Un sogno di qualche notte fà...


Mi sto osservando dall'alto, mi vedo dall'alto, fuori dal mio corpo. Il mio corpo è disteso. Sono una neonata. Piccola. Nuda. Accanto a me c'è...la mia gemella. Il mio corpo non è solo il mio corpo. Io non sono un essere “separato”. Il nostro corpo è fuso, si tocca, compenetra. Siamo unite all'altezza del cuore. Nel petto. Li non c'è carne ne pelle. L'unico petto che ci permette di vivere è aperto, gli organi interni alla luce del sole. Il cuore, in particolare è ben visibile. Un unico cuore attraverso il quale siamo uniti in modo indissolubile. Un unico cuore che pulsa, e quel pulsare e vivo, forte e ben visibile...il senso di unione forte. Dal punto in cui sono vedo molto bene tutto. Dall'alto si può percepire ogni cosa...e ora la qualità dell'aria è cambiata. Ci vogliono separare. I medici hanno stabilito che una di noi due deve morire perché l'altra possa vivere. Hanno deciso che sarò io a vivere. Ho più probabilità di farcela. Una profonda disperazione mi attraversa tutta. Li, da dove sono, dal mio punto di osservazione non posso fare nulla per impedirlo...ed è tremendo. Vorrei urlare loro di fermarsi, di non farlo...di non ucciderla...E poi perché io? Perché non lei? Perché non lasciano che sia lei a vivere? Perché non capiscono che non possono dividerci, che non posso vivere senza di lei...il dolore è cosi forte che per un attimo penso che sarò io a morire per prima alla fine...e forse sarebbe anche meglio...Non c'è nulla da fare: hanno iniziato l'intervento. Fanno dei segni scuri con un pennarello sul corpo di mia sorella. Linee tratteggiate che segnano la sua condanna. Su quelle linee tra poco scorrerà un bisturi. E il mio urlo silenzioso non arriva a fermare tutto questo...
Da dove sono, dall'alto, la guardo...mia sorella...per quella che so sarà l'ultima volta. Guardo il suo volto innocente, i suoi lineamenti cosi delicati, e cosi uguali ai miei...le sue braccine, i piccoli pugnetti chiusi, le gambe e il suoi piedini cosi delicati...la guardo e se potessi piangere le lacrime che non ho le farei posare sul nostro cuore...un ultima volta nostro...
Tutto si sta ormai compiendo e da dove sono, la in alto, sposto lo sguardo sui miei genitori.
Mi chiedo come possano essere stati capaci di compiere un simile gesto e come, soprattutto, possano avermelo tenuto nascosto. Una cosa cosi grande. Mai una parola. Mi chiedo quanto debba contare io, per loro, se hanno voluto cancellare il mio passato. Quanto abbiamo voluto bene a mia sorella, se si sono comportati come se non fosse mai esistita, e se davvero sono convinti di avere fatto la scelta giusta...