, sull'argomento.
    Io sono ASSOLUTAMENTE d'accordo sulla commistione tra le due professioni: sia nel senso di dare una preparazione medica di base agli psicologi sia, soprattutto per come la vedo io, in senso inverso di dare una robusta preparazione psicologica ai medici...
    Il paziente è UNO: carne e anima... Pensare di curare solo una cosa lasciando da parte l'altra è sbagliato, secondo me, sia in un senso che nell'altro...
    Il problema, però, è l'applicazione pratica di questo principio sacrosanto....
    Proprio l'esempio portato da Oggisonoio dimostra come, purtroppo, in Italia anche le buone intenzioni si infrangono di fronte ad una realtà universitaria disperata e disperante..
    Mi spiego meglio: i dentisti dovrebbero essere OBBLIGATI ad aver NON un'infarinatura, ma delle OTTIME cognizioni mediche ( secondo me, per la verità, i dentisti avrebbero dovuto continuare ad essere dei medici come era in passato, ma questo è un altro discorso... ).
    Purtroppo, come ha chiaramente evidenziato Oggisonoio riportando le parole del suo amico neolaureato in Odontoiatria, molti Odontoiatri pensano che gli esami di Medicina siano solo una perdita di tempo e che "non gli servano ad un caxxo"... Il che in parte è pure vero per come vengono strutturati in pratica tali esami: studiare qualche testo di medicina senza fare neanche un minimo di pratica, senza aver mai visto neanche da lontano un malato, serve a poco... Le nozioni così apprese, sganciate dall'applicazione sul campo, sono destinate a svanire dopo una settimana dall'esame..... Eppure, non dimentichiamolo, un dentista può UCCIDERE un paziente, in vari modo ( e purtroppo, fortunatamente di rado, ma ogni tanto succede... ), o, comunque creare dei danni serissimi per quello che fa e per quello che NON fa ( per esempio accorgersi per tempo dell'insorgenza di un tumore...).
    Il rischio, se passasse l'ipotesi di cui stiamo discutendo, è che i professori di Medicina sarebbero felicissimi per la creazione di nuove cattedre, ma, in cambio, vi fornirebbero una mediocre preparazione sganciata da qualunque rapporto con la pratica, che non vi servirebbe a nulla e svanirebbe immediatamente dopo aver dato l'esame...
    Discorso completamente diverso se, invece, le branche mediche più vicine alla vostra materia venissero studiate in modo serio, costruttivo e, soprattutto, PRATICO...
    Darebbero un grande apporto alla vostra professione e sì, è vero, ne aumenterebbero, probabilmente, anche l'appeal dal punto di vista del mercato del lavoro, almeno per ciò che riguarda la libera professione.
    -



    PRESIDENTE DEL CLUB DEL GIALLO!

