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Visualizzazione risultati 1 fino 13 di 13

Discussione: Paranormal Activity

  1. #1
    Partecipante Affezionato L'avatar di lily1982
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    30-12-2007
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    Paranormal Activity

    Ciao a tutti, volevo sollevare una questione sul (discusso?) film che sembrerebbe aver scatenato ondate di panico facendo leva sulle paure e sul terrore della gente. Personalmente non l'ho visto, ma mi è capitato un paziente di 28 anni al tirocinio che ha chiesto un consulto proprio per questo motivo.
    Voi che ne pensate?

  2. #2
    Partecipante Super Esperto L'avatar di nena2003
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    Riferimento: Paranormal Activity

    Secondo me chi sa di essere terrorizzato da questi film dovrebbe semplicemente non andarli a vedere!

  3. #3
    Partecipante Assiduo L'avatar di Giorgia1984
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    08-11-2007
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    Riferimento: Paranormal Activity

    anche io la penso come nena...oltretutto io l'ho visto al cinema e poi quando ho sentito al tg le centinaia di telefonate arrivate al 118 per attacchi di panico in sala sono rimasta molto stupita!!! Esistono film molto più suggestivi d qst (ve lo posso garantire perchè sn una patita di qst genere cinematografico)...quindi non saprei!!
    Ma visto che non è obbligatorio andarli a vedere....perchè torturarsi inutilmente??
    Dott.ssa Giorgia Penserini
    Psicologa Abilitata
    Iscritta all'Albo degli Psicologi del Lazio
    Iscrizione N°17679

  4. #4
    Partecipante Affezionato L'avatar di lily1982
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    30-12-2007
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    Riferimento: Paranormal Activity

    sono d'accordo con voi, però alcune persone non si aspettano di avere certe reazioni così forti e soprattutto, secondo me, così durature (più di un mese) nel caso della persona in questione. Il paziente che vedo dice che non gli era mai successo prima di sentirsi così, è più di un mese che si sente terrorizzato, ha difficoltà a dormire, è attento ad ogni rumore notturno e continua ad avere pensieri intrusivi rispetto alle immagini del film. Tra l'altro la sua richiesta è di capire perchè ha avuto queste reazioni mentali e fisiche..
    La prossima settimana lo rivedrò insieme allo psichiatra al servizio dove svolgo tirocinio e vedremo che dirà e se è il caso di approfondire.
    A nessuno è capitata una richiesta simile?

  5. #5
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Paranormal Activity

    non potrebbe essere dovuto anche alla campagna publicitaria che è stata fatta su questo film? E' stato esplicitamente presentato come un "film che provoca attacchi di panico", lo ricordo benissimo, e nessun altro film stato presentato in questo modo. Cioè questo è "il film che fa venire attacchi di panico".
    Una persona facilmente suggestionabile e magari con problemi di ipocondria si potrebbe far facilmente influenzare.

  6. #6
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Paranormal Activity

    Con ogni probabilità questa persona sta cercando di comunicare qualcosa di molto profondo (e che lo angoscia estremamente) e non ha altro mezzo che utilizzare il film e le emozioni associate per farlo.
    La suggestione non spiega alcunchè, sarebbe necessario fare un'ipotesi dinamica.

    Saluti
    gieko

  7. #7
    Partecipante Affezionato L'avatar di lily1982
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    Riferimento: Paranormal Activity

    Credo abbiate entrambi ragione, sotto certi punti di vista.
    Sono d'accordo con Jhonny che a volte la suggestione gioca strani scherzi, inoltre secondo me le persone si coinvolgono un po' a vicenda (quante persone urlanti e terrorizzate può contenere un cinema? ovviamente c'è anche chi si guarda questo genere di film senza risentirne assolutamente. Vi ricordate Blair Witch Project? O l'Esorcista negli anni '70??)
    Inoltre, spesso i mass media contribuiscono a creare un fenomeno, mescola il tutto ed ecco crisi di panico e pronto soccorso pieni di chiamate.
    Gieko ha ragione a sua volta, infatti le ipotesi mie e del Tutor si stanno spostando tra le due posizioni che avete esposto. C'è anche l'idea però di non sondare troppo in profondità, almeno all'inizio: da ciò che ha raccontato il paziente l'ultima volta, la situazione potrebbe essere addirittura più grave del previsto. Non si può ancora escludere nulla, anche se la consultazione sta terminando.
    L'ipotesi di lavoro potrebbe essere quella di iniziare con qualche colloquio di sostegno rispetto alla situazione che la persona si trova a vivere in questo momento, per vedere innanzitutto se possiamo lavorare insieme e come lui risponde a questo tipo di conduzione.
    Approfondirei quindi l'anamnesi familiare cercando molto cautamente di farmi spiegare meglio un lutto che ha colpito la famiglia del paziente 4 anni fa. La mia fantasia è che c'entri molto questo fatto, ma volevo costruire un minimo di relazione prima di parlarne.
    Insomma ci vuole tempo, ma le vostre riflessioni mi sono molto utili, grazie!
    Ultima modifica di lily1982 : 30-03-2010 alle ore 10.53.08

  8. #8
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Paranormal Activity

    In verità le due ipotesi si rifanno a teorie completamente differenti, quindi non vedo come possano essere entrambe valide.
    Per il resto sono d'accordo: senz'altro ci vogliono la necessaria cautela ed idee chiare prima di addentrarsi nella sostanza delle comunicazioni che il paziente fa a questo livello.

