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  1. #1

    Via le rughe, via la tristezza e la rabbia



    Via le rughe, via la tristezza e la rabbia


    Una recente ricerca americana ha dimostrato che il Botox, usato per correggere le rughe d’espressione, non solo riduce la capacità di manifestare e riconoscere la rabbia e la tristezza ma ha contribuito a suffragare un’ipotesi secondo cui i muscoli mimici intervengono nell’espressione delle proprie emozioni e nel riconoscimento dei sentimenti altrui.


    L’uso del botulino nella medicina estetica


    La tossina botulinica è una proteina potenzialmente tossica che si sta facendo strada nel trattamento delle rughe d’espressione e che sta sostituendo il vecchio lifting, spesso troppo invasivo. Agisce direttamente sui muscoli facciali, la cui contrazione sta alla base della formazione delle rughe e il suo effetto dura dai 3 ai 6 mesi. Se viene iniettata nelle rughe del terzo superiore del viso provoca un blocco dell’impulso nervoso ai muscoli che così subiscono una specie di “paralisi”. Il risultato è un viso più “disteso”, e, se usata a basse dosi, sembrerebbe avere ridotti danni collaterali. La buona tolleranza fisica al Botox (il farmaco che usa la tossina botulinica di tipo A purificata come principio attivo) porterebbe molte persone ad usarla spesso, sviluppando perfino una certa dipendenza psicologica.


    La ricerca


    Un recente studio americano, condotto dagli psicologi della University of Wisconsin e, in corso di pubblicazione sulla rivista Psychological Science, ha permesso di scoprire un effetto collaterale del Botox che non ha nulla a che vedere con gonfiori o ematomi, come ci si potrebbe aspettare da un trattamento estetico ma coinvolgerebbe, invece, l’espressione di alcune emozioni e la loro decodificazione dal viso degli altri. Le persone coinvolte nella ricerca sono state dapprima sottoposte all’esposizione di alcune frasi-stimolo capaci di sollecitare diverse emozioni: “L’invadente venditore ti tiene al telefono e non ti lascerà tornare alla tua cena” per generare rabbia, oppure “Nessuna email nella tua casella elettronica per augurarti buon compleanno” per evocare tristezza, “Il parco acquatico ci rinfrescherà in questa giornata afosa” per stimolare la gioia; subito dopo veniva eseguita l’iniezione di Botox e, nell’ultima fase dello studio, si presentavano nuovamente le frasi stimolo precedenti. Dai risultati emerge che le persone, in seguito al “congelamento” di alcuni muscoli facciali, non solo non erano capaci di “accigliarsi” ma impiegavano più tempo a decodificare le emozioni legate ai messaggi precedenti. Gli psicologi della ricerca, coordinati da David Havas, sono giunti alla conclusione che se si bloccano i muscoli del viso, si riduce la capacità di sentire una determinata emozione e di riconoscerla negli altri ma non solo, lo studio potrebbe dare conferma all’ipotesi del “feedback facciale” secondo cui nel momento in cui il nostro viso sta esprimendo un’emozione, aumenta l’intensità del vissuto ad essa associato: se, per esempio, quando siamo felici ridiamo, la risata e il correlato di muscoli facciali attivati, incrementerà il sentimento di gioia.


    Questo studio mette in rilievo il ruolo che tutto il corpo svolge nella determinazione dei sentimenti. Spesso si fa riferimento alle reazioni vegetative legate alle emozioni mentre non sempre si riconosce il valore dell’impegno muscolare. Sembra, invece, che la tensione muscolare ritrasmetta a livello del Sistema Nervoso Centrale delle “informazioni” che, unite ad altre, contribuiscono alla qualità e all’intensità dell’esperienza emozionale. Siamo ormai sempre più lontani dalla separazione corpo-mente e sempre più vicini all’integrazione dei processi somatici con quelli psicologici, come a dire che forse non esiste un evento puramente psicologico che non sia accompagnato da reazioni corporee.




    Fonti


    Sarno A., “La ricerca americana. Il botulino rende belli ma inespressivi cancella le rughe e le emozioni negative”, Il botulino rende belli ma inespressivi cancella le rughe e le emozioni negative ? Kataweb NewsControl.


    Ruggieri V. (1997), “L’esperienzaa estetica. Fondamenti psicofisiologici per un’educazione estetica”, Armando Editore.


    Ruggieri V. (1999), “Mente corpo malattia”, Il Pensiero Scientifico Editore.
    Ultima modifica di Obiettivo Psicologia : 17-03-2010 alle ore 17.07.56

    Pamela Serafini

  2. #2

    Riferimento: Via le rughe, via la tristezza e la rabbia

    Leggendo questa news ho subito pensato che effettivamente, le conseguenze "sull'espressione delle emozioni" in coloro che, riprendendo le parole della news, hanno "congelato" alcuni muscoli facciali, sono molto evidenti.

    In una società nella quale si è sempre alla ricerca di nuove/forti emozioni è un peccato perdersi il piacere di poter vivere fino in fondo l'adrenalina naturale data ad esempio da un'intensa risata! ;-)))

    In fondo, impariamo e conosciamo l'atro, come sta e cosa prova cercando di interpretare le sue espressioni facciali...



    Dott.ssa Chiara Iazzolino

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