  8. #8
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    Citazione Originalmente inviato da Oggisonoio Visualizza messaggio
    Ricapitoliamo i punti essenziali del discorso per non perdere quello che in gergo si dice: "il bandolo della matassa" o il punto della situazione.
    Il mio primo intervento di apertura di questo forum in pratica voleva sostenere i seguenti punti:
    1) maggiori esami di medicina, al di là del loro effettivo valore nella comprensione della psiche (di qualsiasi ambito stiamo parlando), garentirebbero un maggiore prestigio sociale allo psicologo (si pensi come detto in un precedente intervento che impatto molto diverso e molto profondo e convincente nella nostra società potrebbe avere uno psicologo che possa prescrivere medicinali)
    2) maggiore esami di medicina inoltre permetterebbero inoltre ad ogni buon studente di psicologia di capire veramente ed esattamente (o quanto meno nel modo più preciso possibile) dove le conoscenze medico/tecnologiche/scientifiche (scienza hard) arrivano nella comprensione della psiche (di qualsiasi ambito stiamo parlando) e dove invece le conoscenze medico/tecnologiche/scientifiche non arrivano e quindi per cercare di capire certi comportamenti umani bisogna ricorrere all'osservazione, alla ricerche empiriche, alle teorie di riferimento e così via.
    3) credo che ciò sia possa essere fatto in un percorso di 5 anni e basta (da qui l'esempio di odontoiatria)
    la mia perplessità aumenta
    IN RIFERIMENTO AL PUNTO 1) se vogliamo dare prestigio sociale allo psicologo allo a sto punto facciamogli fare anche un corso di giurisprudenza, così sarà anche mezzo avvocato
    La Psicologia ha una sua specificità, che è altra rispetto alla medicina e alla psichiatria (branca della medicina): la differenza la si ritrova nell'etimologia: psicheLOGOS (studio della psiche) e psicheIATROS (cura della psiche). La Psicologia è la scienza che studia la psiche, che intavola discorsi , studi, esperimenti, ecc... La Psichiatria invece si propone di "curare" la psiche, e per far questo utilizza i farmaci (dagli anni '50) e il sapere prodotto dalla Psicologia. Cioè la specificità della Psicologia è che è esplicativa (perché produce teorie e spiegazioni sui comportamenti e ai processi mentali). In questo senso potrebbe esserci un'interazione tra psichiatria e psicologia come attività di ricerca. E questa interazione, anzi, già c'è. Solo che la Psicologia non è parte della medicina, perché la psiche non è un pezzo del corpo ed è sbaglaito "ridurla" a un insieme di reazioni chimiche. C'è chi lo fa, ed è definito "riduzionista": sono coloro che vogliono guarire i disturbi mentali con una pastiglia.

    Orq quindi veniamo alla tua domanda: converebbe un percorso così fatto a livello occupazionale?
    Io credo di sì. Perchè sè uno studente dopo decide di volersi dedicare tipo alla psicologia sociale dei gruppi (o del lavoro) si fa il suo bel anno di tirocino, ad esempio, in tale ambito. Ma le basi mediche faranno ormai parte del suo bagaglio culturale personale. Credo che sia nettamente meglio che studiare invece 5 anni di scienze soft (ovvero teorie su toerie di psicologia sociale, del lavoro o di personalità).
    a questo punto dovremmo applicare una scheda esterna di memoria al cervello, perché già è difficile sapere tutto della psicologia (non so se hai presente la mole di materiale per sostenere l'esame di stato). Se ci aggiungiamo anche tutta la medicina bisogna portarsi un secondo cervello artificiale perché la memoria a un certo punto finisce
    Continuo a sostenere che MEDICINA e PSICOLOGIA siano 2 discipline diverse. E' proprio per questo, perché ognuna ha una sua specificità, che possono interagire e portare, ognuna, un suo contributo alla comprensione dell'essere umano (che come diceva doctor è UNO). Ma fare un miscuglio significherebbe perdere contributi utili da entrambe le parti.

    Poi, davvero pensi che un tirocinio sia sufficiente per imparare la psicologia dei gruppi o la psicologia del lavoro? hai presente la mole impressionante di materiale di cui si compone la "psicologia sociale", la "psicologia dei gruppi", la "psicologia del lavoro"? Ci sono interi corsi di laurea specifici per ognuno di questi indirizzi!!


    Inoltre credo anche che sia nettamente meglio che un una persona scelga in cosa specializzarsi a 23/24 anni dopo un percorso universitario del genere che a 18 anni quando non ha la più pallida idea di che cosa sono i vari percorsi psicologici (e le università italiane di psicologia per come sono strutturate ti obbligano a fare questa scelta).
    se è per questo, non solo Psicologia. Uno che sceglie ingegneria e al quinto anno scopre che voleva fare il musicista è in una situazione non molto diversa.
    Ultima modifica di Johnny : 01-04-2010 alle ore 21.00.22