    Saluti
    gieko

  9. #9
    Partecipante Affezionato L'avatar di lily1982
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    Riferimento: Paranormal Activity

    [QUOTE=gieko;2307226]In verità le due ipotesi si rifanno a teorie completamente differenti, quindi non vedo come possano essere entrambe valide.

    Ogni collega che legge il caso che ho proposto, utilizzerà il proprio paradigma teorico di riferimento e, di conseguenza, si muoverà nei colloqui utilizzando alcuni strumenti piuttosto che altri. Il mio Tutor è uno Psichiatra specializzato in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale e io frequento una scuola ad orientamento psicoanalitico, il confronto mi è stato finora molto utile, così come parlarne con le colleghe tirocinanti (un'Analista Transizionale, una con orientamento costruttivista e l'altra sistemico-relazionale). Personalmente, penso che il modello teorico di riferimento di ciascuno sia valido mentre la questione è: come muoverci sapendo che la persona in questo momento sta attraversando una situazione di disagio?

  10. #10
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Paranormal Activity

    Citazione Originalmente inviato da lily1982 Visualizza messaggio
    Personalmente, penso che il modello teorico di riferimento di ciascuno sia valido mentre la questione è: come muoverci sapendo che la persona in questo momento sta attraversando una situazione di disagio?
    Rimango sempre perplesso di fronte a questa ecletticità così marcata... Ad ogni modo e per rispondere alla domanda: sarà necessario utilizzare una chiave di lettura che produca effetti nel paziente. In altre parole sarà necessario passare quanto prima dalla teoria alla clinica. Potrebbe essere una buona occasione di supervisione, ad esempio.

    Saluti
    gieko

  11. #11
    Partecipante Affezionato L'avatar di lily1982
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    Riferimento: Paranormal Activity

    Certo, domani ci sarà questo passaggio chiave di cui parli nella restituzione al paziente, vedremo. L'eclettismo è parte di me, lo ammetto! Infatti mi spiace che nessun'altro si sia interessato alla discussione!

  12. #12
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Paranormal Activity

    Ci farai sapere come è andata, spero, e come gestirai l'eventuale lavoro clinico basato su queste due ipotesi che chiamano in causa due modalità di intervento profondamente diverse.

    Saluti
    gieko

  13. #13
    Partecipante Affezionato L'avatar di lily1982
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    Riferimento: Paranormal Activity

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Ci farai sapere come è andata, spero, e come gestirai l'eventuale lavoro clinico basato su queste due ipotesi che chiamano in causa due modalità di intervento profondamente diverse.

    Saluti

    forse non mi sono spiegata bene: le ipotesi diagnostiche sono molteplici perchè questa persona è particolarmente difficile da inquadrare, quindi è difficile capire come gestire un eventuale presa in carico e quale approccio seguire.

    In conclusione, le ipotesi prevalenti sono (riassumendo molto molto brevemente):

    1.il film è un "pretesto" che ha fatto emergere aspetti importanti, magari legati al passato e alla storia di questa persona; mi chiedo pertanto che tipo di organizzazione di carattere potrebbe avere, che tipo di difese sono prevalenti; terrei conto del transfert e mi farei un pensiero rispetto alle relazioni oggettuali, al funzionamento dell'io ecc ecc.

    2.con questa persona è più efficace un approccio comportamentale che gli permetta almeno di "funzionare" al meglio in questo momento particolare che sta affrontando (QUESTA NON E' LA MIA FORMAZIONE!)

    3.un approccio farmacologico e psichiatrico potrebbe risultare utile in una persona per cui è stato ipotizzato anche uno stato psicotico?

    4.c'è un abuso di sostanze che non è emerso nel corso dei colloqui? o c'è semplicemente qualche particolare/evento/esperienza che non abbiamo colto? (lavoro di equipe)

    5.in un profilo cognitivamente non brillante (comprovato da precedenti), c'è semplicemente una difficoltà di comprensione, elaborazione, integrazione di aspetti ambivalenti, emozioni sopite da ascoltare?

    Alla fine, la persona inizierà con me un percorso di sostegno a tempo determinato in cui approfondirò come prima cosa l'anamnesi personale e familiare (lutto importante nel passato) e cercherò di capire meglio le sue richieste ("voglio tornare come prima del film" - "cosa mi sta accadendo?") e come mai ha smesso di andare al lavoro e di uscire con gli amici.
    Attendo critiche e quant'altro vi venga in mente leggendo le mie parole!

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