  9. #9
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    Ovviamente quoto appieno quello detto da doctor 2009. A supporto ulteriore delle mie credenze riporto questa parte di brano preso dal libro Lavorare con Intelligenza emotiva di Daniel Goleman (PSICOLOGO STATUNITENSE) che consiglio caldamente a chi non lo avesse letto di leggerlo. Parlando degli studi empirici (scienze soft ovvero quelli che utilizzano i quetionari le interviste secondo le modalità che noi ben studiamo nelle nostre facoltà di psicologia) a proposito dell'intelligenza emotiva dice:
    "...oggi possiamo avvalerci di 25 anni di studi empirici che ci mostrano, con una precisione ancora sconosciuta, quanto sia importante l'intelligenza emotiva ai fini del successo. Ed ecco un altro filo del tessuto, un altro campo di interesse nella mia vita professionale: dai tempi della mia stessa ricerca nel campo della PSICOBIOLOGIA, per decenni ho seguito i risultati d'avanguardia ottenuti dalle NEUROSCIENZE. Questa esperienza mi ha consentito di FONDERE il modello dell'intelligenza emotiva su quei risultati (ovvero quella dei risultati empirici...ndr). Molti uomini di affari sono tradizionalmente scettici riguardo alla psicologia soft, o diffidenti nei confronti delle infinite teorie apparse e scomparse nel corso degli anni; tuttavia le neuroscienze hanno ora reso trasparenti le motivazioni che spiegano la grande importanza dell'intelligenza emotiva. Gli antichi centri cerebrali che elaborno l'emozione sono la sede delle abilità necessarie per dominare efficacemente noi stessi e per acquisire destrezza sociale. Pertanto, queste abillità sono radicate nel nostro patrimonio ereditario al fine di consentirci sopravvivenza e adattamento. Le neuroscienze ci insegnano che questi centri emotivi del cervello apprendono in modo diverso da quelli in cui hanno sede i processi di pensiero. Tale intuizione è stata fondamentale nello sviluppo di questo libro..."
    Ho riportato questo passo del brano in quanto l'autore evidenza ha potuto scrivere questo suo BEST SELLER tradotto in varie lingue grazie ai suoi studi ETEROGENEI nell'ambito della psicologia che vanno appunto dalla psicobiologia alle neuroscienze alle ricerche psicologico/sociali empiriche. Quale corso di laurea in quale università italiana ci danno questa preparazione completa? Io credo nessuna.
    Ora quindi quanto studiare di medicina? Ha ragione doctor 2009 quando dice che farla fare alle facoltà di medicina probabilmente sarebbe inutile. E a ragione doctor 2009 quando dice: "se, invece, le branche mediche più vicine alla vostra materia venissero studiate in modo serio, costruttivo e, soprattutto, PRATICO...".
    Quindi quanta, come e quale medicina dover studiare?
    Esattamente io ancora non lo so, non ho l'esperienza e la cultura per poterlo dire precisamente, ma la cosa paradossale è che non dovremmo neanche inventarci nulla...BASTEREBBE andare negli stati uniti e ricopiare il loro modello di insegnamento universitario delle facoltà di psicologia. Ovvero basterebbe ricopiare un modello di insegnamento che sappiamo perettamente essere di successo!
    Ma ancora una volta concordo con doctor2009: "in Italia anche le buone intenzioni si infrangono di fronte ad una realtà universitaria disperata e disperante.."
    E quindi fare una cosa tanto semplice come quella di copiare qualcosa che da altre parti ha dato buoni risultati in questa Italia diventa impossibile.
    L'unica soluzione è non farsi condizionare negativamente dalla situazione Italiana. Capire che non siamo noi ad avere fatto la scelta sbagliata (sensazioni che purtroppo vedo trasparire da molti colleghi psicologi anche leggendo su questo forum) ma che è il sistema sbagliato. Avere il coraggio quindi di andare oltre, ad esempio di studiare ciò che non ci viene insegnato, e quindi di svolgere il nostro lavoro orgogliosamente.

  10. #10
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    Ciao Johny....evidentemente abbiamo opinioni diverse ed è giusto in fondo che sia così. Però il punto fondamentale credo che sia questo....tu sembri trattare la psiche come se fosse "anima" e quindi soggetta ad essere studiata solo tramite l'osservazione e i metodi della psicologia sociale, del lavoro eccetera....Io invece credo che la psiche abbia sede nel nostro cervello in interazione con il resto del nostro corpo da qui le mie considerazioni.
    Non sono riduzionista in tutti i miei interventi sostengo la neccessità della complementarità degli studi. Io dico che sono state riduzioniste le università italiane facendo corsi di laurea su specifici indirizzi eliminandole altre.
    Per quanto riguarda la mole di studio...prova a guardare a biblioteca di un laureato in medicina....la nostra in confronto sembra quella di uno scolaretto elle elementari!

  11. #11
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    Citazione Originalmente inviato da Oggisonoio Visualizza messaggio
    Ovviamente quoto appieno quello detto da doctor 2009. A supporto ulteriore delle mie credenze riporto questa parte di brano preso dal libro Lavorare con Intelligenza emotiva di Daniel Goleman (PSICOLOGO STATUNITENSE) che consiglio caldamente a chi non lo avesse letto di leggerlo. Parlando degli studi empirici (scienze soft ovvero quelli che utilizzano i quetionari le interviste secondo le modalità che noi ben studiamo nelle nostre facoltà di psicologia) a proposito dell'intelligenza emotiva dice:
    "...oggi possiamo avvalerci di 25 anni di studi empirici che ci mostrano, con una precisione ancora sconosciuta, quanto sia importante l'intelligenza emotiva ai fini del successo. Ed ecco un altro filo del tessuto, un altro campo di interesse nella mia vita professionale: dai tempi della mia stessa ricerca nel campo della PSICOBIOLOGIA, per decenni ho seguito i risultati d'avanguardia ottenuti dalle NEUROSCIENZE. Questa esperienza mi ha consentito di FONDERE il modello dell'intelligenza emotiva su quei risultati (ovvero quella dei risultati empirici...ndr). Molti uomini di affari sono tradizionalmente scettici riguardo alla psicologia soft, o diffidenti nei confronti delle infinite teorie apparse e scomparse nel corso degli anni; tuttavia le neuroscienze hanno ora reso trasparenti le motivazioni che spiegano la grande importanza dell'intelligenza emotiva. Gli antichi centri cerebrali che elaborno l'emozione sono la sede delle abilità necessarie per dominare efficacemente noi stessi e per acquisire destrezza sociale. Pertanto, queste abillità sono radicate nel nostro patrimonio ereditario al fine di consentirci sopravvivenza e adattamento. Le neuroscienze ci insegnano che questi centri emotivi del cervello apprendono in modo diverso da quelli in cui hanno sede i processi di pensiero. Tale intuizione è stata fondamentale nello sviluppo di questo libro..."
    la cosiddetta "intelligenza emotiva" di Goleman la conosco bene, ne ho parlato alla prima prova dell'esame di stato (e avendolo superato credo di averne parlato in modo corretto )
    Il concetto di "intelligenza emotiva" proviene da Salovey e Mayer (anni '90), che a loro volta mutuano dal concetto di "intelligenze multiple" di Gardner (anni 80 circa) a riprova del fatto che le teorie non nascono dal nulla ma sono sempre un'evoluzione di teorie precedenti. Goleman non ha fatto altro che divulgare al grande pubblico l'intelligenza emotiva (facendone, appunto, un best seller) e approfondirla ulteriormente.
    Le materie che citi (BIOLOGIA, PSICOBIOLOGIA, NEUROSCIENZE) vengono già ampiamente studiate nelle facoltà di Psicologia, e fra l'altro fanno parte di quelle "fondamentali" comuni a tutti gli indirizzi
    Ultima modifica di Johnny : 01-04-2010 alle ore 21.31.09

  12. #12
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    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    .


    Poi, davvero pensi che un tirocinio sia sufficiente per imparare la psicologia dei gruppi o la psicologia del lavoro? hai presente la mole impressionante di materiale di cui si compone la "psicologia sociale", la "psicologia dei gruppi", la "psicologia del lavoro"? Ci sono interi corsi di laurea specifici per ognuno di questi indirizzi!!
    .
    Beh, credo che col solo anno di tirocinio e una forte preparazione di tipo medico avreste pochissime probabilità di lavorare nelle cooperative sociali e nelle associazioni ( almeno per l'esperienza che ho io del privato sociale, ed è molta) e anche per i progetti sociali vari, il lavoro sul territorio e di comunità, l'elaborazione dei piani di zona, il lavoro nel settore dei servizi sociali in genere ( ad eccezzione di quello che riguarda la tutela del minore) ci sarebbero problemi, ma è probabile come ha detto qualcuno che la libera professione ne tragga vantaggio.

  13. #13
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    A questo punto direi prendendo anche spunto da quello che dice Johnny:
    "psicheLOGOS (studio della psiche) e psicheIATROS (cura della psiche)" .
    Mi sebra una distinzione giusta. Però pa questo punto dobbiamo tornare all'annosa questione sul che cosa fa uno psicologo?E qui la risposta è DIPENDE!

    1) Sè lo psicologo è clinico o dinamico allora, johnny dovresti convenire con me, che il suo obbiettivo non è di studiare (o almeno non solo) la psiche ma di CURARE la psiche. E a questo punto la tua distinzione tra psicologia e pschiatria viene meno. A maggior ragione ripeto che questo tipo di psicologo debba avere un curriculm maggiormente medico. Oltretutto tanto lo PSICOTERAPEUTA, sappiamo benissimo, che nella pratica, deve studiare comunque nove anni, ovvero i 5 di psicologia e i quattro di specializzazione. In pratica deve studiare nove anni come lo psichiatra ma è un curatore della psiche di serie B (intendo ovviamente sulla carte per la preparazione universitaria avuta) in quanto a differenza dello PSICHIATRIA non ha le conscenze mediche.
    Ha studiato 5 anni teorie su teorie dinamico cliniche a un certo punto ha deciso che una le piaceva più di un altra e sceglie una scuola di specializzazione con un certo orientamento. Invece lo pschiatria studia 5 anni l'interezza, medica, della persona e poi sceglie comunque un per
    E' questa una delle cose che mi fa incazzare di più del sistema universitario Italiano. Negli stati uniti non è così! Lì fanno in modo che lo psicolgo curatore della psiche/psicoterapeuta abbia le conoscenze mediche necessarie per poter ANCHE prescrivere farmaci. Ma l'importante in fondo non è questo (che possa prescrivere farmaci anche sè come detto in un precedente post questo cmq avrebbe un forte impatto sociale per la figura dello psicologo italiano), ma che abbia le conoscenze della persona per poter
    curare come ha detto doctor 2009: "Il paziente è UNO: carne e anima... Pensare di curare solo una cosa lasciando da parte l'altra è sbagliato, secondo me, sia in un senso che nell'altro..."!
    Adesso Johnny siamo sinceri se vai a vedere un qualsiasi corso di laurea dinamico/clinico in Italia abbiamo al massimo 30 crediti nel PSI/02...TROPPO POCHI.

    2) Se lo psicologo è un neuropsicologo 3)Se lo psicologo è uno psicologo sociale, del lavoro, della comunità eccetera....ci devo pensare...ora non ho tempo per il momento accontentatevi del punto 1...un saluto a tutti!

  14. #14
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    Citazione Originalmente inviato da Oggisonoio Visualizza messaggio
    A questo punto direi prendendo anche spunto da quello che dice Johnny:
    "psicheLOGOS (studio della psiche) e psicheIATROS (cura della psiche)" .
    Mi sebra una distinzione giusta. Però pa questo punto dobbiamo tornare all'annosa questione sul che cosa fa uno psicologo?E qui la risposta è DIPENDE!

    1) Sè lo psicologo è clinico o dinamico allora, johnny dovresti convenire con me, che il suo obbiettivo non è di studiare (o almeno non solo) la psiche ma di CURARE la psiche. E a questo punto la tua distinzione tra psicologia e pschiatria viene meno. A maggior ragione ripeto che questo tipo di psicologo debba avere un curriculm maggiormente medico. Oltretutto tanto lo PSICOTERAPEUTA, sappiamo benissimo, che nella pratica, deve studiare comunque nove anni, ovvero i 5 di psicologia e i quattro di specializzazione. In pratica deve studiare nove anni come lo psichiatra ma è un curatore della psiche di serie B (intendo ovviamente sulla carte per la preparazione universitaria avuta) in quanto a differenza dello PSICHIATRIA non ha le conscenze mediche.
    Ha studiato 5 anni teorie su teorie dinamico cliniche a un certo punto ha deciso che una le piaceva più di un altra e sceglie una scuola di specializzazione con un certo orientamento. Invece lo pschiatria studia 5 anni l'interezza, medica, della persona e poi sceglie comunque un per
    E' questa una delle cose che mi fa incazzare di più del sistema universitario Italiano. Negli stati uniti non è così! Lì fanno in modo che lo psicolgo curatore della psiche/psicoterapeuta abbia le conoscenze mediche necessarie per poter ANCHE prescrivere farmaci. Ma l'importante in fondo non è questo (che possa prescrivere farmaci anche sè come detto in un precedente post questo cmq avrebbe un forte impatto sociale per la figura dello psicologo italiano), ma che abbia le conoscenze della persona per poter
    curare come ha detto doctor 2009: "Il paziente è UNO: carne e anima... Pensare di curare solo una cosa lasciando da parte l'altra è sbagliato, secondo me, sia in un senso che nell'altro..."!
    Adesso Johnny siamo sinceri se vai a vedere un qualsiasi corso di laurea dinamico/clinico in Italia abbiamo al massimo 30 crediti nel PSI/02...TROPPO POCHI.
    lo PSICOLOGO "clinico" (dove si intende psicologo iscritto all'albo che ha studiato, nell'iter universitario, l'indirizzo di psicologia clinica) non "cura" la psiche (compito di pertinenza dello psicoterapeuta o dello psichiatra), ma fa varie cose, dalla prevenzione, magari con dei progetti, alla psicodiagnosi. Cioè lo psicologo può far tante cose, tranne che "curare". In questo senso non vedo tutta questa importanza sull'avere una formazione medica.
    Sulla figura dello psicologo ci sono state varie discussioni, ho scoperto (grazie a questo forum, quindi presumo sia un'informazione attendibile non avendo altre fonti con cui confermare questa info.) che Musatti (uno dei padri della Psicologia in Italia) diceva che "la figura dello psicologo è inesistente come professione", perché ha senso l'attività di ricerca in psicologia (che è sacrosanta ed è fondamentale), ma il sapere prodotto dalla ricerca è applicabile da tante figure, cioè tutti coloro che hanno a che fare con le persone e in qualche modo svolgono una "professione di aiuto". Nel momento in cui si istituisce la "professione" di psicologo, questa è molto vaga, perché di fatto molte cose che lo psicologo può fare, le possono fare anche altri (un esempio banale, se nella ricerca in psicologia si scopre che premiando un comportamento questo ha maggiori probabilità di ricomparire -teoria del rinforzo- questo metodo può essere usato da chiunque, non necessariamente da uno psicologo. Il concetto di intelligenza emotiva, è stata elaborata in Psicologia, ma può essere usato anche da altri professionisti, le maestre d'asilo possono educare i bambini allo sviluppo dell'intelligenza emotiva, ad esempio).
    Qui ovviamente parlo contro il mio interesse (sono iscritto all'Albo e pago la tassa), ma la situazione è questa. Infatti le denunce per abuso di professione di psicologo sono state, nella maggior parte dei casi, un buco nell'acqua. Al momento l'unico atto esclusivo dello PSICOLOGO è la psicodiagnosi e l'uso dei test (cioè le uniche sentenze per abuso della professione di psicologo riguardano questo ambito).
    PS: tutte queste informazioni le ho acquisite su questo forum, quindi a)l'università non ne parla b)se ci sono errori rimando al forum stesso, nel vari 3d sull'abuso di professione di psicologo.

    lo PSICOTERAPEUTA invece: curare la psiche non vuol dire curare il cervello. Il cervello non è la psiche. Spesso i "problemi psichici" sono il risultato di relazioni disfunzionali, modi disfunzionali di relazionarsi con gli altri, interpretazioni distorte della realtà, ecc...quindi la psicoterapia ha lo scopo di attuare una "ristrutturazione cognitiva".
    Ad esempio, Beck (uno dei mostri sacri in tema di depressione) parla di "triade cognitiva" (interpretazioni distorte di sè, del mondo, del futuro -come conseguenza di esperienze con le figure significative durante l'infanzia che vengono rinforzate nell'adolescenza e età adulta), da cui ha origine il vissuto depressivo e la patologia depressiva quindi è secondaria al sistema di pensiero distorto. Ed è questo che va modificato con la psicoterapia. E i farmaci non servono. Ne' servono nozioni di medicina.
    Semplificando, i farmaci non curano la patologia, ma alleviano il sintomo in fase acuta. Può essere utile, ma non è psicoterapia. E non vedo la necessità che lo psicoterapeuta abbia nozioni di medicina e farmacia, perché può benissimo farlo con la consulenza di un medico.
    La questione, secondo me, è all'inverso: per fare psicoterapia bisognerebbe avere una formazione post-laurea quadriennale specifica in psicoterapia. Sembra una cosa banale, ma i medici, gli psichiatri e i neurologi invece possono per legge fare psicoterapia senza questa formazione. Ma questo è un altro capitolo


    2) Se lo psicologo è un neuropsicologo 3)Se lo psicologo è uno psicologo sociale, del lavoro, della comunità eccetera....ci devo pensare...ora non ho tempo per il momento accontentatevi del punto 1...un saluto a tutti!
    ok, attendiamo con ansia
    Ultima modifica di Johnny : 02-04-2010 alle ore 15.21.13

  15. #15
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    11-09-2008
    Messaggi
    289

    Riferimento: Psicologia come odontoiatria?!

    personalmente sono d'accordo con entrambi anche se ritengo che la psiche sia una espressione funzionale del cervello e lo psicologo e/o psicoterapeuta è tenuto a conoscerne la sua fisiologia.
    Altrimenti sarebbe come chiedere ad un programmatore pc di sapere tutto sul software senza avere idea di come funzioni l'hardware.
    Lo psicoterapeuta cura il software ma deve sapere che possono esserci dei problemi di hardware e quindi deve saperli distinguere onde evitare danni.

    Ma avete ragione entrambi dal momento in cui lo psicologo all'università studia, biologia, genetica umana (seppur complementare) psicobiologia, psicofisiologia clinica così come psichiatria e psicologica clinica. Quest'ultimi contemplano quindi la possibilità di differenziare problemi psichici da quelli organici.

    Molte delle materie su citate infatti (almeno quando studiavo io) comprendono aree quali lo studio delle sindromi corticali, (in fondamenti anatomo fisiologici dell'attività psichica e neurofisiologia ad esempio), così le epilessie all'esame di neuropsichiatria infantie e psicopatologia dell'età evolutiva (quest'ultimo all'epoca, comlementare "obbligatorio")ecc.

    la psicologia è la scienza del comportamento e non distingue tra comportamento normale e comportamento patologico , di conseguenza lo studio della psicopatologia integra anche quelle condizioni grazie alle quali lo psicologo può avere il "sospetto diagnostico" che gli permetta di inviare dallo specialista di riferimento.
    Quante volte capita che di fronte ad un problema di panico lo psicologo si accerti che il paziente abbia fatto una valutazione alla tiroide? Perchè sa che tal disturbo può dare sintomi ansiosi. Oppure di fronte a depressione nell'anziano si accerta di differenziare probabili problemi di tipo degenerativo.

    ritengo che la formazione universitaria in psicologia rispetti discretamente le declaratorie ministeriali che definisce le competenze psicopatologiche , psicobiologiche e neuopsicologiche della figura dello psicologo.
    ciao
    Ultima modifica di simone11 : 03-04-2010 alle ore 16.01.18 Motivo: g..

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